International School Palermo – Awards a.s. 21-22

Middle Years Programme

Perseverance and commitment in Arts

Perseverance and commitment
in Design

Perseverance and commitment
in Individuals and Societies

Perseverance and commitment in PE

Perseverance and commitment
in Spanish

Perseverance and commitment
in World Religion

Perseverance and commitment
in Maths

Perseverance and commitment
in English

Perseverance and commitment
in Italian

Perseverance and commitment
in Science

Perseverance and commitment in IAL

Perseverance and commitment in EAL

Diploma Programme

Perseverance and commitment
in DP Language and Literature (A)

Perseverance and commitment
in DP Language Acquisition (B)

Perseverance and commitment
in DP Individuals and Societies

Perseverance and commitment
in DP Sciences

Perseverance and commitment
in DP Maths

Perseverance and commitment in TOK

Potential in CAS

Perseverance and commitment
in Italian ab initio

General Awards

Centrality of the person

Ignatian pedagogy

Student that best represents
the IB philosophy

I primi studenti dell’International School Palermo conseguono il Diploma IB

Nella giornata di lunedì 06 Giugno, gli studenti di D2 del Diploma Programme dell’International School di Palermo hanno celebrato la fine degli esami.

I sogni dei nostri studenti sono grandi, grandissimi, e oggi sono desiderosi di condividerli con noi. Scopriamo insieme aspirazioni, prospettive future e quale iter accademico di eccellenza percorreranno.

Francesco Salamone, uno degli studenti più brillanti del suo corso, ha determinazione da vendere, tenacia e idee chiare: ad Agosto inizierà il suo anno accademico alla prestigiosa Penn University, una delle migliori università al mondo che, insieme ad Harvard e Yale, fa parte nella prestigiosa “Ivy League”. Su 55mila applicanti, Francesco sarà uno dei soli 2000 ammessi. Studierà alla “Wharton School”,  la Business School della Penn in cui si specializzerà in Finance. Avendo pieni requisiti, Francesco fruirà di un’importante borsa  di studio che copre il 50% del costo totale.


Disma Ferrante, uno studente italo-americano da sempre appassionato di lingua e letteratura inglese, realizzerà il suo sogno di una vita: scrivere, e formarsi in una delle migliori università internazionali per farlo. Disma è stato ammesso con una borsa di studio da 140 mila dollari al prestigioso Dickinson College, in Pennsylvania, dove inizierà un corso di Letteratura Inglese. Un risultato per cui hanno fortemente contribuito il suo Personal Statement (lettera di motivazione), la sua brillante preparazione e un raro entusiasmo.


Francesca Tuttobene, veterana dell’International School, che frequenta sin dall’asilo,  studentessa determinata e intellettualmente vivace, inizierà a Settembre la IE University di Madrid per specializzarsi in Law.


Riccardo Franco, da sempre fortemente attratto dalle materie STEM, è stato ammesso alla Facoltà di Ingegneria sia della Ohio State University che del Politecnico di Torino (corso in lingua inglese). Non gli resta che scegliere e decidere quale percorso abbracciare.


Mavì Donà Dalle Rose, anche lei veterana dell’International School,  è stata ammessa all’Università Ca Foscari di Venezia dove studierà Economia e Finanza, anch’esso in lingua inglese.


Vincenzo Briscuso, è sempre stato uno studente meritevole per l’impegno profuso e la sua preparazione. Iscrittosi all’International School proprio grazie ad una borsa di studio di merito, ha nutrito con costanza interessi e studio per la Medicina, e ha così avuto modo oggi di coronare il suo sogno: è stato ammesso alla prestigiosa School of Medicine dell’Università di Amsterdam.


Giulia Ferrante studierà alla Penn State University per studiare Animal Science, in Pennsylvania, vicino al fratello Disma.


Giorgia D’Anna, anche lei studentessa dell’International School da tantissimo tempo, oggi può dirsi felicissima di essere stata ammessa alla Cambridge School of Visual and Performing Arts per studiare Fashion, liberando, così, il suo sogno d’infanzia dal cassetto.


