Aspettando il Concerto di Natale. Il Club di Musica si racconta.

In attesa di sentirli dal vivo al Concerto di Natale di domani a Casa Professa, i liceali del Club di Musica ci raccontano come è nata la loro band!

Con grande curiosità ed entusiasmo noi del Giornalino del Gonzaga abbiamo deciso di intervistare la numerosa e armoniosa band della scuola. È davvero importante che nell’ambiente scolastico ci siano diverse opportunità che aiutino a imparare ed esprimere noi stessi e le nostre capacità, sfruttando quelle che sono le nostre passioni. Questo è il caso della band composta dai nostri compagni di scuola: Silvia Catania, Anna Compagno, Marco Abbolone, Maurizio Gullo, Lucilla Galvagno, Giuseppe Imburgia, Mattia Zoncu e Samuele Pirrello, tutti accompagnati e guidati dal prof. di musica Antonio Zarcone, che coinvolge sempre tutta la scuola in meravigliosi eventi legati al mondo della musica e del teatro. Ognuno dei componenti frequenta classi, anni e gradi di scuola diversi. La band, infatti, aiuta gli studenti a conoscersi meglio e a diventare uniti così come sono loro e ci hanno dato modo di constatarlo in più occasioni dove le loro canzoni e i loro arrangiamenti hanno regalato alla scuola un’atmosfera armoniosa, che faceva sembrare il Gonzaga Campus una vera e propria grande casa. Abbiamo quindi deciso di fare qualche domanda ai ragazzi per riuscire ad entrare a tutti gli effetti nel club di musica, un po’ come degli infiltrati. 

Com’è nata l’idea della band? 

Tutto nasce grazie ai club, ci dice la nostra compagna Silvia, delle attività pomeridiane che la nostra scuola aveva ideato per trascorrere più tempo nell’Istituto e per cercare di far creare legami tra gli studenti di tutte le classi. E fu proprio così che il club di musica si trasformò in una vera e propria band, composta da studenti simpatici e pieni di voglia di fare. Ognuno di loro suona e canta uno strumento diverso e grazie a questo la band non si limita a un solo genere musicale, ma varia dal più ritmato al più classico. 

Scopriamo alcuni dei componenti: 

  • Silvia è una ragazza che, per caso, insieme alla sua famiglia in un pomeriggio di divertimento scopre il suo talento e il suo amore per la musica e da quel momento non ha mai smesso di suonare e cantare 
  • Anna è una ragazza che scopre il suo amore per la musica attraverso le piccole recite che metteva in atto con i suoi fratelli durante le festività. 
  • Lucilla scopre il suo amore per la musica attraverso la batteria, attraverso il ritmo è da lì incominciò a suonare. 

Quale il futuro della band? 

I ragazzi della band sono molto contenti di aver creato questo gruppo, ma al tempo stesso anche incerti sul futuro, poiché alcuni di loro frequentano il quinto anno di liceo e hanno un po’ paura del cambiamento, ma sono pronti ad affrontare anche questo. Sono consapevoli dell’evoluzione che avverrà il prossimo anno e sono molto motivati a scoprire talenti nuovi. Con i compagni di quinta cercano di dare il 100% delle loro energie per godersi questi mesi insieme, per divertirsi e per partecipare con armonia agli eventi scolastici. 

I nostri ragazzi vi aspettano al Concerto di Natale di domani, venerdì 10 Dicembre, alle ore 19:00, presso la Chiesa del Gesù di Casa Professa!

Ancora pochi posti disponibili. Non mancate!

Articolo di Sveva Costantini e Federica Guzzo, presto online su Il Gonzaga 2.0


In attesa di sentirli dal vivo al
Concerto di Natale di domani a Casa Professa, i liceali del Club di Musica ci raccontano come è nata la loro band!

Con grande curiosità ed entusiasmo noi del Giornalino del Gonzaga abbiamo deciso di intervistare la numerosa e armoniosa band della scuola.
È davvero importante che nell’ambiente scolastico ci siano diverse opportunità che aiutino a imparare ed esprimere noi stessi e le nostre capacità, sfruttando quelle che sono le nostre passioni.
Questo è il caso della band composta dai nostri compagni di scuola: Silvia Catania, Anna Compagno, Marco Abbolone, Maurizio Gullo, Lucilla Galvagno, Giuseppe Imburgia, Mattia Zoncu e Samuele Pirrello, tutti accompagnati e guidati dal prof. di musica Antonio Zarcone, che coinvolge sempre tutta la scuola in meravigliosi eventi legati al mondo della musica e del teatro.
Ognuno dei componenti frequenta classi, anni e gradi di scuola diversi. La band, infatti, aiuta gli studenti a conoscersi meglio e a diventare uniti così come sono loro e ci hanno dato modo di constatarlo in più occasioni dove le loro canzoni e i loro arrangiamenti hanno regalato alla scuola un’atmosfera armoniosa, che faceva sembrare il Gonzaga Campus una vera e propria grande casa.
Abbiamo quindi deciso di fare qualche domanda ai ragazzi per riuscire ad entrare a tutti gli effetti nel club di musica, un po’ come degli infiltrati. 

Com’è nata l’idea della band? 

Tutto nasce grazie ai club, ci dice la nostra compagna Silvia, delle attività pomeridiane che la nostra scuola aveva ideato per trascorrere più tempo nell’Istituto e per cercare di far creare legami tra gli studenti di tutte le classi. E fu proprio così che il club di musica si trasformò in una vera e propria band, composta da studenti simpatici e pieni di voglia di fare. Ognuno di loro suona e canta uno strumento diverso e grazie a questo la band non si limita a un solo genere musicale, ma varia dal più ritmato al più classico. 

Scopriamo alcuni dei componenti: 

  • Silvia è una ragazza che, per caso, insieme alla sua famiglia in un pomeriggio di divertimento scopre il suo talento e il suo amore per la musica e da quel momento non ha mai smesso di suonare e cantare 
  • Anna è una ragazza che scopre il suo amore per la musica attraverso le piccole recite che metteva in atto con i suoi fratelli durante le festività. 
  • Lucilla scopre il suo amore per la musica attraverso la batteria, attraverso il ritmo è da lì incominciò a suonare. 

Quale il futuro della band? 

I ragazzi della band sono molto contenti di aver creato questo gruppo, ma al tempo stesso anche incerti sul futuro, poiché alcuni di loro frequentano il quinto anno di liceo e hanno un po’ paura del cambiamento, ma sono pronti ad affrontare anche questo.
Sono consapevoli dell’evoluzione che avverrà il prossimo anno e sono molto motivati a scoprire talenti nuovi. Con i compagni di quinta cercano di dare il 100% delle loro energie per godersi questi mesi insieme, per divertirsi e per partecipare con armonia agli eventi scolastici. 

I nostri ragazzi vi aspettano al Concerto di Natale di domani, venerdì 10 Dicembre, alle ore 19:00, presso la Chiesa del Gesù di Casa Professa!

Ancora pochi posti disponibili. Non mancate!

