Matteo Messina Denaro. Il Procuratore De Lucia incontra gli studenti al Gonzaga

I recenti fatti di cronaca che hanno portato all’arresto di Matteo Messina Denaro hanno scosso il nostro Paese. Tanto è stato detto e tanto viene ancora detto sui mezzi di informazione. Il rischio è però che le tante informazioni non stiano in-formando bene, soprattutto i ragazzi ai quali occorre parlare e offrire chiavi di lettura. Una scuola come la nostra ha il dovere di essere in prima linea su temi come questi coinvolgendo proprio i più giovani!

Così dopo l’onda mediatica di questi giorni, riteniamo sia arrivato il momento di aiutare gli studenti a rileggere questi fatti, per trovare insieme prospettive di senso che ci abilitino sempre di più a percorrere, nelle parole e nei fatti, i sentieri della legalità e della giustizia.

E’ per questo motivo che abbiamo pensato di realizzare un incontro-confronto, in primis per gli studenti del triennio dei licei e aperto alle loro famiglie, con il dott. Maurizio De Lucia, Procuratore Capo della Repubblica di Palermo.

Con lui stesso abbiamo pensato di coinvolgere i ragazzi, per uscire dal sentito dire e capire meglio quello che sta succedendo ed il suo senso per noi. Il dott. De Lucia intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Palermo, ha così affermato in modo forte “Basta con le speculazioni sull’arresto di Matteo Messina Denaro. (…) Negli atti ci sono i fatti che sono duri da contrastare con le semplici diceria. Certo, tutte le opinioni sono rispettabili, però poi i fatti si devono confrontare e le opinioni sono destinate alla sconfitta”.

E’ per questo che ci convochiamo venerdì 03 Febbraio, dalle 08:30 alle 10:30, nel nostro auditorium: il confronto con un uomo delle istituzioni che segue la vicenda in prima linea, e che ringrazio sin da adesso per aver accettato l’invito, potrà certamente aiutarci a comprendere questo evento e a rilanciare il nostro comune impegno per lasciare ai nostri figli una città, una terra, libera dalla Mafia.

I profili ricercati per le sedi di Servizio Civile del Gonzaga di via Piersanti Mattarella 38/42 – Palermo

DENOMINAZIONE ENTE: ISTITUTO GONZAGA – CENTRO EDUCATIVO IGNAZIANO (SU00069)

INDIRIZZO DELLE SEDI DI SERVIZIO: VIA PIERSANTI MATTARELLA 38/42, PALERMO

COSA FACCIAMO IN SINTESI E CHE TIPO DI ATTIVITA’ SI SVOLGERANNO:

Tutoraggio scolastico e supporto a BES e DSAA

Animazione con minori e giovani (dai 18 mesi ai 18 anni)

Laboratori artistici, culturali e musicali

Laboratori di ascolto e lettura tematica, di recupero e potenziamento delle varie materie

Attività ludiche e ricreative

Grest estivo

Biblioteca e cura del patrimonio librario

Attività in lingue, prevalentemente in inglese, ma anche in spagnolo, francese, cinese, arabo

Attività di comunicazione (siti, social, traduzioni, ufficio stampa, grafica, foto, video…)

Attività sportive (calcio, basket, pallavolo, tennis, ginnastica ritmica, scacchi)

Attività sociali e di accompagnamento al volontariato

Segreteria, amministrazione e front office

PROGETTI: “UNA SCUOLA PER TUTTI, METTIAMOCI IN GIOCO, LA CITTA’ DEI TALENTI”

SEDI: Le sedi per le quali si ricercano volontari sono le seguenti:

PER IL PROGETTO “UNA SCUOLA PER TUTTI”

Ente di accoglienza
Sede e codice sede
Numero posti disponibili
Competenze / Esperienze
Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano
Gonzaga – International School Palermo (216859) Via Piersanti Mattarella 42 Palermo
3
Lingue (in possesso di certificazioni linguistiche di inglese – almeno livello B1 – e di una buona padronanza nell’uso orale e scritto della lingua
Educazione (educatori, pedagogisti, assistenti alla comunicazione …)
Psicologia (triennale o con specializzazione in: età evolutiva, disabilità, orientamento scolastico e professionale, lavoro e organizzazioni)
Animazione (gestione di attività ludiche e ricreative per bambini dai 3 ai 13 anni; animazione e gestione di gruppi di adolescenti dai 14 ai 18 anni o di gruppi giovani dai 18 ai 30 anni)
Arti (musicisti, attori, pittori, creativi, studenti o laureati all’accademia di belle arti…)
Gonzaga – Scuola Italiana (216860) Via Piersanti Mattarella 40 Palermo
12 (di cui 4 GMO)
Educazione (educatori, pedagogisti, assistenti alla comunicazione …)
Psicologia (triennale o con specializzazione in: età evolutiva, disabilità, orientamento scolastico e professionale, lavoro e organizzazioni)
Animazione (gestione di attività ludiche e ricreative per bambini dai 3 ai 13 anni; animazione e gestione di gruppi di adolescenti dai 14 ai 18 anni o di gruppi giovani dai 18 ai 30 anni)
Arti (musicisti, attori, pittori, creativi, studenti o laureati all’accademia di belle arti…)

