21 Giugno 2024: Festa di S. Luigi al Gonzaga Campus

Il prossimo 21 Giugno 2024 al Gonzaga Campus torneremo a celebrare la festa di San Luigi Gonzaga.

Castità, purezza, pulizia interiore: oggi questi concetti ci sembrano così desueti e, forse, tristemente inutili. L’immaginario collettivo li lega solo a una semplice continenza ma in realtà essi sono molto di più: sono un modo per guardare al mondo e agli altri. Sono valori controcorrente sui quali si può costruire la pace vera davanti a una violenza che oggi sembra essere l’unica modalità per gestire i rapporti. Questa fu l’intuizione di san Luigi Gonzaga, che fece di questi princìpi un vero programma di vita.

Figlio del marchese Ferrante Gonzaga, nato il 9 marzo del 1568, fu educato alle armi dal padre: già a cinque anni gli fecero indossare una mini corazza e un elmo ma rischiò di rimanere schiacciato sparando un colpo con un cannone. All’età di 10 anni, però, Luigi aveva deciso che la sua strada era quella della pace e dell’umiltà, da una vita dedicata agli altri. Si dedicò agli ultimi e ai malati: durante l’epidemia di peste che colpì Roma nel 1590, trasportando sulle spalle un moribondo, si contagiò e morì.

San Luigi è il protettore dei giovani e degli studenti, “un ragazzo con e per gli altri”, emblema dell’ideale educativo dei Gesuiti, da sempre impegnati nelle missioni, nella formazione personale/spirituale e nell’educazione dei giovani.

Prendere a modello e riferimento San Luigi Gonzaga significa incoraggiare e valorizzare concretamente, nell’ambito della nostra missione educativa, l’emergere nel cuore dei giovani di sogni e desideri autentici, puri, generosi; il desiderio di vivere controcorrente, di superare i limiti angusti dei piccoli e grandi egoismi che il nostro mondo propone, di vivere dedicandosi agli altri, non rimanendo indifferenti davanti alle necessità dei più deboli e dei più poveri.

In questa data ci convochiamo per ultimo appuntamento di fine anno che sarà arricchito da alcuni momenti comunitari:

  • Ore 17:00: convegno dal titolo “Una scuola che prepara alla vita. Come le grandi questioni del presente e del futuro dell’umanità entrano a scuola?”. Questo incontro, secondo appuntamento dopo il forum sul futuro della scuola, aperto a tutti (docenti, non docenti, educatori, allenatori, genitori…) sarà l’occasione per continuare a riflettere e confrontarci tutti insieme a partire da alcuni spunti di riflessione offerti dal prof. Giuseppe Savagnone. 
  • Ore 18:30: “Luigi Gonzaga. E’ la purezza del cuore che costruisce la pace”: intervento musicale degli studenti vincitori del concorso canoro “diamoci un tono”.
  • A seguire rinfresco conviviale di fine anno.

“L’avventura dei Florio” raccontata ai ragazzi: in biblioteca l’incontro con l’autrice Lietta Valvo Grimaldi

Il 22 maggio la biblioteca del Gonzaga Campus si è trasformata in un campo da gioco dove gli studenti della Scuola Primaria hanno avuto la possibilità di incontrare Lietta Valvo Grimaldi, l’autrice del libro “L’avventura dei Florio… per ragazzi”.

L’incontro con l’autrice chiude un lavoro di confronto e lettura del testo che i ragazzi delle 4° e 5° elementari della Scuola Primaria hanno portato avanti nella seconda parte di questo anno scolastico.
In biblioteca nel laboratorio dedicato ai Florio, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con la storia e con le vicende di una famiglia che ha reso la nostra città importante in tutto il mondo e che ha contribuito alla realizzazione di opere e monumenti ancora oggi visitabili e per noi motivo di orgoglio.
Abbiamo così girato nei vicoli del centro storico e scoperto luoghi sconosciuti, siamo entrati nei mercati ed imparato nuovi nomi e nuove parole.

Con l’autrice i ragazzi hanno scoperto che si può imparare divertendosi e scoprire che un libro è certamente un grande alleato anche quando la sfida si fa dura e la vittoria non è a portata di mano. Vince sempre chi legge di più e chi arriva fino in fondo alle storie.
Giocare con l’autrice è stato bellissimo e i ragazzi porteranno sempre nel cuore momenti in cui si sono divertiti con un’autrice “in carne e ossa” che ha potuto spiegar loro anche come i ricordi di ciascuno possono diventare patrimonio per tutti.
Un autografo e una dedica personale su una storia per ragazzi manterrà vivi i ricordi e muoverà i piccoli lettori alla ricerca di nuove avventure e di nuovi confronti.