Articolo di Sveva Costantini e Federica Guzzo, presto online su Il Gonzaga 2.0

A Natale dona l’Amore. Le iniziative solidali del Gonzaga Campus

Il Natale si avvicina e la nostra comunità si sta preparando a viverlo nella sobrietà ma senza rinunciare al suo significato profondo per tutti noi, piccoli e grandi.
Anche quest’anno la grande famiglia del Gonzaga Campus (studenti, famiglie, docenti e non docenti, ex- alunni e tutte le persone che compongono i gruppi e le associazioni ignaziane) sarà impegnata per esprimere vicinanza concreta a coloro che da tempo vengono “accompagnati” in diversi modi e che appartengono a diverse realtà della nostra Città e non solo. 

Sentiamo il desiderio di continuare a prenderci cura dei nostri amici della Romania, dei migranti e rifugiati del Centro Astalli, dei più svantaggiati della nostra città seguiti dalla Missione Speranza e Carità, dei più bambini e dei ragazzi di Danisinni … perché, in questo momento storico particolare, il bisogno di aiuto continua ad essere considerevole. 

Dai più piccoli ai più grandi l’impegno comune consisterà nel darci da fare per superarci nell’amore per i nostri amici che saranno supportati dal nostro affetto e dalla nostra vicinanza concreta.

La prima occasione solidale è il Concerto di Natale che si terrà venerdì 10 Dicembre, alle ore 19.00, presso la Chiesa del Gesù di Casa Professa

Tutta la comunità del campus è invitata ad aderire a questo momento di festa, il cui ricavato verrà interamente devoluto ai bambini e alle bambine, agli adolescenti e ai giovani delle case famiglia della Romania. 

In questi ultimi giorni disponibili, è possibile acquistare il biglietto al costo simbolico di 10 euro, nei seguenti punti:

  • all’ingresso e all’uscita da scuola, rivolgendosi alla Prof.ssa Sgarlata;
  • presso il front office della casina Whitaker, dalle 08:30 alle 13:30.
  • rivolgendosi ai coordinatori didattici o alle assistenti presenti durante il tempo dell’accoglienza;

Salvo esaurimento dei posti disponibili, sarà possibile acquistarli anche all’ingresso di Casa Professa.

Vi ricordo che all’ingresso dovrà essere esibito il green pass e sarà verificata la temperatura.

Di seguito presento l vari progetti solidali nei quali sono coinvolti i vari plessi:

I BISCOTTI DI NATALE

I bambini della Scuola dell’Infanzia, durante i laboratori, prepareranno dei biscotti natalizi che potranno essere acquistati da tutte le famiglie del campus. Le offerte raccolte andranno per la Romania. 

MOSTRA SOLIDALE

I bambini della Pre-School e della Primary School, al termine degli show natalizi, accompagneranno i genitori negli spazi della palestra dell’Isp dove sarà allestita una mostra.
Tutti i prodotti dei bambini potranno essere acquistati al costo simbolico di 10 euro.
Il ricavato aiuterà sempre il Progetto Quadrifoglio.
Anche i bambini della Scuola Primaria realizzeranno una mostra di disegni sulla solidarietà, che sarà esposta in Agorà giorno 22 dicembre.  Nei giorni precedenti, per tramite dei rappresentanti di classe, i genitori potranno donare per i bambini di Sighet. 

SCATOLE SCALDACUORE

Anche quest’anno il campus aderisce all’iniziativa delle scatole scaldacuore.
Gli studenti della Scuola Media e della Middle School confezioneranno le scatole con quanto occorre ai migranti e rifugiati del Centro Astalli Palermo. I docenti di tutto il campus acquisteranno gli accessori da cucina (tazze da colazione, tazze da caffè, cucchiaini, bicchieri, piattini, ecc.) che arricchiranno le scatole regalo. Saranno i ragazzi della scuola di volontariato del biennio dei licei e di M4-M5 dell’ISP che li consegneranno direttamente presso la sede del Centro Astalli. 

RACCOLTA ALIMENTARE 

Gli studenti della High School e dei Licei, oltre a partecipare con le loro famiglie al Concerto natalizio di Natale, si daranno da fare per raccogliere generi alimentari per i fratelli e le sorelle seguiti da Fratel Biagio Conte, con i quali i nostri ragazzi collaborano durante tutto l’anno.
In questo progetto saranno coinvolti gli studenti delle Medie, Middle School, Licei, High School, Diploma Program e le loro famiglie, supportati dai ragazzi dello staff dei licei.
Gli alimenti di cui ci hanno fatto richiesta sono i seguenti: salsa, fagioli, piselli, lenticchie, pasta (penne rigate), biscotti, merendine, tonno in scatola, zucchero, sale, latte a lunga conservazione, caffè, succhi di frutta (in cartone), panettoni e pandori.
Per il Campus la raccolta alimentare inizierà lunedì 13 Dicembre e si concluderà venerdì 17 dicembre. Durante questa intera settimana, tutti i generi alimentari potranno essere consegnati in portineria centrale San Giuseppe dalle ore 8.00 alle ore 16.00.
Gli studenti consegneranno tutta la raccolta nei centri di accoglienza, femminile e maschile, della Missione di Speranza e Carità. 

LE CALZE DELL’EPIFANIA

Infine, grazie alla generosità di alcuni genitori di alunni ed ex-alunni saranno preparate delle calze per la festa dell’Epifania che saranno consegnate alla Parrocchia di Sant’Agnese V.M di piazza Danisinni, direttamente dai ragazzi della scuola di volontariato che lì svolgono il servizio di doposcuola.

Tutte le iniziative in cantiere dicono qualcosa dello spirito con il quale desideriamo vivere questo tempo di Avvento che ci invita e sollecita a rimanere vigilanti, in preghiera, e prepararci alla duplice venuta del Signore. Tale invito da una parte ci chiede di contemplare l’Incarnazione del Verbo per vivere al meglio il Natale che viene, dall’altra ci sprona a meditare – come ci suggerisce di non dimenticare san Bernardo – il ritorno del Signore Gesù alla fine dei tempi. Quest’ultima parte ci ricorda il desiderio di essere abbracciati dal buon Dio, ricco di misericordia, e di giungere a questo momento con le mani colme di opere amore, sapendo che per grazie e per la nostra collaborazione attiva, abbiamo accumulato il nostro tesoro in Cielo (Cfr. Mc 10, 21). 

Ci sono storie che nessuno ascolta; sono quelle di tante persone scartate da un sistema che le mette ai margini. Siamo convinti invece che queste storie siano un dono.
Questo Natale vi chiedo dunque di accogliere queste storie dei bambini di Sighet e di Palermo, dei rifugiati del Centro Astalli, dei più poveri della nostra città … e di donare per sostenere questi progetti e questi “piccoli”. Anche attraverso di loro il Signore viene umile ed indifeso nella nostra storia. 

Sarà così … Natale per tutti.

Il Natale si avvicina e la nostra comunità si sta preparando a viverlo nella sobrietà ma senza rinunciare al suo significato profondo per tutti noi, piccoli e grandi.
Anche quest’anno la grande famiglia del Gonzaga Campus (studenti, famiglie, docenti e non docenti, ex- alunni e tutte le persone che compongono i gruppi e le associazioni ignaziane) sarà impegnata per esprimere vicinanza concreta a coloro che da tempo vengono “accompagnati” in diversi modi e che appartengono a diverse realtà della nostra Città e non solo. 

Sentiamo il desiderio di continuare a prenderci cura dei nostri amici della Romania, dei migranti e rifugiati del Centro Astalli, dei più svantaggiati della nostra città seguiti dalla Missione Speranza e Carità, dei più bambini e dei ragazzi di Danisinni … perché, in questo momento storico particolare, il bisogno di aiuto continua ad essere considerevole. 