PER IL PROGETTO METTIAMOCI IN GIOCO

Ente di accoglienza
Sede e codice sede
Numero posti disponibili
Competenze / Esperienze
Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano
Gonzaga – International School Palermo (216859) Via Piersanti Mattarella 42 Palermo
3
Lingue (in possesso di certificazioni linguistiche di inglese – almeno livello B1 – e di una buona padronanza nell’uso orale e scritto della lingua
Educazione (educatori, pedagogisti, assistenti alla comunicazione …). •Psicologia (triennale o con specializzazione in: età evolutiva, disabilità, orientamento scolastico e professionale, lavoro e organizzazioni)
Animazione (gestione di attività ludiche e ricreative per bambini dai 3 ai 13 anni; animazione e gestione di gruppi di adolescenti dai 14 ai 18 anni o di gruppi giovani dai 18 ai 30 anni)
Arti (musicisti, attori, pittori, creativi, studenti o laureati all’accademia di belle arti…).
Gonzaga – Scuola Italiana (216860) Via Piersanti Mattarella 40 Palermo
15 (di cui 5 GMO)
Educazione (educatori, pedagogisti, assistenti alla comunicazione …)
Psicologia (triennale o con specializzazione in: età evolutiva, disabilità, orientamento scolastico e professionale, lavoro e organizzazioni)
Animazione(gestione di attività ludiche e ricreative per bambini dai 3 ai 13 anni; animazione e gestione di gruppi di adolescenti dai 14 ai 18 anni o di gruppi giovani dai 18 ai 30 anni)
Patrimonio culturale (esperienze o competenze maturate nella cura del patrimonio librario delle biblioteche o nell’ambito della valorizzazione del patrimonio storico- artistico della città)
Arti (musicisti, attori, pittori, creativi, studenti o laureati all’accademia di belle arti…).
Polisportiva Gonzaga – A.S.D.C.
Polisportiva Gonzaga – Attività sportive (216863) Via Piersanti Mattarella 42 Palermo
3 (di cui 1 GMO)
Sport (allenatori o atleti con esperienza nelle seguenti, o in altre, discipline sportive: calcio, basket, pallavolo, tennis, ginnastica ritmica, scacchi)
Management e comunicazione dello sport e delle attività motorie

PER IL PROGETTO METTIAMOCI IN GIOCO

Ente di accoglienza
Sede e codice sede
Numero posti disponibili
Competenze / Esperienze
Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano
Gonzaga – Attività sociali (216862) Via Marchese Ugo 40 Palermo
12 (di cui 3 GMO)
Comunicazione (comunicazione digitale, gestione siti web, social media manager, giornalismo, fotografia, videomaking, ideazione e progettazione grafica)
Progettazione sociale e scolastica (elaborazione e gestione di progetti educativi, scolastici e sociali)
Informatica e Tecnologie (gestione di software e hardware)
Progettazione
Relazioni con il pubblico, front office
Scienze dell’amministrazione, organizzazioni complesse, compliance, sviluppo aziendale, prevenzione del crimine
Segreteria
Attività di volontariato
Attività con gruppi ecclesiali/parrocchiali

Per tutte le sedi richiediamo attitudini e competenze trasversali: propensione al sociale e ai suoi valori (solidarietà, legalità, cittadinanza attiva), voglia di investire su sé stessi e di scommettersi con il Gonzaga, spirito di iniziativa, capacità di lavorare in team, conoscenze informatiche e linguistiche.

Non cerchiamo persone perfette e sappiamo bene che il “candidato ideale” non esiste; tuttavia, il possesso delle esperienze o competenze elencate (anche solo di alcune, non di tutti certamente) costituisce certamente un vantaggio per chi intende candidarsi. Precisiamo che, qualora esistano le giuste motivazioni, le competenze che si rendono necessarie per lo svolgimento dei vari servizi possono anche essere perfezionate (o, se ce ne sono le basi, anche acquisite) durante il periodo di servizio civile con l’affiancamento degli operatori dell’ente.

COSA FARE?

Chi è intenzionato a candidarsi per una delle nostre sedi ci scriva una mail all’indirizzo: serviziocivile@gonzagapalermo.it allegando il proprio curriculum vitae e dichiarando che intende candidarsi per noi. Se vuole specificando anche progetto e sede che immagina.

Chi ha già inviato il curriculum vitae ci scriva una mail allo stesso indirizzo confermando l’intenzione di candidarsi.

In entrambi i casi specificate se avete il requisito per concorrere per i posti riservati ai giovani con minori opportunità (GMO), ossia ISEE pari o inferiore a 15.000 euro.

A proposito di scuola italiana, confrontiamoci per migliorala insieme. Lettera di p. Vitangelo Denora alla mamma finlandese

[English version below]

“Ho letto la sua lettera con molto interesse e mi dispiace che lei abbia dovuto abbandonare il suo desiderio di vivere in questo nostro bel Paese perché non ha trovato la proposta educativa adeguata per i suoi figli. Dall’altro lato lei ci consegna in positivo due intuizioni importanti.