Torna la Fiera Missionaria: Sabato 25 maggio al Gonzaga Campus


Sabato 25 maggio, in occasione della
prima Giornata Mondiale dei Bambini indetta da Papa Francesco, torna la Fiera Missionaria “Madonna della Strada”, al Gonzaga Campus. Come  ricorda Papa Francesco sono proprio i bambini quelli che più di tutti portano il peso delle fratture del nostro mondo ed è per essi che, attraverso l’educazione bisogna costruire un futuro migliore. Per questo, il Campus offre un ponte umanitario che da Palermo abbraccia i bambini più poveri e fragili che vivono negli slums in Kenya e nei quartieri più poveri di Palermo.


Sarà una giornata aperta a tutta la città:
una grande festa della solidarietà caratterizzata da giochi, musica, laboratori, stand gastronomici e artigianali curati da studenti, insegnanti, famiglie, ex alunni, gruppi e movimenti ignaziani.
Sarà un’occasione, importante e significativa, per potere sostenere le varie realtà missionarie che il Gonzaga Campus segue durante tutto l’anno a Palermo e in varie parti del mondo: Kenya, Romania (con l’annessa accoglienza dei rifugiati ucraini), Perù e Cuba.

Un gruppo di studenti, docenti e genitori del Gonzaga Campus, il prossimo 25 maggio, partirà per il Kenya. A Nairobi, il gruppo incontrerà la “Bishop Mazzoldi School” delle Evangelizing Sisters of Mary. Nella missione, sita all’incrocio tra tre slums, le suore hanno dato vita a due scuole per rispondere alla povertà attraverso progetti educativi. La scuola, che si rivolge ai bambini e alle bambine ma anche a giovani aiutando oltre 200 persone, diventa una risorsa di aiuto fondamentale: li allontana dallo sfruttamento lavorativo e da tanti altri pericoli della strada, dando loro quella dignità a cui ciascun bambino ha diritto”.
“Sono a Palermo per fare conoscere la missione che portiamo avanti in Kenya nei confronti di bambini, giovani e famiglie molto povere – racconta suor Hellen Tabea delle Evangelizing Sisters of Mary . Qui al Gonzaga svolgo il mio servizio all’International School e alla scuola di lingua per migranti. Prima di arrivare a Nairobi, sono stata 12 anni in Uganda per aiutare le persone rifugiate nei campi, provenienti dal Sud del Sudan dove la situazione è molto drammatica. In Sudan sono stata sempre di passaggio perchè è un Paese molto pericoloso dove non c’è pace. In Kenya, a Nairobi, aiutiamo le comunità poverissime che vivono negli slums. La nostra missione è di tipo educativo e di sostegno alle necessità primarie. Le ragazze e i bambini che accogliamo nella scuola riescono a gioire di quel poco che riusciamo a trasmettere e dare loro. Mangiano una volta al giorno e, se hanno un pezzo di pane, lo condividono subito con i loro coetanei. Facciamo anche molta educazione di strada. Alcune famiglie vivono di agricoltura nei campi che, però sono distanti dagli slums. E’ molto importante che i giovani che si trovano a Palermo possano comprendere quanto bisogno c’è in questa parte del mondo e come si possono aiutare  ad avere un futuro diverso”.

Per l’occasione è stata aperta la campagna di raccolta fondi per sostenere il futuro dei bambini e dei giovani al seguente indirizzo https://gofund.me/c14c6f9c dove è possibile fare una donazione, in maniera facile, anche di un piccolo importo, direttamente dal proprio pc o smartphone, con carta di credito, bonifico bancario o Paypal.

“Per la crescita dei giovani l’incontro delle persone che vivono nelle realtà più ferite del mondo è davvero importante – afferma p.Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga che, nel 2017 ha prestato un anno di servizio missionario in Kenya -. La forte miseria che esiste nelle baraccopoli di Nairobi, contrasta in maniera fortissima con la grande vitalità e solidarietà che c’è fra le persone. A testimoniarlo, in primis, sono i bambini e le bambine; i piccoli giocano con poco e solo all’insegna dello spirito di completa condivisione. Come cittadini del mondo, abbiamo la necessità di conoscere l’umanità più autentica senza maschere e senza difese perchè questo ci aiuta a vivere meglio. Con la Mazzoldi school ormai si è creato un ponte che manteniamo vivo con gli aiuti a distanza ma anche con il viaggio che ha un approccio educativo originale e rivoluzionario”.


