Dalla pagina alla scena: gli studenti di M5 mettono in scena una novella del Decameron

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Gli studenti e le studentesse di M5 della Middle School hanno messo in scena la novella “Lisabetta da Messina” di Boccaccio. L’idea di realizzare una trasposizione teatrale della novella è nata dalla curiosità mostrata dagli studenti verso questo racconto. Il progetto si è articolato in diverse fasi, nella fase iniziale si è presentato il genere letterario novellistico, analizzando le caratteristiche e ripercorrendo brevemente l’evoluzione novella-racconto.
In un secondo momento gli studenti hanno letto la novella Lisabetta da Messina, insieme abbiamo individuato i temi principali e gli elementi drammatici della vicenda, abbiamo definito i personaggi e hanno cercare di calarsi nella realtà socioculturale del periodo.

Nella fase di transizione gli studenti, guidati dall’insegnante, hanno suddiviso il testo in sequenze, hanno definito i personaggi attraverso una caratterizzazione più definita, hanno immaginato come potessero essere le dinamiche familiari del periodo.
Nella fase di realizzazione del testo teatrale abbiamo riflettuto insieme su questioni di ordine sociolinguistico, sulle norme comportamentali del tempo in cui è ambientata la novella, sulle dinamiche interpersonali tra membri della stessa famiglia (tra Lisabetta e i fratelli), sull’uso delle forme di cortesia (Voi), sul valore delle parole e sulle scelte lessicali. In questa fase abbiamo lavorato sulle caratteristiche del testo teatrale (scene, didascalie, musiche, costumi).
Dopo aver deciso di modificare o inserire qualche personaggio nella storia, a ciascuno è stata assegnata una parte, a seconda dell’indole dello studente.
Gli studenti hanno imparato a negoziare soluzioni insieme ai compagni nella stesura del testo teatrale, si sono messi in gioco come attori protagonisti creando così un’atmosfera piacevole e collaborativa in classe, in cui ciascuno è incluso a seconda delle proprie inclinazioni.

English version 

From page to stage: M5 students stage a novella from the Decameron

Middle School M5 male and female students staged Boccaccio’s novella “Lisabetta da Messina.” The idea of making a theatrical transposition of the novella came from the curiosity shown by the students toward this tale.. The project was divided into several phases. In the initial phase, the literary genre of the novella was presented, analysing its characteristics and briefly retracing the novella’s evolution. In the second phase, the students read the novella Lisabetta da Messina, together we identified the main themes and dramatic elements of the story, defined thecharacters and tried to immerse thierselves in the socio-cultural reality of the period. In the transition phase, the students, guided by the teacher, divided the text into sequences, defined the characters through a more defined characterisation and imagined what the family dynamics of the period might be like.
In the realisation phase of the theatrical text, we reflected together on sociolinguistic issues, on the behavioural norms of the time in which the novella is set, on interpersonal dynamics between members of the same family (between Lisabetta and her brothers), on the use of forms of politeness.
(Voi), on the value of words and lexical choices. In this phase we worked on the characteristics of the play (scenes, captions, music,costumes). After deciding to change or insert some characters into the story, each was assigned a part, depending on the character of the student.
Students learned how to negotiate solutions together with their peers in the writing of the play, put themselves on the line as lead actors thus creating a pleasant and collaborative atmosphere in the classroom, in which everyone is included according to their own inclinations.

Kindergarten’s animated movie: il film di animazione della Kindergarten


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L’integrazione della tecnologia nell’istruzione migliora l’esperienza di apprendimento degli studenti, offre loro una grande opportunità di essere creativi, di creare presentazioni multimediali, di ideare progetti e di esprimere le loro idee in modo innovativo. Gli studenti e le studentesse di Kindergarten dell’International School Gonzaga Palermo hanno integrato la tecnologia nelle loro creazioni artistiche e hanno aggiunto le loro conoscenze per creare un piccolo film d’animazione su ciò che hanno imparato durante l’Unità di Emergenza. La creazione di un piccolo film d’animazione è un ottimo esempio di come la tecnologia possa dare ai nostri studenti più piccoli la possibilità di esplorare la propria creatività ed esprimersi in modi nuovi ed entusiasmanti.

L’aggiunta delle loro conoscenze sui vigili del fuoco, sui medici e sugli agenti di polizia nel loro filmato animato mostra come la tecnologia possa essere usata per approfondire la comprensione e rafforzare l’apprendimento in modo divertente e coinvolgente. È un approccio creativo che permette loro di applicare ciò che hanno imparato in un contesto significativo, favorendo il pensiero critico e l’immaginazione.