Dai più piccoli ai più grandi l’impegno comune consisterà nel darci da fare per superarci nell’amore per i nostri amici che saranno supportati dal nostro affetto e dalla nostra vicinanza concreta.

La prima occasione solidale è il Concerto di Natale che si terrà venerdì 10 Dicembre, alle ore 19.00, presso la Chiesa del Gesù di Casa Professa

Tutta la comunità del campus è invitata ad aderire a questo momento di festa, il cui ricavato verrà interamente devoluto ai bambini e alle bambine, agli adolescenti e ai giovani delle case famiglia della Romania. 

In questi ultimi giorni disponibili, è possibile acquistare il biglietto al costo simbolico di 10 euro, nei seguenti punti:

  • all’ingresso e all’uscita da scuola, rivolgendosi alla Prof.ssa Sgarlata;
  • presso il front office della casina Whitaker, dalle 08:30 alle 13:30.
  • rivolgendosi ai coordinatori didattici o alle assistenti presenti durante il tempo dell’accoglienza;

Salvo esaurimento dei posti disponibili, sarà possibile acquistarli anche all’ingresso di Casa Professa.

Vi ricordo che all’ingresso dovrà essere esibito il green pass e sarà verificata la temperatura.

Di seguito presento l vari progetti solidali nei quali sono coinvolti i vari plessi:

I BISCOTTI DI NATALE

I bambini della Scuola dell’Infanzia, durante i laboratori, prepareranno dei biscotti natalizi che potranno essere acquistati da tutte le famiglie del campus. Le offerte raccolte andranno per la Romania. 

MOSTRA SOLIDALE

I bambini della Pre-School e della Primary School, al termine degli show natalizi, accompagneranno i genitori negli spazi della palestra dell’Isp dove sarà allestita una mostra.
Tutti i prodotti dei bambini potranno essere acquistati al costo simbolico di 10 euro.
Il ricavato aiuterà sempre il Progetto Quadrifoglio.
Anche i bambini della Scuola Primaria realizzeranno una mostra di disegni sulla solidarietà, che sarà esposta in Agorà giorno 22 dicembre.  Nei giorni precedenti, per tramite dei rappresentanti di classe, i genitori potranno donare per i bambini di Sighet. 

SCATOLE SCALDACUORE

Anche quest’anno il campus aderisce all’iniziativa delle scatole scaldacuore.
Gli studenti della Scuola Media e della Middle School confezioneranno le scatole con quanto occorre ai migranti e rifugiati del Centro Astalli Palermo. I docenti di tutto il campus acquisteranno gli accessori da cucina (tazze da colazione, tazze da caffè, cucchiaini, bicchieri, piattini, ecc.) che arricchiranno le scatole regalo. Saranno i ragazzi della scuola di volontariato del biennio dei licei e di M4-M5 dell’ISP che li consegneranno direttamente presso la sede del Centro Astalli. 

RACCOLTA ALIMENTARE 

Gli studenti della High School e dei Licei, oltre a partecipare con le loro famiglie al Concerto natalizio di Natale, si daranno da fare per raccogliere generi alimentari per i fratelli e le sorelle seguiti da Fratel Biagio Conte, con i quali i nostri ragazzi collaborano durante tutto l’anno.
In questo progetto saranno coinvolti gli studenti delle Medie, Middle School, Licei, High School, Diploma Program e le loro famiglie, supportati dai ragazzi dello staff dei licei.
Gli alimenti di cui ci hanno fatto richiesta sono i seguenti: salsa, fagioli, piselli, lenticchie, pasta (penne rigate), biscotti, merendine, tonno in scatola, zucchero, sale, latte a lunga conservazione, caffè, succhi di frutta (in cartone), panettoni e pandori.
Per il Campus la raccolta alimentare inizierà lunedì 13 Dicembre e si concluderà venerdì 17 dicembre. Durante questa intera settimana, tutti i generi alimentari potranno essere consegnati in portineria centrale San Giuseppe dalle ore 8.00 alle ore 16.00.
Gli studenti consegneranno tutta la raccolta nei centri di accoglienza, femminile e maschile, della Missione di Speranza e Carità. 

LE CALZE DELL’EPIFANIA

Infine, grazie alla generosità di alcuni genitori di alunni ed ex-alunni saranno preparate delle calze per la festa dell’Epifania che saranno consegnate alla Parrocchia di Sant’Agnese V.M di piazza Danisinni, direttamente dai ragazzi della scuola di volontariato che lì svolgono il servizio di doposcuola.

Tutte le iniziative in cantiere dicono qualcosa dello spirito con il quale desideriamo vivere questo tempo di Avvento che ci invita e sollecita a rimanere vigilanti, in preghiera, e prepararci alla duplice venuta del Signore. Tale invito da una parte ci chiede di contemplare l’Incarnazione del Verbo per vivere al meglio il Natale che viene, dall’altra ci sprona a meditare – come ci suggerisce di non dimenticare san Bernardo – il ritorno del Signore Gesù alla fine dei tempi. Quest’ultima parte ci ricorda il desiderio di essere abbracciati dal buon Dio, ricco di misericordia, e di giungere a questo momento con le mani colme di opere amore, sapendo che per grazie e per la nostra collaborazione attiva, abbiamo accumulato il nostro tesoro in Cielo (Cfr. Mc 10, 21). 

Ci sono storie che nessuno ascolta; sono quelle di tante persone scartate da un sistema che le mette ai margini. Siamo convinti invece che queste storie siano un dono.
Questo Natale vi chiedo dunque di accogliere queste storie dei bambini di Sighet e di Palermo, dei rifugiati del Centro Astalli, dei più poveri della nostra città … e di donare per sostenere questi progetti e questi “piccoli”. Anche attraverso di loro il Signore viene umile ed indifeso nella nostra storia. 

Sarà così … Natale per tutti.

Il Benessere Psico-fisico. Gli studenti della Middle-School progettano soluzioni innovative

Progettiamo il futuro – la classe di Digital Design della Middle School

Improving medical experiences è il titolo dell’unità di apprendimento che i nostri studenti del quinto anno della Middle School stanno studiando nel loro corso di Design. Il tema della ricerca di questi mesi è, infatti, la comprensione e lo studio dei bisogni di natura medica e psichica di diversi tipi di pazienti. 

In base alla scelta del target di riferimento (bambini ricoverati, ragazzi con malattie a lungo termine e giovani con infermità improvvise o lesioni fisiche provocate da incidenti), i nostri studenti hanno creato un ePortfolio per cercare di trovare una soluzione, o un range di soluzioni, capaci di migliorare la salute fisica e/o mentale dei pazienti.

Uno dei no+stri studenti di M5, Lorenzo, ha deciso di dedicare il proprio progetto a giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni a mobilità ridotta dovuta a fratture o lesioni, causate da un grave incidente: “Prendendo in considerazione i sintomi, i tempi di riabilitazione e l’incidenza che una mobilità ridotta può avere anche sulla sfera psicologica del paziente, ho pensato di ideare uno strumento capace di garantire non soltanto una maggiore mobilità, ma anche una maggiore autonomia, in considerazione del fatto che, a seconda del grado di frattura, spesso questi pazienti sono costretti a lunghi periodi di immobilità e a dipendere quasi completamente da coloro che li accudiscono. Ho immaginato, quindi, un display che, posizionato sopra il letto del malato all’altezza del volto, consenta di accedere a diverse applicazioni, sia di svago che professionali, attraverso un’attivazione visuale e verbale.”