La prima intuizione è che si potrebbe vivere in questa terra in un modo diverso; si potrebbero cogliere meglio tutte le opportunità che la Sicilia offre, la si potrebbe considerare non una terra da cui partire o talvolta fuggire ma una terra verso cui andare perché ricca di vita, di cultura, di opportunità. Anche la sua posizione geografica e le sue caratteristiche climatiche potrebbero essere pensate out of the box per descrivere nuove centralità europee e planetarie: il centro del Mediterraneo, dove far ripartire una cultura dell’accoglienza, della multiculturalità, di un nuovo umanesimo meno prepotente e più attento alla nostra casa comune.
In concreto si potrebbe vivere in Sicilia trasferendosi da altre parti del mondo e profittare delle condizioni climatiche, culturali ed umane di questa terra per una vita migliore.

La seconda intuizione appare evidente: è fondamentale investire nell’educazione dei propri figli, cercare e trovare il meglio per la loro crescita. È una questione centrale per il nostro futuro.
La loro scuola e la loro formazione richiede l’impegno di tutti in un rinnovato patto educativo: famiglie, istituzioni, società dovrebbero investire la parte migliore delle proprie risorse, prima di tutto mentali, per garantire alle giovani generazioni un’educazione di qualità.
Ed ecco che arriviamo al punto: l’educazione e la scuola sono questioni da rimettere al centro, in modo reale e concreto, nell’agenda della costruzione della società del futuro.
Quando sono stato in Sud America e in Africa mi era del tutto evidente che l’educazione facesse la differenza nella vita dei bambini e delle bambine, per trasformare la vita ed il mondo.  Sentivo la forza dell’andare a scuola, dell’apprendere e del crescere a scuola, non come una cosa tra tante della vita ma come la più importante. Non erano in gioco contenuti da acquisire per riempire la testa ma era in gioco il nostro diventare uomini e donne autentici insieme agli altri perché chiamati ad abitare il mondo in modo più umano. È forse questo che in Italia, e in Occidente, dobbiamo tornare a capire, permettendo alla scuola di non restare fuori dall’avventura di diventare oggi più uomini e costruire un mondo migliore.
In concreto è bello vedere quanto nelle vostre scelte conti una buona educazione dei vostri figli e come questo vi metta in ricerca di quel sistema educativo che li aiuti di più ad affrontare un futuro certamente incerto e complesso ma pur sempre carico di promesse.

In effetti, c’è anche una terza intuizione importante nel vostro progetto ed è la sua proiezione internazionale.  Come costruire un mondo in cui le culture si incontrano e condividono il destino di una comune umanità e di cura della casa comune?  La mia risposta è semplice: partendo dai bambini.  Se essi crescono insieme e sono tra di loro compagni di scuola come di gioco e di vita, allora davvero cadono diffidenze e pregiudizi, diventa tutto più colorato e segno di una umanità in pace, ricca di differenze.
E la Sicilia può essere un luogo eccellente per questo sogno di un rinnovato incontro di culture che ha fatto la ricchezza di questa terra a partire dai più piccoli.

Ora, dunque, vorrei venire al cuore delle vostre critiche alla scuola italiana e penso sia giusto farlo cogliendole come stimoli al cammino e alla ricerca, senza mettersi in una posizione difensiva che non fa avanzare il dibattito.
Toccate dei temi molto importanti: quello di una certa rigidità e frontalità della scuola italiana; quello del non considerare abbastanza che l’educazione, per essere efficace, deve riguardare l’interezza della persona, coinvolgendone in modo integrale tutte le dimensioni; quello della motivazione dei bambini e degli studenti; quello dei tempi e degli spazi scolastici.

Anche la pandemia a dire la verità ci aveva dimostrato tutta l’inadeguatezza di un tipo di didattica frontale e solo trasmissiva ma poi con il ritorno a scuola e le sue difficoltà stiamo rischiando di rafforzare il modello precedente perdendo quelle intuizioni di cambiamento e di innovazione che pure in quel tempo erano emerse.

L’apprendimento per funzionare deve mettere al centro la persona e la sua unicità e deve sollecitare non solo le risorse cognitive, ma tutte le risorse del soggetto a partire da quelle emotive e affettive, le uniche capaci di attivare il processo di apprendimento. Si parte dalla curiosità e dal gusto di apprendere, dal percepire che quello che mi sta per essere spiegato riguarda la mia vita e la mia crescita e poi, attraverso l’intervento del docente che offre stimoli e chiavi per continuare il commino tenendo sempre conto dei tempi dell’attenzione dei bambini e ragazzi, si procede verso la riflessione personale e l’interiorizzazione, il solo apprendimento che rimane perché personale, capace di entrare nelle fibre della persona e di tradursi in nuova vita, in competenze da spendere nelle situazioni nuove dell’esistenza.

E’ giusto che voi vi scandalizziate nel vedere processi di apprendimento standard che guardano dall’alto in basso i bambini, nel notare docenti che non hanno la sufficiente cultura pedagogica, nell’evidenziare l’inefficacia di un insegnamento che considera gli studenti come vasi vuoti da riempire (o “salsicce riempite” come dite nella lettera), invece che soggetti che apprendono e crescono vivendo esperienze che, con la guida del maestro, possono favorire lo sviluppo di consapevolezze sempre più ampie e profonde su se stessi e sul mondo per azioni di cambiamento. 