Questo approccio didattico è supportato da strumentazioni adeguate, come l’uso dell’iPad per animare i personaggi, registrare le voci e selezionare gli sfondi, che costituisce un mezzo fondamentale nell’esperienza di apprendimento pratico per gli studenti. Questo approccio non solo li coinvolge attivamente nel processo creativo, ma li introduce anche a preziose competenze digitali in età precoce.
Dipingere i loro personaggi e poi animarli è stato un modo fantastico per la classe d Kindergarten di fondere le forme d’arte tradizionali con gli strumenti digitali; questo tipo di approccio interdisciplinare favorisce un legame più profondo con il processo di apprendimento e incoraggia gli studenti a pensare fuori dagli schemi. Incorporando i loro personaggi artigianali nel film d’animazione, gli studenti hanno potuto dare vita alla loro immaginazione in modo tangibile e interattivo, dando vita a un’esperienza di apprendimento davvero unica.

English version

Kindergarten’s animated movie

Integration of technology in education enhances the student’s learning experience, provides a great opportunity for students to be creative, to create multimedia presentations, to design projects and express their ideas innovatively.

Kindergarten students integrated technology to their artistic creations and added their own knowledge to create a small animated movie in what they have been learning during their Emergency Unit.
Creating their own small animated movie is a great example of how technology can empower kindergarten students to explore their creativity and express themselves in new and exciting ways. Adding their knowledge about firefighters doctors and police officers into their animated movie shows how technology can be used to deepen understanding and reinforce learning in a fun and engaging way. It’s a creative approach that allows them to apply what they have learnt in a meaningful context, fostering both critical thinking and imagination.

Using iPads to animate characters, record voices, and select backdrops has been a great hands-on learning experience for students. This approach not only engages them actively in the creative process but also introduces them to valuable digital skills at an early age. Painting their characters and then animating them has been a fantastic way for kindergarten to blend traditional art forms with digital tools, this type of interdisciplinary approach fosters a deeper connection to the learning process and encourages students to think outside the box. By incorporating their own handcrafted characters into their animated movie, the students have been able to bring their imagination to life in a tangible and interactive way, resulting in a truly unique learning experience.

Ring Beyond Borders: l’impegno di Carla Bartoli, studentessa del Diploma IB, per la costruzione di una rete globale per l’unità, la pace e la giustizia in materia di migrazione

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Carla Bartoli, studentessa del secondo anno del Diploma Programme del Gonzaga International School Palermo, fonda Ring Beyond Borders, un’associazione internazionale no-profit che promuove l’integrazione culturale globale, l’informazione, l’analisi e la progettazione di politiche inclusive con focus sull’immigrazione e sui conflitti globali.

 

Da sempre interessata ai fatti politici, culturali e di spessore Carla ci racconta cosa l’ha spinta a fondare questa associazione:

“Sono una persona curiosa, da sempre interessata alla politica europea ma convinta che non serve essere politici per riuscire ad avere un impatto sulla vita delle persone e nel mondo. Mi piace fare politica e mi arrabbio quando vedo gli altri disinteressati oppure influenzati da idee che sono frutto di una cattiva informazione. Non si può rimanere indifferenti di fronte ad eventi che hanno un forte impatto sul mondo anche se si tratta di un mondo apparentemente lontano dal nostro. Viviamo spesso in una bolla, distratti dalla nostra vita e sembra non importare se i miei coetanei non sanno cosa succede dall’altra parte del mondo.
Noi giovani siamo spesso disinteressati e gli adulti catturano con difficoltà la nostra attenzione, perché ormai utilizziamo nuovi strumenti e canali di comunicazione, e anche se siamo motivati e raggiungiamo i nostri obiettivi, comunque dimentichiamo la cosa più importante: creare legami e non lasciare indietro nessuno.
Spesso mi capita che i miei amici mi chiedano di raccontare loro brevemente ciò che succede giorna
lmente nel mondo, perché può sembrare noioso dedicarsi alla lettura di interi articoli. Allora mi sono detta che sarebbe stato utile fondare un’associazione che parlasse di temi attuali come fatti culturali, l’immigrazione, i conflitti globali. Dovevo però pensare di formare una scala ampia e quindi essere un’associazione internazionale, promuovendo lo scambio culturale.
Abbiamo già un team internazionale composto da 22 persone in dieci associazioni cui scopo è quello di informare e sensibilizzare, conoscere anche la nostra storia e come siamo arrivati a questo momento storico-culturale.