Lucrezia Sciabbica, ha sempre manifestato un fervido interesse per la Comunicazione, motivo per cui  ha deciso di intraprendere un percorso accademico a lei totalmente affine: studierà Corporate Communication and Public Relations alla IULM, la Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano.


Ritesh MD Mohtasim Millat e John Mcarthur Regencia, hanno deciso di studiare entrambi  Economia e Finanza. Ancora al vaglio, invece, viste le diverse offerte ricevute, la scelta dell’università: fra le papabili la Luiss Guido Carli e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.

   


Elisabetta Ragonese sogna di studiare fisica o astrofisica e nei prossimi tempi sceglierà dove proseguire il suo percorso formativo.


“Se i tuoi sogni non ti spaventano, vuol dire che non sono abbastanza grandi”.
Questa è una frase di Ellen Johnson Sirleaf, prima donna ad essere eletta Capo di Stato in Africa,  Presidente della Liberia dal 2006 al 2018. Il suo sogno era grande, grandissimo. Ellen l’ha concretizzato.

Cari ragazzi e ragazze, oggi è il vostro momento per sognare in grande!
I vostri sogni sono anche i nostri, e siamo felicissimi per voi!
Buon cammino!

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Vo(L)ti di fine quadrimestre. La valutazione al Gonzaga Campus

Si è da poco concluso il primo quadrimestre e in questi giorni si stanno svolgendo i consigli di classe: il tempo della consegna delle pagelle si avvicina, carico di trepidazione e speranza da parte degli alunni.

La valutazione e l’autovalutazione si stanno profilando oggi come temi di crescente interesse in ambito scolastico. In quanto tappe fondamentali del processo di apprendimento queste sono state attenzionate allo scopo di valorizzarne gli aspetti più significativi e profondi per la crescita personale dei ragazzi. 

La pedagogia in voga fino a qualche tempo fa – non a torto definita “black pedagogy” –, privilegiante un approccio rigido e disumanizzante, concepiva l’atto valutativo unicamente sulla scorta del profitto e della quantità di studio assimilata. Attualmente questa visione piuttosto costrittiva è stata sostituita da una nuova filosofia che mettendo al centro l’alunno, in qualità di protagonista attivo del percorso di apprendimento – personale, fluido e passibile di modifiche per modalità e tempi – punta all’acquisizione di competenze e abilità concrete (non più di sapere astratto) le q

uali divengono oggetto primario della valutazione. 

Quest’ultimo è il modello che, praticato dalla Compagnia di Gesù sin dalla sua fondazione ad opera di Sant’Ignazio, ispira il Paradigma Pedagogico Ignaziano e sul quale si fonda il lavoro educativo di tutte le scuole del Gonzaga Campus. Nell’ottica gesuita la valutazione si profila – sulla scorta della biografia di Sant’Ignazio – come un atto sereno di consapevolezza del percorso sin ora realizzato, avente come obiettivo primario quello di prendere coscienza e rafforzare i propri punti di forza; e parallelamente di individuare e ri-orientare ciò che, eventualmente, necessita di maggiore attenzione e cura.

E’ così che la valutazione ha assunto la forma di un processo, sia individuale che corale e dialogico, nel quale vengono coinvolti tutti gli attori della comunità educante (alunni, docenti, non docenti, coordinatori, famiglie). Per quanto concerne gli alunni, questi vengono invitati in prima persona a meditare sui loro talenti e loro passioni – in forma int

rospettiva e auto valutativa – e parallelamente a discutere e commentare i risultati raggiunti, gli atteggiamenti maturati ed eventuali criticità con il tutor didattico e gli insegnanti. I docenti, dal canto loro, hanno pure occasione per riflettere sui loro progressi, sia dal punto di vista umano che professionale, e di individuare nuove strategie e metodologie per indirizzare gli alunni verso un apprendimento sempre più personale e innovativo. 

