Claudiu, Giovanni, Pasquale e Luigi. I nuovi arrivi nella Comunità dei Gesuiti

[English version below]

Quest’anno la comunità dei gesuiti si arricchisce di quattro nuove persone che hanno iniziato la loro missione al Gonzaga Campus: P. Miklós Claudiu Ionel SJ, Pasquale Landolfi SJ, Giovanni Barbone SJ, Luigi Vitale. Li abbiamo intervistati chiedendo loro di raccontarci chi sono, qual è la loro esperienza e di cosa si occuperanno al Gonzaga.

Padre Claudiu Ionel Miklòs S.J.

Sono nato a Hunedoara, in Romania. Il mio ingresso nella Compagnia di Gesù è avvenuto nella città di Coluj. Dopo aver terminato gli studi in filosofia presso l’Heythrop College dell’Università di Londra, ho lavorato come diacono nel Centro Spirituale di Coluj dicandomi agli esercizi spirituali e alla pastorale giovanile. Ho fondato il gruppo “Mountain Spirituality”, che ancora oggi esiste e continua l’attività di sensibilizzazione verso la natura e la spiritualità. Nel 2008 sono stato ordinato sacerdote ad Alba Julia dal vescovo ungherese Jakubinyi György. In questo periodo ho continuato a lavorare nel Collegio San Francisco Javier y de la Merced di Burgos, dove sono stato coinvolto anche nel lavoro con i migranti presso l’Asociacion ONG Atalaya e la Chiesa dei Gesuiti di La Merced. Inoltre, ho costituito un gruppo di servizio sociale, chiamato “Missione di Pasqua” che opera nelle zone povere della Romania. Ho terminato il mio terz’anno nelle Filippine, nell’Ateneo di Manila. In questi anni mi sono occupato della pastorale giovanile e della promozione delle vocazioni giovanili nel territorio della Romania, costituendo gruppi di preghiera come EVO, Pietre Vive, Preghiera quotidiana online e I Ritiri Contemplativi di Jálics Ferenc. Inoltre, ho continuato a collaborare con la Chiesa cattolica ungherese e con gli ordini religiosi di lingua ungherese. Al Gonzaga campus mi occuperò di coordinare le tante e belle opportunità della Pastorale del campus.

Pasquale Landolfi S.J.

Sono nato a Napoli, una terra per cui ho sempre nutrito il duplice sentimento di amore e odio. In città ho scoperto fin da giovanissimo l’esperienza lavorativa. Questo importante apprendistato mi ha permesso di entrare in relazione con donne e uomini d’ogni genere e con le loro fatiche quotidiane. Dopo aver conseguito la maturità classica, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lettere dell’Università Federico Secondo. La letteratura, in particolare la poetica del Petrarca, è stata sin dalla prima adolescenza il mezzo con cui ho provato a leggere l’esistenza e a costituirmi come uomo. Durante gli anni universitari ho riscoperto la fede, che mi porta quotidianamente a confrontarmi con la vita di Cristo attraverso le lenti della spiritualità ignaziana. La gratitudine che provo nel sentirmi amato da Dio mi ha condotto alla Compagnia di Gesù, e ad entrare nel Noviziato di Genova nel 2019, per poi a professare i voti come fratello gesuita due anni dopo. Seguono due anni di studio di filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana. In questi due anni mi sono dedicato anche al lavoro con i giovani, specialmente in ambito sportivo, e a collaborare con la cappellania del carcere di Rebibbia. Al Gonzaga Campus mi occupo dell’insegnamento della religione e dell’affiancamento in discipline sportive ai licei e delle attività della Polisportiva.

Giovanni Barbone S.J.

Sono nato a Trieste, e come qualsiasi mio concittadino nutro un profondo senso di appartenenza verso la mia terra. Infatti, quella sua “scontrosa grazia” e il suo essere proiettata sul mare mi hanno sempre spinto, quasi spontaneamente, a mettermi in viaggio e a confrontarmi con culture molto differenti tra loro. Dopo un frenetico girovagare, mi sono laureato presso il Politecnico di Torino in Ingegneria Energetica e Nucleare. Dopo aver lavorato a Parigi, ho scelto di abbandonare la ricerca scientifica per approfondire la chiamata alla vita religiosa. Nel settembre 2018 ho scelto di entrare nella Compagnia di Gesù, dove dopo due anni, emetto i miei primi voti. Successivamente, ho studiato per due anni filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e ho iniziato a lavorare nella pastorale universitaria della Cappellania dell’Università di Malta. Sono arrivato a Palermo quest’anno e mi è stato affidato l’insegnamento di matematica e di World Religions alla Middle School dell’International School Palermo.

Luigi Vitale

Sono Luigi Vitale, sono nato a Polla e sono l’ultimo di tre figli. Risiedo a Petina, in provincia di Salerno, dove ho frequentato le scuole e poi ho conseguito il diploma presso l’istituto professionale E. Corbino di Contursi Terme. A Petina ho vissuto l’ambiente parrocchiale già a partire dalla tenera età e con il tempo sono diventato una parte attiva della comunità. Nel 2019 ho avuto modo di vivere un’esperienza all’estero di dodici mesi con l’UNITALSI, attraverso un progetto di Servizio Civile Universale nella città di Lourdes e il suo Santuario Notre Dame. Nel 2020 in accordo con il vescovo diocesano ho iniziato il percorso di formazione umana e spirituale. Il mio percorso è iniziato presso il Seminario Giovanni Paolo II di Pontecagnano ed è proseguito presso il Seminario Campano Interregionale di Posillipo. In seguito a questa esperienza formativa, sono stato inviato qui al Gonzaga Campus con l’opportunità di insegnamento della Religione presso la primaria e la prima media, e di inserimento nelle attività pastorali del Gonzaga Campus.

A tutti loro diamo il benvenuto nella nostra comunità e li ringraziamo per averci raccontato i loro percorsi di vita e le loro esperienze. Buon lavoro!

[English version]

This year the Jesuit community is enriched by four new persons who have begun their mission at Gonzaga Campus: Fr. Miklós Claudiu Ionel SJ, Pasquale Landolfi SJ, Giovanni Barbone SJ, and Luigi Vitale. We interviewed them and asked them to tell us who they are, what their experience is, and what they will be doing at Gonzaga.

Father Claudiu Ionel Miklòs S.J.