Io sogno in grande, credo fino in fondo in questa associazione e immagino anche che possa un giorno trasformarsi in un partito politico. Mi sono trasferita a Palermo da Favara perché volevo un’educazione che mi permettesse di spaziare in questo ambito, avere l’opportunità di raccontare storie di ragazzi come noi e lontani da noi, che attraverso la loro esperienza possano interessare e coinvolgere tanti miei coetanei e non solo. Sono convinta che la vita di una singola persona possa fare la differenza, e che anche salvare una singola vita, ad esempio in Ucraina, rappresenti un passo per cambiare il mondo. Il mio obbiettivo è quello di creare un’ampia rete di relazioni, che possa coinvolgere ragazze e ragazzi di diverse nazioni. Qui a scuola ho imparato un termine per me ora molto importante: “Interdipendenza”, una parola che racchiude la reciprocità dei rapporti e ricorda che ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Per questo motivo sono fermamente convinta che l’unico modo per costruire un futuro migliore per tutti sia proprio ripartire dai rapporti interpersonali e dalle relazioni.
La scelta del nome dell’associazione è stata abbastanza spontanea: Ring è simbolicamente una promessa, quella che ci impegneremo per rendere il mondo un posto migliore. Ricorda anche la forma del mondo, circolare, coerente, globale e costante, oppure un campo di combattimento perché promettiamo di combattere per un mondo migliore senza ingiustizie”.

English version
Ring Beyond Borders: IB Diploma student Carla Bartoli’s commitment to building a global network for unity, peace and justice on migration issues

Carla Bartoli, a second-year student in the Diploma Program at Gonzaga International School Palermo, founded Ring Beyond Borders, an international nonprofit that promotes global cultural integration, information and inclusive policy analysis/design with a focus on migration and global conflicts.

Always interested in political, cultural and thick facts Carla tells us what prompted her to found this association:

“I am a curious person, always interested in European politics but convinced that you don’t need to be a politician to be able to make an impact on people’s lives and in the world. I enjoy doing politics and I get angry when I see others either disinterested or influenced by ideas that are the result of bad information. One cannot remain indifferent to events that have a strong impact on the world even if it is a world seemingly far from our own. We often live in a bubble, distracted from our own lives, and it doesn’t seem to matter if my peers don’t know what is happening on the other side of the world.

We young people are often disinterested, and adults catch our attention with difficulty, because we now use new tools and channels of communication, and even if we are motivated and achieve our goals, we still forget the most important thing: making connections and leaving no one behind.

I often have my friends ask me to briefly tell them about what is happening in the world on a daily basis, because it can seem tedious to devote time to reading entire articles. So I said to myself that it would be useful to start an association that would talk about current issues such as cultural facts, immigration, global conflicts. However, I had to think about forming a broad scale and thus be an international association, promoting cultural exchange.
We already have an international team of 22 people in ten associations whose purpose is to inform and raise awareness, to know also our history and how we got to this cultural-historical moment.
I dream big, I believe all the way in this association and I also imagine that it may one day turn into a political party. I moved to Palermo from Favara because I wanted an education that would allow me to range in this area, to have the opportunity to tell stories of kids like us and far away from us, that through their experience could interest and involve so many of my peers and beyond.
I am convinced that the life of a single person can make a difference, even change the world by saving even a single life in Ukraine, for example. My goal is to create a wide network of relationships, which can involve girls and boys from different nations. Here at school I learned a term that is now very important to me: “Interdependence,” a word that encapsulates the reciprocity of relationships and emphasizes that every action has a consequence. This is why I firmly believe that the only way to build a better future for everyone is precisely to start afresh from interpersonal relationships and relations.
The choice of the association’s name was quite spontaneous: Ring is symbolically a promise, that we will strive to make the world a better place. It also recalls the shape of the world, circular, consistent, global, and constant, or a battlefield because we promise to fight for a better world without injustice.”

 

Cosa vuol dire essere studente di una scuola internazionale?


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Cosa vuol dire essere studente di una scuola internazionale?

Il Gonzaga International School Palermo opera in un contesto multiculturale, con tutti i docenti madrelingua, alunni provenienti da diversi Paesi stranieri, e offre agli studenti programmi internazionali, interdisciplinari, laboratoriali, in cui gli studenti hanno un ruolo attivo nel processo di apprendimento. L’approccio allo studio critico e creativo, alla conoscenza dei contesti locali e di quelli globali, al multilinguismo inizia con il Pre-kindergarten a due anni e continua fino al Diploma IB, riconosciuto con punteggi molto elevati per l’accesso a tutte le più prestigiose università del mondo. La nostra scuola è una vera e propria innovazione nel Sud Italia: è l’unica scuola, autorizzata dall’International Baccalaureate Organization, a rilasciare il Diploma IB.  Ma cos’è che caratterizza una scuola internazionale distinguendola dalla scuola tradizionale?

Il profilo dello studente IB è costituito da 10 attributi fondamentali cui è riconosciuto valore nelle Scuole IB nel mondo: ricercatori, informati, pensatori, comunicatori, di sani principi, aperti di mente, premurosi, si assumono dei rischi, equilibrati, riflessivi.