Alberto, invece, ha preferito focalizzarsi su malattie di tipo psichico: “Ho voluto concentrarmi sui problemi di natura psichica, come la depre

ssione, che affliggono noi giovani e che spesso sono fonte di imbarazzo e di isolamento. Ho ideato, quindi, un’app che funga da supporto psicologico indiretto a queste persone. Questa app, controllata e moderata dal personale medico, funziona come spazio protetto di confronto e di conforto tra i pazienti, sotto-forma di network e di blog.”

Il project based learning, o apprendimento basato su progetti, è una pedagogia incentrata sullo studente che implica un approccio dinamico in classe, poiché si ritiene che gli studenti acquisiscano una conoscenza più profonda attraverso l’esplorazione attiva delle sfide e dei problemi del mondo reale. 

In tal senso, gli studenti apprendono un argomento lavorando per un lungo periodo di tempo sulla progettazione di strumenti teorici e materiali per trovare una soluzione a un problema complesso. Come per il Primary Years Programme, il programma della Middle School è uno stile di apprendimento attivo basato sull’indagine che contrasta con la memorizzazione meccanica, sui libri di testo, o l’istruzione guidata dall’insegnante, proponendo invece un percorso agevole verso l’ampliamento delle conoscenze attraverso domande e la risoluzione di problematiche di varia natura. L’idea centrale dell’apprendimento basato su progetti è che l’analisi del mondo reale sia capace di stimolare l’interesse degli studenti e il loro pensiero critico, favorendo così anche lo sviluppo delle loro abilità di problem solving. L’insegnante svolge il ruolo di facilitatore, lavorando con gli studenti per formulare domande utili e strutturando compiti significativi, potenziando sia lo sviluppo delle conoscenze sia le abilità sociali, e valutando attentamente ciò che gli studenti hanno imparato dall’esperienza di apprendimento. Si tratta, pertanto, di un quadro didattico che consente agli insegnanti di facilitare e valutare una comprensione più profonda, piuttosto che sostenere e fornire informazioni fattuali.  Il project based learning sviluppa le capacità di risoluzione dei problemi e la creatività nella creazione finale di prodotti che attestano una comprensione più profonda e critica dei concetti chiave essenziali del mondo contemporaneo. Con la messa in atto di questo approccio nella nostra scuola, facciamo in modo che i nostri studenti diventino una sorta di ricercatori digitali attivi e valutatori del loro apprendimento, in quanto il project based learning è un tipo di studio completo e totalizzante. Organizzato attorno a una domanda-guida aperta, esso crea la necessità di conoscere contenuti e competenze essenziali di base per la realizzazione del proprio progetto, attraverso un solido metodo di indagine. Richiede importanti abilità, note come abilità del XXI secolo, ossia capacità di pensiero critico, problem solving, collaborazione e varie forme di comunicazione, soprattutto multimediali.  

Costanza Amato, facilitatore ISP

Progettiamo il futuro – la classe di Digital Design della Middle School

Improving medical experiences è il titolo dell’unità di apprendimento che i nostri studenti del quinto anno della Middle School stanno studiando nel loro corso di Design. Il tema della ricerca di questi mesi è, infatti, la comprensione e lo studio dei bisogni di natura medica e psichica di diversi tipi di pazienti. 

In base alla scelta del target di riferimento (bambini ricoverati, ragazzi con malattie a lungo termine e giovani con infermità improvvise o lesioni fisiche provocate da incidenti), i nostri studenti hanno creato un ePortfolio per cercare di trovare una soluzione, o un range di soluzioni, capaci di migliorare la salute fisica e/o mentale dei pazienti.

Uno dei no+stri studenti di M5, Lorenzo, ha deciso di dedicare il proprio progetto a giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni a mobilità ridotta dovuta a fratture o lesioni, causate da un grave incidente: “Prendendo in considerazione i sintomi, i tempi di riabilitazione e l’incidenza che una mobilità ridotta può avere anche sulla sfera psicologica del paziente, ho pensato di ideare uno strumento capace di garantire non soltanto una maggiore mobilità, ma anche una maggiore autonomia, in considerazione del fatto che, a seconda del grado di frattura, spesso questi pazienti sono costretti a lunghi periodi di immobilità e a dipendere quasi completamente da coloro che li accudiscono. Ho immaginato, quindi, un display che, posizionato sopra il letto del malato all’altezza del volto, consenta di accedere a diverse applicazioni, sia di svago che professionali, attraverso un’attivazione visuale e verbale.”

Alberto, invece, ha preferito focalizzarsi su malattie di tipo psichico: “Ho voluto concentrarmi sui problemi di natura psichica, come la depre

ssione, che affliggono noi giovani e che spesso sono fonte di imbarazzo e di isolamento. Ho ideato, quindi, un’app che funga da supporto psicologico indiretto a queste persone. Questa app, controllata e moderata dal personale medico, funziona come spazio protetto di confronto e di conforto tra i pazienti, sotto-forma di network e di blog.”

Il project based learning, o apprendimento basato su progetti, è una pedagogia incentrata sullo studente che implica un approccio dinamico in classe, poiché si ritiene che gli studenti acquisiscano una conoscenza più profonda attraverso l’esplorazione attiva delle sfide e dei problemi del mondo reale. 

In tal senso, gli studenti apprendono un argomento lavorando per un lungo periodo di tempo sulla progettazione di strumenti teorici e materiali per trovare una soluzione a un problema complesso. Come per il Primary Years Programme, il programma della Middle School è uno stile di apprendimento attivo basato sull’indagine che contrasta con la memorizzazione meccanica, sui libri di testo, o l’istruzione guidata dall’insegnante, proponendo invece un percorso agevole verso l’ampliamento delle conoscenze attraverso domande e la risoluzione di problematiche di varia natura.

L’idea centrale dell’apprendimento basato su progetti è che l’analisi del mondo reale sia capace di stimolare l’interesse degli studenti e il loro pensiero critico, favorendo così anche lo sviluppo delle loro abilità di problem solving. L’insegnante svolge il ruolo di facilitatore, lavorando con gli studenti per formulare domande utili e strutturando compiti significativi, potenziando sia lo sviluppo delle conoscenze sia le abilità sociali, e valutando attentamente ciò che gli studenti hanno imparato dall’esperienza di apprendimento. Si tratta, pertanto, di un quadro didattico che consente agli insegnanti di facilitare e valutare una comprensione più profonda, piuttosto che sostenere e fornire informazioni fattuali. 

Il project based learning sviluppa le capacità di risoluzione dei problemi e la creatività nella creazione finale di prodotti che attestano una comprensione più profonda e critica dei concetti chiave essenziali del mondo contemporaneo. Con la messa in atto di questo approccio nella nostra scuola, facciamo in modo che i nostri studenti diventino una sorta di ricercatori digitali attivi e valutatori del loro apprendimento, in quanto il project based learning è un tipo di studio completo e totalizzante. Organizzato attorno a una domanda-guida aperta, esso crea la necessità di conoscere contenuti e competenze essenziali di base per la realizzazione del proprio progetto, attraverso un solido metodo di indagine. Richiede importanti abilità, note come abilità del XXI secolo, ossia capacità di pensiero critico, problem solving, collaborazione e varie forme di comunicazione, soprattutto multimediali.