I was born in Hunedoara, Romania. I joined the Society of Jesus in the city of Cluj. After finishing my studies in philosophy at Heythrop College of the University of London, I worked as a deacon in the Spiritual Center of Coluj giving spiritual exercises and youth ministry. I founded the group of Mountain Spirituality, which continues nowadays and has a good impact on sensibility to nature and spirituality. In 2008 I was ordained a priest in Alba Julia by Hungarian Bishop Jakubinyi György. Furthermore, I continued to work at the San Francisco Javier y de la Merced College in Burgos, where I was also implicated in work with migrants at the Asociacion ONG Atalaya and the Jesuit Church of La Merced. In addition, I founded a social service group called Mission during Easter that works in poor areas of Romania. I finished my tertianship in Philippines, in the Athenaeum of Manila. During these years I have been involved in youth ministry and the promotion of youth vocations in the territory of Romania, opening prayer groups such as EVO, Living Stones, Daily Prayer Online and The Contemplative Retreats of Jálics Ferenc. In addition, I continued to collaborate with the Hungarian Catholic Church and Hungarian-speaking religious orders. At the Gonzaga campus I will be responsible for coordinating the many pastoral activities.

Pasquale Landolfi S.J.

I was born in Naples, a land for which I have always harbored the dual feelings of love and hate. Since I was young in the city, I discovered work experience. After graduating from high school, I decided to enroll in the Faculty of Letters at Federico Secondo University. Literature, particularly the poetics of Petrarch, has been since early adolescence the means by which I have tried to read existence and constitute myself as a man. During my university years I rediscovered faith, which leads me daily to confront the life of Christ through the lens of Ignatian spirituality. The gratitude I feel in feeling loved by God led me to the Society of Jesus, and to enter the Novitiate in Genoa in 2019, and then to profess vows as a Jesuit brother two years later. This was followed by two years of studying philosophy at the Pontifical Gregorian University. During these two years I also dedicated myself to working with young people, especially in the sporting field, and to collaborating with the Rebibbia Prison chaplaincy. At Gonzaga Campus I am involved in teaching religion and coaching in sports disciplines at the high schools and the activities of the Polisportiva.

Giovanni Barbone S.J.

I was born in Trieste, and like any of my fellow citizens I have a deep sense of belonging to my homeland. Indeed, that “surly grace” of it and its being oriented toward the sea have always encouraged me, almost spontaneously, to set out on the road and confront very different cultures. After a frantic wandering, I graduated from the Polytechnic University of Turin in Energy and Nuclear Engineering. After working in Paris, I chose to leave scientific research to follow the call to religious life. In September 2018, I joined the Society of Jesus, where after two years, I made my first vows. Afterwards, I studied philosophy for two years at the Pontifical Gregorian University in Rome and began working in university pastoral work at the University of Malta Chaplaincy. I arrived in Palermo this year and was assigned to teach mathematics and World Religions at the Middle School of the International School Palermo.

Luigi Vitale

I am Luigi Vitale, I was born in Polla and I’m the last of three children. I reside in Petina, in the province of Salerno, where I attended school and then graduated from the E. Corbino professional institute in Contursi Terme. In Petina I experienced the parochial environment from an early age, and over time I became an active part of the community. In 2019 In 2019, I spent a 12-month experience abroad with UNITALSI through a Universal Civil Service project in the city of Lourdes and its Notre Dame Shrine. In 2020 in agreement with the diocesan bishop I began the path of human and spiritual formation. My journey began at the John Paul II Seminary in Pontecagnano and continued at the Campano Interregional Seminary in Posillipo. Following this formative experience, I was sent here to the Gonzaga Campus with the opportunity to teach Religion at the primary and sixth grade levels, and to be included in the pastoral activities of the Gonzaga Campus.

We welcome them all to our community and thank them for telling us about their life paths and experiences and wish them all well.

Polisportiva Gonzaga: corsi 23/24. Al via iscrizioni e lezioni di prova gratuita

All’interno del Gonzaga Campus, lo sport occupa un ruolo fondamentale sia nelle attività curriculari sia nella proposta extracurriculare. Lo sport è una “guida educativa” nella formazione e nello sviluppo fisico ed emotivo dei bambini e dei ragazzi.  Fare sport significa mettersi alla prova per superare i propri limiti e realizzare i propri sogni. Fare sport significa condivisione e socializzazione sana: insegna a raggiungere obiettivi comuni sentendosi parte di un gruppo, in cui ciascuno ha un suo ruolo indispensabile.
Secondo tali valori la Polisportiva Gonzaga è parte integrante della proposta educativa del Gonzaga Campus e opera in continuità con l’attività scolastica.

La Polisportiva Gonzaga riprende le sue attività per l’anno sportivo 2023/2024.

Anche per quest’anno la programmazione delle attività sportive pomeridiane è ricca e varia e adatta alle diverse età ed attitudini.
Dal 02 Ottobre ripartono a pieno ritmo i corsi 23/24 per ragazzi e ragazze dai 4 ai 18 anni, interni ed esterni al campus: calcio, basket, tennis, pallavolo, ju jitsu. Da quest’anno si aggiungono i corsi di ginnastica artistica e pattinaggio artistico per ragazzi e ragazze.
Sono in preparazione anche alcuni corsi sportivi aperti ad adulti di cui verrà data comunicazione al più presto.

E’ già possibile contattare la segreteria sportiva per richiedere informazioni su tutti i corsi sportivi e/o per prenotare una settimana di prova gratuita.

Le prove sono già iniziate con i seguenti orari provvisori:

  • Basket: dalle 16:00
  • Calcio: dalle 15:00
  • Tennis: dalle 16:00
  • Pallavolo: dalle 17:30 
  • Ju Jitsu: dalle 15:15
  • Pattinaggio artistico: dalle 16:15 
  • Ginnastica artistica: dalle 15:15

Per info, prenotazioni e iscrizioni è possibile:

  • rivolgersi alla segreteria sportiva recandosi presso gli uffici ubicati in prossimità della portineria centrale S. Giuseppe (Via Piersanti Mattarella 40) dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00;
  • contattare i seguenti numeri di telefoni: +39 3911797056 0916252036, dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00;
  • inviare un messaggio WhatsApp al numero: +39 3911797056
  • inviare una mail a segreteria@gonzagapolisportiva.it 

I nostri educatori, i tecnici, gli istruttori e allenatori vi aspettano in campo (sia all’aperto che nella nuova palestra) per una prova o per proseguire le attività dello scorso anno!

 

Lettera di inizio anno del Direttore Generale

Carissime e carissimi,
buon inizio anno a tutti!

In questa circolare darò alcune comunicazioni anche pratiche, ma voglio farle precedere da qualche pensiero che mi abita all’inizio di questo anno pieno di tante sfide.

Prendo in prestito le immagini e le espressioni di Papa Francesco, quelle contenute nel suo discorso rivolto ai giovani universitari a Lisbona nell’ambito della Giornata Mondiale della Gioventù; mi piace condividerle citandole e commentandole con voi.