Gli studenti soddisfano la loro naturale curiosità acquisendo le capacità necessarie a condurre ricerche significative e mirate, esplorano la conoscenza in una vasta gamma di discipline e sviluppano tematiche che hanno importanza e rilevanza locale e globale. Si abituano a pensare in modo critico e creativo al fine di prendere decisioni e risolvere problemi riuscendo così ad esprimere con sicurezza idee e informazioni in più di una lingua in una varietà di modi di comunicazione. Prendono seriamente in considerazione il proprio apprendimento ed analizzano i propri punti di forza e di debolezza in maniera costruttiva, assumendosi talvolta dei rischi nello scoprire nuovi ruoli, idee e strategie.

Grazie all’ambiente multiculturale imparano a rispettare i valori e le tradizioni di altri individui e di altre culture, manifestando sensibilità verso le necessità ed i sentimenti del prossimo sviluppando un buon senso etico, integrità, onestà e senso di giustizia. Sono coraggiosi e determinati nel difendere ciò in cui credono e capiscono l’importanza dell’equilibrio mentale e fisico e del benessere personale.

Cosa vuol dire essere studenti di una scuola internazionale? E soprattutto, cosa significa frequentare l’International School Palermo? Per rispondere a tutte queste domande abbiamo chiesto a due studenti della nostra Middle School: Giorgia, studentessa di M3, e Marco, anche lui studente di M3.

La prima cosa che abbiamo chiesto ai nostri studenti è stata proprio cosa significa studiare in una scuola internazionale rispetto ad una classica scuola italiana.

Per me – ci ha detto Giorgia – essere una studentessa di una scuola internazionale è molto importante perché è tutto diverso rispetto ad una scuola tradizionale: è diverso l’approccio, il modo di insegnare, inoltre il nostro curriculum rientra nell’IB system e per noi è un grande vantaggio!

Un’altra cosa molto importante per me – aggiunge Marco – è che abbiamo la possibilità di utilizzare libri della Oxford University già dalla Middle School, e questo è molto utile perché ti preparano al programma di studio dell’High School e Diploma Program.”

A Giorgia, che ha studiato anche in altre scuole internazionali, abbiamo chiesto quali caratteristiche della nostra International School ritiene particolarmente importanti:
Io ho studiato anche nelle scuole internazionali di Basilea e Johannesburg, sono state bellissime esperienze e il Gonzaga International School non è da meno!  Qui noi studenti siamo sempre messi al centro: gli insegnati sono molto bravi nello spiegare il programma e riescono a dedicarci il tempo necessario per approfondire gli argomenti, spingendoci a trovare sempre collegamenti e argomenti in comune con le altre materie, così impariamo più facilmente e anche in modo più veloce!”

Marco invece ci ha spiegato che “una delle cose più belle di questa scuola è che i professori ci incoraggiano sempre ad essere creativi e curiosi, e in classe facciamo un sacco di progetti e ricerche. Anche le valutazioni sono diverse dalle altre scuole: i professori tengono conto di tutto il percorso che ti ha portato a quel risultato, del tuo impegno e della creatività!”

Qual è il vostro rapporto con i compagni di classe? Cosa si prova a relazionarsi ogni giorno con ragazzi e ragazze che vengono da altre parti del mondo e hanno altre culture? 

È bellissimo fare amicizia con i nostri compagni perché impariamo un sacco di cose e sono veramente simpatici, anche in classe si crea un bellissimo rapporto e condividiamo molto! È bello vedere tutta questa diversità e vivere in un contesto che ti stimola e ti spinge sempre ad avere una mentalità aperta”.

Per quanto riguarda la lingua, com’è per voi parlare sempre in inglese a scuola?

Poter studiare e parlare in inglese – spiega Marco – è uno dei vantaggi più grandi delle scuole internazionali: è la lingua più parlata al mondo e noi impariamo a utilizzarla nel modo corretto sin da piccoli. Ci aiuta anche ad avere più scelte e possibilità per il futuro: conoscendo così bene la lingua possiamo pensare di iscriverci anche ad università all’estero o di andare a vivere in altri Paesi.

Conoscere l’inglese bene come conosci l’italiano – conclude Giorgia – ti aiuta anche ad aprirti agli altri e ad avere una mentalità più aperta! Puoi riflettere su tante cose e in modo diverso. Una delle domande che mi fanno più spesso è “in che lingua pensi?” e tutti rimangono stupiti perchè non so mai cosa rispondere visto che delle volte penso in italiano e delle altre in inglese.

English version

What does it mean to be a student at an international school?

Gonzaga International School Palermo operates in a multicultural context, with all teachers native speakers, pupils from different foreign countries, and offers students international, interdisciplinary, laboratory-based programs in which students play an active role in the learning process. The approach to critical and creative study, knowledge of local and global contexts, and multilingualism begins with the two-year Pre-kindergarten and continues through to the IB Diploma, which is recognized with very high scores for access to all the world’s most prestigious universities. Our school is a real innovation in Southern Italy: it is the only school, authorized by the International Baccalaureate Organization, to award the IB Diploma.  But what is it about an international school that distinguishes it from the traditional school?