Costanza Amato, facilitatore ISP

Un albero per il futuro

Anche al Gonzaga troverà dimora la “piantina di Falcone”, simbolo che unisce legalità ed ecologia

Si celebra oggi in Italia la Giornata Nazionale degli Alberi, ricorrenza istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, seppur le sue radici siano più profonde: è stato per primo, infatti, Guido Baccelli, ministro della pubblica istruzione del 1898, a proporre l’istituzione di una giornata destinata alla valorizzazione del patrimonio arborio italiano, con lo scopo di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e dalle foreste. L’obiettivo è promuovere ed educare alla preservazione dell’ambiente, alla tutela di “questa nostra oppressa e devastata Terra che protesta”, per usare le parole del Santo Padre.

Il futuro è un appuntamento imprescindibile. Per questo motivo, il nostro campus ha aderito al progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale “Un albero per il futuro”, promosso dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica. Il progetto, nato dall’intento di intraprendere un percorso di sensibilizzazione e consapevolezza dell’importanza degli alberi nel processo di contenimento dei cambiamenti climatici, prevede la donazione e la messa a dimora nelle scuole italiane di circa 50mila piantine autoctone nel triennio 2020-2022. 

Nell’ambito di questa iniziativa, inoltre, è stata avviata una procedura per la duplicazione e la distribuzione, nelle scuole richiedenti, delle talee prelevate dall’Albero di Falcone. Le prime 100 “piantine di Falcone”, simbolo dell’impegno dello Stato alla lotta alle mafie, sono state consegnate ieri, all’interno dell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, alle scuole. A questo importante incontro, denso di interventi e momenti di riflessione sulla stretta trama che unisce legalità ed ecologia, cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento intensivo delle risorse, hanno partecipato gli studenti e le studentesse del nostro campus. La “piantina di Falcone” verrà piantumata negli spazi verdi del campus, come simbolico presidio di legalità, emblema di rispetto per il mondo che ci circonda e di responsabilità verso il futuro, per il mondo che accoglierà le generazioni a seguire. 

In occasione di questa importante iniziativa, anche i bambini e le bambine della scuola dell’Infanzia hanno dato il loro contributo. Nel corso del laboratorio pomeridiano Art Attack, è stato realizzato, con materiale riciclato, foglie secche e cartone, un albero affiancato dalla sagoma di una bambina, con l’intento di evidenziare la similarità tra essi e gli esseri umani: ogni sezione dell’albero trova un corrispettivo negli organi del nostro corpo, e per questo merita adeguato nutrimento e sacro rispetto. L’attività laboratoriale ha proprio questo intento, ovvero ribadire l’importanza rivestita dal patrimonio arborio e l’imprescindibilità della  sua tutela perché siamo un unico meraviglioso corpo che respira all’unisono!
Educare alla legalità ambientale significa educare all’inscindibilità di legalità ed ecologia, nel rispetto del mondo che ci circonda.

Anche al Gonzaga troverà dimora la “piantina di Falcone”, simbolo che unisce legalità ed ecologia

Si celebra oggi in Italia la Giornata Nazionale degli Alberi, ricorrenza istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, seppur le sue radici siano più profonde: è stato per primo, infatti, Guido Baccelli, ministro della pubblica istruzione del 1898, a proporre l’istituzione di una giornata destinata alla valorizzazione del patrimonio arborio italiano, con lo scopo di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e dalle foreste. L’obiettivo è promuovere ed educare alla preservazione dell’ambiente, alla tutela di “questa nostra oppressa e devastata Terra che protesta”, per usare le parole del Santo Padre.

Il futuro è un appuntamento imprescindibile. Per questo motivo, il nostro campus ha aderito al progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale “Un albero per il futuro”, promosso dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica. Il progetto, nato dall’intento di intraprendere un percorso di sensibilizzazione e consapevolezza dell’importanza degli alberi nel processo di contenimento dei cambiamenti climatici, prevede la donazione e la messa a dimora nelle scuole italiane di circa 50mila piantine autoctone nel triennio 2020-2022. 

Nell’ambito di questa iniziativa, inoltre, è stata avviata una procedura per la duplicazione e la distribuzione, nelle scuole richiedenti, delle talee prelevate dall’Albero di Falcone. Le prime 100 “piantine di Falcone”, simbolo dell’impegno dello Stato alla lotta alle mafie, sono state consegnate ieri, all’interno dell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, alle scuole. A questo importante incontro, denso di interventi e momenti di riflessione sulla stretta trama che unisce legalità ed ecologia, cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento intensivo delle risorse, hanno partecipato gli studenti e le studentesse del nostro campus. La “piantina di Falcone” verrà piantumata negli spazi verdi del campus, come simbolico presidio di legalità, emblema di rispetto per il mondo che ci circonda e di responsabilità verso il futuro, per il mondo che accoglierà le generazioni a seguire. 

In occasione di questa importante iniziativa, anche i bambini e le bambine della scuola dell’Infanzia hanno dato il loro contributo. Nel corso del laboratorio pomeridiano Art Attack, è stato realizzato, con materiale riciclato, foglie secche e cartone, un albero affiancato dalla sagoma di una bambina, con l’intento di evidenziare la similarità tra essi e gli esseri umani: ogni sezione dell’albero trova un corrispettivo negli organi del nostro corpo, e per questo merita adeguato nutrimento e sacro rispetto. L’attività laboratoriale ha proprio questo intento, ovvero ribadire l’importanza rivestita dal patrimonio arborio e l’imprescindibilità della  sua tutela perché siamo un unico meraviglioso corpo che respira all’unisono!
Educare alla legalità ambientale significa educare all’inscindibilità di legalità ed ecologia, nel rispetto del mondo che ci circonda.

Licei: Storie di Sfruttamento minorile e pratiche di sensibilizzazione

Nell’ambito delle attività dedicate a questa giornata, i liceali hanno vissuto  dei momenti didattici volti a comprendere l’importanza e la delicatezza del tema, soprattutto prendendo in esame alcuni degli aspetti più attuali: hanno letto e discusso l’impostazione del testo della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approfondito alcuni report giornalistici, legati soprattutto alla situazione sociale post-pandemia, e commentato alcuni documentari sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto nei settori tessile ed estrattivo.

Sulla base dell’idea del prof. Rosario Calabrese, poi, abbiamo i prof. Allegra e Giganti hanno proposto ai ragazzi di realizzare alcuni lavori “pratici” che potessero servire ad esprimere alcuni aspetti delle problematiche più calde – lavori poi confluiti in una esposizione a scuola, insieme a quelli realizzati dagli studenti delle medie e a quelli dell’ISP, guidati dalla docente Rosie Mburu.

Un gruppo, dunque, ha realizzato un video in cui, immedesimandosi nelle “storie” di alcuni giovani vittime di sfruttamento minorile, ne denunciavano le condizioni di vita; e hanno accompagnato a questo la realizzazione di un piccolo “libretto” decorato per esporre alcune riflessioni sul tema.

Altri hanno raffigurato lo sfruttamento minorile nelle miniere di Coltan realizzandone una rappresentazione in cartone e fimo, contenuta all’interno di uno “smartphone” costruito con una scatola di cartone dipinta, per rappresentare la pervasività del problema in rapporto all’elettronica che usiamo giornalmente, accompagnandovi anche un video con delle “mini-interviste” sul tema rivolte ad alcune figure del Campus.

