Fare memoria della Shoah: i contributi degli studenti di tutti i settori

Memoria è…
Stare dalla parte di chi è ai margini.
Prendere posizione dinanzi all’ingiustizia sociale.
Combattere il linguaggio dell’odio, sempre.
Non sottovalutare “la banalità del male”.
In questi giorni tutti gli  studenti hanno “fatto memoria” della Shoah con tante attività.
Clicca qui per vedere i contributi di tutti i settori.

Il MEG affronta la giornata della Memoria

Ogni anno il 27 gennaio si celebra una giornata per ricordare quello che è successo tempo fa e, se ci pensiamo, in realtà tutto è accaduto in un tempo non troppo lontano. Il 27 gennaio 1945 sono stati liberati gli Ebrei dal campo di concentramento di Auschwitz, il luogo in cui erano stati deportati come merce senza valore, come se fossero stati diversi da noi e come se fossero colpevoli solo per essere nati. Milioni su milioni di persone sono morte durante la Shoah e noi abbiamo il dovere di ricordare quello che è successo per non dimenticare e fare memoria di come le persone sanno essere crudeli contro uomini, donne e bambini che non hanno fatto niente. In occasione di questa giornata anche il MEG (Movimento Eucaristico Giovanile) ha organizzato un momento per parlare della Shoah attraverso la testimonianza di una sopravvissuta ai campi di concentramento: Liliana Segre. Liliana è stata deportata a soli 13 anni insieme a suo padre e oggi racconta a tutti, ma soprattutto ai ragazzi, la sua storia proprio per non dimenticare. Oggi Liliana è un attivista e senatrice a vita; lei e la sua storia sono conosciute in tutto il  mondo e ci fanno riflettere su quanto noi siamo fortunati e su quanto lei sia stata sempre coraggiosa non perdendo mai la speranza.

Dopo aver visto e sentito i racconti della giornata della memoria, i ragazzi del MEG si sono concentrati sulla frase che li aveva colpiti di più dell’intervista sulla deportazione di Liliana Segre e con tutte queste frasi, insieme, abbiamo creato un cartellone per ricordarci di lei, di tutti i sopravvissuti, ma soprattutto come dice Liliana: “delle persone che sono salite sul treno con me e che non ci sono più“.

Di Bianca Lo Iacono

Negazionismo oggi, il dibattito dei liceali

I ragazzi del triennio dei licei sono stati invitati a riflettere sul significato ed il peso della memoria nel presente, tramite attività con tagli didattici ed obiettivi diversi.
Se i ragazzi del Quarto Anno, guidati dalla prof. Giganti, sono stati coinvolti in una riflessione sul rapporto tra individuo e società che è sfociata nella realizzazione di una pagina Instagram dedicata a questa tematica (clicca qui per visionarla) , i ragazzi del quinto anno invece si sono cimentati in un dibattito sul tema del negazionismo: un’opinione abietta come questa può diventare reato? Se si, in quali circostanze ed entro quali limiti?
A queste riflessioni se ne sono unite altre svolte a partire da spunti offerti dai contenuti disciplinari, come lo studio della “Germania” di Tacito (liceo Classico) e l’analisi delle opere di artisti contemporanei come Mauri e Boltanski.

Il vocabolario della memoria: parole e immagini per conoscere e ricordare

La classe 1A, ha svolto un elaborato dedicato ad Anna Frank interamente in lingua inglese. In seguito ad un brainstorming, in lingua italiana e inglese, sono nate interessanti riflessioni sulla sua vita e sull’importanza della memoria.