Il murales interattivo di Domenico Pellegrino dedicato ai bambini/e vittime della mafia: Giovedì 23 maggio 2024 l’inaugurazione al Gonzaga Campus


Un murales interattivo ricorderà tutti i bambinə uccisi dalla mafia. L’artista Domenico Pellegrino presenta
Picciriddi, un’opera dinamica e interattiva che sarà costruita, nei prossimi mesi, insieme ai giovani del Gonzaga Campus.
Il progetto è stato pensato dal Campus insieme all’artista proprio per parlare ai bambini e ai giovani con la voce dei più piccoli, comunicando linguaggi nuovi e semplici: il gioco e lo sport in chiave educativa come antidoti alla violenza e alla mafia.
L’artista siciliano, noto per le sue opere urbane ed installazioni  luminose, inaugurerà l’opera in occasione della giornata della legalità, il 23 maggio alle ore 15, in via Piersanti Mattarella.
Nell’opera è stato scelto il pallone e il campo da gioco; ci saranno, infatti, tanti palloni colorati con all’interno i nomi dei minori uccisi dalla mafia.
Il 23 maggio ricorre il 32esimo anniversario della strage mafiosa di Capaci, dove nel 1992 furono assassinati dalla mafia i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e gli agenti della polizia di Stato Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Abbiamo condiviso pienamente con l’artista l’idea e lo sviluppo di questo progetto – afferma p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. Per tutti noi, portare nella scuola le storie dei bambini uccisi dalla mafia è un modo per far sentire la centralità di questo tema, in tutta la sua drammaticità, nell’educazione dei giovani di oggi. Lo facciamo attraverso il simbolo del pallone sui campi di calcio che vuole sottolineare la forza di cambiamento che può avere lo sport vissuto in maniera sana.
Sarà un murales interattivo e dinamico – dice Domenico Pellegrino -. Giovedì, presenteremo la prima parte dell’opera che, quando sarà ultimata, sarà lunga 30 metri. Sarà il risultato di un lavoro corale, insieme ai giovani, ricco anche di contenuti multimediali. L’opera, grazie alla collaborazione con Aria Platform, si anima attraverso la realtà aumentata. Picciriddi è ispirata all’omonima sezione dedicata ai bambini uccisi dalla Mafia dell’app NOma, l’applicazione che racconta le storie di mafia.

L’installazione prende ispirazione dalla omonima sezione “I Picciriddi”, ospitata dentro l’applicazione NOma, che contiene 18 storie di fatti accaduti a Palermo. Le storie sono tratte dal libro “Al posto sbagliato” di Bruno Palermo, edizione Rubettino, che nel suo libro raccoglie centotto storie di bambini vittime di mafia. “Le mafie hanno sempre ucciso i bambini, i picciriddi, non esiste né un posto sbagliato né un momento sbagliato per bambini e ragazzi vittime di mafia: un campo di calcetto, il portone di casa, la pizzeria, l’auto dei genitori al posto sbagliato; ci sono sempre stati assassini e mafiosi.”
Domenico Pellegrino (classe ‘74) è un artista siciliano, scultore e creatore di installazioni urbane luminose.Il suo è un lavoro di sintesi tra Heritage e futuro, raccogliendo dal passato della cultura mediterranea per trasformarlo in qualcosa di contemporaneo e innovativo. Ha collaborato con importanti brand: Hermés, Dior, Disney, Eon, Voiello, Max Mara. Ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia e di recente è stato nominato Ambassador per la Sicilia del Turismo delle Radici del ministero degli Esteri.
NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare “le storie” delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite. NOma è un’applicazione che guida cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo e dintorni, nei luoghi degli attentati mafiosi che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70.

