Carmen Diodato incontra gli studenti del Gonzaga: “io ballerina sorda ma ballo sentendo le vibrazioni”

Lunedì 22 Aprile si è tenuto un incontro rivolto alle classi del terzo, quarto e quinto anno dei licei con Carmen Diodato, unica ballerina professionista non udente d’Italia, protagonista del corpo di ballo dell’Arena di Verona e del Teatro Massimo di Palermo. L’incontro, diviso in due momenti, ha previsto nella prima parte una breve esibizione dell’artista della durata sulle note di una melodia a lei molto cara: “si tratta di un’esibizione di danza contemporanea che sono solita presentare ad ogni provino in tutte le compagnie dal nord al sud Italia”, ha commentato l’artista dando così avvio ad un discorso sviluppatosi lungo tutta la seconda parte dell’incontro. Con delicatezza e genuinità, Carmen ha tracciato un racconto di sé molto toccante, nel quale ha ripercorso alcune tappe importanti della sua vita. L’artista ha evocato i ricordi per lei più significativi, come quelli legati allo sviluppo della sua passione per la danza, nata grazie al suggerimento della sua logopedista, divenuta per Carmen “una seconda mamma”, vista la longevità del loro rapporto, la dolcezza con cui si è presa cura di lei (la ballerina si emoziona al ricordo del loro primo incontro avvenuto all’età di soli quattro anni). Ed è stata proprio la logopedista a consigliarle la visione di un film che assumerà una vitale importanza nel suo percorso di crescita divenendo per lei anche una fondamentale fonte di ispirazione e coraggio: Figli di un dio minore (Children of a Lesser God, regia di Randa Haines, 1986) ha il merito di essere uno dei primi film a raccontare la condizione della sordità dal punto di vista di una persona non udente. Vede sbocciare nella sua trama una bellissima storia d’amore mentre cerca la risposta ad un interrogativo: “un mondo fatto di silenzi è uno degli universi di serie B o è solo un punto di vista diverso, tutto da scoprire?”. Nelle scene di quel film in cui si assiste allo scontro/incontro tra mondo dei suoni e mondo del silenzio, Carmen vede proiettarsi la sua condizione e proprio come la protagonista, decisa e determinata, affrontando i propri limiti, dimostrerà a chi non ha creduto in lei che non esiste “stato di minorità” che impedisca il raggiungimento di obiettivi o la realizzazione dei sogni: vi sono soltanto punti di vista diversi che meritano medesimo rispetto. Il suo è quello di un’artista che è stata in grado di trovare nella danza un’altra forma di linguaggio per esprimere la sua interiorità, comunicare e raggiungere un’autonomia personale e autoconsapevolezza. La gratitudine con la quale l’artista parla degli anni della sua formazione umana e artistica è rivolta, oltre che all’assistenza delle figure professionali, anche al supporto dei famigliari: traspare tenerezza dal racconto di quei ricordi legati all’infanzia, in cui il padre stimolava i suoi sensi attraverso giochi che crescendo sono diventati incoraggiamenti e insegnamenti di vita. È in questi momenti che Carmen ha imparato a superare i momenti di difficoltà, a confrontarsi con una condizione di svantaggio da cui tuttavia non si è mai lasciata sopraffare, continuando piuttosto a perseguire i propri obiettivi, a sognare il suo avvenire al di là di tutto, al di là dei dinieghi, dell’invidia e della competizione. Attraverso la danza, in quelle vibrazioni che le permettono di percepire il ritmo e tenere i tempi, attraverso il suo sguardo curioso e attento con cui ha imparato a “sentire” (“Dico sempre che i miei occhi sentono”), Carmen ha trovato la via verso il riscatto e l’emancipazione, un modo personale di uscire dall’isolamento.
Gli studenti e le studentesse del Gonzaga Campus hanno avuto modo di conoscere una storia di coraggio, grande forza d’animo, impegno e determinazione; un modello di vita da ammirare e da cui trarre insegnamenti. Una lezione di vita che non si dimentica.

Dal Gonzaga City Day 10 proposte per il futuro della scuola

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PALERMO – Un manifesto di 10 proposte concrete per il futuro della scuola a Palermo. E’ quanto emerge dai 10 forum tematici partecipativi che si sono svolti, sabato 20 aprile, al Gonzaga City Day. A confrontarsi sono state circa 200 persone tra adolescenti, giovani, insegnanti, genitori e rappresentanti di istituzioni pubbliche e del terzo settore.  