Le classi 2A, 2B e 2D, guidate dal prof. Rosario Calabrese, hanno analizzato il tragico evento dello sterminio del popolo ebraico dal punto di vista delle parole e delle immagini chiave. Il vocabolario della Memoria, una raccolta di termini che condensano tutta la brutalità e la crudele determinazione messa in atto dai nazisti per sterminare gli ebrei, è stato il risultato di un brainstorming in classe che ha portato alla creazione di una nuvola delle parole accompagnata dalla ricerca di alcuni ritratti fotografici delle vittime della Shoah, ossia persone deportate nei campi di concentramento o morte in Italia in eccidi, in stato di detenzione, per disagi o privazioni. Tale ricerca è stata eseguita grazie agli iPad e ad una fototeca realizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC-Onlus). In seguito, ogni studente ha raccolto le notizie bibliografiche di una delle vittime della persecuzione antiebraica del 1943-1945 e le ha postate, insieme alla foto, su un Muro della Memoria appositamente creato sul sito Padlet.com.












Nello specifico, la sezione 2D, e anche la classe 1B, hanno indagato la figura di Irena Sandler, una donna polacca che grazie alla sua astuzia e al suo ingegno, è riuscita a mettere in salvo oltre 2000 bambini ebrei dal ghetto di Varsavia. È seguita la proiezione del video, in inglese, “Ted Talk” sulla sua vita e la sua missione, fondamentale per discutere l’importanza del coraggio e della presa di posizione in contesti in cui i diritti degli altri non vengono rispettati.



















In 3B il prof. Antonio Arcidiacono ha organizzato un’attività volta a sensibilizzare i ragazzi su come può agire il potere di un governo che riversa una colpa inesistente su un gruppo di cittadini e fa leva sugli altri per discriminarli ed escluderli (così com’è accaduto negli anni dell’Inquisizione o delle deportazioni naziste). Attraverso una sorta di gioco di ruolo innescato dalla distribuzione di alcuni biglietti ai singoli studenti con delle caratteristiche personali, è nata una discussione sull’importanza del dubbio e di come non si debba recepire una legge o una regola in modo passivo ma chiedersi il perché di ciò a cui si obbedisce. L’attività, nello specifico, si è così sviluppata:

gli studenti possono essere ”colpevoli” o ”innocenti”, il compito del gruppo è individuare i colpevoli ed escluderli.
In realtà ogni biglietto riporta solo la parola ”innocente” e pertanto nessuno è di fatto ”colpevole”
Ogni studente riceve un biglietto personale in cui sono scritte delle caratteristiche personali:
– colore dei capelli
– attenzione scolastica
– attitudine e carattere personale
Una regola fondamentale è che nessuno può mostrare all’altro ciò che c’è scritto sul proprio biglietto ma può solo dialogare.
L’attività si svolge all’aperto e i ragazzi sono liberi di muoversi e parlare tra loro.
Dopo alcuni minuti di discussione, il docente richiama i ragazzi in cerchio invitandoli a esprimere palesemente i nomi dei possibili colpevoli.
Quindi singolarmente vengono votati i candidati all’esclusione e se ricevono la maggioranza dei voti, vengono esclusi.
Alla fine dell’attività il docente rivela che in realtà non esiste nessun colpevole e che egli ha fatto credere che ne esistessero più di uno.
L’attività è volta a sensibilizzare i ragazzi su come può agire il potere di un governo che riversa una colpa inesistente su un gruppo di cittadini e fa leva sugli altri per discriminarli ed escluderli (così com’è accaduto negli anni dell’Inquisizione o delle deportazioni naziste).
– l’attività ha avuto ottimi risultati e i ragazzi hanno poi discusso sull’importanza del dubbio e di come non si debba recepire una legge o una regola in modo passivo ma chiedersi il perché di ciò a cui si obbedisce.


Nel silenzio, la memoria

I bambini della Primary dell’ISP osservano il minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’olocausto.

Libri, film e racconti che insegnano ad essere “più umani”

L’attività curricolare delle classi della Scuola Primaria, in questa settimana, è stata interamente percorsa da un tema così dirimente e imprescindibile, seppur di sempre difficile trattazione. Gli strumenti adottati sono stati diversi: la lettura di un libro, la visione di un film, una lezione stimolante, il confronto attivo e il dibattito dei nostri ragazzi sono stati fondamentali per non perdere le tracce di ciò che è stato, e di ciò, che nella memoria, non dovrà essere mai più.

