Al di là del 25 novembre: il tema della violenza e l’importanza del dialogo costante a scuola

Com’è risaputo, la data del 25 novembre segna una ricorrenza: la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Tanti sono gli interrogativi che affiorano da più parti sul riconoscimento ufficiale di questa giornata. “La violenza ha un genere?” “Quanto può essere efficace ridurre riflessioni così importanti e drammatiche ad una sola data da evidenziare sul calendario?” “Che impatto può avere una protesta, specie se ridotta a una manciata di ore durante le quali condividere una trita retorica?” Queste e tante altre sono state le domande che hanno acceso dibattiti in questi giorni anche nei piani dei nostri Licei e tra tanti confronti sono emerse posizioni condivise all’unanimità tra i soggetti coinvolti, docenti, alunni, volontari del servizio civile. Una cosa è certa: le dinamiche di una realtà così estremamente delicata e complessa non possono essere sviscerate in poche ore di lezione, né si può sminuire l’urgenza di un confronto sano tra parti circoscrivendolo a singoli momenti. Per questo motivo la nostra scuola si impegna costantemente affinché non si attenda il giorno di tale ricorrenza per aprire un dialogo, giusto per spuntare l’argomento da una lunga lista che al suo interno ne racchiude tanti altri. Siamo piuttosto consapevoli che un cambiamento vada coltivato giorno per giorno; saranno la cura nel tempo, il dialogo frequente e la progressiva consapevolezza a dare i loro frutti.

A tal proposito, i docenti dei Licei dell’Istituto Gonzaga, tra cui il prof. Chiaramonte e la prof.ssa Aiello, hanno messo in atto un piano di educazione civica dilatato nel tempo che andrà a favorire riflessioni su queste tematiche in più momenti nel corso dell’anno scolastico. L’obiettivo è quello di riflettere anche intorno al ruolo assunto dalla scuola in società: le mura scolastiche accolgono ogni giorno bambini e bambine, ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine del futuro. La nostra è pertanto la realtà che più si presta a rappresentare quell’orizzonte ideale in cui ribadire l’importanza della costruzione di una nuova cultura rispettosa anche delle differenze di genere e contraria ad ogni tipo di discriminazione. Da dove muovono i primi passi questi momenti di scambio e confronto tra alunni e alunne? Spesso è la nostra stessa cultura a suggerirci le strade da percorrere e questa mattina durante la lezione di letteratura con il prof. Chiaramonte il romanzo “I Malavoglia” ha rappresentato per le classi del quinto anno una ricca fonte in cui rintracciare inneschi per nuove riflessioni intorno a nozioni come “patriarcato”, di cui spesso, a causa dell’abuso si rischia di perdere il significato originario. Ricerche etimologiche dei termini, lettura e analisi dei testi, brainstorming su un determinato focus, scambio di pareri che mettano in moto lo sviluppo di un pensiero critico,  sono alcune delle strategie con cui la scuola può e deve fare la sua parte durante il processo educativo di una persona consapevole e rispettosa del prossimo.

Ci uniamo  alle parole colme di speranza pronunciate dal Direttore Generale del Gonzaga Campus, Padre Vitangelo Denora: 

“Dalla scuola può nascere un nuovo futuro, contro la guerra e contro ogni forma di violenza. A questo noi crediamo fermamente e per questo ci impegniamo ogni giorno”.

Erika Pittaresi
Referente comunicazione Licei

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