Liceali a Lampedusa per “ascoltare il grido della terra e degli ultimi”

Gli studenti liceali del primo anno accompagnati dai professori Emio Cinardo, Francesco Cinà, Chiara Lucchesi, Giovanni Lo Voi, Tania Minnone, il direttore padre Vitangelo Carlo Maria Denora SJ e il vicedirettore Marilena Poderati, hanno trascorso tre giornate a Lampedusa per i Symposia, il cui filo conduttore è stato il tema “Ecologia Integrale” trattato da papa Francesco nella seconda enciclica. Da un lato la contemplazione della bellezza paesaggistica, in particolare la Spiaggia dei Conigli e l’isolotto dei Conigli, dall’altro la conoscenza di alcuni aspetti sociali. Ascoltare il grido della terra e degli ultimi consente di sensibilizzare i ragazzi e le ragazze alle ferite che l’uomo provoca alla terra e ai suoi simili, in particolare quelle legate all’inquinamento e all’emigrazione.



Significativa è stata la visita ai luoghi simbolo di accoglienza e ospitalità dei migranti, che sbarcano quotidianamente sull’isola, come la Porta d’Europa, monumento dedicato alla memoria dei migranti deceduti in mare e il santuario della madonna di Porto Salvo, condiviso tra chiesa cattolica e moschea maomettana. A guidare l’esperienza formativa sono stati dei professionisti ed esperti sia in scienze ambientali sia nella questione dell’immigrazione: l’imprenditrice Genni Caranna; la dottoressa Elena Prezzi di Legambiente; lo scrittore Fabio Giovannetti; l’ex professore di patologia vegetale e attuale preside di facoltà agraria a Firenze Giuseppe Surico; la dottoressa Elena Prezzi di Legambiente; il presidente del Consorzio Pescatori Lampedusa e Linosa Pietro Billeci; il mediatore culturale e linguistico Moussa, arrivato in Italia dalla Nuova Guinea; il medico del poliambulatorio di Lampedusa Francesco D’Arca; gli operatori della Guardia Costiera; i volontari delle associazioni Mediterranean Hope e Sea Watch.

Grande festa al Gonzaga Campus: arriva Santa Rosalia


Oggi nel nostro campus abbiamo accolto le reliquie di Santa Rosalia, protettrice di Palermo. Insieme ad alcuni esperti abbiamo approfondito il ruolo che hanno avuto i Gesuiti nell’istituzione e nella diffusione del culto. Nel 1600 Palermo fu colpita dalla peste, che causò la morte di oltre 300000 persone. I cittadini, per liberarsi da questo flagello, invocarono l’aiuto delle quattro patrone della città, Agata, Oliva, Cristina e Ninfa, che però non accolsero la richiesta dei palermitani. Il 15 luglio, nel corso della consueta sfilata delle reliquie della Santa, due sacerdoti ebbero un’ispirazione e iniziarono a intonare un canto invocando “Santa Rosolea, ora pro nobis”. I due sacerdoti erano ignari che, proprio in quei giorni, a monte Pellegrino erano in corso degli scavi che avevano lo scopo di trovare le ossa di Santa Rosalia. Gli scavi portarono al ritrovamento di un cranio e alcune ossa che vennero esaminati da una commissione medica e una di teologi, incaricati dall’arcivescovo di Palermo, formata proprio da quattro gesuiti: Girolamo Tagliavia, Giordano Cascino, Giuseppe D’Agostino e Giacomo Dominici. Le due commissioni stabiliscono che le ossa trovate appartenessero ad una giovane donna, a questa constatazione si aggiunse un altro fatto che li convinse della loro appartenenza alla Santa protettrice di Palermo: Vincenzo Bonelli, un giovane risvegliatosi da un’agonia, comunicò al cardinale che il 13 febbraio salì a Monte Pellegrino per distrarsi dalla perdita della moglie, morta a causa della peste; qui in sogno vide l’immagine di Santa Rosalia, la quale gli rivelò che le ossa travate sul monte sono le sue. A questa rivelazione, la Santa aggiunse che, una volta rivelata l’appartenenza delle ossa, fatta la processione in suo onore e cantato il “Te Deum laudamus”, la città di Palermo sarebbe stata liberata dalla Peste. Da qui si istituisce che sia costruita una suntuosa cappella, la reliquia venga custodita in una teca d’argento e il 15 luglio di ogni anno venga portata in una solenne processione. Così, si verificò il miracolo di Santa Rosalia: la città ricevette la grazia e fu liberata dalla peste. Il 9 Giugno di quell’anno  venne celebrata una solenne processione e dei festeggiamenti che durarono nove giorni: questo può essere considerato a tutti gli effetti il primo festino di Santa Rosalia.
In quel tempo, a Roma, si stava preparando la revisione del Martirologio Romano e Papa Urbano voleva che fosse inserita Santa Rosalia, facendo nascere l’esigenza di preparare un’agiografia che fu redatta da padre Cascino. Nella biografia si evince che la Santa protettrice di Palermo abbia antiche e nobili origini: è discendente di Carlo Magno e l’appartenenza ai Sinibaldi, cavalieri di Re Ruggiero. Dopo la pubblicazione del nuovo Martirologio Romano, in cui la Santa trova posto, venne costruito il suo eremo a Quisquina e a monte Pellegrino. Nel 1651 venne ripubblicato, postumo, il volume che nel 1637 Padre Cascino aveva pubblicato, con un ampliamento degli argomenti presenti realizzato grazie ai contributi di Padre Salerno.

