“L’avventura dei Florio” raccontata ai ragazzi: in biblioteca l’incontro con l’autrice Lietta Valvo Grimaldi

Il 22 maggio la biblioteca del Gonzaga Campus si è trasformata in un campo da gioco dove gli studenti della Scuola Primaria hanno avuto la possibilità di incontrare Lietta Valvo Grimaldi, l’autrice del libro “L’avventura dei Florio… per ragazzi”.

L’incontro con l’autrice chiude un lavoro di confronto e lettura del testo che i ragazzi delle 4° e 5° elementari della Scuola Primaria hanno portato avanti nella seconda parte di questo anno scolastico.
In biblioteca nel laboratorio dedicato ai Florio, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con la storia e con le vicende di una famiglia che ha reso la nostra città importante in tutto il mondo e che ha contribuito alla realizzazione di opere e monumenti ancora oggi visitabili e per noi motivo di orgoglio.
Abbiamo così girato nei vicoli del centro storico e scoperto luoghi sconosciuti, siamo entrati nei mercati ed imparato nuovi nomi e nuove parole.

Con l’autrice i ragazzi hanno scoperto che si può imparare divertendosi e scoprire che un libro è certamente un grande alleato anche quando la sfida si fa dura e la vittoria non è a portata di mano. Vince sempre chi legge di più e chi arriva fino in fondo alle storie.
Giocare con l’autrice è stato bellissimo e i ragazzi porteranno sempre nel cuore momenti in cui si sono divertiti con un’autrice “in carne e ossa” che ha potuto spiegar loro anche come i ricordi di ciascuno possono diventare patrimonio per tutti.
Un autografo e una dedica personale su una storia per ragazzi manterrà vivi i ricordi e muoverà i piccoli lettori alla ricerca di nuove avventure e di nuovi confronti.

Torna la Fiera Missionaria: Sabato 25 maggio al Gonzaga Campus


Sabato 25 maggio, in occasione della
prima Giornata Mondiale dei Bambini indetta da Papa Francesco, torna la Fiera Missionaria “Madonna della Strada”, al Gonzaga Campus. Come  ricorda Papa Francesco sono proprio i bambini quelli che più di tutti portano il peso delle fratture del nostro mondo ed è per essi che, attraverso l’educazione bisogna costruire un futuro migliore. Per questo, il Campus offre un ponte umanitario che da Palermo abbraccia i bambini più poveri e fragili che vivono negli slums in Kenya e nei quartieri più poveri di Palermo.


Sarà una giornata aperta a tutta la città:
una grande festa della solidarietà caratterizzata da giochi, musica, laboratori, stand gastronomici e artigianali curati da studenti, insegnanti, famiglie, ex alunni, gruppi e movimenti ignaziani.
Sarà un’occasione, importante e significativa, per potere sostenere le varie realtà missionarie che il Gonzaga Campus segue durante tutto l’anno a Palermo e in varie parti del mondo: Kenya, Romania (con l’annessa accoglienza dei rifugiati ucraini), Perù e Cuba.

Un gruppo di studenti, docenti e genitori del Gonzaga Campus, il prossimo 25 maggio, partirà per il Kenya. A Nairobi, il gruppo incontrerà la “Bishop Mazzoldi School” delle Evangelizing Sisters of Mary. Nella missione, sita all’incrocio tra tre slums, le suore hanno dato vita a due scuole per rispondere alla povertà attraverso progetti educativi. La scuola, che si rivolge ai bambini e alle bambine ma anche a giovani aiutando oltre 200 persone, diventa una risorsa di aiuto fondamentale: li allontana dallo sfruttamento lavorativo e da tanti altri pericoli della strada, dando loro quella dignità a cui ciascun bambino ha diritto”.
“Sono a Palermo per fare conoscere la missione che portiamo avanti in Kenya nei confronti di bambini, giovani e famiglie molto povere – racconta suor Hellen Tabea delle Evangelizing Sisters of Mary . Qui al Gonzaga svolgo il mio servizio all’International School e alla scuola di lingua per migranti. Prima di arrivare a Nairobi, sono stata 12 anni in Uganda per aiutare le persone rifugiate nei campi, provenienti dal Sud del Sudan dove la situazione è molto drammatica. In Sudan sono stata sempre di passaggio perchè è un Paese molto pericoloso dove non c’è pace. In Kenya, a Nairobi, aiutiamo le comunità poverissime che vivono negli slums. La nostra missione è di tipo educativo e di sostegno alle necessità primarie. Le ragazze e i bambini che accogliamo nella scuola riescono a gioire di quel poco che riusciamo a trasmettere e dare loro. Mangiano una volta al giorno e, se hanno un pezzo di pane, lo condividono subito con i loro coetanei. Facciamo anche molta educazione di strada. Alcune famiglie vivono di agricoltura nei campi che, però sono distanti dagli slums. E’ molto importante che i giovani che si trovano a Palermo possano comprendere quanto bisogno c’è in questa parte del mondo e come si possono aiutare  ad avere un futuro diverso”.