Per la 4B, parla la maestra Daniela:

“Affrontare un tema di questa portata richiede la massima delicatezza per accompagnare i bambini a prendere atto di una pagina nera della storia del ‘900. Partendo dalle loro conoscenze pregresse, ho spiegato il concetto della parola shoah e ho chiarito il significato di ebreo, ovvero persona di religione ebraica; successivamente, ho proposto ai bambini la lettura in aula del libro “La stella che non brilla” di Guia Risari. Si è trattata di una lettura attiva, quella dei bambini, cui ha fatto seguito un confronto guidato sul libro e sulle emozioni emerse, inquadrando il quadro storico nel quale è avvenuto il genocidio degli Ebrei e non solo. Ho cercato di far comprendere loro che dietro questa macchina spietata c’era una pianificazione di strategie politiche e sociali che, partendo dalla propaganda (con il controllo totale dei giornali, della radio e cinema), giungeva alla promulgazione di Leggi Razziali per legittimare le discriminazioni degli Ebrei e per arrivare alla cosiddetta “soluzione finale”.
Facendo mie le parole di papa Francesco, dinnanzi all’inorridire dei bambini a fronte della spietatezza degli uomini, ho detto loro che ciò è avvenuto, perché gli uomini hanno dimenticato che “siamo tutti fratelli”.
A conclusione, i bambini hanno realizzato un cartellone che schematizza quanto appreso sulla Shoah e sull’importanza del serbarne sempre memoria (Zakhor), contornando il cartellone con tante stelle di David, che riprendono a brillare con i messaggi di speranza che ciascun bambino sente nel proprio cuore.”

La 4A ha prediletto la visione del film “ La bambina delle arance”, che congiuntamente alla spiegazione della maestra e all’inquadramento storico della vicenda narrata, ha dato modo di stimolare un momento di dialogo e confronto sul tema, concretizzatosi, poi, nella realizzazione di un elaborato scritto nel quale gli studenti hanno avuto modo di dare libero sfogo ad emozioni e riflessioni.

Diamo voce ad alcune di queste: “ Questa storia ci insegna che noi possiamo fare la differenza, come Greta, che ogni giorno portava a Davide i resti della sua colazione a rischio della propria vita. Ma non solo questo: possiamo trarre dalla storia altre riflessioni, emozioni, sentimenti…. Il mondo non è solo un buco tutto noia e videogiochi, è molto di più!”

“Quando , a volte, ci sentiamo soli e pensiamo di essere inutili dobbiamo ricordarci di Davide, ma anche di molti altri che hanno vissuto l’orrore della guerra e che sono morti, burattini apparenti della altrui cattiveria e  dello strapotere. Le testimonianze dei sopravvissuti ci hanno insegnato ad essere più umani.”

La 5A, 5B e la 5C, invece, si sono immersi nel classico “La vita è bella”, destinando i momenti a seguire alla recita di poesie, alla lettura di testimonianze e a un confronto in classe.

I più piccoli  sono stati accompagnati in questo percorso immersivo attraverso vari strumenti: il racconto emozionante ed emozionato del “Orsetto di Fred” per la 3A ; il cartone La stella di Andra e Tatiper la 3B; il film animato “Otto l’Orsacchiotto” ha accompagnato la 2A nell’attività di circle time e nella realizzazione di un cartellone finale; la 2B ha elaborato invece un lavoretto dopo aver riflettuto sul valore della diversità e dell’unicità di ciascuno grazie alla Filastrocca sulla diversità e alla visione del video “La liberazione delle Formichine”.

Fare memoria, costruire la pace.

Alla Scuola dell’Infanzia affrontiamo normalmente il tema dell’uguaglianza fra gli uomini,  fermamente convinti della necessità di sensibilizzare i bambini già in tenera età.

In particolare, durante questa settimana, tutti i bambini hanno svolto attività sulla pace, la fratellanza, e l’importanza della diversità.

La storia di Elmer, l’elefantino variopinto, che si accorge di essere l’unico multicolore in un mondo di elefanti grigi, ci ha accompagnato lungo tutto il percorso, aiutandoci a cogliere la bellezza della diversità, come unicità di ciascuno, e quindi come un tesoro da conservare.