In particolare giustamente evidenziate come sia poco sensato e direi poco umano che la giornata scolastica sia trascorsa sulla stessa sedia dalla mattina fino a quando non si ritorna a casa. E’ chiaro che questa postura non attiva l’interesse e la motivazione suscitando passività o al massimo qualche ribellione espressa in azioni di disturbo e chiasso. Essa ancora più radicalmente inibisce addirittura le risorse migliori della persona per l’apprendimento e la crescita. Infatti tutti i recenti studi evidenziano l’importanza del movimento e dell’attività fisica e di libera espressione anche per la riuscita scolastica.
In modo molto concreto mettete in evidenza l’importanza di ambienti di apprendimento interni ed esterni che dovrebbero essere dinamici e favorire non solo l’ascolto passivo del professore, ma l’attivazione dinamica del gruppo e del lavoro personale e cooperativo.
Molto concretamente suggerite che i ragazzi facciano più pause, escano fuori all’aria aperta nel giardino, abbiamo momenti liberi di movimento, di svago, di gioco e anche di sfogo “per liberarsi delle energie in eccesso” ed insistete giustamente per i vostri figli più piccoli sul gioco come modalità essenziale dell’apprendimento.
Siamo in Sicilia e giustamente trovate ancora più strano che non si sfruttino gli ambienti esterni come ambienti di apprendimento e di gioco. Anche la famosa outdoor education potrebbe davvero trovare qui il contesto più favorevole come è anche successo durante la pandemia a quelle realtà che hanno saputo osare e spostarsi fuori dagli ambienti scolastici chiusi.

Sono tutte osservazioni importanti di fronte alle quali non difendersi, ma interrogarsi e ricercare. La vostra lettera così può e deve stimolare una nuova ricerca. Una ricerca che può contare, anche in Italia, su tanti alleati, certamente nella tradizione pedagogica ma certamente, anche e soprattutto, nell’esperienza e ricerca sul campo di tantissimi insegnanti che quotidianamente dedicano tutte le loro energie forse al più logorante ma anche più affascinante dei mestieri di questo mondo e che giustamente tanti chiamano e sentono come “missione”.
Vorrei certamente citare il mondo delle scuole paritarie che non hanno mai voluto essere un sistema parallelo rispetto alla scuola statale ma da sempre hanno voluto dare il loro contributo in nome della loro specifica tradizione al mondo della scuola italiana tutta, un umile contributo che mira proprio ad evidenziare in modo forte il carattere integrale della formazione e l’importanza di una pedagogia attiva che mette al centro la persona dell’alunno. 

In realtà alla fine di questa lettera non posso non confessare che la vostra ricerca si interseca ed è anche la mia e quella della comunità dell’Istituto che dirigo a Palermo; in questi anni stiamo sviluppando un’idea di educazione integrale che mette al centro la persona in un ambiente sano, bello, ecologico e orientato alla crescita dell’alunno e della comunità tutta. 

Auspico che da questa lettera nasca un movimento di riflessione e innovazione della scuola in Italia che ci renda tutti alleati e protagonisti, nessuno escluso e ognuno facendo la propria parte. 

Vitangelo Denora
Direttore Gonzaga Campus di Palermo
direttore@gonzagapalermo.it

English version

Let us discuss how to make a concerted effort to improve the Italian school system

An open letter from a Sicilian Head, Father Vitangelo Denora, to the Finnish mother

“I have read your letter with great interest, and I am saddened you had to give up on your desire to live in this beautiful country of ours because you didn’t find the right educational offer for your children. However, you provide us with two important, positive insights.”

The first insight is that one could live this land in a different manner, perhaps by seizing all the opportunities Sicily has to offer. One could see it not as a land to leave or perhaps flee, but rather as a land to go to because it is rich in life, culture and opportunities. Even its geographical position and climate could be rethought out of the box to describe new European and planetary centralities: the centre of the Mediterranean, where to restart a culture of hospitality, of multiculturalism, of a new humanism that is less overbearing and more attentive to our common home.

Realistically, one could live in Sicily by moving from other parts of the world and take advantage of the climatic, cultural and human conditions of this land for a better life.

The second intuition appears evident: it is essential to invest in the education of one’s children, to seek and find the best for their growth. This is a central question for our future. Their schooling and training requires everyone’s commitment to a renewed educational pact: families, institutions, societies should invest the best part of their resources -above all mental- to ensure a quality education for the younger generations.

And here we come to the point: in a real and concrete manner, education and school are issues to be put back at the centre of the agenda for building the society of the future.

When I was in South America and Africa it was completely clear to me that education made a difference in the lives of boys and girls, by transforming lives and the world. I felt the power of going to school, learning and growing in school, not as one thing in life but as the most important thing. What was at stake was not content to acquire to fill our heads, but rather our becoming authentic men and women together with others because we are called to inhabit the world in a more humane way.

Perhaps this is what in Italy, and in the West, we need to understand again, allowing the school not to stay out of the adventure of becoming more human today and building a better world.

In concrete terms, it is nice to see how much a good education for your children counts in your choices and how this puts you in search of that educational system that helps them better face a future that is by all means uncertain and complex, but still full of promise.

Indeed, there is also a third important insight in your project: its international perspective. How to build a world where cultures meet and share the destiny of a common humanity and care for the common home? My answer is simple: starting with the children. If they grow up together and become schoolmates as well as playmates and life mates, then distrust and prejudices will really fall, everything will become more colourful and a sign of a peaceful humanity, rich in differences.