The profile of the IB student consists of 10 key attributes that are recognized as valuable in IB Schools around the world: researcher, informed, thinker, communicator, principled, open-minded, caring, risk-taker, balanced, reflective.

Students satisfy their natural curiosity by acquiring the skills necessary to conduct meaningful and focused research, explore knowledge in a wide range of disciplines, and develop themes that have local and global relevance and importance. They become accustomed to thinking critically and creatively in order to make decisions and solve problems thereby being able to confidently express ideas and information in more than one language in a variety of modes of communication. They take their own learning seriously and analyze their strengths and weaknesses constructively, sometimes taking risks in discovering new roles, ideas and strategies.

Due to the multicultural environment, they learn to respect the values and traditions of other individuals and cultures, manifesting sensitivity to the needs and feelings of others by developing a good sense of ethics, integrity, honesty and a sense of justice. They are courageous and determined to stand up for what they believe in and understand the importance of mental and physical balance and personal well-being.

What does it mean to be a student at an international school? More importantly, what does it mean to attend International School Palermo? To answer all these questions, we asked two students from our Middle School, Giorgia, an M3 student, and Marco, also an M3 student.

The first thing we asked our students was just what it means to study at an international school compared to an Italian school:

For me,” Giorgia told us, “being a student at an international school is very important because everything is different from a traditional school: the approach is different, the way of teaching is different, plus our curriculum falls under the IB system and for us that is a big advantage!”

Another very important thing for me,” Marco adds, “is that we have the opportunity to use Oxford University books as early as Middle School, and this is very useful because they prepare you for the High School and Diploma Program curriculum.”

We asked Giorgia, who has also studied in other international schools, what features of our International School she considers particularly important: 

I also studied in international schools in Basel and Johannesburg, they were wonderful experiences, and Gonzaga International School is no different!  Here, we students are always put at the center: the teachers are very good at explaining the program and manage to dedicate the necessary time to deepen the topics, always pushing us to find connections and topics in common with other subjects, so we learn easier and also faster!”

Marco, on the other hand, explained One of the best things about this school is that the teachers always encourage us to be creative and curious, and we do a lot of projects and research in class. Even the evaluations are different from other schools: the professors take into account the whole path that led you to that result, your commitment and creativity!”

What is your relationship with classmates? What is it like to relate every day with boys and girls who come from other parts of the world and have other cultures? 

It’s great to make friends with our classmates because we learn a lot of things and they are really nice, even in the classroom you create a beautiful relationship and we share a lot! It’s great to see all this diversity and to live in an environment that stimulates you and always pushes you to be open-minded.”

As for language, what is it like for you to always speak in English at school?

Being able to study and speak in English,” Marco explains, “is one of the biggest advantages of international schools: it is the most widely spoken language in the world, and we learn to use it in the correct way from an early age. It also helps us to have more choices and possibilities for the future: knowing the language so well, we can also think about applying to universities abroad or going to live in other countries.”

Knowing English as well as you know Italian,” Giorgia concludes, “also helps you open up to others and have a more open mind! You can think about so many things and in a different way. One of the questions I get asked most often is “What language do you think in?” and everyone is amazed because I never know what to answer since sometimes I think in Italian and sometimes in English.”

 

Educare alle relazioni: dalla conoscenza di sé all’incontro con l’altro. Medie e Middle School iniziano il loro percorso di tutoria


La nostra Scuola, attraverso la tutoria ignaziana – un’azione educativa che aiuta a crescere nell’ambito umano ed esistenziale – si prende personalmente cura dei ragazzi, guidandoli, grazie all’intervento del docente tutor, verso una graduale consapevolezza della propria identità e unicità.

Purtroppo, in questo periodo storico, assistiamo a numerosi casi di femminicidio e al fatto che, subito dopo ogni evento di violenza, tutti parlano, ma, poi, ogni cosa tace. Per questi motivi, nonché coscienti del fatto che lavorare sui propri sentimenti sia il primo passo per costruire relazioni sane e fondate sul rispetto reciproco, l’équipe di tutoria, insieme al professor Mannino, ha deciso di sensibilizzare gli studenti in un modo diverso e concreto, mettendo in campo un’iniziativa volta ad aiutarli a confrontarsi con l’alterità e la differenza dell’altro.

Ai ragazzi della Scuola Media italiana e a quelli della Middle School è stato proposto un percorso in quattro tappe: saranno accompagnati in un graduale processo di riflessione che parte da un interrogarsi a livello personale per allargare, poi, lo sguardo all’altro da sé, soffermandosi sul concetto di essere e avere, in relazione al rapporto con l’altro, in quanto persona da rispettare e non da possedere.