Inoltre, i bambini hanno ascoltato canzoncine, filastrocche sulla pace, e hanno fatto disegni e lavoretti a tema.

Giorno 27 gennaio, per la Giornata della Memoria, ogni bambino porterà a casa un arcobaleno fatto con le proprie mani, come simbolo di pace e unità.  (Dalila Rubino, maestra dell’Infanzia).

Gli Esercizi nella Vita Ordinaria (EVO): un’esperienza di incontro con il Signore nella vita quotidiana.


Già da molti anni all’interno del Gonzaga si riuniscono, ogni anno, gruppi di persone che, interessati alla spiritualità di sant’Ignazio, fanno un percorso di formazione personale attraverso gli Esercizi spirituali del Santo, ma con modalità diverse nei tempi e nei luoghi. Sono, appunto, gli EVO, Esercizi spirituali nella Vita Ordinaria, adattati alle esigenze di chi lavora, studia o svolge attività che impediscono di allontanarsi dalla propria quotidianità. Non sempre è possibile, infatti, pregare e meditare in luoghi appartati per giorni o settimane, come richiede l’esperienza completa dell’intero percorso previsto da sant’Ignazio (il cosiddetto “mese ignaziano”), ma chi vuole vivere ugualmente una delle esperienze più belle, travolgenti e trasformanti, anche se impossibilitato a “ritirarsi”, può frequentare un corso Evo, promosso da un’équipe di laici ignaziani formati per questo servizio da un padre gesuita.  

Il corso dura due anni “scolastici”, da settembre a giugno, con incontri quindicinali della durata di due ore. Il gruppo che si riunisce è costituito da 10/12 persone, accompagnato da due guide che danno istruzioni circa il tema da approfondire e, soprattutto, indicazioni su come pregare, meditare e contemplare. Tutto ciò dovrà essere interiorizzato dall’esercitante e vissuto giorno per giorno con la preghiera personale, alla quale dovrà essere dato ampio spazio. L’esercitante, infatti deve cercare di incontrare Dio quotidianamente e fedelmente, per crescere nell’amore e nel servizio degli altri, soprattutto dei più bisognosi. 

All’inizio di ogni incontro avviene la condivisione in gruppo dell’esperienza vissuta nei quindici giorni precedenti da ogni componente. Si realizza, pertanto, a poco a poco, una comunione spirituale che aiuta e sostiene tutti e ciascuno. L’esperienza dell’altro aiuta a riconoscere e ritrovare la propria fragilità e il profitto, evitando scoraggiamenti o esaltazioni. Fondamentale è, quindi, non solo l’incontro  “a tu per tu” con Dio nella preghiera di ogni giorno, ma anche il cammino svolto insieme a tanti altri compagni, uomini e donne che condividono la stessa forte esperienza dello Spirito. 


Le guide accompagnano con discrezione e favorendo sempre l’incontro personale con Dio, non sostituendosi mai all’azione dello Spirito, ma aiutando l’esercitante a comprendere il Suo linguaggio attraverso l’individuazione delle mozioni spirituali e a riconoscere gli stati della “consolazione” e della “desolazione”. In questo modo si impara a leggere e a “gustare” la Parola di Dio, si comprende e si fa esperienza che veramente il dono più grande è l’incontro personale con Gesù Cristo, si apprende un po’ alla volta in che modo trovare la volontà di Dio, attraverso il discernimento.

Angela Caruso

Mock exams: inizia il conto alla rovescia del Diploma Programme

L’educazione di giovani curiosi, competenti e premurosi, capaci di creare un mondo migliore e più pacifico, attraverso la comprensione e il rispetto dell’interculturalità è la mission dell’International Baccalaureate Programme, il culmine del programma di studi offerto dall’ISP del Gonzaga Campus.