And Sicily can be an excellent place for this dream of a renewed meeting of cultures that has made the richness of this land starting from the youngest.

Therefore, now I would like to get to the heart of your critique of the Italian school, and I think it is right to do so by seizing it as a stimulus for journeying and research, without taking a defensive position which does not advance the debate.

You touch on some very important themes: i) a certain rigidity and frontal character of the Italian school; ii) not giving enough consideration that education, to be effective, must concern the entirety of the person, involving all of their dimensions in an integral way; iii) the motivation of children and students; iv) school times and spaces.

To tell the truth, even the pandemic has shown us all the inadequacy of a certain type of frontal and mostly transmissive teaching, but then with the return to school and its difficulties we are facing the risk of reinforcing the previous model by losing those intuitions of change and innovation that had previously emerged.

In order for learning to work, it must put the person and their uniqueness at the centre and solicit not only their cognitive resources, but all their resources starting from the emotional and affective ones, the only ones capable of activating the learning process. It starts from curiosity and a taste for learning, from perceiving that what is about to be explained to me concerns my life and my growth. Then, through the teacher’s offer of stimuli and keys to continue the journey that always take into account the attention span of children and young people, one proceeds towards personal reflection and internalization, the only learning that remains because it is personal, capable of seeping into a person’s fabric and being translated into new life, into skills to be used in the new situations of one’s existence.

Understandably, you are scandalized in seeing standard learning processes that look down on children, in noticing teachers who do not have sufficient pedagogical culture, in highlighting the ineffectiveness of teaching methods that considers students as empty vessels to be filled (or “stuffed sausages” as you say in your letter), instead of subjects who learn and grow by living experiences which, under the teacher’s guidance, can foster the development of ever broader and deeper awareness of oneself and the world through actions of change.

In particular, you rightly point out how it makes little sense -and I would say it is inhumane- that the school day is spent on the same chair from the morning until you go home. It is clear that this posture does not activate interest and motivation by arousing passivity or even rebellion, as expressed in actions of disturbance and noise. It even more radically inhibits even the person’s best resources for learning and growth. In fact, all recent studies highlight the importance of movement and physical activity and free expression for academic success as well.

In a very concrete way, you highlight the importance of internal and external learning environments which should be dynamic and not only stimulate concentration, but also the dynamic activation of groups as well as personal and cooperative work.

Very concretely, you also suggest that children take more breaks, go out in the open air in the garden, have free moments of movement, recreation, play to let off steam and “get rid of excess energy”. You rightly insist on play as an essential way of learning for your younger children.

We are in Sicily, and you rightly find it even stranger that external environments are not exploited as learning and play environments. Even the renowned outdoor education could really find the most favourable context here, as also happened during the pandemic in those contexts where it was possible to dare and move out of closed school environments.

These are all important observations that we must not defend ourselves from, but use to question and research. Your letter thus can and must stimulate new research. A research that, even in Italy, can count on many allies, certainly in the pedagogical tradition but also, and above all, in the field experience and research of many teachers who daily dedicate all their energies to perhaps the most exhausting, but also the most fascinating of the trades of this world – which many rightly call and feel as a “mission”.

In this respect, I would certainly like to mention the world of private schools which have never aimed to be a parallel system with respect to state schools, but rather wanted to make their contribution to the whole Italian school in the name of their specific tradition, a humble contribution which precisely emphasizes the integral nature of training and the importance of an active pedagogy that puts the person of the pupil at the centre.

In conclusion of this letter, I cannot help to confess that your research parallels mine and that of the community of the Institute that I direct in Palermo; in recent years, we have been developing an idea of integral education that puts the person at the centre in a healthy, beautiful, ecological environment oriented towards the growth of the pupil and of the whole community.

My hope is that, from this letter, a movement of reflection and innovation of schools in Italy will spring that will make us all allies and protagonists, none excluded and everyone doing their part

Father Vitangelo Denora
Director of Gonzaga Campus
(Palermo)

Biagio Conte: il Gonzaga partecipa al corteo e ai funerali

Anche la comunità del Gonzaga Campus si unisce a tutta la città per ricordare Fratel Biagio Conte.

Come qualcuno ha scritto in questi giorni “Palermo perde un fratello, i poveri un padre, la chiesa un figlio”.

Da anni la nostra comunità accompagna e sostiene la Missione Speranza e Carità, fondata da Fratel Biagio, attraverso le esperienze di volontariato dei nostri ragazzi e le raccolte fondi e di generi alimentari che tutti gli anni abbiamo realizzato, grazie alla solidarietà di tutti.

Anche noi vogliamo partecipare ai vari momenti promossi dalla nostra diocesi ed è per questo che estendiamo l’invito a tutti: studenti, genitori, docenti, non docenti e volontari.

Oggi, lunedì 16 gennaio, la salma di fratel Biagio sarà trasferita nella Chiesa Cattedrale, a piedi, con un corteo accompagnato da una fiaccolata.  Questo l’itinerario: via Decollati – corso dei Mille – via Paolo Balsamo (in omaggio all’avvio del servizio offerto da fratel Biagio nei primi anni ’90, sotto ai portici della Stazione Centrale) – piazza Giulio Cesare – via Roma – corso Vittorio Emanuele.