Valutare pertanto abbandona il senso di classificare, riguadagnando il suo significato etimologico di discernere, analizzare, contemplare ciò che è portatore di vita e ciò che non lo è, ciò che assume un valore profondo nel proprio cammino di crescita e ciò che non genera rigoglio nell’anima. 

Il processo valutativo nei percorsi scolastici del Gonzaga Campus, a seconda dell’ordine e 

grado scolastico, assume delle sfumature diverse, di cui adesso accenniamo brevemente. 

Nella Scuola dell’Infanzia, data l’età precoce, l’osservazione rappresenta un momento cardine, sia per accompagnare il bambino nelle diverse dimensioni del suo sviluppo, sia per valutare e attenzionare alcune aree – autonomia, linguaggio, relazione – utili per programmare l’attività didattica futura. 

Nella Scuola Primaria i criteri di valutazione vertono sull’autonomia dell’alunno, la situazione entro la quale si manifestano le competenze, le risorse che gli alunni sono in grado di utilizzare e la continuità dell’apprendime

nto. Queste vengono verificate attraverso l’osservazione sistematica, i compiti di realtà, artistici e manuali, le conversazioni, le interrogazioni e i questionari.

Nella Scuola Media, la valutazione non è solo il momento finale di un percorso di ricerca e di apprendimento; è soprattutto l’osservazione e la riflessione sul processo di apprendimento. Da questo punto di vista, la valutazione non è solo un giudizio o un voto, ma l’insieme dei ragionamenti che consentono alle classi, alunni e docenti insieme, di valutare le strategie e modificarle in vista della prossima meta. Insomma ogni valutazione è autovalutazione, cioè consapevolezza della propria efficacia a partire dalla riflessione sul proprio stile di apprendimento e sulle scelte operate per imparare. “Imparare a imparare” è un modo diverso di dire “imparare ad autovalutarsi e riflettere”.

Ai Licei viene data grande importanza all’acquisizione delle competenze, concepite sulla base del profilo dello studente in uscita, il quale dovrebbe essere provvisto delle 4 C: Competente, Compassionevole, Curioso e C

onsapevole, e dotato di senso critico, responsabilità e solidarietà. Per gli studenti che si apprestano alla maturità, in particolare, la valutazione assume un significato ancora più forte, motivo per il quale vengono adibiti dei percorsi ad hoc. Per i più giovani si predilige invece l’autobiografia cognitiva, uno strumento che valorizza la dimensione biografica come mezzo dal quale estrapolare gli insegnamenti individualmente più salienti. 

Anche all’International School Palermo, la valutazione riveste un ruolo centrale. I voti sono stati infatti sostituiti da livelli di competenze raggiunte – osservabili anche in ottica diacronica, dalla Primary School sino al Diploma Programme – i quali offrono uno spaccato dettagliato intorno alle diverse sottodimensioni di cui si compongono obiettivi specifici e formativi. Il termine engagement nella sua valenza triplice di coinvolgimento, partecipazione e impegno, è una parola che rappresenta uno dei criteri fondamentali, nonché obiettivi didattico-formativi, attraverso cui la valutazione viene intesa all’interno dell’ISP. 

La finalità del processo di valutazione/autovalutazione, per Ignazio di Loyola, è quella di mettere ordine nella propria vita e prendere decisioni di qualità. Attraverso il percorso educativo proposto, gli alunni arrivano a formulare un “Progetto di Vita” che integra competenze personali, sociali e metodologiche e le aree di responsabilità che caratterizzano lo studente ignaziano in quanto cittadino impegnato nel mondo, ben preparato per le sfide della vita; non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

Extended Essay. Al Diploma Programme si impara a scrivere una tesi di tipo universitario


Oltre agli esami finali di valutazione per l’ottenimento del Diploma Internazionale del DP, il curriculum dell’IB Programme prevede la stesura di un extended essay, una forma di tesina di tipo accademico, con lo scopo di preparare gli studenti alle sfide del mondo universitario e ad essere in grado di elaborare riflessioni originali per la stesura di saggi e della tesi finale di laurea.