In continuo ascolto e confronto con i giovani oggi siamo chiamati a fare qualcosa in più per costruire insieme una scuola – afferma p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus – che inizi cammini nuovi, coraggiosi e creativi lontani da logiche mercantilistiche, consumistiche e del sapere prefabbricato. Non siamo pazzi siamo vivi e la scuola non esiste per preservarsi come istituzione ma per rispondere con coraggio alle sfide del presente e del futuro”.

La prima proposta del forum su “Una scuola che prepara alla vita le grandi questioni entrano in classe” è quella di ragionare insieme sui grandi temi del futuro promuovendo gemellaggi tra le scuole del centro e quelle delle periferie (come gli Erasmus, ma in chiave locale), costruendo una rete che consenta di conoscere realtà diverse rispetto alla propria e immaginando insieme una città educativa dove le domande di senso di tutti i giovani della città trovino spazio e ascolto (…).

foto-forum-scuolaLa seconda proposta del forum sulla “personalizzazione del percorso scolastico” è quella di partire dall’ascolto di ciascun alunno/a, dai suoi desideri e dai suoi talenti, per dare a ciascuno la possibilità di crescere e di esprimersi attraverso l’arte (la musica, la danza, il teatro…) e trovare canali e spazi espressivi (manifestazioni, spettacoli, eventi, concerti) aperti all’intera città (…).

La terza proposta del forum su “dalla scuola frontale ad una scuola partecipativa” è quella di rendere la didattica più attiva, esperienziale e personalizzata e, di conseguenza, più inclusiva, (…)

foto-forum-scuolaLa quarta proposta del forum su “dai licei all’università. Come educare alle scelte” è quella di rafforzare la connessione tra il mondo della scuola e quello dell’università, favorendo incontri e scambi reali tra queste due agenzie educative (la scuola dentro l’università e viceversa) e rimettendo al centro la continuità del processo di crescita dei ragazzi e delle ragazze (…)

La quinta proposta del forum su “Il futuro dell’educazione con l’Intelligenza Artificiale” è quella di realizzare in tutte le scuole un laboratorio pomeridiano, rivolto agli studenti e ai docenti, incentrato sul Future Thinking, che favorisca la cocostruzione intergenerazionale del sapere e, portando in aula strumenti, metodologie e contenuti, aiuti ad anticipare futuri possibili (…).

La sesta proposta del forum su “Essere un buono studente e un buon atleta” è quella di costituire un organismo o commissione interna ad ogni scuola che abbia la competenza di coordinare tutte le figure che possono favorire una sinergia tra scuola e sport, tra eccellenza accademica ed eccellenza sportiva (docenti, istruttori sportivi, scuola, famiglia, società e federazioni sportive, tutor e psicologi dello sport) (…).

La settima proposta del forum su “Liceo (e approccio) STEAM” è quella di proporre, con sempre più chiarezza, un approccio interdisciplinare e multidisciplinare che permetta di affrontare la complessità del presente e del futuro in chiave olistica. Per affrontare tale complessità è necessario rompere i confini tra le discipline e fare emergere l’aspetto umanistico delle discipline scientifiche e viceversa. STEM diventa STEAM proprio per inserire la creatività e le implicazioni umane nella ricerca scientifica. Questo approccio serve a motivare gli alunni e le alunne collegando lo studio con i problemi della vita concreta. (…).

L’ottava proposta del forum su “Tutta la città educa: non è solo una questione da insegnanti!” propone la creazione, a livello territoriale, di spazi aperti e di prossimità per la cittadinanza attiva, con una struttura organizzata e stabile (…). L’educazione scolastica è una questione che interpella tutti e non solo i tecnici e gli specialisti; non occuparsene compromette il futuro dell’intera città.

La nona proposta del forum su “Scuola e Famiglia: una alleanza è ancora possibile?” è quella di individuare uno spazio fisico, riconoscibile, già esistente o risignificato con eventuali banche del tempo e delle competenze, in cui coinvolgere genitori, ragazzi e insegnanti in eventi di aggregazione e in progetti educativi permanenti e sostenibili (…).

La decima proposta del forum su Forum su “Da “noi e gli altri” a “NOIALTRI”. Nella scuola e nella città: storie, volti e segni di inclusione e interculturalità” è quella di ampliare l’offerta formativa delle scuole attraverso materie e laboratori dedicati all’intercultura (…); di istituzionalizzare un’offerta pomeridiana extracurriculare per offrire servizi di integrazione; di mettere in connessione le diverse iniziative delle singole scuole e associazioni attraverso una rete per l’intercultura, in dialogo e confronto continuo con il Comune di Palermo.

La scuola e le esperienze interculturali possono restituire a Palermo la sua identità di incrocio tra culture differenti al centro del mediterraneo.