Parto da queste parole di Papa Francesco che vogliono essere il mio augurio per l’anno che ci apprestiamo a vivere “Amici, permettetemi di dirvi: cercate e rischiate, cercate e rischiate. In questo frangente storico le sfide sono enormi, gemiti dolorosi. Stiamo vedendo una terza guerra mondiale a pezzi. Ma abbracciamo il rischio di pensare che non siamo in un’agonia, bensì in un parto; non alla fine, ma all’inizio di un grande spettacolo. Ci vuole coraggio per pensare questo. Siate dunque protagonisti di una “nuova coreografia” che metta al centro la persona umana, siate coreografi della danza della vita”.

Viviamo un tempo in cui delle grandi domande attraversano il nostro mondo, bussano alla nostra porta e siamo invitati tutti, piccoli e grandi, studenti, docenti, collaboratori, famiglie ad affrontarle e a non lascarle da parte o fuori dalla scuola anche quando sono esigenti, ponendoci in un atteggiamento di umile ricerca intellettuale ma anche esistenziale e spirituale, proprio come il nostro Gonzaga desidera proporre con il suo progetto educativo di formazione integrale.

Attraverso la scuola: lo studio e le tante esperienze formative, cerchiamo il senso, la felicità, un mondo diverso “da pellegrini” ci suggerisce Papa Francesco sulla scia di Sant’Ignazio.

All’inizio dell’anno è bello immaginarsi “pellegrini”. Il Papa dice “è una parola bella. Letteralmente vuol dire lasciare da parte la routine abituale e mettersi in cammino, muovendosi «oltre i propri confini», cioè fuori dalla propria zona di comfort verso un orizzonte di senso. Nel termine “pellegrino” vediamo rispecchiata la condizione umana, perché ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno risposta, una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre”

All’inizio dell’anno prepariamoci dunque alla fatica della ricerca che la scuola propone senza scorciatoie troppo veloci. “Diffidiamo delle formule prefabbricate; diffidiamo delle risposte che sembrano a portata di mano, di quelle risposte sfilate dalla manica come carte da gioco truccate; diffidiamo di quelle proposte che sembrano dare tutto senza chiedere nulla. Diffidiamo!

Specialmente in questo tempo avvertiamo dentro di noi una inquietudine a pensare al futuro. Papa Francesco ha parlato in altri incontri di questa insoddisfazione e di questa inquietudine come di un virus che caratterizza le scuole dei gesuiti. A Lisbona ha ribadito “non dobbiamo aver paura di sentirci inquieti. Essere insoddisfatti, in questo senso e nella giusta misura, è un buon antidoto contro la presunzione di autosufficienza e contro il narcisismo. Siamo in cammino verso. Siamo chiamati a qualcosa di più, a un decollo senza il quale non c’è volo. Non allarmiamoci allora se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro.
Non siamo malati, siamo vivi! Preoccupiamoci piuttosto quando siamo disposti a sostituire la strada da fare col fare sosta in qualsiasi punto di ristoro, purché ci dia l’illusione della comodità; quando sostituiamo i volti con gli schermi, il reale con il virtuale; quando, al posto delle domande che lacerano, preferiamo le risposte facili che anestetizzano. Le risposte facili anestetizzano”.

La scuola tutta deve avere questo virus dell’inquietudine perché essa “non esiste per preservarsi come istituzione, ma per rispondere con coraggio alle sfide del presente e del futuro. L’autopreservazione è una tentazione, è un riflesso condizionato della paura, che fa guardare all’esistenza in modo distorto. Se i semi preservassero sé stessi, sprecherebbero completamente la loro potenza generativa e ci condannerebbero alla fame; se gli inverni preservassero sé stessi, non ci sarebbe la meraviglia della primavera. Abbiate perciò il coraggio di sostituire le paure coi sogni. Sostituite le paure coi sogni: non siate amministratori di paure, ma imprenditori di sogni!”

All’inizio di quest’anno confessiamo pure a noi stessi le nostre paure, ma facciamo vincere i nostri sogni. Parafrasando Papa Francesco: voi, cara comunità e soprattutto voi, cari studenti, pellegrini del sapere, cosa volete vedere realizzato quest’anno e nel futuro a Palermo e nel mondo? Quali cambiamenti, quali trasformazioni? E in che modo una scuola come la nostra può contribuirvi? 

L’educazione non può essere chiusa e fine a sé stessa, essa è servizio!
“Sarebbe uno spreco pensare a una scuola impegnata a formare le nuove generazioni solo per perpetuare l’attuale sistema diseguale ed ingiusto del mondo. Se la conoscenza non viene accolta come responsabilità, diventa sterile. Se chi ha ricevuto un’istruzione… non si sforza di restituire ciò di cui ha beneficiato, non ha capito fino in fondo cosa gli è stato offerto. …Il titolo di studio non deve infatti essere visto solo come una licenza per costruire il benessere personale, ma come un mandato per dedicarsi a una società più giusta, una società più inclusiva, cioè più progredita”. 

Così iniziamo quest’anno con la consapevolezza di una sfida grande alla scuola e all’educazione della necessità di una visione grande che ci mette in gioco con passione e responsabilità. 

Dovevamo chiudere il nostro anno scolastico con l’udienza a Roma nella quale ci volevamo impegnare con Papa Francesco per un patto educativo globale: un patto per occuparci insieme attraverso l’educazione delle ferite e delle sfide del nostro mondo.

Il Patto Educativo Globale è in effetti uno dei modi più efficaci in cui papa Francesco lancia la sfida di una visione alta di educazione e di scuola per rendere la vita autentica e felice e per rendere il mondo giusto. Francesco dice “vi invito a studiare il Patto educativo globale e ad appassionarvene”.  Lo faremo in diversi modi attraverso questo anno, proprio per sostituire i sogni alle paure e per danzare insieme la vita.