Nel primo incontro, durante la praelectio, i ragazzi hanno riflettuto sulla gestione delle emozioni, sulla percezione che si ha del proprio corpo e sulle specificità che sentono connotare il proprio genere. Inoltre, con l’idea di affermare il primato dell’essere sull’avere, hanno anche riflettuto sui rapporti corpo/mente individuale e corpo/mente altrui.

Durante la lectio, il dottor Mannino e la tutor Sessa hanno ripreso quanto emerso, esplicitando il tema delle differenze/affinità di genere. Si è anche parlato del fatto che l’amore, come ogni sentimento, non può essere imposto e dell’importanza di accettare i no.

Infine, nel corso della repetitio, divisi in piccoli gruppi, i ragazzi hanno scritto e messo in scena una storia d’amore/amicizia tra compagni che degenera, ma che ha un finale positivo.

Natale 2023: gli auguri del direttore generale

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Carissime e carissimi,

Auguri, Buon Natale!
Scambiandoci questo augurio quest’anno sento tutta la forza di un desiderio di un mondo diverso che ci unisce al di là di ogni appartenenza e diventa grido di una umanità ferita ed in difficoltà rispetto al futuro.
Di fronte a questo anelito di futuro, nel concerto di natale abbiamo detto: “Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica rivoluzione” (S. Cristicchi).

Questa notte abbiamo proprio celebrato nella nascita di Gesù la rivoluzione della tenerezza, della vicinanza, dell’accoglienza: “un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio” (Is 9,5) “troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2,12).
Dio che si fa bambino ricorda agli uomini e alle donne che al centro dei loro pensieri, dei loro interessi, dei loro affetti, dei loro studi devono esserci i bambini e che siamo chiamati, ancora di più in questo tempo, a metterci in ascolto della voce dei piccoli: nelle loro parole sono contenuti i segreti di una vita di pace!

E’ tempo, in questo Natale, di ricordare l’essenziale; e l’essenziale è la certezza che il Figlio di Dio è venuto e continua a venire in mezzo a noi e questo è davvero rivoluzionario. Il Messia di Israele, nato in un angolo oscuro della Palestina, viene al mondo in una mangiatoia: “che strana idea quella dell’Amore” (anonimo brasiliano).
Davanti a noi una vita indifesa pronta a donarsi fino alla fine.

Contemplando questo bambino il pensiero non può che andare ai tanti bambini che, nel conflitto israelo-palestinese, stanno morendo nelle tante mangiatoie nei quali sono relegati dalla guerra.

In questo Natale mi unisco all’appello di Papa Francesco, e “vi chiedo di pregare davanti al presepio per i bambini che vivranno un Natale difficile, nei luoghi di guerra, nei campi-profughi, in situazioni di grande miseria”.

Ricordiamoci a vicenda, con creatività e affetto, immaginando modi di renderci presenti ai più piccoli e poveri di questo tempo.
Noi, nel nostro piccolo, ci abbiamo provato in questo tempo di avvento; non abbiamo taciuto, nascondendo l’assurdità della guerra e delle violenze.
Ci siamo lasciati interpellare dal grido di tanti bambini, adulti, anziani che stanno soffrendo e morendo e l’esito delle raccolte solidali dice proprio di questo nostro desiderio di coinvolgerci e non restare indifferenti. 

Desidero approfittare di questa occasione per ringraziare tutta la grande famiglia del Gonzaga Campus che si è adoperata per il successo della Cena Natalizia di Solidarietà e del Concerto di Natale 2023, contribuendo generosamente con la propria partecipazione attiva e con le donazioni per le cause missionarie.

In particolare ringrazio di cuore i rappresentanti di settore e di classe, gli studenti della Lega Missionaria Studenti, i volontari di Servizio Civile Universale, la prof.ssa Angelica Sgarlata, la sig.ra Chiara Aricò e il gruppo delle mamme liceali che si sono adoperate per la buona riuscita della cena.
Ampia è stata la partecipazione e la grande prova di generosità ha avuto riscontro tangibile nella cifra raccolta quest’anno, che ammonta a euro 5.130,00 euro; a questa si aggiungono 2.470,00 euro raccolti in occasione del concerto di natale.

Come sapete, una parte dell’importo raccolto confluirà nel “fondo educazione” e verrà utilizzato per continuare a sostenere le borse di studio a favore degli studenti con minori opportunità che accogliamo all’interno del nostro campus; l’altra parte confluirà nel “fondo di solidarietà” e sarà utilizzato per continuare a sostenere le nostre missioni in Romania (Sighet) e Kenya (Ongata Rogai).
Sarò io stesso a consegnare parte di queste donazioni in Romania dove mi recherò per il capodanno in occasione del campo invernale di volontariato organizzato dalla Lega Missionaria Studenti (CVX-LMS). Incontrerò i rifugiati della guerra Ucraina che sono ospitati in una delle nostre strutture.