Grande l’entusiasmo e la partecipazione a quello che si rivela già essere il primo di tanti altri momenti di incontro e confronto sul futuro della scuola.

Ognuno dei partecipanti ha preso l’impegno di continuare questa ricerca.

Il Gonzaga stesso ha voluto proporre con umiltà alcune tracce di cammino su queste grandi questioni.

Il manifesto sarà consegnato all’amministrazione regionale e comunale, all’Arcidiocesi di Palermo, alle scuole pubbliche e paritarie, alle associazioni che operano in ambito educativo e a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’educazione.

 

Qui il testo integrale delle dieci proposte: https://gonzagacampus.it/10-proposte-concrete-per-la-scuola-del-futuro

Dalla pagina alla scena: gli studenti di M5 mettono in scena una novella del Decameron

[English version below]
Gli studenti e le studentesse di M5 della Middle School hanno messo in scena la novella “Lisabetta da Messina” di Boccaccio. L’idea di realizzare una trasposizione teatrale della novella è nata dalla curiosità mostrata dagli studenti verso questo racconto. Il progetto si è articolato in diverse fasi, nella fase iniziale si è presentato il genere letterario novellistico, analizzando le caratteristiche e ripercorrendo brevemente l’evoluzione novella-racconto.
In un secondo momento gli studenti hanno letto la novella Lisabetta da Messina, insieme abbiamo individuato i temi principali e gli elementi drammatici della vicenda, abbiamo definito i personaggi e hanno cercare di calarsi nella realtà socioculturale del periodo.

Nella fase di transizione gli studenti, guidati dall’insegnante, hanno suddiviso il testo in sequenze, hanno definito i personaggi attraverso una caratterizzazione più definita, hanno immaginato come potessero essere le dinamiche familiari del periodo.
Nella fase di realizzazione del testo teatrale abbiamo riflettuto insieme su questioni di ordine sociolinguistico, sulle norme comportamentali del tempo in cui è ambientata la novella, sulle dinamiche interpersonali tra membri della stessa famiglia (tra Lisabetta e i fratelli), sull’uso delle forme di cortesia (Voi), sul valore delle parole e sulle scelte lessicali. In questa fase abbiamo lavorato sulle caratteristiche del testo teatrale (scene, didascalie, musiche, costumi).
Dopo aver deciso di modificare o inserire qualche personaggio nella storia, a ciascuno è stata assegnata una parte, a seconda dell’indole dello studente.
Gli studenti hanno imparato a negoziare soluzioni insieme ai compagni nella stesura del testo teatrale, si sono messi in gioco come attori protagonisti creando così un’atmosfera piacevole e collaborativa in classe, in cui ciascuno è incluso a seconda delle proprie inclinazioni.

English version 

From page to stage: M5 students stage a novella from the Decameron

Middle School M5 male and female students staged Boccaccio’s novella “Lisabetta da Messina.” The idea of making a theatrical transposition of the novella came from the curiosity shown by the students toward this tale.. The project was divided into several phases. In the initial phase, the literary genre of the novella was presented, analysing its characteristics and briefly retracing the novella’s evolution. In the second phase, the students read the novella Lisabetta da Messina, together we identified the main themes and dramatic elements of the story, defined thecharacters and tried to immerse thierselves in the socio-cultural reality of the period. In the transition phase, the students, guided by the teacher, divided the text into sequences, defined the characters through a more defined characterisation and imagined what the family dynamics of the period might be like.
In the realisation phase of the theatrical text, we reflected together on sociolinguistic issues, on the behavioural norms of the time in which the novella is set, on interpersonal dynamics between members of the same family (between Lisabetta and her brothers), on the use of forms of politeness.
(Voi), on the value of words and lexical choices. In this phase we worked on the characteristics of the play (scenes, captions, music,costumes). After deciding to change or insert some characters into the story, each was assigned a part, depending on the character of the student.
Students learned how to negotiate solutions together with their peers in the writing of the play, put themselves on the line as lead actors thus creating a pleasant and collaborative atmosphere in the classroom, in which everyone is included according to their own inclinations.

Costruiamo insieme la scuola del futuro a Palermo – Sabato 20 Aprile al Gonzaga CITY day

Sabato 20 Aprile 2024, dalle 9.30 alle 13.30 10 forum partecipativi sul futuro della scuola al Gonzaga CITY Day per ripensare la scuola di oggi ed il futuro dei giovani, insieme a loro.

E’ una sfida aperta alla città con l’obiettivo di far  incontrare tutti coloro che hanno a cuore l’educazione degli adolescenti e  dei giovani a Palermo e confrontarsi su costruire insieme la scuola del  futuro.