L’extended essay, componente obbligatoria dell’International Baccalaureate del Diploma Programme, è una forma di ricerca indipendente di tipo accademico di circa 4.000 parole. Questo tipo di prova, fondamentale preparazione pratica per la ricerca universitaria, rappresenta un’opportunità per gli studenti di indagare su un argomento di loro interesse personale, che si riferisce a una delle materie del curriculum didattico.

Come condivide Ritesh, studente del secondo anno del DP: “Nel mio lavoro per l’extended essay ho voluto unire le mie due passioni, la matematica e i giochi di carte. In particolare, la mia indagine è focalizzata sul rapporto tra i calcoli matematici e il conto delle carte al Black Jack”.

Attraverso il processo di ricerca per l’extended essay, gli studenti sviluppano numerose competenze: acquisiscono la capacità di formulare un quesito di indagine adeguato, si impegnano in un’esplorazione individuale dell’argomento scelto e diventano capaci di comunicare ed esporre le proprie idee, in un processo che serve a sviluppare le capacità di analisi, sintesi e di valutazione delle proprie conoscenze.

Afferma Sara: “Mi piace la biologia e ho deciso di scrivere il mio saggio sul rapporto tra la genetica e le prestazioni dei cavalli nel mio sport preferito, che è l’equitazione. La mia indagine è incentrata sugli studi genetici di alcune razze equine, generalmente privilegiate per la specialità del salto ad ostacoli, per capire se il successo dei cavalli sia dovuto semplicemente alla genetica o se a influire sia anche un buon allenamento.”


Poiché l’IB richiede che l’
extended essay sia un saggio formale e accademico, è necessario che gli studenti siano in grado di condurre ricerche esterne all’argomento trattato a lezione e di citare fonti aggiuntive. Ne è un esempio il lavoro che sta svolgendo John: “All’università frequenterò la Facoltà di Business Management, ho già le idee molto chiare riguardo al mio futuro. Nel il mio extended essay sto approfondendo un argomento che mi sarà utile per i miei studi accademici futuri, ovvero le metodologie di shelf-marketing. Per rendere sperimentale la mia ricerca, ho anche effettuato un’indagine sul campo, attraverso l’osservazione in una nota catena di supermercati di come i prodotti vengono sistemati e ordinati sugli scaffali, in modo tale da influenzare i consumatori nell’acquisto dei beni di consumo.”

L’extended essay è a tutti gli effetti una tesi. Infatti, deve includere: un frontespizio, un indice, un’introduzione, un corpo del saggio, le conclusioni e, infine, i riferimenti bibliografici. Inoltre, l’argomento di ricerca deve rientrare in una delle categorie DP approvate, o gruppi di argomenti IB, che spaziano dalla matematica alle scienze, dalle lingue straniere al business, dalla letteratura alla filosofia. Come ha fatto Anni, che ha unito la sua passione per il cinema e il suo interesse per gli studi filosofici: “Sono appassionata di cinema di nicchia e di recente ho visto un film indiano incentrato su come alcune persone tendano a fuggire dalla realtà con l’aiuto della fantasia e del sogno a occhi aperti. Nel mio extended essay affronto questa tematica attraverso l’esistenzialismo e l’induismo, due filosofie affascianti ed estremamente rappresentative del mondo contemporaneo.”