Passo ora alle comunicazioni pratiche per l’inizio dell’anno:

  1. troverete al vostro ritorno a scuola la nuova palestra che ci consentirà di utilizzarla per le attività scolastiche e per lo sport: educare attraverso lo sport è uno dei bei sogni del nostro campus che diviene sempre più realtà attraverso l’arricchimento dell’offerta formativa sportiva e attraverso il rapporto fecondo tra la scuola e la polisportiva;
  2. la fine del cantiere rende possibile liberare uno spazio parcheggio adeguato alla policy che ci eravamo dati in tempo di pandemia: il parcheggio di via Piersanti Mattarella 42 è dedicato alle famiglie dei bambini dell’infanzia e della Per School, a alle famiglie dei primi due anni della primaria e di grade 1- 2 3 della Primary School. Le altre famiglie potranno lasciare i figli prima della sbarra della portineria centrale san Giuseppe, i quali raggiungeranno autonomamente le loro classi. E’ vietato entrare all’interno del campus con la macchina, oltre la barriera della portineria San Giuseppe, ad eccezione di tutto il personale del campus, l’unico autorizzato ad usufruire del parcheggio nei luoghi dei viali interni indicati. La nostra scuola infatti vuole caratterizzarsi per una valorizzazione degli spazi verdi anche a fine didattico. La presenza delle macchine lo scorso anno ha inibito parecchie delle attività all’aperto importanti per la nostra scuola e per la sua missione.
  3. Avanzano i lavori della Casina Whitaker ma non sono ancora terminati come facilmente immaginabile. Quanto prima sarà completato il corridoio di passaggio tra l’International School e il plesso della scuola italiana e speriamo che la più grande parte dei lavori possa essere conclusa intorno al mese di dicembre. Gli uffici rimarranno per ora nella stessa posizione dell’anno scorso.
  4. Al piano terzo sono stati realizzati nuovi laboratori: ampliamento dei laboratori di chimica e fisica, un nuovo laboratorio di informatica, il laboratorio STEAM, l’aula di disegno artistico. Anche se gli arredi arriveranno solo nel mese di ottobre abbiamo voluto sottolineare il senso laboratoriale della nostra didattica sia della scuola internazionale che di quella italiana. Apprendere in modo laboratoriale accresce la motivazione e sviluppa la competenza personale degli studenti. Avere più laboratori arricchirà la didattica e permetterà a tutti gli studenti di frequentare i laboratori secondo i loro specifici piani di studio.
  5. Veniamo alle novità importanti che riguardano la comunità dei Gesuiti. Cominciamo dai saluti e ringraziamenti. Un grande grazie a nome di tutti va a Daniele Volpetti SJ chiamato ad andare a Roma per studi speciali. La sua destinazione certamente lascerà un vuoto nel cuore di tanti ragazzi e tanti di noi, ma la vita di un Gesuita è sempre chiamata a nuove sfide.
    Anche Marco Garbari SJ, che aveva lavorato soprattutto alla scuola primaria, è stato chiamato ad una missione delicata e importante in Santo Domingo a favore dei più poveri.
    Accogliamo invece i nuovi arrivi.
    • P. Claudiu Miklos SJ, che viene dalla Romania, ed ha una grande esperienza nel lavoro con i giovani universitari, ma anche nella scuola. Sarà lui il responsabile della pastorale del Gonzaga Campus
    • A lui si affianca Giovanni Barbone SJ, che già si è fatto apprezzare negli ultimi mesi dello scorso anno e che starà con noi ancora un paio di anni per il suo magistero; siamo contenti di questo servizio che sarà diretto in particolare alla scuola internazionale
    • Arriva tra noi anche Pasquale Landolfi, un giovane fratello gesuita che lavorerà al liceo e nella dimensione sportiva del campus. Si tratta di confratelli pieni di tanti talenti che sapranno arricchire la nostra comunità ed il servizio ai nostri bambini e ragazzi.
    • Ai gesuiti si aggiunge un giovane seminarista, Luigi Vitale, che continua una tradizione di collaborazione con il nostro seminario interdiocesano di Napoli. Egli sarà con noi un anno e si occuperà soprattutto dei bambini della primaria e dei ragazzi della prima media.

Un’altra bella notizia è l’apertura all’interno del nostro campus di una piccola comunità di suore africane appartenente alla Congregazione delle Evangelizing Sisters of Mary, la congregazione che abbiamo conosciuto ed apprezzato in Kenya. Ci daranno una mano a tenere sempre aperti la mente ed il cuore al mondo. Saranno impegnate nella pastorale e nell’insegnamento in particolare alla scuola internazionale e nella Scuola per Migranti che realizziamo al Gonzaga in collaborazione con il Centro Astalli. Ci raggiungerà in questo mese, visti permettendo, sister Hellen Tabea, mentre un’altra consorella si aggiungerà nel mese di marzo.

Ci sarà solo qualche piccola variazione nel corpo docente. Dobbiamo infatti registrare che diversi docenti, pur avendo avuto proposte per l’impiego nello Stato, hanno rinunciato per rimanere ad insegnare a Gonzaga. Si tratta di scelte coraggiose fatte in silenzio e lontano dei riflettori ma che sono per la comunità del Gonzaga un dono molto bello ed importante. Grazie a tutti coloro che ci danno testimonianza di un senso di missione e di servizio che è più forte di considerazioni solo pragmatiche del ruolo di insegnante. Queste testimonianze portano qualità e profondità alla nostra scuola. Grazie di cuore.

Qualche movimento in più si registra abitualmente all’International School, è un po’ fisiologico per il tipo di programma educativo. Quest’anno la Principal, Vicky Tarolla, riprende in pieno il suo ruolo di coordinamento dopo la maternità e sarà il riferimento primo per tutte le famiglie dell’ISP. Sarà per quest’anno anche riferimento per il coordinamento della Primary School; infatti, la coordinatrice di programma Emma Wagland prenderà un tempo sabatico motivato da ragioni personali. La ringraziamo per tutta la passione e l’entusiasmo che ha messo nel suo incarico l’anno scorso e la aspettiamo già per l’anno prossimo.

Da quest’anno, Rita Burrafato, lascerà l’insegnamento in classe per dedicarsi al coordinamento della Scuola Primaria che, con il tempo pieno, cresce sempre di più e richiede tante energie. A lei abbiamo chiesto anche di supportare p. Carlo Russo SJ nell’importante servizio dell’animazione pastorale della Primaria. 

Un grande grazie va anche al prof. Castelli e al prof. Pulvirenti per il prezioso servizio di vicepresidi del liceo compiuto l’anno scorso. La cura dei ragazzi che è stata anche nel ruolo di vicepresidi la loro principale attenzione, spinge entrambi oggi a desiderare di dare la priorità alla relazione didattica ed educativa. Assumerà il ruolo di vicepreside dei licei il prof. Rosario Calabrese, che insegnerà filosofia al liceo, dopo aver dato tanto della sua competenza ed umanità ai ragazzi delle medie. Grazie ad Alessandro e Giuseppe e buon lavoro a Rosario.

Già vi ho in parte detto del nuovo fermento con cui si stanno preparando le proposte sportive per quest’anno scolastico. La bella palestra costituirà un ulteriore passo nel cammino, ma soprattutto è la formazione degli allenatori ed il loro essere punto di riferimento educativo per i ragazzi che arricchirà la vita del Campus.