Sabato 20 Aprile, dalle 09.30 alle 13.30, torna il Gonzaga CITY Day con  30 laboratori e attività sportive gratuite (per bambini/e dai 3 ai 12 anni)  e 10 forum tematici partecipativi (rivolti ad adolescenti dai 13 ai 18 anni  in su e ad adulti-educatori). La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutta la città.

La terza edizione del Gonzaga CITY Day vuole mettere la scuola al  centro della città di Palermo, riscoprendola come agenzia educativa di  senso alto di fronte alle sfide del futuro.

“Abbiamo bisogno di una scuola più agile – afferma p. Vitangelo Denora,  direttore generale del Gonzaga Campus – che investa in innovazione e  stimoli la creatività dei giovani. Serve una scuola meno funzionalistica e  più attenta alla persona e alla gratuità della crescita e delle relazioni.  Occorrono comunità educanti che generino alleanze sinergiche che  sostengano il senso di appartenenza ai territori e tra le persone.  Dobbiamo partire dall’educazione per cambiare l’agenda politica dei  prossimi anni, per creare benessere, coesione e inclusione sociale, per  invertire traiettorie di impoverimento culturale e demografico del nostro  Paese. Si tratta di una sfida ambiziosa che richiede determinazione,  lungimiranza e coraggio. E un lavoro di costruzione artigianale della  nuova scuola a cui tutti siamo chiamati a contribuire”.

L’evento nasce dal desiderio di far dialogare, raccontando esperienze di  diversi contesti della città, giovani e adulti, studenti ed educatori, docenti  di oggi e cittadini di domani. Pertanto, si rivolge all’intera comunità  educante palermitana: adolescenti, scuole, famiglie, istituzioni politiche, enti ecclesiali, associazioni educative, federazioni sportive e realtà  imprenditoriali. 

Durante la mattina di sabato 20 aprile i 30 lab & sport si svolgeranno  contemporaneamente ai 10 forum partecipativi di futuro nei quali verranno  esplorate 10 sfide legate alla trasformazione dell’educazione scolastica. I dieci temi del Forum saranno: “Una scuola che prepara alla vita”; “La personalizzazione del percorso scolastico”; La scuola  “partecipativa”; Come “educare alle scelte” anche universitarie?; Il  futuro dell’educazione con l’Intelligenza Artificiale; Scuola e Sport: un  binomio impossibile?; L’approccio STEAM: una nuova moda o qualcosa  di più?; Tutta la città educa (non è solo una questione da insegnati!);  Scuola e Famiglia: una all’alleanza è ancora possibile?; Da “noi e gli  altri” a “NOIALTRI”. Nella scuola e nella città: storie, volti e segni di  inclusione e intercultura.
Ciascuno dei 10 forum presenterà all’assemblea plenaria, al termine della  mattinata, una proposta concreta.
Tutte le proposte confluiranno in un “Manifesto delle 10 proposte  concrete per il futuro della scuola a Palermo” che sarà consegnato  all’amministrazione comunale, all’Arcidiocesi di Palermo, alle scuole  pubbliche e paritarie, alle associazioni che operano in ambito educativo e a  tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’educazione a Palermo. 

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«Together, We Can Change The World!»: i giovani diplomatici all’ONU danno una lezione di concretezza ai grandi del mondo

Il Change the World Model UN New York è il più prestigioso tra tutti gli eventi legati al CWMUN World Program: vi prendono parte più di 3000 studenti provenienti da oltre 142 paesi differenti. Tutti lavorano in qualità di ambasciatori rappresentando gli Stati membri delle Nazioni Unite. L’intervento di ospiti internazionali di primissimo piano della politica e della diplomazia mondiale, fanno del CWMUN di NYC il più prestigioso forum internazionale dove i giovani possono affermare le proprie idee nel costante rispetto delle posizioni e convinzioni altrui. Change the World vuole affermare un modello di sviluppo sostenibile del pianeta fondato sui valori della democrazia e della tolleranza, contribuendo alla formazione consapevole dei leaders di domani.