Altri ancora hanno usato della creta per creare delle statuette di lavoratori-bambini; c’è stato chi ha macchiato di rosso un vestito, apponendovi delle scritte di denuncia sul problema dello sfruttamento nella fast fashion; c’è addirittura chi ha lavorato ad un vero e proprio dipinto.

Altri ragazzi, infine, hanno prodotto cartelloni informativi, e girato video di sensibilizzazione di cui hanno realizzato testi e musica.

 

 

 

 

Nell’ambito delle attività dedicate a questa giornata, i liceali hanno vissuto  dei momenti didattici volti a comprendere l’importanza e la delicatezza del tema, soprattutto prendendo in esame alcuni degli aspetti più attuali: hanno letto e discusso l’impostazione del testo della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approfondito alcuni report giornalistici, legati soprattutto alla situazione sociale post-pandemia, e commentato alcuni documentari sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto nei settori tessile ed estrattivo.

Sulla base dell’idea del prof. Rosario Calabrese, poi, abbiamo i prof. Allegra e Giganti hanno proposto ai ragazzi di realizzare alcuni lavori “pratici” che potessero servire ad esprimere alcuni aspetti delle problematiche più calde – lavori poi confluiti in una esposizione a scuola, insieme a quelli realizzati dagli studenti delle medie e a quelli dell’ISP, guidati dalla docente Rosie Mburu.

Un gruppo, dunque, ha realizzato un video in cui, immedesimandosi nelle “storie” di alcuni giovani vittime di sfruttamento minorile, ne denunciavano le condizioni di vita; e hanno accompagnato a questo la realizzazione di un piccolo “libretto” decorato per esporre alcune riflessioni sul tema.

Altri hanno raffigurato lo sfruttamento minorile nelle miniere di Coltan realizzandone una rappresentazione in cartone e fimo, contenuta all’interno di uno “smartphone” costruito con una scatola di cartone dipinta, per rappresentare la pervasività del problema in rapporto all’elettronica che usiamo giornalmente, accompagnandovi anche un video con delle “mini-interviste” sul tema rivolte ad alcune figure del Campus.

Altri ancora hanno usato della creta per creare delle statuette di lavoratori-bambini; c’è stato chi ha macchiato di rosso un vestito, apponendovi delle scritte di denuncia sul problema dello sfruttamento nella fast fashion; c’è addirittura chi ha lavorato ad un vero e proprio dipinto.

Altri ragazzi, infine, hanno prodotto cartelloni informativi, e girato video di sensibilizzazione di cui hanno realizzato testi e musica.

 

 

 

Medie: Video-lezioni di Grammatica per i Bambini dei Paesi più poveri

La classe 2C, guidata dalla Prof.ssa Sessa, ha realizzato un’intervista a più voci (a bambini e adulti) con il fine di proporre una serie di domande sui diritti dell’infanzia e gli articoli della convenzione Onu. Il lavoro è stato preceduto da una fase di confronto in classe, di dibattito e ricerche.

Le classi 2A e 2B, coordinate, dalla Prof.ssa Rossella Vedda, hanno prodotto una serie di lezioni di grammatica inglese per i bambini di paesi poveri che non possono permettersi di frequentare la scuola in presenza. Il nome del progetto è “Teacher for a day”, nato da una riflessione circa l’importanza della continuità didattica. I bambini hanno eseguito il compito consapevoli dell’importanza di mettere le proprie conoscenze al servizio degli altri. I ragazzi hanno registrato le proprie lezioni attraverso i dispositivi video a loro disposizione.

  • Per scaricare il Power Point che hanno prodotto clicca qui

Le classi 1A e 1B  (le materie coinvolte Storia, Geografia e Arte e immagine, prof.ssa Elisabetta Gulizzi e prof. Vito Stassi) in occasione della Giornata dei diritti per l’infanzia, partendo da un Brainstorming sui diritti di un bambino, hanno letto e riflettuto in classe sui 10 diritti fondamentali. Successivamente, ognuno di loro ha adottato e rappresentato un diritto attraverso un’immagine che è stata incollata su un cartellone che racchiude le loro “mani” e le loro idee.

Le classi 2A, 2B e 2D hanno realizzato (guidate da me stesso, prof. Calabrese Rosario) una video intervista sui diritti dell’Infanzia e sugli articoli principali e una sorta di spot pubblicità progresso sui diritti e la loro violazione. Precedentemente gli studenti si sono confrontati, hanno espresso le loro opinioni, letto la convenzione dei diritti dell’infanzia ed espresso delle idee/iniziative su come costruire lo storyboard dei due cortometraggi.

La professoressa Deborah Caruana, di Science and ecology, ha svolto un laboratorio sui “Children’s Rights” (con le Terze medie) per spingere gli studenti alla riflessione sui diritti fondamentali (istruzione, voce, protezione, salute ecc.) e alla successiva ricerca e creazione di un cartellone contenente queste riflessioni.

Primary: Lavagna dei Diritti

In Grade 4 gli studenti, hanno utilizzato le loro abilità di ricerca per scoprire cos’è la Giornata dei Bambini e perché viene celebrata. Gli studenti hanno quindi scelto un articolo dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia che era di loro interesse e hanno lavorato in maniera collaborativa per creare poster col fine di insegnare anche agli altri al riguardo.

 

In Grade 4 gli studenti, hanno utilizzato le loro abilità di ricerca per scoprire cos’è la Giornata dei Bambini e perché viene celebrata. Gli studenti hanno quindi scelto un articolo dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia che era di loro interesse e hanno lavorato in maniera collaborativa per creare poster col fine di insegnare anche agli altri al riguardo.

Primaria: I bambini parlano di pari Opportunità e Diritto alla Famiglia disegnando e colorando

Parla la quinta B

Noi alunni della 5° B, per celebrare la giornata dei diritti dell’infanzia abbiamo scelto il “diritto alle pari opportunità”, argomento trattato e discusso in classe sin dai primi giorni di scuola. Per comporre la nostra tessera del mosaico ci siamo soffermati sulle pari opportunità, tra uomini e donne nel mondo del lavoro, perché riteniamo che bambine e bambini debbano sin da piccoli avere le stesse occasioni per realizzare i loro sogni e le loro aspirazioni. Abbiamo quindi ricercato, conosciuto e commentato la vita di donne , di diverse nazionalità, che hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissate, superando spesso difficoltà e ostacoli. Abbiano pure imparato che le parole “pari opportunità” non si riferiscono solo a questo problema. Pari opportunità significa anche non discriminare nessuno per nessun motivo.

Parla la maestra della quarta B

In occasione della giornata sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, ho approfondito, con la classe 4° B, il “Diritto ad avere una famiglia”.
Dapprima ho proposto la visione di un video relativo ai diritti, poi ho avviati un brainstorming su cosa significhi per gli alunni avere una famiglia, dopo ancora una riflessione guidata, per giungere infine ad identificarne gli aggettivi. Ho proposto inoltre ai bambini, i quali hanno accolto con molto piacere, di imparare la poesia di Giuseppe Bordi: “I diritti dei bambini”, anch’essa spunto interessante di riflessione.
Tale percorso si è concluso con la realizzazione di un cartellone a forma di un tassello, sul quale abbiamo rappresentato la Famiglia come un albero, le cui radici sono la sua storia: i nonni, i prozii…; il tronco è la famiglia di ciascun bambino e la chioma è formata da tutte le foglie, che riportano il significato che ciascun alunno ha identificato per la propria famiglia.