Infine anche quest’anno avremo la presenza di tanti ragazzi del servizio civile, una cinquantina di giovani che con i loro studi ed i loro talenti si metteranno in gioco con bambini e ragazzi e permetteranno di realizzare attività stimolanti ed arricchenti per il bene dei nostri studenti. Ieri hanno già cominciato il loro anno di servizio. A tutti loro auguriamo un buon inizio e un benvenuto nella nostra comunità. Auguriamo anche di portare qui con loro i desideri ed i sogni più belli.

In questi giorni state ricevendo o riceverete le comunicazioni dei vari coordinatori didattici con le indicazioni sull’avvio dell’anno scolastico per ogni settore.

A tutti voi, piccoli e grandi, docenti non docenti e collaboratori, genitori, volontari e allenatori …giunga il mio augurio più sincero di buon anno scolastico.
In attesa di incontrarvi personalmente… caro saluto.

Vitangelo Carlo Maria Denora SJ
Direttore Generale

Lettera di fine anno del Direttore Generale e Calendario generale 2023-2024

Cari genitori, studenti, docenti e non docenti
Cari tutti

a conclusione di quest’anno scolastico desidero raggiungere con un pensiero personale ciascuno di voi.

La conclusione di un anno è sempre un’occasione per fare un primo bilancio.
Se dovessi guardare ai tanti frutti di quest’anno partirei certamente dai nostri bambini e bambine, ragazze e ragazzi che hanno avuto l’occasione di crescere e di fare dei passi in avanti in questa meravigliosa avventura della vita e della crescita. 

Il pensiero va a tutti i bambini e i ragazzi del nostro campus e, in modo particolare ai 271 studenti che quest’anno hanno concluso un ciclo di studi e si apprestano ad iniziare una nuova tappa del loro cammino; siamo felici di aver percorso con loro un tratto di strada e di averli accompagnati per un tempo più o meno lungo del loro cammino di crescita.

Se tutto questo è stato possibile è grazie al lavoro appassionato e instancabile dei nostri docenti e del personale non docente, che hanno donato tempo, energie, professionalità per il maggior bene di ciascuno; a loro va il nostro grazie più sincero. 

Desidero ringraziare ogni papà e ogni mamma per la fiducia che ci avete accordato e per tutte quelle volte che, nonostante i nostri limiti e le nostre fragilità, avete sostenuto e difeso la nostra alleanza educativa per il bene dei nostri figli.

Un grazie particolare anche ai volontari di servizio civile universale che hanno collaborato alla nostra missione educativa con l’energia e la vitalità tipica delle nuove generazioni; nel mese di agosto concluderanno il loro servizio e ci stiamo preparando ad accogliere i nuovi 50 volontari che dai primi di settembre inizieranno con noi un nuovo anno di servizio.

Permettetemi un altro grazie ai miei confratelli gesuiti, ed ai giovani gesuiti in formazione in particolare che, con generosità e spesso dietro le quinte, hanno sostenuto il nostro impegno di animazione pastorale con gli studenti.

Questo mese di luglio ci vede ancora impegnati con alcune iniziative del Gonzaga Estate:

  • il campus estivo per i bambini e ragazzi dai 18 mesi ai 12 anni che si concluderà il prossimo 28 luglio; 
  • le proposte estive per i nostri studenti dagli 11 ai 13 anni: il primo turno del campo estivo a San Fratello per gli studenti delle prime medie e di M1 che si è concluso da poco e il secondo turno che, fino al 09 luglio, vedrà protagonisti gli studenti di seconda media ed M2; inoltre, dal 21 luglio al 04 Agosto, alcuni studenti vivranno, presso lo Stonyhurst College (una delle più antiche scuole dei gesuiti in Inghilterra) una esperienza di studio, potenziamento linguistico, sport e condivisione con tanti altri studenti provenienti da vari Paesi.
  • le proposte estive per i nostri studenti dai 14-18 anni: alcuni nostri ragazzi partiranno il prossimo 09 Luglio per il campo di volontariato a Scampia; altri ancora dal 22 luglio al 06 agosto vivranno una forte esperienza di servizio con i nostri amici delle case famiglia di Sighet (Romania).

Mentre li accompagniamo nel vivere queste esperienze estive, siamo già a lavoro per sognare e programmare il nuovo anno che ci attende.

Intanto, sapendo di fare cosa gradita a quanti desiderano organizzare con anticipo la propria vita familiare e lavorativa, vi presento il calendario generale 2023-2024, con le date di inizio e fine anno scolastico e le sospensioni delle attività didattiche e sportive della Scuola, dell’International School Palermo e della Polisportiva. Nel calendario riportiamo anche le festività nazionali e le internazionali, le giornate internazionali del calendario della cittadinanza globale, e i vari eventi del nuovo anno.

Non mi resta che augurare a tutti…buon riposo! Il riposo sia un tempo per godere di ciò che si è fatto. Riposare non è far nulla, ma godere del lavoro fatto e della bellezza del creato, curando le relazioni. Il riposo, infatti, per essere vero riposo, non è semplice «cessare il lavoro» ma «immergersi nella relazione»: per amore e per amare.
A nome di tutto il consiglio di direzione vi saluto e vi auguro un sereno tempo di ristoro estivo. Ci rivediamo a settembre!

Vitangelo Carlo Maria Denora S.J.
Direttore Generale

Cittadini del mondo… in Kenya. Le voci dei giovani del Gonzaga Campus di ritorno dal campo di solidarietà internazionale

Cittadini del mondo… in Kenya. Le voci dei giovani del Gonzaga Campus di ritorno dal campo di solidarietà internazionale

di Serena Termini

PALERMO – Hanno abbracciato piccoli e grandi dell’altra parte del mondo, donando sorrisi e condividendo la loro vita quotidiana. Sono 40 persone – tra studenti, docenti e genitori del Gonzaga Campus – che lo scorso 28 maggio, in un campo umanitario di condivisione, hanno incontrato i bambini e ragazzi della “Bishop Mazzoldi School” delle Evangelizing Sisters of Mary in Kenya. Situate all’incrocio tra tre slums, le suore hanno dato vita a due scuole per cercare di rispondere, attraverso i progetti educativi, alla povertà delle persone più vulnerabili di queste aree.

La scuola, a volte, è l’unica possibilità per allontanarli da un futuro di sfruttamento lavorativo, sessuale o di adescamento nelle maglie della criminalità organizzata dedita allo spaccio di droga.

A raccontare, piene di emozione e con grande entusiasmo, la loro esperienza sono le due studentesse Lucìa e Francesca.