Anche quest’anno gli studenti dei nostri licei, attraverso la mediazione dell’Associazione Diplomatici in occasione dei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), hanno avuto la possibilità di vivere questa esperienza unica negli Stati Uniti. Dalle parole di uno di questi ragazzi, Thomas Michael Lugaro che frequenta il IV scientifico, traspare tutta la carica e l’entusiasmo per un’avventura che lascerà importanti tracce nel loro bagaglio formativo e culturale:
“Honorable Chair, Fellow Delegates, the Delegation of the Sultanate of Oman is present.”
Questa è la prima frase che mi hanno insegnato durante le lezioni della Change the World Model United Nations Accademy, visto che avrei dovuto rappresentare l’Oman, un paese confinante con gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar.
Associazione Diplomatici si occupa, da più di 20 anni, di preparare ragazzi di tutto il mondo alle simulazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU); un’occasione come poche, quella di poter diventare delegati dei diversi paesi del mondo, facendoci immergere dunque nelle diverse culture. A noi ragazzi del Liceo il progetto è stato proposto come PCTO ma questo non esclude che TUTTI possano decidere di partecipare alle attività proposte. La preparazione al CWMUN non è semplice, ogni Delegato ha il compito (insieme ai suoi colleghi di delegazione) di trovare ogni informazione utile riguardo il paese che dovrà rappresentare. Fino al giorno della partenza non riuscivo ancora a realizzare che sarei andato nella Grande Mela, la sede del Quartier Generale delle Nazioni Unite, era un sogno che si realizza dopo anni e anni passati a sperare un giorno di vedere un piccolo pezzo degli United States of America. Conoscevo il progetto CWMUN dalla prima media, quando per la prima volta mi proposero di “diventare” delegato di un paese, in quel momento non accettai a causa della mia scarsa conoscenza dell’inglese, ma quest’anno ho finalmente avuto l’occasione e l’ho colta immediatamente. Durante le lezioni, svolte in modalità On-line, i nostri Tutor ci hanno preparati in maniera eccezionale per affrontare nel miglior modo le simulazioni facendoci entrare propriamente nei nostri “characters”; divisi nei vari dipartimenti delle Nazioni Unite, ognuno di noi ha affrontato temi di assoluta attualità interpretando al meglio le posizioni dei rispettivi paesi.

CWMUN New York permette a tutti di mettersi in gioco, di imparare, di divertirsi e soprattutto di fare amicizie nuove con tutto il mondo; “siamo la community di studenti più grande del mondo” come ci hanno detto alla cerimonia di apertura. Come lo stesso nome già esplicita, il CWMUN è pensato per permettere a noi giovani di “cambiare il mondo”, un modo per far valere le nostre parole, per far sentire le nostre voci anche con la presenza di ospiti speciali come politici italiani e internazionali, stelle dello sport, della musica, dello spettacolo, tutti.

Durante il CWMUN abbiamo la possibilità di essere ascoltati veramente. Si impara molto durante questo evento, non solo a livello Geopolitico: la pazienza è sacrosanta e soprattutto necessaria, durante i debates, che venivano stabiliti dopo la presentazione delle Resolution, eri talmente immerso nel ruolo che difendevi il tuo paese ad ogni costo. E quindi, dopo aver creato nuove amicizie con persone di ogni parte del mondo: “Honorable Chair, Fellow Delegates, the Delegation of Gonzaga Campus Palermo is present and the Delegates of Slovenia have won the prize for the best position paper and an honorable mention for the title of game changer”.

Ci hanno dato l’opportunità di cambiare il mondo
E l’abbiamo fatto, “together, WE CAN CHANGE THE WORLD!”