Per l’occasione è stata aperta la campagna di raccolta fondi per sostenere il futuro dei bambini e dei giovani al seguente indirizzo https://gofund.me/c14c6f9c dove è possibile fare una donazione, in maniera facile, anche di un piccolo importo, direttamente dal proprio pc o smartphone, con carta di credito, bonifico bancario o Paypal.

“Per la crescita dei giovani l’incontro delle persone che vivono nelle realtà più ferite del mondo è davvero importante – afferma p.Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga che, nel 2017 ha prestato un anno di servizio missionario in Kenya -. La forte miseria che esiste nelle baraccopoli di Nairobi, contrasta in maniera fortissima con la grande vitalità e solidarietà che c’è fra le persone. A testimoniarlo, in primis, sono i bambini e le bambine; i piccoli giocano con poco e solo all’insegna dello spirito di completa condivisione. Come cittadini del mondo, abbiamo la necessità di conoscere l’umanità più autentica senza maschere e senza difese perchè questo ci aiuta a vivere meglio. Con la Mazzoldi school ormai si è creato un ponte che manteniamo vivo con gli aiuti a distanza ma anche con il viaggio che ha un approccio educativo originale e rivoluzionario”.


Il murales interattivo di Domenico Pellegrino dedicato ai bambini/e vittime della mafia: Giovedì 23 maggio 2024 l’inaugurazione al Gonzaga Campus


Un murales interattivo ricorderà tutti i bambinə uccisi dalla mafia. L’artista Domenico Pellegrino presenta
Picciriddi, un’opera dinamica e interattiva che sarà costruita, nei prossimi mesi, insieme ai giovani del Gonzaga Campus.
Il progetto è stato pensato dal Campus insieme all’artista proprio per parlare ai bambini e ai giovani con la voce dei più piccoli, comunicando linguaggi nuovi e semplici: il gioco e lo sport in chiave educativa come antidoti alla violenza e alla mafia.
L’artista siciliano, noto per le sue opere urbane ed installazioni  luminose, inaugurerà l’opera in occasione della giornata della legalità, il 23 maggio alle ore 15, in via Piersanti Mattarella.
Nell’opera è stato scelto il pallone e il campo da gioco; ci saranno, infatti, tanti palloni colorati con all’interno i nomi dei minori uccisi dalla mafia.
Il 23 maggio ricorre il 32esimo anniversario della strage mafiosa di Capaci, dove nel 1992 furono assassinati dalla mafia i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e gli agenti della polizia di Stato Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Abbiamo condiviso pienamente con l’artista l’idea e lo sviluppo di questo progetto – afferma p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. Per tutti noi, portare nella scuola le storie dei bambini uccisi dalla mafia è un modo per far sentire la centralità di questo tema, in tutta la sua drammaticità, nell’educazione dei giovani di oggi. Lo facciamo attraverso il simbolo del pallone sui campi di calcio che vuole sottolineare la forza di cambiamento che può avere lo sport vissuto in maniera sana.
Sarà un murales interattivo e dinamico – dice Domenico Pellegrino -. Giovedì, presenteremo la prima parte dell’opera che, quando sarà ultimata, sarà lunga 30 metri. Sarà il risultato di un lavoro corale, insieme ai giovani, ricco anche di contenuti multimediali. L’opera, grazie alla collaborazione con Aria Platform, si anima attraverso la realtà aumentata. Picciriddi è ispirata all’omonima sezione dedicata ai bambini uccisi dalla Mafia dell’app NOma, l’applicazione che racconta le storie di mafia.