Una volta individuata la categoria e identificato un potenziale argomento di ricerca, ogni studente ha la possibilità di scegliere il suo supervisore, specializzato nella materia scelta, ovvero uno degli insegnanti della scuola. Questa persona li aiuta nel corso dell’anno a dirigere la ricerca e organizza delle sessioni di riflessione che fanno parte della valutazione finale dell’extended essay. Lo scopo di questi incontri con i supervisori è di fornire agli studenti l’opportunità di riflettere sul loro impegno e sulla pertinenza delle argomentazioni nel processo di ricerca. In questi incontri, l’insegnante monitora l’evoluzione del lavoro, offre feedback e spinge lo studente a pensare criticamente e a incoraggiarlo nella valutazione del processo di ricerca. Il più importante di questi incontri, sia per l’insegnante che per lo studente, sarà la sessione di riflessione finale, chiamata viva voce. Si tratta di un breve colloquio di 10-15 minuti tra studente e supervisore che si terrà alla fine della stesura dell’extended essay. Questo ultimo incontro è progettato per aiutare l’insegnante a scrivere il suo rapporto finale sul lavoro dello studente, che avrà influenza sulla valutazione esterna del saggio da parte dell’IB Programme

Costanza Amato, facilitatore ISP

Mock exams: inizia il conto alla rovescia del Diploma Programme

L’educazione di giovani curiosi, competenti e premurosi, capaci di creare un mondo migliore e più pacifico, attraverso la comprensione e il rispetto dell’interculturalità è la mission dell’International Baccalaureate Programme, il culmine del programma di studi offerto dall’ISP del Gonzaga Campus.


Attiva in ben 140 paesi, l’International Baccalaureate (IB) è un’organizzazione che offre programmi educativi di altissimo livello destinati a studenti dai due ai diciotto anni di età. Il programma IB ha lo scopo di consentire agli studenti di sviluppare abilità e autonomia nello studio e di diventare persone competenti per tutta la vita, con una prospettiva internazionale e una comprensione approfondita del mondo. Per valutare il raggiungimento di questo standard da parte degli studenti, gli esami del loro percorso di studi sono progettati per misurare abilità di base come l’acquisizione delle conoscenze, la comprensione di tutti i concetti chiave delle materie in programma, nonché l’utilizzo di metodi efficaci di apprendimento. Gli esami mettono alla prova la capacità dello studente di valutare e costruire un argomento, risolvere problemi in modo creativo e analizzare le informazioni.

Per ottenere un diploma IB, che consente l’accesso alle migliori università di tutto il mondo, gli studenti del programma di diploma biennale (DP1 e DP2) devono sostenere e superare un minimo di sei esami. Il programma IB offre oltre cinquanta possibili scelte: gli esami devono includere almeno una lingua straniera, scienze sociali, scienze sperimentali, letteratura e matematica. Il sesto esame può essere un corso di arte, una seconda lingua straniera o un’ulteriore materia scientifica. Gli studenti hanno, inoltre, la possibilità di scegliere tra standard level e high level, due livelli di difficoltà di studio a seconda delle loro prospettive future, ma almeno la metà degli esami deve essere sostenuta ad alto livello, il quale richiede 240 ore di insegnamento e di preparazione.

Per tutta la durata della scorsa settimana, i nostri ragazzi e ragazze del secondo anno del Diploma Programme hanno sostenuto i mock exams, le simulazioni in previsione degli esami finali di profitto che avranno luogo a partire da fine aprile. Una novità sia per i nostri giovani e promettenti studenti, che per la prima volta hanno avuto l’occasione di misurarsi e di valutare il proprio apprendimento attraverso le simulazioni, sia per la nostra scuola, in quanto inaugura proprio quest’anno la tipologia di esaminazione finale che consentirà ai ragazzi di ottenere il loro diploma internazionale.


Afferma
Lorenzo Vantaggiato, insegnante e coordinatore del Diploma Programme dell’ISP: “Le simulazioni d’esame che non vengono, tuttavia, sottoposte all’organizzazione per la valutazione, consentono agli studenti e a noi insegnanti di valutare la loro preparazione per gli esami IB formali richiesti dal Diploma Programme.” Con lo scopo di preparare gli studenti agli esami effettivi, i mock exams IB sono progettati per essere molto simili all’esaminazione finale. Le istruzioni da parte degli insegnanti sono state precise e specifiche; le domande e i quesiti hanno richiesto risposte approfondite e ben ponderate. È stata, pertanto, fondamentale un’ottima preparazione di base da parte degli studenti, che hanno saputo sfruttare al meglio le ore di studio in autonomia durante le vacanze della pausa natalizia. Gli esami umanistici e letterari, infatti, richiedono saggi. Gli esami di matematica richiedono che il lavoro necessario per risolvere un problema sia mostrato per intero. Per tale ragione, i mock exams sono stati sostenuti a gennaio, subito dopo il rientro dalle vacanze, per permettere agli studenti di avere ancora diversi mesi per correggere eventuali punti deboli e per potenziare la propria preparazione. 