A scuola… di Jujitsu: i bambini alla scoperta di se stessi e del mondo


Nel cuore della città, presso la rinomata Polisportiva Gonzaga, si tiene un corso di Ju Jitsu unico nel suo genere. Guidato da un maestro esperto come Cristian Minuto, questo corso è progettato appositamente per bambini dai 5 ai 12 anni, offre loro non solo l’opportunità di imparare le tecniche di autodifesa, ma anche di sviluppare una serie di abilità fondamentali per la vita in un clima sereno e inclusivo durante tutte le sessioni di allenamento.
Il Ju Jitsu è un’antica arte marziale giapponese che si concentra sull’utilizzo della forza e della strategia per sconfiggere un avversario. Contrariamente a molte arti marziali, il Ju Jitsu non si basa esclusivamente sulla forza fisica, ma piuttosto sull’abilità di sfruttare la forza dell’avversario a proprio vantaggio. Questo lo rende particolarmente adatto per bambini di tutte le età, poiché si concentra sull’adattamento e sull’abilità anziché sulla pura forza fisica.
Perno imprescindibile di questo entusiasmante viaggio nel mondo del Ju Jitsu è il maestro del team nazionale italiana Cristian Minuto: con anni di esperienza nell’insegnamento del Ju Jitsu a bambini e adulti di ogni livello di abilità, il maestro Minuto porta una combinazione unica di competenza tecnica, pazienza e passione nel suo lavoro. La sua capacità di creare un ambiente di apprendimento positivo e inclusivo è ciò che distingue davvero il suo corso presso la Polisportiva Gonzaga. Le lezioni di Ju Jitsu alla Polisportiva Gonzaga non sono semplicemente un’occasione per imparare nuove mosse; sono un’esperienza completa di crescita personale. Ogni lezione è studiata per essere divertente, coinvolgente e, soprattutto, educativa. I bambini e le bambine imparano, giocando, una vasta gamma di tecniche di combattimento, esercizi di riscaldamento e rafforzamento, nonché importanti principi di autodifesa e disciplina.
Il maestro Cristian si sofferma con noi e insiste su un punto che sostiene avere un ruolo fondamentale nel percorso dei suoi allievi: “Il concetto principale di uguaglianza, collettività e superamento dei propri limiti è il perno della nostra filosofia di allenamento. Il corso offre molto di più che un lavoro sulle abilità fisiche. La stagione di allenamento del Ju Jitsu è un sentiero di vita, i bambini sviluppano fiducia in se stessi, imparano a rispettare gli altri e acquisiscono una migliore consapevolezza di sé. Imparano l’importanza della concentrazione – continua Minuto – della pazienza e della resilienza. Inoltre, lavorare in gruppo durante le attività di coppia o di squadra aiuta i bambini a migliorare le loro abilità sociali e a sviluppare un senso di appartenenza alla comunità della Polisportiva Gonzaga”.
Riassumendo i diversi consigli del maestro Minuto possiamo dire che iniziare a praticare il Ju Jitsu fin da giovani offre una serie di benefici a lungo termine per i bambini. In definitiva il maestro sostiene che “il Ju Jitsu oltre a fornire loro una base solida in termini di abilità di autodifesa, aiuta a promuovere uno stile di vita sano e attivo. Inoltre, il Ju Jitsu insegna ai bambini l’importanza del rispetto per se stessi e per gli altri, incoraggiandoli a diventare individui responsabili e rispettosi”.

Tornei organizzati
Gli allievi del corso di Ju Jitsu presso la Polisportiva Gonzaga partecipano ai tornei come quelli organizzati da ENDAS e MSP Italia, aumentando così la loro esperienza, l’entusiasmo e ottenendo risultati eccellenti. “Competere in questi eventi – sostiene il maestro Minuto – non solo offre una sfida emozionante, ma aiuta gli allievi a crescere come individui e atleti, migliorando le loro capacità di concentrazione, gestione dello stress e rispetto per gli avversari. Grazie al sostegno della comunità e alla guida del maestro Cristian Minuto, gli allievi accumulano esperienza, superano ostacoli e dimostrano di poter raggiungere risultati eccezionali, sia sul tatami che nella vita”. Il maestro sostiene inoltre che “gli allievi in futuro potranno prendere parte alle attività della federazione jujitsu e ambire ad entrare nel team Italia”.
Il corso di Ju Jitsu presso la Polisportiva Gonzaga, guidato dal maestro Cristian Minuto, offre ai bambini un’opportunità unica di crescita personale, apprendimento e divertimento. Attraverso l’insegnamento di tecniche di autodifesa, principi di disciplina e abilità sociali, il corso non solo forma atleti, ma anche individui sicuri, rispettosi e ben equilibrati.

Kindergarten’s animated movie: il film di animazione della Kindergarten


[English version below]

L’integrazione della tecnologia nell’istruzione migliora l’esperienza di apprendimento degli studenti, offre loro una grande opportunità di essere creativi, di creare presentazioni multimediali, di ideare progetti e di esprimere le loro idee in modo innovativo. Gli studenti e le studentesse di Kindergarten dell’International School Gonzaga Palermo hanno integrato la tecnologia nelle loro creazioni artistiche e hanno aggiunto le loro conoscenze per creare un piccolo film d’animazione su ciò che hanno imparato durante l’Unità di Emergenza. La creazione di un piccolo film d’animazione è un ottimo esempio di come la tecnologia possa dare ai nostri studenti più piccoli la possibilità di esplorare la propria creatività ed esprimersi in modi nuovi ed entusiasmanti.

L’aggiunta delle loro conoscenze sui vigili del fuoco, sui medici e sugli agenti di polizia nel loro filmato animato mostra come la tecnologia possa essere usata per approfondire la comprensione e rafforzare l’apprendimento in modo divertente e coinvolgente. È un approccio creativo che permette loro di applicare ciò che hanno imparato in un contesto significativo, favorendo il pensiero critico e l’immaginazione.