Attiva in ben 140 paesi, l’International Baccalaureate (IB) è un’organizzazione che offre programmi educativi di altissimo livello destinati a studenti dai due ai diciotto anni di età. Il programma IB ha lo scopo di consentire agli studenti di sviluppare abilità e autonomia nello studio e di diventare persone competenti per tutta la vita, con una prospettiva internazionale e una comprensione approfondita del mondo. Per valutare il raggiungimento di questo standard da parte degli studenti, gli esami del loro percorso di studi sono progettati per misurare abilità di base come l’acquisizione delle conoscenze, la comprensione di tutti i concetti chiave delle materie in programma, nonché l’utilizzo di metodi efficaci di apprendimento. Gli esami mettono alla prova la capacità dello studente di valutare e costruire un argomento, risolvere problemi in modo creativo e analizzare le informazioni.

Per ottenere un diploma IB, che consente l’accesso alle migliori università di tutto il mondo, gli studenti del programma di diploma biennale (DP1 e DP2) devono sostenere e superare un minimo di sei esami. Il programma IB offre oltre cinquanta possibili scelte: gli esami devono includere almeno una lingua straniera, scienze sociali, scienze sperimentali, letteratura e matematica. Il sesto esame può essere un corso di arte, una seconda lingua straniera o un’ulteriore materia scientifica. Gli studenti hanno, inoltre, la possibilità di scegliere tra standard level e high level, due livelli di difficoltà di studio a seconda delle loro prospettive future, ma almeno la metà degli esami deve essere sostenuta ad alto livello, il quale richiede 240 ore di insegnamento e di preparazione.

Per tutta la durata della scorsa settimana, i nostri ragazzi e ragazze del secondo anno del Diploma Programme hanno sostenuto i mock exams, le simulazioni in previsione degli esami finali di profitto che avranno luogo a partire da fine aprile. Una novità sia per i nostri giovani e promettenti studenti, che per la prima volta hanno avuto l’occasione di misurarsi e di valutare il proprio apprendimento attraverso le simulazioni, sia per la nostra scuola, in quanto inaugura proprio quest’anno la tipologia di esaminazione finale che consentirà ai ragazzi di ottenere il loro diploma internazionale.


Afferma
Lorenzo Vantaggiato, insegnante e coordinatore del Diploma Programme dell’ISP: “Le simulazioni d’esame che non vengono, tuttavia, sottoposte all’organizzazione per la valutazione, consentono agli studenti e a noi insegnanti di valutare la loro preparazione per gli esami IB formali richiesti dal Diploma Programme.” Con lo scopo di preparare gli studenti agli esami effettivi, i mock exams IB sono progettati per essere molto simili all’esaminazione finale. Le istruzioni da parte degli insegnanti sono state precise e specifiche; le domande e i quesiti hanno richiesto risposte approfondite e ben ponderate. È stata, pertanto, fondamentale un’ottima preparazione di base da parte degli studenti, che hanno saputo sfruttare al meglio le ore di studio in autonomia durante le vacanze della pausa natalizia. Gli esami umanistici e letterari, infatti, richiedono saggi. Gli esami di matematica richiedono che il lavoro necessario per risolvere un problema sia mostrato per intero. Per tale ragione, i mock exams sono stati sostenuti a gennaio, subito dopo il rientro dalle vacanze, per permettere agli studenti di avere ancora diversi mesi per correggere eventuali punti deboli e per potenziare la propria preparazione. 

Continua Lorenzo Vantaggiato: “Nonostante le iniziali difficoltà organizzative tra le quali, in primis, l’emergenza sanitaria COVID-19 che ha causato un ritardo nella riapertura delle scuole in Sicilia e, di conseguenza, lo slittamento dei mock exams, siamo riusciti a concludere questa settimana con la serietà e l’impegno che da sempre ci contraddistinguono. Siamo soddisfatti della preparazione dei nostri ragazzi e ragazze. Hanno reagito bene alle simulazioni e ora sono più coscienti e pronti ad affrontare con serenità gli esami finali. Questi ultimi, verranno sostenuti nelle settimane tra fine aprile e metà maggio, per cui abbiamo ancora un paio di mesi davanti a noi per prepararci al meglio. Sfrutteremo insieme questa opportunità che abbiamo avuto di condensare in un’unica settimana tutti gli esami simulati, trovando il modo di comprendere come reagire agli esami finali, tenendo a bada eventuali stress e tensioni, e capendo così con largo anticipo quali aree potrebbero aver bisogno ancora di lavoro e di maggiore concentrazione.”