Un’altra parte verrà invece usata per continuare a sostenere la nostra missione in Kenya, ad Ongata Rogai. Ci apprestiamo infatti, dal rientro delle vacanze, ad accogliere tre suore che supporteranno il nostro lavoro educativo al Gonzaga.

Quanto invece raccolto durante il concerto verrà utilizzato per aiutare economicamente le popolazioni vittime della guerra in Terra Santa.

Naturalmente vi terremo aggiornati e vi racconteremo sui social quanto potremo realizzare grazie al vostro contributo.

Cari studenti, genitori, docenti, non docenti, volontari … a nome della comunità dei Padri Gesuiti e di tutto il consiglio di direzione, auguro buon Natale a voi e alle vostre famiglie.
Il Dio bambino ci spinga ad ascoltare la voce dei piccoli e ci suggerisca il sogno di una umanità di pace.

Vitangelo Carlo Maria Denora SJ
Direttore Generale

English version

Christmas greetings

Dearest all,

Best Wishes of a Merry Christmas!
As we exchange these wishes this year, I feel all the strength of a longing for a different world that unites us beyond all affiliations and becomes the cry of a wounded and struggling humanity when looking at the future.
Faced with this yearning for the future, d in the Christmas concert we said, “I believe that when barbarity becomes normality, tenderness is the only revolution” (S. Cristicchi).

Just last night, in the birth of Jesus we celebrated the revolution of tenderness, of closeness, of welcome: “a child is born for us, a son has been given to us” (Is 9,5), “you will find a child wrapped in swaddling clothes, lying in a manger” (Lc 2,12).
God becoming a child reminds men and women that children must be at the center of their thoughts, their interests, their affections, and their studies and that we are called, even more so in this time, to listen to the voice of the little ones: in their words are contained the secrets of a life of peace!

It is time, this Christmas, to remember the essential; and the essential is the certainty that the Son of God has come and continues to come among us, and this is truly revolutionary. The Messiah of Israel, born in an obscure corner of Palestine, comes into the world in a manger: “what a strange idea that of Love” (Brazilian anonymous).
Before us a helpless life is ready to come to an end.

Contemplating this child, our thoughts cannot help but go to the many children who, in the Israeli-Palestinian conflict, are dying in the many mangers in which they are relegated by war.

This Christmas I join Pope Francis’ appeal, and “I ask you to pray before the crib for the children who will experience a difficult Christmas, in places of war, in refugee camps, in situations of great misery.”
Let us remind each other, with creativity and affection, imagining ways of making ourselves available to the smallest and poorest of this time.

We, in our little ways, have tried in this Advent season; we have not kept silent, turning a blind eye to the absurdity of war and violence.
We have let ourselves be challenged by the cry of so many children, adults, and the elderly who are suffering and dying, and the outcome of the solidarity collections tells precisely of our desire to engage and not remain indifferent.

In this respect, I would like to take this opportunity to thank the broader Gonzaga Campus family who worked hard to make the Solidarity Christmas Dinner and Christmas Concert 2023 a success, contributing generously with their active participation and donations for missionary causes.

In particular, I sincerely thank the sector and class representatives, the students of the Student Missionary League, the Universal Civil Service volunteers, Prof. Angelica Sgarlata, Ms. Chiara Aricò and the group of high school mothers who worked to make the dinner a success.
There was a large participation and the great proof of generosity was tangibly reflected in the amount raised this year, which amounted to € 5,130.00 euros; in addition to this, € 2,470.00 were raised at the Christmas concert.

As you may know, part of the amount collected will flow into the “education fund” and will be used to continue supporting scholarships for students with fewer opportunities that we welcome in our campus; the other part will flow into the “solidarity fund” and will be used to continue supporting our missions in Romania (Sighet) and Kenya (Ongata Rongai).

I will be personally delivering some of these donations to Romania, where I will be traveling for New Year’s Eve for the winter volunteer camp organized by the Student Missionary League (CVX-LMS). There I will meet refugees from the Ukrainian war who are housed in one of our facilities.

Instead, another part will be used to continue supporting our mission in Kenya, in Ongata Rongai. In fact, after returning from the holidays, we are preparing to welcome three nuns who will support our educational work at Gonzaga.

Finally, the amount raised during the concert will be used for financial help to the people affected by the war in the Holy Land.

Of course, we will keep you updated and tell you on social media how much we can accomplish thanks to your contribution.

Dear students, parents, faculty, non-teachers, volunteers … on behalf of the Jesuit Fathers’ community and the entire board of directors, I wish you and your families a Merry Christmas.
May the Child God urge us to listen to the voice of the little ones and suggest the dream of a humanity of peace.