L’installazione prende ispirazione dalla omonima sezione “I Picciriddi”, ospitata dentro l’applicazione NOma, che contiene 18 storie di fatti accaduti a Palermo. Le storie sono tratte dal libro “Al posto sbagliato” di Bruno Palermo, edizione Rubettino, che nel suo libro raccoglie centotto storie di bambini vittime di mafia. “Le mafie hanno sempre ucciso i bambini, i picciriddi, non esiste né un posto sbagliato né un momento sbagliato per bambini e ragazzi vittime di mafia: un campo di calcetto, il portone di casa, la pizzeria, l’auto dei genitori al posto sbagliato; ci sono sempre stati assassini e mafiosi.”
Domenico Pellegrino (classe ‘74) è un artista siciliano, scultore e creatore di installazioni urbane luminose.Il suo è un lavoro di sintesi tra Heritage e futuro, raccogliendo dal passato della cultura mediterranea per trasformarlo in qualcosa di contemporaneo e innovativo. Ha collaborato con importanti brand: Hermés, Dior, Disney, Eon, Voiello, Max Mara. Ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia e di recente è stato nominato Ambassador per la Sicilia del Turismo delle Radici del ministero degli Esteri.
NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare “le storie” delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite. NOma è un’applicazione che guida cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo e dintorni, nei luoghi degli attentati mafiosi che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70.

In viaggio per scoprire una nuova cultura: le classi del 3° e 4° STEAM visitano il quartiere cinese di Prato


In viaggio per scoprire una nuova cultura: le classi del 3° e 4° STEAM visitano il quartiere cinese di Prato. Dal 15 al 19 aprile 2024 si è svolto il viaggio a Prato organizzato in collaborazione con l’associazione Ambercat che ha coinvolto 8 studentesse e studenti di 3° e 4° STEAM del nostro istituto. Il programma prevedeva attività didattiche svolte in lingua cinese da un docente madrelingua nel contesto della Chinatown pratese, una delle più ricche e attive d’Europa; Prato, infatti, è probabilmente la prima città d’Europa per presenza in percentuale di abitanti cinesi in relazione alla popolazione totale.
Le attività giornaliere erano divise in attività di conversazione su argomenti della vita quotidiana (presentarsi, parlare di sè, chiedere informazioni stradali, ordinare al ristorante, fare acquisti) e laboratori di cultura cinese (pittura cinese, cucina cinese, carta ritagliata, medicina cinese, arte dei nodi, il tè cinese, visita al tempio buddhista e mediazione interculturale) svolte insieme agli studenti e studentesse di un liceo linguistico di Milano,  aspetto che ha reso l’esperienza ancora più interessante e coinvolgente.

Inoltre, compiere queste attività didattiche nella Chinatown di Prato, ha permesso di vivere un’esperienza immersiva in lingua cinese, anche quando si andava al supermercato o a fare semplici acquisti nei negozi del quartiere dove si usava comunemente il cinese. Gli studenti sono usciti dalla loro zona di confort per mettersi alla prova pienamente nella sfida di utilizzare in contesto reale una lingua come il cinese, superare timori e paura di esporsi, capire che quanto sembrava all’inizio dello STEAM difficile – per alcuni impossibile – si può realizzare. Dal punto di vista didattico le attività hanno aiutato gli studenti a migliorare la comprensione, la fluidità nella produzione, arricchire il lessico e le competenze culturali e interculturali. Il viaggio a Prato, in linea con la didattica laboratoriale che già si svolge settimanalmente durante le ore di cinese nel liceo STEAM, ha quindi rappresentato un ulteriore passo verso il mondo cinese, in attesa di potere andare a vivere queste belle esperienze direttamente in Cina!
Marzia Fanara, studentessa del III STEAM, ce lo racconta in questa intervista: “Il viaggio a Prato è stata una bellissima esperienza soprattutto per i laboratori molto interessanti e utili: abbiamo imparato molte cose – come si beve il tè in Cina, abbiamo cucinato i ravioli. Grazie a questo viaggio la nostra classe si è unita ancora di più, abbiamo fatto sempre più amicizia tra di noi avendo passato tanto tempo insieme. Il professore Rizzuto e la professoressa dell’agenzia sono stati sempre molto disponibili. Il nostro cinese è migliorato tantissimo soprattutto durante le conversazioni, nella comprensione della lingua parlata; abbiamo imparato tante parole nuove e ampliato il nostro lessico confrontandoci con persone madrelingua. Immergersi nel quartiere cinese di Prato è stato poi pazzesco: tutti i manifesti, le insegne, i cartelli erano trascritti in caratteri cinesi: eravamo in Italia sì, ma la sensazione era proprio quella di essere in oriente, dall’altra parte del mondo!”