“E’ stata una esperienza bellissima – racconta Lucìa che ha 14 anni ed è di origine spagnola -. che mi piacerebbe ripetere anche il prossimo anno. Vedere questi bambini, nonostante le condizioni di povertà in cui vivono, così gioiosi e felici del poco che hanno, mi ha spinto a riflettere molto. Ricordo, quando dentro una baracca di lamiera, un padre di 45 anni – che aveva una invalidità a causa di un grave incidente – ci ha raccontato come, uno solo dei suoi 5 figli, andasse a scuola gratuitamente perchè era stato vittima di abusi sessuali. Abbiamo avuto, pure, la fortuna di condividere una piccola parte della vita di questi nostri coetanei stringendo anche delle belle amicizie. Recentemente, è successa pure una cosa bellissima: ho chiamato al telefono una ragazza del Kenya che sta attraversando un momento difficile, dandole parole di conforto. E’ davvero molto importante per me che si possano mantenere questi legami”.

Ho avuto modo di riportare alla mente con gli appunti, tappa per tappa, le persone che ho conosciuto e i momenti straordinari che ho vissuto in Kenya – racconta pure Francesca La Cavera di 17 anni che studia al liceo scientifico STEM anche il cinese-. Ho imparato cosa è l’umiltà e la consapevolezza dei propri limiti in situazioni di vita difficili, ascoltando e toccando con mano la vita di alcune persone: dal bambino di 4 anni alla persona di 60 anni. Da tutti loro ho imparato che, nonostante i problemi, si può e si deve sorridere alla vita, valorizzando tutto quello che si ha. Mi ha colpito molto la grande generosità d’animo di una signora che abbiamo incontrato dentro la sua baracca che ci ha offerto del the. Ritornare a Palermo mi ha fatto ridimensionare tutto quello che sono e ho nella mia vita, allontanando quelli che possono essere le lamentele inutili ed i pensieri banali”.

C’è anche chi, immersa tra la luce e i colori dell’Africa, ha vissuto, insieme agli altri giovani, alcuni significativi momenti di spiritualità tra canti, musiche e preghiera.

“Come mi hanno, da sempre, insegnato i gesuiti – continua Sara Longo, una ex allieva che oggi studia all’Università Scienze dell’Educazione – non bisogna mai smettere di cercare noi stessi nei luoghi e con le persone che incontriamo. In particolare, mi sono dedicata molto ai bambini della scuola dell’infanzia e della primary. Il primo giorno che sono entrata nella loro classe è stato come se mi aspettassero da sempre. Con loro ma anche con i più grandi ho condiviso pure dei momenti di spiritualità gioiosa e di preghiera che porterò sempre nel mio cuore. Anche nelle situazioni più tristi, ci hanno insegnato che bisogna sempre custodire e fare crescere la speranza che loro trasmettono con grande energia positiva attraverso i canti, la musica e i balli”.

I giovani del gruppo sono stati sorprendenti nella loro buona capacità di essersi saputi adattare ad una realtà così distante e diversa dalla loro. A raccontarlo è l’insegnante Linda Ogana, originaria del Kenya e da diversi anni a Palermo. 

“I nostri giovani si sono messi molto in gioco – racconta la docente Linda Ogana – adattandosi ad una organizzazione di vita notevolmente diversa dalla loro. Si sono, infatti, adeguati al cibo senza lamentarsi, hanno dormito nei dormitori e hanno accettato, perfino, l’uso razionato della rete internet. Tutto questo ha permesso loro di vivere con maggiore intensità gli scambi interculturali pieni di forte arricchimento reciproco. Ricordo con grandissima emozione quando ho letto in una loro classe le letterine dall’Italia che avevano scritto i miei alunni di quarta elementare. La gratitudine espressa da questi giovani è qualcosa che mi porterò dentro per lungo tempo. Una volta ritornati a Palermo è stato inevitabile aprire una riflessione sul concetto di ‘superfluo’ che caratterizza la nostra società occidentale”.

“Questo è sicuramente il consolidamento di un sogno e di un forte desiderio rivoluzionario, coltivato da tantissimi anni – afferma con soddisfazione p. Vitangelo Denora, gesuita e direttore generale del Gonzaga che, nel 2017 ha prestato un anno di servizio missionario in Kenya -. Credo, infatti, che per la crescita dei giovani, l’incontro delle persone che vivono nelle realtà più ferite del mondo, sia davvero di notevole importanza. Nel nostro caso, l’evidente miseria che emerge, in tutta la sua drammaticità nelle baraccopoli di Nairobi, contrasta in maniera fortissima con la grande vitalità e solidarietà che c’è fra le persone. A testimoniarlo per prima, in maniera meravigliosa sono i bambini e le bambine; i piccoli giocano con poco solo all’insegna dello spirito di completa condivisione, non conoscendo esclusività o individualismi. Danno anche una grandissima importanza alla scuola che considerano una grande opportunità di vita che fa la differenza rispetto ad altri. Negli slums sono poverissimi ma, poi, quando si mettono la divisa, i più grandi accompagnano i più piccoli a scuola, pieni di gioiosa gratitudine”.

“Nei giorni vissuti insieme, allontanando barriere e pregiudizi di ogni tipo – continua p.Vitangelo -, sono avvenuti bellissimi scambi interculturali pieni di umanità tra giovani e bambini di due continenti diversi. Come cittadini del mondo, abbiamo la necessità di conoscere l’umanità più autentica senza maschere e senza difese perchè questo ci aiuta e ci mette molto in profonda discussione. Nella mission della nostra scuola internazionale, non siamo orientati solo a coltivare le relazioni con il nord del mondo ma anche, come in questo caso, con l’enorme ricchezza di valori che può emergere dal Sud del mondo. Con la “Mazzoldi School” ormai si è consolidato un ponte che manterremo vivo in varie forme e, naturalmente, continuando ad organizzare questi viaggi con un approccio educativo originale e rivoluzionario”.

Clicca qui per visionare la Gallery completa con le foto del viaggio in Kenya 2023

Eccellenze della Scuola Secondaria di Secondo Grado – a.s. 22-23

L’eccellenza umana e accademica anima il modo di procedere del Gonzaga Campus, per formare donne e uomini Competenti, Compassionevoli, Coscienti e Coinvolti.

Competente, per noi, è un alunno ben preparato per le sfide della vita, non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

Vi presentiamo con orgoglio, per ogni categoria di riconoscimento, le eccellenze della Scuola Secondaria di Secondo Grado per l’anno scolastico 2022-2023.