Costanza Amato, facilitatore ISP

Quando lo sport scende in Campus. Ti presentiamo gli allenatori della Polisportiva!

Coltivare mente e corpo, allenarli per tessere una sinfonia armonica che accompagni la persona in un virtuoso percorso di crescita.
E’ questo l’obiettivo che ci impegniamo a promuovere ogni giorno.
La Polisportiva del Gonzaga Campus è un luogo privilegiato di incontro di generazioni diverse, animate dalla stessa passione, dalla stessa volontà di affrontare continue sfide e di condividere un cammino comune.
Vi presentiamo i nostri compagni di viaggio: il team di allenatori della Polisportiva.

MISTER CALCIO:


Antonino Lo Biondo: laureato presso l’ex I.S.E.F. (oggi scienze delle attività motorie e sportive).  Dopo pochi anni di insegnamento presso il campus Lincoln, ha vinto il concorso alla Guardia di finanza. Amante dello sport, è anche allenatore di karate. Nel 1988 ha conseguito l’abilitazione di “Istruttore Giovani Calciatori” presso la F.I.G.C. Vanta un’esperienza trentennale nel settore calcistico e attualmente è istruttore presso la Polisportiva CEI.


Giuseppe Cusimano:
laureato in scienze delle attività motorie e sportive. Ha frequentato uno stage formativo nel 2018, nella città di Bruxelles, presso la società professionistica Anderlecht Football Club. Ha conseguito la qualifica di allenatore UEFA C e di tecnico presso il centro tecnico federale di Palermo. Ha esperienza nel settore dal 2015 e dalla stagione 2017 è allenatore presso la Polisportiva Gonzaga, attualmente alla guida delle categorie Under 13 e Under 12 élite.


Giuseppe Pillitteri:
laureato presso l’ex I.S.E.F. e docente di scienze motorie dal 1977. Ha maturato, dal 1975 ad oggi, una lunga esperienza lavorativa con i bambini presso molteplici palestre di Palermo. Istruttore di calcio dal 1990 al 2000 presso l’istituito Rousseau. Dal 2001 al 2003 ha ricoperto l’incarico di responsabile del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. Infine, storico istruttore di calcio dal 2003 al 2021/22 presso la Polisportiva Gonzaga.


Antonino Mongiovì:
nell’anno 2012 ha conseguito il corso CONI- F.I.G.C. di “Istruttori di Scuola Calcio”; ha conseguito l’abilitazione all’intervento di primo soccorso e all’utilizzo del defibrillatore. Ha ricoperto la mansione di assistente allenatore UEFA B per il settore giovanile della scuola calcio, di direttore sportivo e, dal 2012, di istruttore di scuola calcio, anche di una società che milita in categoria C1. Dal 2018 allena presso la Polisportiva Gonzaga.


Stefano Giovenco:
docente di Scienze delle attività Motorie e Sportive dal 1984. Istruttore federale di atletica leggera. Preparatore atletico presso il centro sportivo Rigamonti di Brescia dal 1987 al 1990. Educatore presso l’istituto Don Orione Villaggio del fanciullo dal 1981 al 1990. Chinesiterapista presso il Centro Lionese dal 1995 al 1998. Istruttore fitness presso le palestre: Ginnic club, Fides, Candia dal 1990. Preparatore atletico della scuola tennis presso la polisportiva Gonzaga dal 1995 al 2002. Istruttore scuola calcio Gonzaga dal 2002.