Per chi del Gonzaga vorrà aggregarsi ci diamo appuntamento alle ore 19:30 di lunedì 16 gennaio, davanti la chiesa di Casa Professa, per unirci all’ultimo tratto del percorso: dai quattro canti del Corso Vittorio Emanuele alla Cattedrale, dove alle 21.00 si terrà una veglia di preghiera sino alle ore 24.00, quando le porte della Cattedrale verranno chiuse.

Domani, martedì 17 gennaio, alle ore 10.30 nella Chiesa Cattedrale saranno celebrati i funerali. La nostra comunità parteciperà con una rappresentanza di docenti e studenti.

Per consentire di partecipare ai funerali di fratel Biagio Conte a coloro che saranno impossibilitati a raggiungere la Chiesa Cattedrale, martedì 17 gennaio l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali-Ufficio Stampa, realizzerà una diretta streaming sui canali dell’Arcidiocesi (YouTube, sito www.chiesadipalermo.it, pagina Fb Arcidiocesi di Palermo) con inizio alle ore 10.15.

La casina Whitaker si rifà il look. Al via i lavori di restauro

L’esigenza e, ancora di più, il desiderio di rinnovare e rinnovarci: ecco cosa ci caratterizza da sempre.

Cambiare, si sa, è parte integrante del percorso di crescita di ogni essere umano: cambia il nostro corpo, cambiano le nostre abitudini, cambia il nostro modo di pensare.

Tutto ciò è inevitabile.

Ma esistono cambiamenti, quelli più difficili, che sono il frutto delle nostre decisioni, delle nostre scelte e del nostro desiderio di progredire e andare avanti; sono cambiamenti volontari, anche se non sempre prevedibili.

Insegniamo alle nostre studentesse e ai nostri studenti a non temere i cambiamenti e anzi a cercare di rinnovarsi sempre, anche quando questo spaventa e confonde.

Pertanto, la volontà di rinnovare gli spazi del nostro campus rientra nella logica non tanto di una necessità ma di un desiderio di prendersi cura dell’ambiente e, di conseguenza, delle persone che animano la vita quotidiana del Gonzaga.

Molti dei lavori in corso in questo momento riguardano la riqualificazione degli spazi esterni, in particolare quelli sportivi: abbiamo riqualificato il campo da basket e da volley all’aperto, dove prima era collocata la tendostruttura, che adesso si trova nei pressi del parcheggio.

Tutti i cambiamenti richiedono sacrifici e sforzi, alcuni più di altri: è il caso, per esempio, del restauro della storica casina Whitaker, detta anche Villa Lisetta che, per ovvie ragioni, non sarà un semplice lavoro di ristrutturazione ma una vera e propria riqualificazione di uno spazio storico di grande valore e, pertanto, richiederà grande attenzione e cura.

L’area in cui sorge Villa Lisetta, come tutto il campus, è parte integrante del patrimonio culturale e naturalistico della città di Palermo.

Nel 1873 il fondo rustico divenne proprietà di David Wilson Thomas, commerciante inglese che nel 1895 lo cedette a Giosuè Whitaker, insieme a Villa Lisetta. 

Poi nel 1919 il fondo e la casina furono concessi in enfiteusi da Whitaker al gesuita padre Liborio Rubino. Fu allora che venne aperta la prima scuola con appena due classi e poco più di trenta alunni. Un’istituzione didattica che, tra ampliamenti e riorganizzazioni, arriva fino ai nostri giorni.

Oggi, a distanza di più di cento anni, Villa Lisetta si prepara a un restauro conservativo che prevede diversi interventi di manutenzione e ridistribuzione degli ambienti interni: 

  • Consolidamento del portico d’ingresso 
  • Realizzazione di una hall nell’androne di ingresso
  • Realizzazione di un nuovo archivio e di nuovi servizi igienici idonei anche per l’accesso ai disabili
  • Inserimento di un ascensore
  • Manutenzione e pulizia dei pavimenti

Al termine del restauro le sale della casina ospiteranno tutti gli uffici di direzione, amministrazione, segreteria e comunicazione del campus al fine di restituire a Villa Lisetta il suo ruolo cardine originario all’interno della vita del campus. 

Per tutte queste ragioni durante le vacanze di Natale la casina è stata chiusa e l’area del cantiere già definita e messa in sicurezza.

Per tutta la durata dei lavori, dunque, gli uffici di direzione si spostano al primo piano del palazzo della scuola italiana (nell’ala del corridoio opposta alle medie). Da lunedì 09 gennaio 2023, per accedere agli uffici si dovrà arrivare in agorà ed entrare dalla porta laterale a sinistra. 

L’addetta al front office avrà cura di orientarvi e accompagnarvi.

Extended Essay. Al Diploma Programme si impara a scrivere una tesi di tipo universitario


Oltre agli esami finali di valutazione per l’ottenimento del Diploma Internazionale del DP, il curriculum dell’IB Programme prevede la stesura di un extended essay, una forma di tesina di tipo accademico, con lo scopo di preparare gli studenti alle sfide del mondo universitario e ad essere in grado di elaborare riflessioni originali per la stesura di saggi e della tesi finale di laurea.