Il culto della protettrice di Palermo ha esercitato, e tutt’oggi cattura l’attenzione, di numerosi letterati, artisti e persone che hanno trovato in Santa Rosali una fonte di ispirazione e la protagonista delle proprie opere: già nel 1626 veniva messa in scena una tragedia sacra con protagonista Rosalia; nel 2013 la ristampa della tragedia Rosalia e nel 2016 viene messa in scena la “Vita di Rosalia”; nel 2017 è stato pubblicato, dopo migliaia di libri già scritti riguardanti l’agiografia di Rosalia, un volume che raccoglie 1060 opere.

Guarda gli scatti più belli nella nostra gallery!

Il reliquiario di S. Rosalia al Gonzaga Campus


Martedì 07 Maggio 2024 avremo la gioia di accogliere al Gonzaga Campus il busto reliquiario di S. Rosalia.
Nel quarto centenario del rinvenimento delle spoglie mortali di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino e della liberazione della Città di Palermo dal contagio della peste, il nostro arcivescovo ha indetto il “Giubileo Rosaliano”. Durante quest’anno il busto reliquiario sta girando tutte le comunità e parrocchie della nostra città e, martedì 07 maggio, sarà la volta della nostra comunità.
Vivremo una giornata ricca di momenti tra devozione e tradizione, storia e arte, celebrazioni e attività didattiche. La giornata sarà infatti un’occasione preziosa per riscoprire il ruolo avuto dalla Compagnia di Gesù nell’istituzione del festino di Santa Rosalia in riferimento al rinnovato culto della santa patrona del quale i gesuiti furono promotori non soltanto spirituali. Nel 1624, gli alunni stessi del Collegio Massimo e la Casa Professa di Palermo, d’intesa con il Cardinale Giannettino Doria, furono artefici del grande evento che avrebbe segnato la storia non soltanto religiosa di Palermo.

Il programma della giornata

  • 09:00: accoglienza del busto reliquiario (con gli studenti nel campo da calcio grande);
  • 09:30/12:30: Seminario: Tra testi e immagini. La tradizione agiografica e il culto di Rosalia (in biblioteca, aperto a tutti, studenti e famiglie, interni ed esterni). 
  • 12.30: Inaugurazione della mostra “Per annum Rosaliae” (in biblioteca, sarà aperta e visitabile da tutti fino alle 19). I dettagli nella pagina successiva.
  • 12:30/15:30: il busto reliquiario girerà i vari plessi scolastici per un breve momento di preghiera, di affidamento a S. Rosalia e di benedizione degli studenti e degli insegnanti;
  • 19:00: Celebrazione Eucaristica (in cappella san Giuseppe, aperta a tutta la comunità).

Vi aspettiamo per affidare a S. Rosalia tutta la nostra comunità e il nostro comune impegno “missionario” per l’educazione dei bambini e ragazzi. 

 

 

Dal Gonzaga City Day 10 proposte per il futuro della scuola

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PALERMO – Un manifesto di 10 proposte concrete per il futuro della scuola a Palermo. E’ quanto emerge dai 10 forum tematici partecipativi che si sono svolti, sabato 20 aprile, al Gonzaga City Day. A confrontarsi sono state circa 200 persone tra adolescenti, giovani, insegnanti, genitori e rappresentanti di istituzioni pubbliche e del terzo settore.  

In continuo ascolto e confronto con i giovani oggi siamo chiamati a fare qualcosa in più per costruire insieme una scuola – afferma p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus – che inizi cammini nuovi, coraggiosi e creativi lontani da logiche mercantilistiche, consumistiche e del sapere prefabbricato. Non siamo pazzi siamo vivi e la scuola non esiste per preservarsi come istituzione ma per rispondere con coraggio alle sfide del presente e del futuro”.