Fr. Vitangelo Carlo Maria Denora SJ
Direttore Generale

Ritiro di Avvento, Sabato 16 di Dicembre

Dall’inizio del mese abbiamo programmato un momento di preghiera e preparazione al Natale con una camminata al Santuario di Santa Rosalia a Monte Pellegrino, però a causa del mal tempo abbiamo preferito cambiare luogo e ci raduneremo al Gonzaga Campus. Raduno iniziale in Cappella San Giuseppe per preparare i nostri cuori a ricevere il piccolo Gesù.

Orario del ritiro

15:00 Preghiera
15:30 Punti di riflessione
16:00 Momento di preghiera individuale
16:30 Momento di condivisione in piccoli gruppi
Pausa
17:30 Condivisioni in gruppo grande
18:00 Preparazione per la messa, confessioni
18:30 Messa

Il giorno di ritiro sarà occasione propizia per scambiare gli auguri di Natale.

Vi aspettiamo

Vitangelo Carlo Maria Denora SJ
Direttore Generale

Gli studenti di Grade 2 riaprono il pozzo in Etiopia

Gli studenti del Grade 2 dell’International School Palermo del Gonzaga venerdì 6 ottobre hanno incontrato Claudio, presidente della Fondazione Butterfly, un’organizzazione no-profit che dal 2002 costruisce scuole e pozzi d’acqua nei Paesi del terzo mondo.

Lo scorso anno la maestra Rosanna ha organizzato una “walk water” di 1 km all’interno del Campus, coinvolgendo anche i genitori degli studenti, per ricordare e rappresentare la distanza che devono percorrere intere famiglie in alcuni Paesi dell’Africa prima di raggiungere acqua potabile.

Gli studenti coinvolti in questo percorso hanno deciso fare una donazione alla Fondazione. Grazie al loro contributo il 29 Luglio 2023, dopo la pandemia e una guerra durata fino a poco tempo fa’, è stato possibile riaprire il pozzo di Mayguhalit.  Sul pozzo, situato nella regione del Tigray in Etiopia, sono stati incisi i nomi dei bambini del Grade 2 dell’International School.

Awards 2022-2023 – Gonzaga International School Palermo

Il Capodanno Singalese all’International School Palermo

Si sono chiusi i festeggiamenti all’International School per il Capodanno Singalese tra colori, profumo di spezie e giochi tipici dello Sri Lanka.

È da tempo ormai che la nostra comunità ha accolto bambini e ragazzi di origine singalese, insieme alla loro cultura e alle loro tradizioni. Quale modo migliore per ricordare e per conoscere le usanze di questo splendido paese? – Festeggiando il Capodanno, una delle celebrazioni più importanti e significative della cultura singalese e tamil, i due principali gruppi etnici dello Sri Lanka.

Il Capodanno singalese è una festa allegra e gioiosa che cade sempre nel periodo che va dal 12 al 15 aprile. Si tratta di una festa mobile poiché la data esatta del Capodanno è determinata ogni anno dai movimenti solari: quando il sole si muove da “Meena Rashiya” a “Mesha Rashiya” compie, infatti, un ciclo di dodici mesi. Dato che in origine la gran parte della popolazione di questo paese era costituita da contadini, iniziare un nuovo ciclo solare significava festeggiare e pregare gli dèi per garantire un buon raccolto e un nuovo anno di felicità e prosperità. I riti tradizionali in Sri Lanka, che includono il bagno purificatore l’ultimo giorno del vecchio anno e l’osservazione della luna durante la notte prima dell’inizio del nuovo anno, ruotano attorno a momenti comunitari densi di spiritualità e amore. La gente si reca nei templi buddisti e induisti per pregare e per ricevere la benedizione dai monaci, mentre i bambini offrono i betel –foglie di una pianta sempreverde diffusissima in Sri Lanka– ai genitori e agli anziani come simbolo di gratitudine e rispetto. Si distribuiscono regali ad amici, parenti e conoscenti in segno di amore e generosità verso tutti, seguendo le regole principali del buddismo. Infine, è una buona occasione per riunirsi e cucinare insieme dolci e specialità tradizionali, ma la parte più interessante e divertente di questa celebrazione sono i giochi e le gare che si svolgono per strada come le gare di carri, i concorsi di bellezza o di danza e tanto altro ancora.

La nostra festa all’International School è iniziata già da qualche giorno nel playground della Pre-school dove le nostre classi, insieme ai bambini e alle maestre della sezione delle Coccinelle dell’Infanzia Italiana, si sono riunite per giocare insieme e per organizzare dei piccoli tornei a squadre. Le celebrazioni sono culminate nella giornata di venerdì scorso, anch’essa ricca di giochi e di tornei, a opera delle nostre classi della Primary School. Giochi da tavolo e all’aperto, danze e canzoni tradizionali e, per concludere, l’imperdibile pasto tradizionale a base di dolci al cocco come il Bibikkan e altre prelibatezze che le famiglie singalesi della nostra comunità hanno portato a scuola per festeggiare insieme.