Parla la quinta B

Noi alunni della 5° B, per celebrare la giornata dei diritti dell’infanzia abbiamo scelto il “diritto alle pari opportunità”, argomento trattato e discusso in classe sin dai primi giorni di scuola. Per comporre la nostra tessera del mosaico ci siamo soffermati sulle pari opportunità, tra uomini e donne nel mondo del lavoro, perché riteniamo che bambine e bambini debbano sin da piccoli avere le stesse occasioni per realizzare i loro sogni e le loro aspirazioni. Abbiamo quindi ricercato, conosciuto e commentato la vita di donne , di diverse nazionalità, che hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissate, superando spesso difficoltà e ostacoli. Abbiano pure imparato che le parole “pari opportunità” non si riferiscono solo a questo problema. Pari opportunità significa anche non discriminare nessuno per nessun motivo.

Parla la maestra della quarta B

In occasione della giornata sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, ho approfondito, con la classe 4° B, il “Diritto ad avere una famiglia”.
Dapprima ho proposto la visione di un video relativo ai diritti, poi ho avviati un brainstorming su cosa significhi per gli alunni avere una famiglia, dopo ancora una riflessione guidata, per giungere infine ad identificarne gli aggettivi. Ho proposto inoltre ai bambini, i quali hanno accolto con molto piacere, di imparare la poesia di Giuseppe Bordi: “I diritti dei bambini”, anch’essa spunto interessante di riflessione.
Tale percorso si è concluso con la realizzazione di un cartellone a forma di un tassello, sul quale abbiamo rappresentato la Famiglia come un albero, le cui radici sono la sua storia: i nonni, i prozii…; il tronco è la famiglia di ciascun bambino e la chioma è formata da tutte le foglie, che riportano il significato che ciascun alunno ha identificato per la propria famiglia.

Internal Assessment dei nostri studenti del Diploma Programme

Le Valutazioni intermedie del Diploma Programme – L’Internal Assessment

I nostri studenti del Diploma Programme sono in piena preparazione dei loro internal assessments, valutazioni intermedie che sono parte integrante del percorso di studi dell’ISP. Lo scopo di questo tipo di valutazione è quello di tracciare costantemente l’evoluzione dello spirito critico di ciascuno studente e di esplorare le relazioni esistenti tra tematiche globali e locali, sulla base del materiale scolastico oggetto di studio. 

Tra le prove che i nostri ragazzi dovranno affrontare prima della pausa natalizia, anche l’internal assessment riguardante la lingua italiana, la cui prova consiste in un orale individuale. L’internal assessment di italiano è, a tutti gli effetti, la componente orale dell’esame complessivo di Italiano del DP ed è generalmente sostenuto alla fine del primo trimestre del secondo anno. Poiché l’esame è registrato e può essere sostenuto soltanto una volta, per iniziare a familiarizzare con la tipologia di prova, sarà prevista anche per gli studenti del DP1 un’attività preparatoria sotto-forma di mock exam.

 La prova di lingua italiana consiste in un orale individuale su un estratto di un’opera letteraria e di un testo di natura non-letteraria del programma del corso di studi. Per quanto riguarda l’argomento letterario, si tratta di un estratto di massimo 40 righe di un romanzo, un racconto o una poesia studiati. Un testo non letterario, invece, può essere un’immagine, una foto o un articolo di giornale. L’esame orale di Italiano, in breve, rappresenta l’esplorazione finale di tutto ciò che è stato affrontato durante il corso di lingua italiana. Al momento dell’esame, ogni allievo avrà già studiato una serie di testi letterari e non-letterari in relazione a una varietà di tematiche globali, che spaziano dalla cultura e i valori, alla politica, all’arte, alle scienze e all’ambiente. Per prepararsi correttamente all’orale di italiano, ogni studente deciderà in piena autonomia la tematica globale che vorrà trattare e sceglierà i propri testi di riferimento. 

L’internal assessment è valutato sia internamente dal nostro docente di Italiano, sia moderato e verificato esternamente dall’Ente incaricato del Programma IB a cui vengono inviati la registrazione dell’esame e i testi esaminati. I criteri di valutazione sono rigorosi: 40 punti complessivi tra conoscenza, comprensione e interpretazione dei testi, profondità di analisi e organizzazione, uso della lingua, per una durata di 15 minuti (10 minuti di monologo, 5 minuti di conversazione con il docente). Questa prova rappresenta, infatti, il 30% del voto finale per gli studenti del livello standard e il 20% per i ragazzi del livello più elevato.  

L’internal assessment deve essere un lavoro unico e autentico, interamente prodotto dallo studente, il quale viene costantemente stimolato dall’insegnante a sviluppare autonomia e spirito critico, caratteristiche essenziali per essere pronti ad affrontare un percorso accademico internazionale di alto livello. Il ruolo dell’insegnante diventa, quindi, quello di tutor e di guida all’apprendimento e al potenziamento delle abilità e capacità di analisi di ciascuno studente.  È responsabilità dei docenti che gli studenti abbiano ben chiari: i requisiti dell’internal assessment, gli standard prefissati dall’IB Programme, i criteri di valutazione e, come parte fondamentale del processo di apprendimento, devono consigliare gli studenti su come prepararsi al meglio durante tutto il periodo scolastico. Caratteristica essenziale di questo sistema di valutazione intermedia, infine, è che lo stesso materiale usato per l’internal assessment non può mai essere utilizzato come argomento per l’extended essay, la tesina che fa parte dell’esame finale dell’ultimo anno del Diploma Programme.

Costanza Amato, facilitatore dell’ISP

Le Valutazioni intermedie del Diploma Programme – L’Internal Assessment

I nostri studenti del Diploma Programme sono in piena preparazione dei loro internal assessments, valutazioni intermedie che sono parte integrante del percorso di studi dell’ISP. Lo scopo di questo tipo di valutazione è quello di tracciare costantemente l’evoluzione dello spirito critico di ciascuno studente e di esplorare le relazioni esistenti tra tematiche globali e locali, sulla base del materiale scolastico oggetto di studio. 

Tra le prove che i nostri ragazzi dovranno affrontare prima della pausa natalizia, anche l’internal assessment riguardante la lingua italiana, la cui prova consiste in un orale individuale. L’internal assessment di italiano è, a tutti gli effetti, la componente orale dell’esame complessivo di Italiano del DP ed è generalmente sostenuto alla fine del primo trimestre del secondo anno. Poiché l’esame è registrato e può essere sostenuto soltanto una volta, per iniziare a familiarizzare con la tipologia di prova, sarà prevista anche per gli studenti del DP1 un’attività preparatoria sotto-forma di mock exam.