Questo approccio didattico è supportato da strumentazioni adeguate, come l’uso dell’iPad per animare i personaggi, registrare le voci e selezionare gli sfondi, che costituisce un mezzo fondamentale nell’esperienza di apprendimento pratico per gli studenti. Questo approccio non solo li coinvolge attivamente nel processo creativo, ma li introduce anche a preziose competenze digitali in età precoce.
Dipingere i loro personaggi e poi animarli è stato un modo fantastico per la classe d Kindergarten di fondere le forme d’arte tradizionali con gli strumenti digitali; questo tipo di approccio interdisciplinare favorisce un legame più profondo con il processo di apprendimento e incoraggia gli studenti a pensare fuori dagli schemi. Incorporando i loro personaggi artigianali nel film d’animazione, gli studenti hanno potuto dare vita alla loro immaginazione in modo tangibile e interattivo, dando vita a un’esperienza di apprendimento davvero unica.

English version

Kindergarten’s animated movie

Integration of technology in education enhances the student’s learning experience, provides a great opportunity for students to be creative, to create multimedia presentations, to design projects and express their ideas innovatively.

Kindergarten students integrated technology to their artistic creations and added their own knowledge to create a small animated movie in what they have been learning during their Emergency Unit.
Creating their own small animated movie is a great example of how technology can empower kindergarten students to explore their creativity and express themselves in new and exciting ways. Adding their knowledge about firefighters doctors and police officers into their animated movie shows how technology can be used to deepen understanding and reinforce learning in a fun and engaging way. It’s a creative approach that allows them to apply what they have learnt in a meaningful context, fostering both critical thinking and imagination.

Using iPads to animate characters, record voices, and select backdrops has been a great hands-on learning experience for students. This approach not only engages them actively in the creative process but also introduces them to valuable digital skills at an early age. Painting their characters and then animating them has been a fantastic way for kindergarten to blend traditional art forms with digital tools, this type of interdisciplinary approach fosters a deeper connection to the learning process and encourages students to think outside the box. By incorporating their own handcrafted characters into their animated movie, the students have been able to bring their imagination to life in a tangible and interactive way, resulting in a truly unique learning experience.

A scuola, viaggiando insieme ai migranti

C’è chi passa la vita a leggere, senza mai riuscire ad andare al di là della lettura; resta appiccicato alla pagina, e non percepisce che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda… quello che conta è l’altra sponda”
 (José Saramago)

Nella pedagogia ignaziana, anche la lettura di un libro, se diventa oggetto di un percorso di riflessione e rielaborazione personale, è da considerarsi una esperienza, seppur indiretta… La trattazione di tematiche proprie dei percorsi di Educazione civica consente di guidare gli alunni a riflettere sulla vita propria e altrui, e di allargare lo sguardo oltre i confini di un benessere spesso scontato, per scorgere realtà, vite e storie poco distanti da noi, ma a un tempo molto lontane… Quest’anno per le seconde medie è stato scelto il tema del viaggio; il viaggio, che per noi coincide generalmente con un momento gioioso e arricchente, per una parte dell’umanità rappresenta l’estrema ratio, e dunque il distacco da luoghi e persone amate, nel desiderio legittimo di una vita dignitosa. Il tema del viaggio ha così svelato, attraverso la lettura del libro “Non dirmi che hai paura”, il drammatico fenomeno delle migrazioni, con il suo carico di dolore immenso. I ragazzi e le ragazze, rispondendo alla curiosità suscitata dalla lettura, attraverso approfondimenti di carattere letterario, storico, sociale, hanno conosciuto la storia drammatica, ma esemplare per coraggio e determinazione della piccola – grande Samia; ne hanno conosciuto i sogni, i desideri , i sentimenti, l’angoscia, il terrore, la speranza; hanno forse iniziato a sentirla vicina, e a volerle bene… da questa esperienza abbiamo condiviso in classe l’idea di provare a “onorare” in qualche modo la vita e i sogni di Samia, finiti come per molti altri in fondo al mare… con grande entusiasmo, passione e creatività i ragazzi della IIB hanno dato vita a dei lavori che desiderano tenere fra noi Samia.

Enrico Galiano al Gonzaga Campus: “Non stiamo dando ai ragazzi la scuola che si meritano”. E il Gonzaga lancia una sfida alla città.


Bisogna imparare, ogni giorno, dai giovani che chiedono sempre di più una scuola diversa, che metta al centro la relazione e la ricerca della bellezza, fatta dalla valorizzazione delle piccole cose. A dirlo, ieri sera, nell’auditorium del Gonzaga Campus, è stato Enrico Galiano, insegnante, scrittore ed influencer. Davanti ad una platea gremita di giovani, genitori, insegnanti ed educatori ha parlato di “Scuola di felicità per eterni ripetenti”.