Liceali a Lampedusa per “ascoltare il grido della terra e degli ultimi”

Gli studenti liceali del primo anno accompagnati dai professori Emio Cinardo, Francesco Cinà, Chiara Lucchesi, Giovanni Lo Voi, Tania Minnone, il direttore padre Vitangelo Carlo Maria Denora SJ e il vicedirettore Marilena Poderati, hanno trascorso tre giornate a Lampedusa per i Symposia, il cui filo conduttore è stato il tema “Ecologia Integrale” trattato da papa Francesco nella seconda enciclica. Da un lato la contemplazione della bellezza paesaggistica, in particolare la Spiaggia dei Conigli e l’isolotto dei Conigli, dall’altro la conoscenza di alcuni aspetti sociali. Ascoltare il grido della terra e degli ultimi consente di sensibilizzare i ragazzi e le ragazze alle ferite che l’uomo provoca alla terra e ai suoi simili, in particolare quelle legate all’inquinamento e all’emigrazione.



Significativa è stata la visita ai luoghi simbolo di accoglienza e ospitalità dei migranti, che sbarcano quotidianamente sull’isola, come la Porta d’Europa, monumento dedicato alla memoria dei migranti deceduti in mare e il santuario della madonna di Porto Salvo, condiviso tra chiesa cattolica e moschea maomettana. A guidare l’esperienza formativa sono stati dei professionisti ed esperti sia in scienze ambientali sia nella questione dell’immigrazione: l’imprenditrice Genni Caranna; la dottoressa Elena Prezzi di Legambiente; lo scrittore Fabio Giovannetti; l’ex professore di patologia vegetale e attuale preside di facoltà agraria a Firenze Giuseppe Surico; la dottoressa Elena Prezzi di Legambiente; il presidente del Consorzio Pescatori Lampedusa e Linosa Pietro Billeci; il mediatore culturale e linguistico Moussa, arrivato in Italia dalla Nuova Guinea; il medico del poliambulatorio di Lampedusa Francesco D’Arca; gli operatori della Guardia Costiera; i volontari delle associazioni Mediterranean Hope e Sea Watch.

Grande festa al Gonzaga Campus: arriva Santa Rosalia


Oggi nel nostro campus abbiamo accolto le reliquie di Santa Rosalia, protettrice di Palermo. Insieme ad alcuni esperti abbiamo approfondito il ruolo che hanno avuto i Gesuiti nell’istituzione e nella diffusione del culto. Nel 1600 Palermo fu colpita dalla peste, che causò la morte di oltre 300000 persone. I cittadini, per liberarsi da questo flagello, invocarono l’aiuto delle quattro patrone della città, Agata, Oliva, Cristina e Ninfa, che però non accolsero la richiesta dei palermitani. Il 15 luglio, nel corso della consueta sfilata delle reliquie della Santa, due sacerdoti ebbero un’ispirazione e iniziarono a intonare un canto invocando “Santa Rosolea, ora pro nobis”. I due sacerdoti erano ignari che, proprio in quei giorni, a monte Pellegrino erano in corso degli scavi che avevano lo scopo di trovare le ossa di Santa Rosalia. Gli scavi portarono al ritrovamento di un cranio e alcune ossa che vennero esaminati da una commissione medica e una di teologi, incaricati dall’arcivescovo di Palermo, formata proprio da quattro gesuiti: Girolamo Tagliavia, Giordano Cascino, Giuseppe D’Agostino e Giacomo Dominici. Le due commissioni stabiliscono che le ossa trovate appartenessero ad una giovane donna, a questa constatazione si aggiunse un altro fatto che li convinse della loro appartenenza alla Santa protettrice di Palermo: Vincenzo Bonelli, un giovane risvegliatosi da un’agonia, comunicò al cardinale che il 13 febbraio salì a Monte Pellegrino per distrarsi dalla perdita della moglie, morta a causa della peste; qui in sogno vide l’immagine di Santa Rosalia, la quale gli rivelò che le ossa travate sul monte sono le sue. A questa rivelazione, la Santa aggiunse che, una volta rivelata l’appartenenza delle ossa, fatta la processione in suo onore e cantato il “Te Deum laudamus”, la città di Palermo sarebbe stata liberata dalla Peste. Da qui si istituisce che sia costruita una suntuosa cappella, la reliquia venga custodita in una teca d’argento e il 15 luglio di ogni anno venga portata in una solenne processione. Così, si verificò il miracolo di Santa Rosalia: la città ricevette la grazia e fu liberata dalla peste. Il 9 Giugno di quell’anno  venne celebrata una solenne processione e dei festeggiamenti che durarono nove giorni: questo può essere considerato a tutti gli effetti il primo festino di Santa Rosalia.
In quel tempo, a Roma, si stava preparando la revisione del Martirologio Romano e Papa Urbano voleva che fosse inserita Santa Rosalia, facendo nascere l’esigenza di preparare un’agiografia che fu redatta da padre Cascino. Nella biografia si evince che la Santa protettrice di Palermo abbia antiche e nobili origini: è discendente di Carlo Magno e l’appartenenza ai Sinibaldi, cavalieri di Re Ruggiero. Dopo la pubblicazione del nuovo Martirologio Romano, in cui la Santa trova posto, venne costruito il suo eremo a Quisquina e a monte Pellegrino. Nel 1651 venne ripubblicato, postumo, il volume che nel 1637 Padre Cascino aveva pubblicato, con un ampliamento degli argomenti presenti realizzato grazie ai contributi di Padre Salerno.