 La prova di lingua italiana consiste in un orale individuale su un estratto di un’opera letteraria e di un testo di natura non-letteraria del programma del corso di studi. Per quanto riguarda l’argomento letterario, si tratta di un estratto di massimo 40 righe di un romanzo, un racconto o una poesia studiati. Un testo non letterario, invece, può essere un’immagine, una foto o un articolo di giornale. L’esame orale di Italiano, in breve, rappresenta l’esplorazione finale di tutto ciò che è stato affrontato durante il corso di lingua italiana. Al momento dell’esame, ogni allievo avrà già studiato una serie di testi letterari e non-letterari in relazione a una varietà di tematiche globali, che spaziano dalla cultura e i valori, alla politica, all’arte, alle scienze e all’ambiente. Per prepararsi correttamente all’orale di italiano, ogni studente deciderà in piena autonomia la tematica globale che vorrà trattare e sceglierà i propri testi di riferimento. 

L’internal assessment è valutato sia internamente dal nostro docente di Italiano, sia moderato e verificato esternamente dall’Ente incaricato del Programma IB a cui vengono inviati la registrazione dell’esame e i testi esaminati. I criteri di valutazione sono rigorosi: 40 punti complessivi tra conoscenza, comprensione e interpretazione dei testi, profondità di analisi e organizzazione, uso della lingua, per una durata di 15 minuti (10 minuti di monologo, 5 minuti di conversazione con il docente). Questa prova rappresenta, infatti, il 30% del voto finale per gli studenti del livello standard e il 20% per i ragazzi del livello più elevato.  

L’internal assessment deve essere un lavoro unico e autentico, interamente prodotto dallo studente, il quale viene costantemente stimolato dall’insegnante a sviluppare autonomia e spirito critico, caratteristiche essenziali per essere pronti ad affrontare un percorso accademico internazionale di alto livello. Il ruolo dell’insegnante diventa, quindi, quello di tutor e di guida all’apprendimento e al potenziamento delle abilità e capacità di analisi di ciascuno studente.  È responsabilità dei docenti che gli studenti abbiano ben chiari: i requisiti dell’internal assessment, gli standard prefissati dall’IB Programme, i criteri di valutazione e, come parte fondamentale del processo di apprendimento, devono consigliare gli studenti su come prepararsi al meglio durante tutto il periodo scolastico. Caratteristica essenziale di questo sistema di valutazione intermedia, infine, è che lo stesso materiale usato per l’internal assessment non può mai essere utilizzato come argomento per l’extended essay, la tesina che fa parte dell’esame finale dell’ultimo anno del Diploma Programme.

Costanza Amato, facilitatore dell’ISP

Infanzia e Pre-school: I più Piccoli cantano i Diritti

 

La giornata mondiale dell’infanzia è una data commemorativa per celebrare ogni anno i diritti dei bambini e degli adolescenti. Il documento che suggellò questo senso di protezione nei confronti dei più piccoli è la Carta dei diritti dei fanciulli, redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni Unite. I diritti sono stati poi riconosciuti dall’ONU nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Era il 20 Novembre 1959. Ogni bambino ha il diritto di crescere sano e in condizioni di sicurezza, di sfruttare il suo potenziale, di essere ascoltato e preso sul serio. Le insegnanti e tutto il personale del Gonzaga Campus si impegnano giorno per giorno nella tutela dei diritti fondamentali di ciascun bambino, prestando attenzione ai loro bisogni. Le attività mirano al coinvolgimento di ciascuno, al benessere e alla condivisione dei valori fondamentali, come il rispetto per sé e per il prossimo, la fratellanza e la pace.

L’obiettivo che ci poniamo è quello di un futuro privo di discriminazioni e disuguaglianze. Ogni sezione della scuola dell’infanzia ha ricordato questa giornata speciale. È fondamentale diffondere una cultura della protezione e rendere partecipi i bambini fin da piccoli. Per questo abbiamo realizzato delle attività che li aiutassero, in modo ludico, a comprendere l’importanza dei diritti di ogni bambino, nello specifico il diritto al gioco, il diritto di avere una casa: la casa è il luogo dove dormire, dove mangiare, dove sentirsi sicuri e protetti, dove ci sono i nostri affetti; il diritto di avere un nome e cognome: realizzando la carta d’identità. Vogliamo condividere con voi, la nostra visione, espressa nelle parole della maestra Francesca Catalano: “Quanto può appagare rendere felice chi ci sta vicino! Pensate se l’altro, vicino a noi, è un bambino! Quanta potenza si racchiude nella parola bambino, intesa come persona con un grande potenziale che bisogna proteggere e curare. Proteggere e curare i nostri bambini, vuol dire proteggere il nostro futuro, il nostro mondo, la nostra vita. La gioia, la spensieratezza, la libertà di esprimersi, la vivacità del gioco, il bisogno di una famiglia e il desiderio di imparare e di crescere sono caratteristiche fondamentali del bambino. In passato e ancora adesso queste esigenze fondamentali sono state violate, per questo ogni anno, viene dedicato un giorno al ricordo dei diritti inviolabili di tutti i bambini del mondo, di chi può essere apparentemente felice e di chi visibilmente soffre.” Come affermò Papa Francesco: ‘Con i bambini non si scherza’.

 

La giornata mondiale dell’infanzia è una data commemorativa per celebrare ogni anno i diritti dei bambini e degli adolescenti. Il documento che suggellò questo senso di protezione nei confronti dei più piccoli è la Carta dei diritti dei fanciulli, redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni Unite. I diritti sono stati poi riconosciuti dall’ONU nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Era il 20 Novembre 1959. Ogni bambino ha il diritto di crescere sano e in condizioni di sicurezza, di sfruttare il suo potenziale, di essere ascoltato e preso sul serio. Le insegnanti e tutto il personale del Gonzaga Campus si impegnano giorno per giorno nella tutela dei diritti fondamentali di ciascun bambino, prestando attenzione ai loro bisogni. Le attività mirano al coinvolgimento di ciascuno, al benessere e alla condivisione dei valori fondamentali, come il rispetto per sé e per il prossimo, la fratellanza e la pace.

L’obiettivo che ci poniamo è quello di un futuro privo di discriminazioni e disuguaglianze. Ogni sezione della scuola dell’infanzia ha ricordato questa giornata speciale. È fondamentale diffondere una cultura della protezione e rendere partecipi i bambini fin da piccoli. Per questo abbiamo realizzato delle attività che li aiutassero, in modo ludico, a comprendere l’importanza dei diritti di ogni bambino, nello specifico il diritto al gioco, il diritto di avere una casa: la casa è il luogo dove dormire, dove mangiare, dove sentirsi sicuri e protetti, dove ci sono i nostri affetti; il diritto di avere un nome e cognome: realizzando la carta d’identità. Vogliamo condividere con voi, la nostra visione, espressa nelle parole della maestra Francesca Catalano: “Quanto può appagare rendere felice chi ci sta vicino! Pensate se l’altro, vicino a noi, è un bambino! Quanta potenza si racchiude nella parola bambino, intesa come persona con un grande potenziale che bisogna proteggere e curare. Proteggere e curare i nostri bambini, vuol dire proteggere il nostro futuro, il nostro mondo, la nostra vita. La gioia, la spensieratezza, la libertà di esprimersi, la vivacità del gioco, il bisogno di una famiglia e il desiderio di imparare e di crescere sono caratteristiche fondamentali del bambino. In passato e ancora adesso queste esigenze fondamentali sono state violate, per questo ogni anno, viene dedicato un giorno al ricordo dei diritti inviolabili di tutti i bambini del mondo, di chi può essere apparentemente felice e di chi visibilmente soffre.” Come affermò Papa Francesco: ‘Con i bambini non si scherza’.