Vincenzo Capodicasa
: Ha conseguito il Diploma di grado Universitario ISEF e successivamente  la Laurea Specialistica in Scienze Motorie, con votazione 110 e lode; il patentino di “Istruttore di Giovani Calciatori”, con cui ha approdato al Palermo calcio, come preparatore atletico del settore giovanile e come tecnico della scuola calcio; il patentino di “Preparatore Atletico professionista” e il titolo di allenatore di base UEFA B. Dopo esserci aggiudicato per due volte consecutive il titolo di “Campione Regionale Allievi”, decide di dedicarsi alla preparazione di squadre che hanno militato nella categoria Eccellenze e in serie D. Negli ultimi anni ha ripreso a fare anche il preparatore atletico con una formativa esperienza nel Palermo femminile in serie C. Oggi approda al Gonzaga e ha il ruolo di  tecnico dei giovanissimi Under 14 regionali. 


Massimo Di Giorgio
: Ha conseguito il patentino di “Allenatore di giovani calciatori” (ora UEFA C). Ha maturato grande esperienza come tecnico, nel settore giovanile (dai Pulcini alla Juniores) presso diverse ASD della provincia di Palermo, vincendo, tra gli altri, un Titolo provinciale Categoria Esordienti ed un Titolo Regionale Allievi (1990/91). È, inoltre, allenatore di Futsal, sia maschile che femminile, responsabile tecnico (vista la provenienza ISEF) e Preparatore Atletico, dalla serie D (provinciale) alla serie A (Nazionale). Nel 2021 è stato nominato, per la stagione 2021/2022, Delegato Provinciale per il Calcio Femminile, presso la Delegazione Provinciale di Palermo. Attualmente responsabile tecnico di un “gruppo 2008” presso la Polisportiva Gonzaga


Roberto Vinci:
ha conseguito la laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive e successivamente la laurea magistrale in Management dello sport e delle attività motorie, a pieni voti. È, inoltre, in possesso della qualifica di “Allenatore abilitato UEFA C Grassroots”, presso la F.I.G.C. Dal 2017 è istruttore di calcio, delle categorie 2009/10-2013 presso la Polisportiva Gonzaga. Dal 2020 collabora con il Settore giovanile scolastico della F. I. G. C. nel progetto “Giococalciando”. Dal 2021 è docente di Scienze Motorie alla scuola primaria e alla scuola secondaria di I grado, presso l’istituto Gonzaga Campus.


Giuseppe De Domenico:
la sua carriera inizia da calciatore, aggiudicandosi il titolo Provinciale esordienti e per due volte il titolo Nazionale. Ha collaborato per anni con la FIGC, rivestendo il ruolo di responsabile delle attività di base; tecnico della rappresentativa Under 17. Ha avuto il privilegio di contribuire alla formazione di base di numerosi professionisti, che hanno militato nei settori giovanili, in serie B e C, tra i quali Salvo Li Vigni, giocatore del Torino e successivamente capitano per sei anni delle varie Nazionali Giovanili Italiane. È stato tecnico di Giacomo Filippi e Vincenzo Italiano, attuali allenatori del Palermo e della Fiorentina. Nel 2005 ha ricevuto il premio CONI per il suo impegno socio/educativo. Quest’anno è approdato alla Polisportiva Gonzaga come tecnico dell’Under 15.


Antonio Barbera:
Laureato in Scienze della Comunicazione, attuale studente della facoltà di Scienze delle attività motorie e sportive. Abilitato come “Allenatore Giovani Calciatori – LICENZA C”, conseguito nell’anno 2020. Dopo una breve esperienza alla Stella D’Oriente (stagione 19-20) come collaboratore tecnico della prima squadra, con particolare attenzione rivolta alla preparazione dei portieri, attualmente affianca il mister Giuseppe De Domenico per la categoria Giovanissimi Regionali.