L’extended essay, componente obbligatoria dell’International Baccalaureate del Diploma Programme, è una forma di ricerca indipendente di tipo accademico di circa 4.000 parole. Questo tipo di prova, fondamentale preparazione pratica per la ricerca universitaria, rappresenta un’opportunità per gli studenti di indagare su un argomento di loro interesse personale, che si riferisce a una delle materie del curriculum didattico.

Come racconta Alberto, studente del DP: “Io ho scelto di incentrare il mio lavoro sulla costruzione del ponte di Messina, una vicenda che mi interessa molto e che ho voluto approfondire. In particolare, ho cercato di analizzare e comprendere quali siano i punti a favore e a sfavore della costruzione, per farlo ho intervistato diversi esperti: un attivista, la direttrice di Euro Media Research, un professore dell’Università di Messina e uno del Politecnico di Milano!

Attraverso il processo di ricerca per l’extended essay, gli studenti sviluppano numerose competenze: acquisiscono la capacità di formulare un quesito di indagine adeguato, si impegnano in un’esplorazione individuale dell’argomento scelto e diventano capaci di comunicare ed esporre le proprie idee, in un processo che serve a sviluppare le capacità di analisi, sintesi e di valutazione delle proprie conoscenze.

Poiché l’IB richiede che l’extended essay sia un saggio formale e accademico, è necessario che gli studenti siano in grado di condurre ricerche esterne all’argomento trattato a lezione e di citare fonti aggiuntive. L’extended essay è a tutti gli effetti una tesi. Infatti, deve includere: un frontespizio, un indice, un’introduzione, un corpo del saggio, le conclusioni e, infine, i riferimenti bibliografici. Inoltre, l’argomento di ricerca deve rientrare in una delle categorie DP approvate, o gruppi di argomenti IB, che spaziano dalla matematica alle scienze, dalle lingue straniere al business, dalla letteratura alla filosofia. 

Una volta individuata la categoria e identificato un potenziale argomento di ricerca, ogni studente ha la possibilità di scegliere il suo supervisore, specializzato nella materia scelta, ovvero uno degli insegnanti della scuola. Questa persona li aiuta nel corso dell’anno a dirigere la ricerca e organizza delle sessioni di riflessione che fanno parte della valutazione finale dell’extended essay. Lo scopo di questi incontri con i supervisori è di fornire agli studenti l’opportunità di riflettere sul loro impegno e sulla pertinenza delle argomentazioni nel processo di ricerca. In questi incontri, l’insegnante monitora l’evoluzione del lavoro, offre feedback e spinge lo studente a pensare criticamente e a incoraggiarlo nella valutazione del processo di ricerca. Il più importante di questi incontri, sia per l’insegnante che per lo studente, sarà la sessione di riflessione finale, chiamata viva voce. Si tratta di un breve colloquio di 10-15 minuti tra studente e supervisore che si terrà alla fine della stesura dell’extended essay. Questo ultimo incontro è progettato per aiutare l’insegnante a scrivere il suo rapporto finale sul lavoro dello studente, che avrà influenza sulla valutazione esterna del saggio da parte dell’IB Programme

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La rivoluzione del prendersi cura. Il Flash Mob di 130 volontari di Servizio Civile Universale

La rete del Gonzaga composta da 10 associazioni lancia il bando per il reclutamento dei giovani per il 2023. Le domande entro il 10 febbraio.

PALERMO –  “Chiudersi nelle paure del diverso ci rende persone peggiori” e “Dov’è l’Amore ?” sono stati gli slogan del Flash Mob su “Prendersi cura del mondo: l’antidoto contro ogni violenza”. A partire da questo tema, infatti, 130 giovani – della rete di enti di servizio civile “Il Gonzaga, Con i giovani, in Sicilia” insieme ai volontari dell’Opera Don Calabria – si sono espressi, ieri, in un Flash Mob danzando a ritmo di musica e riuscendo ad emozionare i cittadini e turisti a p.zza Massimo e ai Quattro Canti di Palermo.

Tra i ragazzi ha parlato Ibrahima Deme di 29 anni della Costa D’Avorio. 

Sono in Italia dal 2017 e sono arrivato dalla Libia a Lampedusa – racconta Ibrahima che sta facendo il servizio civile all’Istituto Pedro Arrupe -. Questo flash mob vuole lanciare un segno forte, denunciando che non si può parlare sempre e solo di odio e violenza perchè è bello oggi potere parlare anche di amore per dire che non c’è solo buio ma il bene esiste e si può fare insieme. L’esperienza del servizio civile mi sta dando la possibilità di farmi conoscere. Ai prossimi giovani che faranno il servizio civile dico di mettersi in gioco senza avere alcuna paura per imparare più cose possibili che poi nella vita serviranno ad andare avanti”.  