Premio rigore negli studi

Alunno più meritevole per classe (dalla media dei voti del quadrimestre)

Classe più meritevole accademicamente – per media di classe:

Merito di carriera scolastica (5 liceo)
studenti di maturità

Premio alla carriera di un prof

Premi centralità della persona e delle relazioni

Premio 4C

Premio Sensibilità e Spontaneità della persona

Premi tradizione pedagogica
di sant'Ignazio di Loyola

Dopo la parte delle eccellenze accademiche si procede con il riconoscimento di quelle umane per concludere, in particolare, con le ignaziane. Si comincia con il prendere in considerazione i Progetti importanti per la scuola riconoscendo a chi vi ha partecipato, e li ha animati, un particolare valore formativo ed educativo per sé e per gli altri.

Premio Laudato si'

Kairos

Leader Kairos

Colloqui fiorentini

Gruppo Simulazioni Onu

Premio Creatività

Club Musica

Staff

Premio Cultura

Premio Sport

Gruppo femminile di corsa campestre biennio:

Gruppo biennio maschile:

Gruppo juniores maschile:

Premi speciali

Premio "studente ignaziano": Uomini e donne per gli altri

Triennio gruppo Kenia:

Premio "San Luigi Gonzaga"

Superpremio per la costante presenza a scuol

ai vicepresidi:

Menzione speciale dei Vicepresidi per la puntualità

Premio "Sorriso"

all’insegnante più sorridente:

allo studente più sorridente:
Biennio Licei

Triennio Licei

Premio: "Io abito a scuola"

Premio speciale del preside per la resilienza

Altri premi speciali

Premio STEM

Premio studi culturali

Premio bontà e attenzione all'altro

Awards 2022-2023 – Gonzaga International School Palermo

Awards 2022-2023 – Gonzaga International School Palermo

General Awards

Centrality of the person

Ignatian pedagogy

Student that best represents the IB philosophy

Middle Years Programme

Perseverance and commitment in Arts

Perseverance and commitment in Music

Perseverance and commitment in Design

Perseverance and commitment in Individuals and Societies

Perseverance and commitment in Maths

Perseverance and commitment in PE

Perseverance and commitment in Spanish

Perseverance and commitment in World Religion

Perseverance and commitment in English

Perseverance and commitment in Science

Perseverance and commitment in Italian

Perseverance and commitment in IAL

Perseverance and commitment in EAL

Diploma Programme

Perseverance and commitment in DP Italian Language and Literature

Perseverance and commitment in DP English Language and Literature

Perseverance and commitment in DP Italian Language Acquisition

Perseverance and commitment in DP English Language Acquisition

Perseverance and commitment in DP French Language Acquisition

Perseverance and commitment in DP Business Management

Perseverance and commitment in DP Economics

Perseverance and commitment in DP Digital Societies

Perseverance and commitment in DP History

Perseverance and commitment in DP Philosophy

Perseverance and commitment in DP Biology

Perseverance and commitment in DP Physics

Perseverance and commitment in DP Maths

Perseverance and commitment in TOK

Potential in CAS

Perseverance and commitment in Italian ab initio

Annullata l’udienza con Papa Francesco. L’abbraccio del Gonzaga Campus

Carissime e carissimi,
come sapete l’operazione del Papa è riuscita bene: siamo contenti e, dopo averlo  ricordato nella celebrazione di questa mattina, continuiamo a pregare perché si  ristabilisca presto.
Con profondo rammarico devo confermarvi che, come comunicato ufficialmente dalla  Prefettura della Casa Pontificia, l’atteso incontro delle scuole dei gesuiti di Italia, Malta  e Albania con Papa Francesco, inizialmente previsto per sabato 10 giugno, è stato  annullato a causa del ricovero ospedaliero del Papa per motivi di salute. 

Per chi ha organizzato il viaggio a Roma con mezzi propri, segnaliamo che sarà possibile,  se lo si desidera, ritrovarsi presso la chiesa del Gesù – piazza del Gesù –Roma – alle ore  11:30 per una Santa Messa insieme ad altri partecipanti delle nostre scuole. 

Per chi ha usufruito dell’organizzazione del campus segnaliamo che i viaggi con Grandi Navi Veloci sono stati cancellati. 

Sia le quote dei viaggi in nave (per chi si è iscritto con l’organizzazione del campus) sia il  contributo versato per l’iscrizione (per chi ha scelto di partecipare con mezzi propri)  saranno integralmente rimborsate. 

Il rimborso dovrà essere richiesto via mail attenendosi alle seguenti indicazioni:

  • Inviare e-mail a: udienzapapale@gonzagapalermo.it
  • Oggetto e-mail: cognome e nome della persona/famiglia iscritta all’udienza;
  • Corpo del testo della mail: importo pagato, il codice iban e l’intestatario del conto corrente sul quale effettuare il rimborso;
  • Allegati: la ricevuta di pagamento della quota versata o la distinta del bonifico effettuato. 

Nonostante questa inevitabile cancellazione, le nostre scuole hanno voluto esprimere la loro vicinanza, l’affetto e la gratitudine al Santo Padre attraverso una lettera indirizzata a lui e firmata dal Presidente della Fondazione Gesuiti Educazione, p. Claudio Barretta  SJ.. Clicca qui per leggerla!

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono prodigati, soprattutto in queste ultime settimane, per organizzare al meglio l’iniziativa e per  scusarmi con tutti i partecipanti per il repentino cambiamento di programma.  Siamo certi che, nonostante l’annullamento, il legame che unisce le nostre scuole al  Santo Padre resterà saldo e fecondo di frutti. 

Un caro saluto
p. Vitangelo Carlo Maria Denora SJ
Direttore Generale

La Sicilia non è “Cosa Nostra”: dal marchio mafioso alla rinascita della coscienza sociale.

(di Andrea Cangialosi, 4 Liceo Scientifico Sportivo)

Dal giorno dell’attentato mafioso al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e ai ragazzi della scorta -Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani- il 23 maggio è ricordato come “la Giornata della Legalità”. 

Alle 17.57 del 23 Maggio 1992, una carica esplosiva di 500 kg di tritolo fa esplodere un tratto 7 A29 nei pressi di Capaci, provocando un cratere nell’asfalto, inghiottendo l’automobile dove viaggiava il magistrato con sua moglie e facendo letteralmente volare l’automobile che li precedeva, quella su cui viaggiavano tre uomini della scorta.

Si tratta di una ricorrenza molto importante per l’intera nazione, ma in particolare per noi siciliani, che viviamo in una terra da sempre martoriata dalla criminalità mafiosa (denominata “Cosa Nostra” e capeggiata da Totò Riina), che ha ucciso magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, imprenditori che si sono opposti al “pizzo”, e in generale chiunque abbia combattuto con ogni mezzo la mentalità mafiosa. 