“Non dobbiamo dare messaggi ai giovani perchè questi, nella gran parte dei casi, non funzionano mai – afferma Enrico Galiano-. Quelli che, invece, funzionano sono gli esempi concreti. Se vogliamo che guardino al futuro con maggiore ottimismo dobbiamo essere noi i primi a farlo, proprio guardando e credendo in loro con ottimismo. Succede, spesso, il contrario quando inquadriamo i nostri giovani definendoli “bamboccioni, rammolliti, sempre attaccati al cellulare e altro”. Non ci accorgiamo, invece, di quanta energia e bellezza avrebbero da trasmetterci, dandogli fiducia e lasciandoli esprimere in tutte le forme possibili.
Occorre, allora, cambiare prospettiva senza sobbarcarli di continue aspettative perchè arrivino al massimo dei risultati. Il percorso non è lineare e può essere costellato da cadute ed errori ma che vanno accolti. Diversamente, succede che i giovani, proprio a causa degli adulti, vivono sfiduciati e con l’ansia da prestazione. Ricordiamoci che la noia andrebbe, in qualche modo, coltivata perchè potrebbe essere una pausa rigenerativa e uno spazio vuoto che fermenta la creatività, permettendo di esprimere la loro unicità”.

“In tutto questo, la scuola è oggi chiamata a cambiare completamente la prospettiva – continua Enrico Galiano -. Lo scopo principale non deve essere più quello di sovraccaricare gli studenti di continue nozioni. Davanti a questo eccesso di informazioni i nostri giovani ci chiedono di essere e fare tanto altro. La scuola dovrebbe essere un luogo di accoglienza emotiva, un luogo di emozioni dove si impara a gestire l’empatia. Ancora di più dopo la pandemia, i ragazzi ci chiedono che la scuola deve essere un luogo dove potere stare bene. A fine anno regalo una letterina ai miei studenti in cui parlo dei loro superpoteri ringraziandoli per tutto quello che ho imparato da loro. Dobbiamo sempre riuscire a vedere nella ghianda la futura quercia. Vietato pensare male. Proviamo, allora, ad invertire la rotta continuando a parlare di felicità da eterni ripetenti”.

“Il tema principale è quello di ripensare la scuola – sottolinea p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus – rispetto al mondo di oggi e alle sfide che saranno proposte al futuro dei nostri giovani. Occorre, quindi, rivederla non con le nostre categorie ma ascoltando la voce dei bisogni e dei desideri degli adolescenti che hanno il desiderio forte di dirci qualcosa e cioè che, in fondo, il nostro mondo, la nostra generazione ha proposto loro un modello di vita che non ci sta portando molto lontano. Mi riferisco ad un modello molto competitivo dove, alla fine, sembra che siamo felici perchè abbiamo più cose, sappiamo quasi tutto, abbiamo più competenze e ci sentiamo più furbi nel mercato. I nostri giovani ad un certo punto ci dicono: ‘va bene diventiamo questo e quest’altro e poi che succede?‘.
I giovani hanno tanti desideri e bisogni che dobbiamo cercare di intercettare. Davvero la scuola oggi serve a diventare i primi nel mercato del lavoro? Sicuramente, abbiamo perso qualcosa della realizzazione della persona e di quello che è più profondo. Conosco l’esperienza dell’Africa e di altri Paesi del mondo dove la scuola fa davvero la differenza nella vita delle persone e della società”.

A partire da questo incontro il Gonzaga Campus proporrà a tutta la città altri momenti di confronto e di riflessione sul futuro della scuola oggi. Il prossimo incontro è in programma sabato 20 Aprile 2024, dalle 09.30 alle 13.30. In occasione della terza edizione del Gonzaga City Day il campus dei gesuiti invita tutti a partecipare al “forum sulla scuola del futuro a Palermo”.
L’evento si rivolge all’intera comunità ducante palermitana, comprese scuole, studenti, famiglie, istituzioni, enti ecclesiali associazioni educative e aziende, con l’obiettivo di mettere al centro la città e la sfida educativa.
Durante la giornata verranno esplorate 10 sfide legate alla trasformazione dell’educazione, offrendo momenti di riflessione, confronto, ispirazione e condivisione …e cercando di elaborare 10 proposte concrete per il futuro della scuola.
L’evento sarà un’occasione per incontrare e far dialogare gli adolescenti con tutti coloro che, con fatica e passione, credono e lavorano ogni giorno per un cambiamento nel sistema educativo e scolastico.