Alla sua voce si è aggiunta pure quella di Naomi Folasade Adeniji di 20 anni, originaria della Nigeria. “Vivo in una comunità e sto in Italia da dieci anni – dice Naomi -. Oltre al servizio civile al Gonzaga Campus, sto facendo teatro. Il flash Mob ti dà la possibilità di dire che possiamo cambiare le cose, se vogliamo. Non possiamo stare fermi! Alzarsi, scendere in piazza, cantare e ballare vuol significare che noi ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo per una società diversa che non sia solo fatta di catastrofi e violenza. Nella mia esperienza di servizio civile dedicarmi ai bambini mi ha insegnato tanto, facendomi capire cosa posso dare e trasmettere ai più piccoli. Ai giovani che inizieranno un nuovo percorso dico di sperimentarsi per conoscersi meglio e capire quali possono essere le loro strade”.  

Ad animare i passi di danza è stata la giovane Federica Dipietro di 27 anni

Il senso profondo di questo flash mob è quello di sensibilizzare e colpire l’anima delle persone – aggiunge Federica che fa il servizio civile al Gonzaga Campus- lanciando un messaggio molto forte affinchè possa cambiare qualcosa non solo a Palermo ma anche in tutto il mondo. Il servizio civile mi sta facendo capire chi voglio essere e cosa riesco e posso donare agli altri. Ai giovani che inizieranno questa esperienza dico di avere la forza di volontà per impegnarsi ad aiutare gli altri senza agire solo a livello personale. Solo così ci si potrà arricchire reciprocamente”.

“Oggi c’è tanto bisogno di trasmettere parole e gesti di vita condivisa – afferma Francesco Patanè, responsabile dei volontari di servizio civile della rete del Gonzaga-. In un tempo in cui tutto ci parla di morte, di guerra, di catastrofi umane e naturali, 130 giovani di servizio civile che scendono in piazza per dire che alla violenza si può rispondere solo con parole e gesti di cura, credo che sia un atto rivoluzionario. Tutto questo assume una valenza ancora più forte se a farlo sono i giovani del servizio civile che hanno nel DNA del loro servizio la dimensione dell’educazione alla pace e alla nonviolenza. Adesso, grazie al nuovo bando di selezione, abbiamo l’occasione di offrire questa opportunità ad altri giovani; possiamo dire che proponiamo una esperienza che incide molto sul loro cammino di crescita perché non solo educa ai valori di cittadinanza e di solidarietà ma fornisce anche strumenti per entrare nel mondo del lavoro. Invitiamo, pertanto, i giovani di Palermo, Catania e Messina a mettersi in gioco per vivere un anno di servizio civile”.

“Se riusciamo a leggere quello che sta succedendo nel mondo ci rendiamo conto – sottolinea p. Vitangelo Denora S. J. Direttore Generale del Gonzaga Campus – che c’è un forte grido di pace contro ogni forma di violenza. Ed è per questo che, proprio con il flash mob vogliamo iniziare la nostra proposta di servizio civile di quest’anno. I giovani vanno accolti ed ascoltati perché possono contribuire tanto nella costruzione della pace attraverso parole e azioni concrete. Sono loro, infatti, i protagonisti di un mondo che vuole reagire alla violenza per fare crescere percorsi alternativi di bene. In questa ottica siamo pronti ad accogliere nel nostro progetto altri 132 giovani della Sicilia per il prossimo servizio civile”.

La rete del Gonzaga, per il nuovo bando di Servizio Civile Universale,  seleziona 132 volontari; si tratta di giovani tra i 18 e i 28 anni che svolgeranno per un anno, a Palermo, Catania e Messina, attività educative, di assistenza, di animazione culturale dei bambini, dei giovani, dei migranti. Le domande dovranno essere inviate entro il 10 Febbraio 2023; previsto un rimborso mensile di 444,30 euro. 

La rete è costituita, oltre che dal Gonzaga, dall’Istituto Pedro Arrupe, dal Centro Astalli Palermo, dalla Polisportiva Gonzaga, dall’Associazione Arces, dalla cooperativa sociale Al Azis, dalla cooperativa Parsifal, dalla Provincia Siciliana delle Figlie della Carità Canossiane, dell’associazione AddioPizzo e dalla cooperativa sociale Sant’Ignazio di Messina.

I quattro progetti Italia della rete: “Una Scuola per tutti”, “Mettiamoci in gioco”, “La città dei talenti”, “Un Mare di accoglienza” finanziati con il bando ordinario, hanno anche una riserva di posti dedicati ai giovani con minori opportunità, che hanno un basso reddito (Isee pari o inferiore a 15 mila euro). La domanda di partecipazione va presentata esclusivamente con lo SPID attraverso la piattaforma Domanda On Line (DOL) raggiungibile tramite pc, tablet e smartphone, dove, attraverso un semplice sistema di ricerca con filtri, è possibile scegliere il progetto per il quale candidarti. Per trovare i progetti della rete del Gonzaga basterà inserire nel format “Scegli il tuo progetto in Italia”, la regione “Sicilia” e l’ente “Istituto Gonzaga – Centro Educativo Ignaziano” codice ente SU00069.

La rete suggerisce ai giovani che desiderano presentare domanda di comunicarlo prima possibile, inviando il curriculum firmato all’indirizzo serviziocivile@gonzagapalermo.it

I giovani saranno invitati a partecipare ad una riunione on line, che si svolgerà Mercoledì 25 Gennaio 2022, alle ore 15.00, nella quale verranno presentati tutti i progetti e fornite tutte le informazioni e i chiarimenti che possono tornare utili ad una corretta compilazione della domanda e alla scelta del progetto e della sede più idonea.