La prima proposta del forum su “Una scuola che prepara alla vita le grandi questioni entrano in classe” è quella di ragionare insieme sui grandi temi del futuro promuovendo gemellaggi tra le scuole del centro e quelle delle periferie (come gli Erasmus, ma in chiave locale), costruendo una rete che consenta di conoscere realtà diverse rispetto alla propria e immaginando insieme una città educativa dove le domande di senso di tutti i giovani della città trovino spazio e ascolto (…).

foto-forum-scuolaLa seconda proposta del forum sulla “personalizzazione del percorso scolastico” è quella di partire dall’ascolto di ciascun alunno/a, dai suoi desideri e dai suoi talenti, per dare a ciascuno la possibilità di crescere e di esprimersi attraverso l’arte (la musica, la danza, il teatro…) e trovare canali e spazi espressivi (manifestazioni, spettacoli, eventi, concerti) aperti all’intera città (…).

La terza proposta del forum su “dalla scuola frontale ad una scuola partecipativa” è quella di rendere la didattica più attiva, esperienziale e personalizzata e, di conseguenza, più inclusiva, (…)

foto-forum-scuolaLa quarta proposta del forum su “dai licei all’università. Come educare alle scelte” è quella di rafforzare la connessione tra il mondo della scuola e quello dell’università, favorendo incontri e scambi reali tra queste due agenzie educative (la scuola dentro l’università e viceversa) e rimettendo al centro la continuità del processo di crescita dei ragazzi e delle ragazze (…)

La quinta proposta del forum su “Il futuro dell’educazione con l’Intelligenza Artificiale” è quella di realizzare in tutte le scuole un laboratorio pomeridiano, rivolto agli studenti e ai docenti, incentrato sul Future Thinking, che favorisca la cocostruzione intergenerazionale del sapere e, portando in aula strumenti, metodologie e contenuti, aiuti ad anticipare futuri possibili (…).

La sesta proposta del forum su “Essere un buono studente e un buon atleta” è quella di costituire un organismo o commissione interna ad ogni scuola che abbia la competenza di coordinare tutte le figure che possono favorire una sinergia tra scuola e sport, tra eccellenza accademica ed eccellenza sportiva (docenti, istruttori sportivi, scuola, famiglia, società e federazioni sportive, tutor e psicologi dello sport) (…).

La settima proposta del forum su “Liceo (e approccio) STEAM” è quella di proporre, con sempre più chiarezza, un approccio interdisciplinare e multidisciplinare che permetta di affrontare la complessità del presente e del futuro in chiave olistica. Per affrontare tale complessità è necessario rompere i confini tra le discipline e fare emergere l’aspetto umanistico delle discipline scientifiche e viceversa. STEM diventa STEAM proprio per inserire la creatività e le implicazioni umane nella ricerca scientifica. Questo approccio serve a motivare gli alunni e le alunne collegando lo studio con i problemi della vita concreta. (…).

L’ottava proposta del forum su “Tutta la città educa: non è solo una questione da insegnanti!” propone la creazione, a livello territoriale, di spazi aperti e di prossimità per la cittadinanza attiva, con una struttura organizzata e stabile (…). L’educazione scolastica è una questione che interpella tutti e non solo i tecnici e gli specialisti; non occuparsene compromette il futuro dell’intera città.

La nona proposta del forum su “Scuola e Famiglia: una alleanza è ancora possibile?” è quella di individuare uno spazio fisico, riconoscibile, già esistente o risignificato con eventuali banche del tempo e delle competenze, in cui coinvolgere genitori, ragazzi e insegnanti in eventi di aggregazione e in progetti educativi permanenti e sostenibili (…).

La decima proposta del forum su Forum su “Da “noi e gli altri” a “NOIALTRI”. Nella scuola e nella città: storie, volti e segni di inclusione e interculturalità” è quella di ampliare l’offerta formativa delle scuole attraverso materie e laboratori dedicati all’intercultura (…); di istituzionalizzare un’offerta pomeridiana extracurriculare per offrire servizi di integrazione; di mettere in connessione le diverse iniziative delle singole scuole e associazioni attraverso una rete per l’intercultura, in dialogo e confronto continuo con il Comune di Palermo.

La scuola e le esperienze interculturali possono restituire a Palermo la sua identità di incrocio tra culture differenti al centro del mediterraneo.

Grande l’entusiasmo e la partecipazione a quello che si rivela già essere il primo di tanti altri momenti di incontro e confronto sul futuro della scuola.