Continua Lorenzo Vantaggiato: “Nonostante le iniziali difficoltà organizzative tra le quali, in primis, l’emergenza sanitaria COVID-19 che ha causato un ritardo nella riapertura delle scuole in Sicilia e, di conseguenza, lo slittamento dei mock exams, siamo riusciti a concludere questa settimana con la serietà e l’impegno che da sempre ci contraddistinguono. Siamo soddisfatti della preparazione dei nostri ragazzi e ragazze. Hanno reagito bene alle simulazioni e ora sono più coscienti e pronti ad affrontare con serenità gli esami finali. Questi ultimi, verranno sostenuti nelle settimane tra fine aprile e metà maggio, per cui abbiamo ancora un paio di mesi davanti a noi per prepararci al meglio. Sfrutteremo insieme questa opportunità che abbiamo avuto di condensare in un’unica settimana tutti gli esami simulati, trovando il modo di comprendere come reagire agli esami finali, tenendo a bada eventuali stress e tensioni, e capendo così con largo anticipo quali aree potrebbero aver bisogno ancora di lavoro e di maggiore concentrazione.”

Costanza Amato, facilitatore ISP

Internal Assessment dei nostri studenti del Diploma Programme

Le Valutazioni intermedie del Diploma Programme – L’Internal Assessment

I nostri studenti del Diploma Programme sono in piena preparazione dei loro internal assessments, valutazioni intermedie che sono parte integrante del percorso di studi dell’ISP. Lo scopo di questo tipo di valutazione è quello di tracciare costantemente l’evoluzione dello spirito critico di ciascuno studente e di esplorare le relazioni esistenti tra tematiche globali e locali, sulla base del materiale scolastico oggetto di studio. 

Tra le prove che i nostri ragazzi dovranno affrontare prima della pausa natalizia, anche l’internal assessment riguardante la lingua italiana, la cui prova consiste in un orale individuale. L’internal assessment di italiano è, a tutti gli effetti, la componente orale dell’esame complessivo di Italiano del DP ed è generalmente sostenuto alla fine del primo trimestre del secondo anno. Poiché l’esame è registrato e può essere sostenuto soltanto una volta, per iniziare a familiarizzare con la tipologia di prova, sarà prevista anche per gli studenti del DP1 un’attività preparatoria sotto-forma di mock exam.

 La prova di lingua italiana consiste in un orale individuale su un estratto di un’opera letteraria e di un testo di natura non-letteraria del programma del corso di studi. Per quanto riguarda l’argomento letterario, si tratta di un estratto di massimo 40 righe di un romanzo, un racconto o una poesia studiati. Un testo non letterario, invece, può essere un’immagine, una foto o un articolo di giornale. L’esame orale di Italiano, in breve, rappresenta l’esplorazione finale di tutto ciò che è stato affrontato durante il corso di lingua italiana. Al momento dell’esame, ogni allievo avrà già studiato una serie di testi letterari e non-letterari in relazione a una varietà di tematiche globali, che spaziano dalla cultura e i valori, alla politica, all’arte, alle scienze e all’ambiente. Per prepararsi correttamente all’orale di italiano, ogni studente deciderà in piena autonomia la tematica globale che vorrà trattare e sceglierà i propri testi di riferimento. 