ALLENATORI BASKET:


Simona Chines:
Agronomo, direttore dell’Antenna Europe Direct di Palermo. Responsabile marketing e ricerca sponsor, coordinatrice di progetti in ambito sociale rivolti al mondo della scuola e in collaborazione con associazioni di volontariato rivolti a giovani svantaggiati e giovani minori migranti per avvicinarli allo sport. Ex giocatrice di serie A1, capitana del Verga per oltre 15 anni, allenatrice del settore giovanile, responsabile dell’attività giovanile e presidente dell’Asd G. Verga, società che ha militato in serie A1. In possesso della tessera FIP Allenatori, ha portato molteplici squadre giovanili alle finali Nazionali e Interregionali, diverse volte Campionesse regionali con le categorie giovanili Under 13/15/17/20, assistente in A2 femminile e capo allenatore in serie B femminile. Da circa 4 anni responsabile coordinatrice e allenatrice del settore giovanile per la pallacanestro della Polisportiva Gonzaga. 


Piero Musumeci:
Allenatore di Pallacanestro dal 1975, docente di Scienze Motorie dal 1984. Inizia con le giovanili dell’US Palermo di Renzo Barbera e della M. Montuori di Marcello Leto e continua con varie esperienze con squadre senior fra cui diversi anni in A1 femminile fra Palermo e Catanzaro. Per diversi anni Responsabile Tecnico Regionale per le nazionali giovanili e componente dello staff Tecnico, di nazionali giovanili maschili e femminili, in competizioni internazionali. Formatore Nazionale presso la Federazione Italiana Pallacanestro dal 2006 e Vice Presidente nazionale dell’APG, associazione di allenatori di pallacanestro giovanile. E’ stato componente di Giunta Regionale del CONI con Presidente Piero Fagone, e Consulente dello Sport presso l‘Assessorato allo Sport del Comune di Palermo con Giovanni Ferro Oggi Presidente del Comitato Allenatori della FIP Palermo. Oggi coordinatore tecnico giovanile Polisportiva Gonzaga.


Davide Gemelli:
Laureto in scienze motorie. Allenatore di base dal 2017. Istruttore regionale minibasket dal 2014. Istruttore certificato CONI Sport e Salute. Allenatore giovanile U14 – U16. Cresciuto come allenatore minibasket all’istituto Gonzaga collaborando con il professore V. Savasta. In seguito tesserato dalla società sportiva G. Verga come responsabile/allenatore minibasket. Secondo assistente in prima squadra Andros basket e Sicily Bay car serie A2 e A1 femminile nelle stagioni 2017/18 e 2018/19.

ISTRUTTRICE TENNIS:


Maria Antonietta Trupia:
Maestra Nazionale FIT. Ha operato prima nelle vesti di giocatrice, conseguendo ottimi risultati agonistici a livello nazionale conquistando nel tempo otto titoli italiani.  All’apice della sua carriera ha anche raggiunto un onorevole piazzamento nella graduatoria internazionale. Ancora oggi, grazie al suo palmares, è considerata una delle migliori giocatrici della storia del tennis siciliano. Come maestra all’inizio del suo percorso d’insegnamento conta un’importante esperienza di lavoro con la Scuola Internazionale Americana di Nick Bollettieri, ancora oggi uno degli allenatori più quotati nel mondo del tennis ma soprattutto si avvale di un’importante collaborazione che dura dal 2010 con uno dei migliori allenatori italiani: il coach internazionale, nonché tecnico nazionale, Giampaolo Coppo, consulente per la Federazione Italiana Tennis nei corsi di formazione. Numerosi i ragazzi siciliani che formandosi nella scuola della maestra hanno raggiuto ottimi livelli nelle classifiche italiane. Ha ricoperto il ruolo di responsabile in diverse scuole tennis di Palermo. Dal 2020 ha avviato un progetto unico nella sua forma, una sinergia tra tre scuole di avviamento al tennis unite da un unico denominatore, la metodologia di insegnamento.

ALLENATRICE PALLAVOLO:


Gaia Anello:
classe ’94, laureata nel 2016 in “Scienze delle attività motorie e sportive” ha conseguito la specializzazione, nel 2018, in “attività motorie preventive ed adattate”. È allenatrice di Primo grado con Secondo livello giovanile, FIPAV. Il suo percorso pallavolistico è iniziato a 9 anni. Ad oggi partecipa al campionato regionale di Serie C ed allena dal 2014 gestendo gruppi sia di minivolley sia di categoria.