Ognuno dei partecipanti ha preso l’impegno di continuare questa ricerca.

Il Gonzaga stesso ha voluto proporre con umiltà alcune tracce di cammino su queste grandi questioni.

Il manifesto sarà consegnato all’amministrazione regionale e comunale, all’Arcidiocesi di Palermo, alle scuole pubbliche e paritarie, alle associazioni che operano in ambito educativo e a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’educazione.

 

Qui il testo integrale delle dieci proposte: https://gonzagacampus.it/10-proposte-concrete-per-la-scuola-del-futuro

Costruiamo insieme la scuola del futuro a Palermo – Sabato 20 Aprile al Gonzaga CITY day

Sabato 20 Aprile 2024, dalle 9.30 alle 13.30 10 forum partecipativi sul futuro della scuola al Gonzaga CITY Day per ripensare la scuola di oggi ed il futuro dei giovani, insieme a loro.

E’ una sfida aperta alla città con l’obiettivo di far  incontrare tutti coloro che hanno a cuore l’educazione degli adolescenti e  dei giovani a Palermo e confrontarsi su costruire insieme la scuola del  futuro.

Sabato 20 Aprile, dalle 09.30 alle 13.30, torna il Gonzaga CITY Day con  30 laboratori e attività sportive gratuite (per bambini/e dai 3 ai 12 anni)  e 10 forum tematici partecipativi (rivolti ad adolescenti dai 13 ai 18 anni  in su e ad adulti-educatori). La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutta la città.

La terza edizione del Gonzaga CITY Day vuole mettere la scuola al  centro della città di Palermo, riscoprendola come agenzia educativa di  senso alto di fronte alle sfide del futuro.

“Abbiamo bisogno di una scuola più agile – afferma p. Vitangelo Denora,  direttore generale del Gonzaga Campus – che investa in innovazione e  stimoli la creatività dei giovani. Serve una scuola meno funzionalistica e  più attenta alla persona e alla gratuità della crescita e delle relazioni.  Occorrono comunità educanti che generino alleanze sinergiche che  sostengano il senso di appartenenza ai territori e tra le persone.  Dobbiamo partire dall’educazione per cambiare l’agenda politica dei  prossimi anni, per creare benessere, coesione e inclusione sociale, per  invertire traiettorie di impoverimento culturale e demografico del nostro  Paese. Si tratta di una sfida ambiziosa che richiede determinazione,  lungimiranza e coraggio. E un lavoro di costruzione artigianale della  nuova scuola a cui tutti siamo chiamati a contribuire”.

L’evento nasce dal desiderio di far dialogare, raccontando esperienze di  diversi contesti della città, giovani e adulti, studenti ed educatori, docenti  di oggi e cittadini di domani. Pertanto, si rivolge all’intera comunità  educante palermitana: adolescenti, scuole, famiglie, istituzioni politiche, enti ecclesiali, associazioni educative, federazioni sportive e realtà  imprenditoriali. 

Durante la mattina di sabato 20 aprile i 30 lab & sport si svolgeranno  contemporaneamente ai 10 forum partecipativi di futuro nei quali verranno  esplorate 10 sfide legate alla trasformazione dell’educazione scolastica. I dieci temi del Forum saranno: “Una scuola che prepara alla vita”; “La personalizzazione del percorso scolastico”; La scuola  “partecipativa”; Come “educare alle scelte” anche universitarie?; Il  futuro dell’educazione con l’Intelligenza Artificiale; Scuola e Sport: un  binomio impossibile?; L’approccio STEAM: una nuova moda o qualcosa  di più?; Tutta la città educa (non è solo una questione da insegnati!);  Scuola e Famiglia: una all’alleanza è ancora possibile?; Da “noi e gli  altri” a “NOIALTRI”. Nella scuola e nella città: storie, volti e segni di  inclusione e intercultura.
Ciascuno dei 10 forum presenterà all’assemblea plenaria, al termine della  mattinata, una proposta concreta.
Tutte le proposte confluiranno in un “Manifesto delle 10 proposte  concrete per il futuro della scuola a Palermo” che sarà consegnato  all’amministrazione comunale, all’Arcidiocesi di Palermo, alle scuole  pubbliche e paritarie, alle associazioni che operano in ambito educativo e a  tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’educazione a Palermo. 

Per sapere di più clicca qui!