Alcune persone provano vergogna nell’essere siciliani, anche in considerazione di quel luogo comune che vede la Sicilia come la terra “dannata” e gestita dalla malavita organizzata, ovvero come la regione italiana in cui resiste un’attitudine alla delinquenza di stampo mafioso, fatta di soprusi anche nelle piccole cose.

In realtà, è motivo di orgoglio per tanti di noi condividere le origini con uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per combattere un “cancro”, che -con modalità diverse rispetto a trent’anni fa- continua ad alimentare delinquenza e a distruggere il futuro di questa terra.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tantissimi altri sono morti affinché noi potessimo avere un futuro migliore. Un sacrificio immenso, animato da altruismo e spirito di servizio, che trova nelle parole di Giovanni piena realizzazione: “bisogna compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.

Ad oggi la mafia, pur avendo perso quel carattere sanguinario tipico del periodo stragista degli anni ’80 e ’90, trova modo di agire diversamente, ad esempio tramite il commercio della droga.

Un dato, forse, rimasto lo stesso è la tendenza alla corruzione soprattutto da parte di esponenti politici ed istituzioni, che ancora oggi subiscono l’effetto dell’intimidazione mafiosa. 

Il 16 Gennaio 2023, dopo trent’anni di latitanza, è stato arrestato l’ultimo dei boss stragisti, Matteo Messina Denaro.

L’opinione pubblica si è subito divisa: molti hanno considerato l’arresto una sconfitta per lo Stato e per le istituzioni che, solo grazie alla patologia oncologica del super latitante, hanno potuto ricostruire gli spostamenti e procedere alla cattura.

Altri invece, hanno vissuto quanto accaduto come un risultato storico ed un momento di soddisfazione e gioia.

Indipendentemente dalle opinioni personali, il vero dubbio è quello di capire come sia stata possibile una latitanza così lunga e tranquilla, fatta di frequentazioni sociali e abitudini tutto sommato “normali”.

Questo, purtroppo, è la prova di come la mafia riesca ancora ad incutere timore, a mettere a tacere, a mantenere i contatti idonei a garantire impunità per anni ed anni. Non dimentichiamo le parole di Paolo Borsellino: “politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tante altre professionalità al servizio dello Stato hanno pagato il prezzo della solitudine e dell’isolamento. 

“Si muore perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”- diranno con  l’amarezza di non avere ancora molto tempo.

Non hanno mai pensato di essere degli “eroi”, ma per noi lo sono: hanno difeso con la propria vita questa meravigliosa terra con quel coraggio che -come diceva Giovanni- non è altro che la capacità di “convivere con la paura senza farsi condizionare da essa”.

Il maxiprocesso: l’opera di ingegneria giudiziaria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

(di Noemi Pirrello, 3 Liceo Scientifico Sportivo) 

Il maxiprocesso è stato un processo giudiziario condotto a Palermo dal 1986 al 1992 contro la mafia siciliana, più specificamente contro la famiglia criminale di “Cosa Nostra”. Il processo fu voluto e avviato dal giudice Giovanni Falcone, che aveva acquisito informazioni sufficienti per aprire una procedura giudiziaria contro oltre 400 persone sospettate di essere affiliate alle attività criminali della mafia. 

La maggior parte degli imputati fu accusata di associazione a delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico di droga, estorsione, omicidio e altri reati. 

Il processo fu anche il primo a essere condotto con il sistema dei “pentiti”, attraverso la collaborazione dei membri della mafia che fornivano informazioni sulle attività della criminalità organizzata: ad esempio, il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, uno dei capi mafia, fornì informazioni preziose agli investigatori sulla struttura di “Cosa Nostra”, sul suo funzionamento e sulle attività illecite compiute.

Grazie ai suoi racconti e alle testimonianze degli altri “pentiti”, il processo permise di fare luce sui movimenti della mafia in Sicilia e in tutta Italia; furono emesse centinaia di condanne, tra cui quella del leggendario capo della mafia corleonese, Salvatore detto “Totò” Riina, che fu condannato all’ergastolo in contumacia e che sarà arrestato solo il 15 Gennaio del 1993. 

Tra gli imputati ci furono anche Bernardo Provenzano (in contumacia) e Leoluca Bagarella. Il processo si caratterizzò per numerosi episodi di intimidazione e violenza, con diversi testimoni e giurati costretti a fuggire o vivere sotto protezione. 

A causa della complessità processuale, il maxiprocesso durò circa sei anni, considerando dal primo al terzo grado di giudizio. Alla fine del processo di primo grado, molti dei principali boss mafiosi furono condannati a lunghe pene detentive -inclusi 19 ergastoli- mentre altri furono assolti o condannati solo per reati minori.  Le condanne furono 346, le assoluzioni 114, gli anni di carcere 2665.

Il processo fu ritenuto un fondamentale passo in avanti nella lotta alla mafia italiana e nella costruzione di una cultura della legalità in Italia, essendo il più grande e complesso mai affrontato dalla giustizia italiana; un’opera di ingegneria processuale che non aveva precedenti.

Fu inoltre, un esempio di una intensa collaborazione tra le istituzioni per combattere la criminalità organizzata e la corruzione. 

I due giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rappresentano il simbolo della lotta alla mafia degli anni ’80 e ’90 in Italia. Il loro immenso lavoro è stato fondamentale per la cattura di numerosi capi della mafia siciliana, tra cui Totò Riina, principale responsabile della strage di Capaci e di via D’Amelio, considerato il boss tra i più spietati ed influenti dell’epoca.

 Entrambi i magistrati, amici da sempre e colleghi fidati, dimostrarono al mondo la forza e la determinazione del popolo italiano nella lotta alla criminalità organizzata.  

Tra le strategie innovative per combattere la mafia -come già detto- fu introdotto il sistema dei collaboratori di giustizia, mafiosi arresi alle autorità e disposti a fornire informazioni dettagliate e fondamentali allo svolgimento delle indagini. 

Grazie all’impegno e alla determinazione di Giovanni e Paolo, sono stati comminati pesanti provvedimenti di giustizia nei confronti dei boss mafiosi, contribuendo in maniera significativa alla decadenza o comunque alla disgregazione dell’organizzazione criminale in Sicilia. 

Purtroppo, i due magistrati hanno pagato con la vita l’impegno nella lotta alla mafia, venendo entrambi barbaramente assassinati con ordigni esplosivi il 23 Maggio e il 19 Luglio del 1992. 

Tuttavia, il loro lavoro e il loro esempio hanno continuato a rappresentare una guida e un’ispirazione per coloro che, tuttora, si impegnano contro il crimine organizzato, nel tentativo di arginare fenomeni di corruzione in Italia e nel mondo.