Il culto della protettrice di Palermo ha esercitato, e tutt’oggi cattura l’attenzione, di numerosi letterati, artisti e persone che hanno trovato in Santa Rosali una fonte di ispirazione e la protagonista delle proprie opere: già nel 1626 veniva messa in scena una tragedia sacra con protagonista Rosalia; nel 2013 la ristampa della tragedia Rosalia e nel 2016 viene messa in scena la “Vita di Rosalia”; nel 2017 è stato pubblicato, dopo migliaia di libri già scritti riguardanti l’agiografia di Rosalia, un volume che raccoglie 1060 opere.

Guarda gli scatti più belli nella nostra gallery!

Il reliquiario di S. Rosalia al Gonzaga Campus


Martedì 07 Maggio 2024 avremo la gioia di accogliere al Gonzaga Campus il busto reliquiario di S. Rosalia.
Nel quarto centenario del rinvenimento delle spoglie mortali di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino e della liberazione della Città di Palermo dal contagio della peste, il nostro arcivescovo ha indetto il “Giubileo Rosaliano”. Durante quest’anno il busto reliquiario sta girando tutte le comunità e parrocchie della nostra città e, martedì 07 maggio, sarà la volta della nostra comunità.
Vivremo una giornata ricca di momenti tra devozione e tradizione, storia e arte, celebrazioni e attività didattiche. La giornata sarà infatti un’occasione preziosa per riscoprire il ruolo avuto dalla Compagnia di Gesù nell’istituzione del festino di Santa Rosalia in riferimento al rinnovato culto della santa patrona del quale i gesuiti furono promotori non soltanto spirituali. Nel 1624, gli alunni stessi del Collegio Massimo e la Casa Professa di Palermo, d’intesa con il Cardinale Giannettino Doria, furono artefici del grande evento che avrebbe segnato la storia non soltanto religiosa di Palermo.

Il programma della giornata

  • 09:00: accoglienza del busto reliquiario (con gli studenti nel campo da calcio grande);
  • 09:30/12:30: Seminario: Tra testi e immagini. La tradizione agiografica e il culto di Rosalia (in biblioteca, aperto a tutti, studenti e famiglie, interni ed esterni). 
  • 12.30: Inaugurazione della mostra “Per annum Rosaliae” (in biblioteca, sarà aperta e visitabile da tutti fino alle 19). I dettagli nella pagina successiva.
  • 12:30/15:30: il busto reliquiario girerà i vari plessi scolastici per un breve momento di preghiera, di affidamento a S. Rosalia e di benedizione degli studenti e degli insegnanti;
  • 19:00: Celebrazione Eucaristica (in cappella san Giuseppe, aperta a tutta la comunità).

Vi aspettiamo per affidare a S. Rosalia tutta la nostra comunità e il nostro comune impegno “missionario” per l’educazione dei bambini e ragazzi.