«Together, We Can Change The World!»: i giovani diplomatici all’ONU danno una lezione di concretezza ai grandi del mondo

Il Change the World Model UN New York è il più prestigioso tra tutti gli eventi legati al CWMUN World Program: vi prendono parte più di 3000 studenti provenienti da oltre 142 paesi differenti. Tutti lavorano in qualità di ambasciatori rappresentando gli Stati membri delle Nazioni Unite. L’intervento di ospiti internazionali di primissimo piano della politica e della diplomazia mondiale, fanno del CWMUN di NYC il più prestigioso forum internazionale dove i giovani possono affermare le proprie idee nel costante rispetto delle posizioni e convinzioni altrui. Change the World vuole affermare un modello di sviluppo sostenibile del pianeta fondato sui valori della democrazia e della tolleranza, contribuendo alla formazione consapevole dei leaders di domani.

Anche quest’anno gli studenti dei nostri licei, attraverso la mediazione dell’Associazione Diplomatici in occasione dei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), hanno avuto la possibilità di vivere questa esperienza unica negli Stati Uniti. Dalle parole di uno di questi ragazzi, Thomas Michael Lugaro che frequenta il IV scientifico, traspare tutta la carica e l’entusiasmo per un’avventura che lascerà importanti tracce nel loro bagaglio formativo e culturale:
“Honorable Chair, Fellow Delegates, the Delegation of the Sultanate of Oman is present.”
Questa è la prima frase che mi hanno insegnato durante le lezioni della Change the World Model United Nations Accademy, visto che avrei dovuto rappresentare l’Oman, un paese confinante con gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar.
Associazione Diplomatici si occupa, da più di 20 anni, di preparare ragazzi di tutto il mondo alle simulazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU); un’occasione come poche, quella di poter diventare delegati dei diversi paesi del mondo, facendoci immergere dunque nelle diverse culture. A noi ragazzi del Liceo il progetto è stato proposto come PCTO ma questo non esclude che TUTTI possano decidere di partecipare alle attività proposte. La preparazione al CWMUN non è semplice, ogni Delegato ha il compito (insieme ai suoi colleghi di delegazione) di trovare ogni informazione utile riguardo il paese che dovrà rappresentare. Fino al giorno della partenza non riuscivo ancora a realizzare che sarei andato nella Grande Mela, la sede del Quartier Generale delle Nazioni Unite, era un sogno che si realizza dopo anni e anni passati a sperare un giorno di vedere un piccolo pezzo degli United States of America. Conoscevo il progetto CWMUN dalla prima media, quando per la prima volta mi proposero di “diventare” delegato di un paese, in quel momento non accettai a causa della mia scarsa conoscenza dell’inglese, ma quest’anno ho finalmente avuto l’occasione e l’ho colta immediatamente. Durante le lezioni, svolte in modalità On-line, i nostri Tutor ci hanno preparati in maniera eccezionale per affrontare nel miglior modo le simulazioni facendoci entrare propriamente nei nostri “characters”; divisi nei vari dipartimenti delle Nazioni Unite, ognuno di noi ha affrontato temi di assoluta attualità interpretando al meglio le posizioni dei rispettivi paesi.

CWMUN New York permette a tutti di mettersi in gioco, di imparare, di divertirsi e soprattutto di fare amicizie nuove con tutto il mondo; “siamo la community di studenti più grande del mondo” come ci hanno detto alla cerimonia di apertura. Come lo stesso nome già esplicita, il CWMUN è pensato per permettere a noi giovani di “cambiare il mondo”, un modo per far valere le nostre parole, per far sentire le nostre voci anche con la presenza di ospiti speciali come politici italiani e internazionali, stelle dello sport, della musica, dello spettacolo, tutti.

Durante il CWMUN abbiamo la possibilità di essere ascoltati veramente. Si impara molto durante questo evento, non solo a livello Geopolitico: la pazienza è sacrosanta e soprattutto necessaria, durante i debates, che venivano stabiliti dopo la presentazione delle Resolution, eri talmente immerso nel ruolo che difendevi il tuo paese ad ogni costo. E quindi, dopo aver creato nuove amicizie con persone di ogni parte del mondo: “Honorable Chair, Fellow Delegates, the Delegation of Gonzaga Campus Palermo is present and the Delegates of Slovenia have won the prize for the best position paper and an honorable mention for the title of game changer”.

Ci hanno dato l’opportunità di cambiare il mondo
E l’abbiamo fatto, “together, WE CAN CHANGE THE WORLD!”