L’internal assessment è valutato sia internamente dal nostro docente di Italiano, sia moderato e verificato esternamente dall’Ente incaricato del Programma IB a cui vengono inviati la registrazione dell’esame e i testi esaminati. I criteri di valutazione sono rigorosi: 40 punti complessivi tra conoscenza, comprensione e interpretazione dei testi, profondità di analisi e organizzazione, uso della lingua, per una durata di 15 minuti (10 minuti di monologo, 5 minuti di conversazione con il docente). Questa prova rappresenta, infatti, il 30% del voto finale per gli studenti del livello standard e il 20% per i ragazzi del livello più elevato.  

L’internal assessment deve essere un lavoro unico e autentico, interamente prodotto dallo studente, il quale viene costantemente stimolato dall’insegnante a sviluppare autonomia e spirito critico, caratteristiche essenziali per essere pronti ad affrontare un percorso accademico internazionale di alto livello. Il ruolo dell’insegnante diventa, quindi, quello di tutor e di guida all’apprendimento e al potenziamento delle abilità e capacità di analisi di ciascuno studente.  È responsabilità dei docenti che gli studenti abbiano ben chiari: i requisiti dell’internal assessment, gli standard prefissati dall’IB Programme, i criteri di valutazione e, come parte fondamentale del processo di apprendimento, devono consigliare gli studenti su come prepararsi al meglio durante tutto il periodo scolastico. Caratteristica essenziale di questo sistema di valutazione intermedia, infine, è che lo stesso materiale usato per l’internal assessment non può mai essere utilizzato come argomento per l’extended essay, la tesina che fa parte dell’esame finale dell’ultimo anno del Diploma Programme.

Costanza Amato, facilitatore dell’ISP

Le Valutazioni intermedie del Diploma Programme – L’Internal Assessment

I nostri studenti del Diploma Programme sono in piena preparazione dei loro internal assessments, valutazioni intermedie che sono parte integrante del percorso di studi dell’ISP. Lo scopo di questo tipo di valutazione è quello di tracciare costantemente l’evoluzione dello spirito critico di ciascuno studente e di esplorare le relazioni esistenti tra tematiche globali e locali, sulla base del materiale scolastico oggetto di studio. 

Tra le prove che i nostri ragazzi dovranno affrontare prima della pausa natalizia, anche l’internal assessment riguardante la lingua italiana, la cui prova consiste in un orale individuale. L’internal assessment di italiano è, a tutti gli effetti, la componente orale dell’esame complessivo di Italiano del DP ed è generalmente sostenuto alla fine del primo trimestre del secondo anno. Poiché l’esame è registrato e può essere sostenuto soltanto una volta, per iniziare a familiarizzare con la tipologia di prova, sarà prevista anche per gli studenti del DP1 un’attività preparatoria sotto-forma di mock exam.

 La prova di lingua italiana consiste in un orale individuale su un estratto di un’opera letteraria e di un testo di natura non-letteraria del programma del corso di studi. Per quanto riguarda l’argomento letterario, si tratta di un estratto di massimo 40 righe di un romanzo, un racconto o una poesia studiati. Un testo non letterario, invece, può essere un’immagine, una foto o un articolo di giornale. L’esame orale di Italiano, in breve, rappresenta l’esplorazione finale di tutto ciò che è stato affrontato durante il corso di lingua italiana. Al momento dell’esame, ogni allievo avrà già studiato una serie di testi letterari e non-letterari in relazione a una varietà di tematiche globali, che spaziano dalla cultura e i valori, alla politica, all’arte, alle scienze e all’ambiente. Per prepararsi correttamente all’orale di italiano, ogni studente deciderà in piena autonomia la tematica globale che vorrà trattare e sceglierà i propri testi di riferimento. 

L’internal assessment è valutato sia internamente dal nostro docente di Italiano, sia moderato e verificato esternamente dall’Ente incaricato del Programma IB a cui vengono inviati la registrazione dell’esame e i testi esaminati. I criteri di valutazione sono rigorosi: 40 punti complessivi tra conoscenza, comprensione e interpretazione dei testi, profondità di analisi e organizzazione, uso della lingua, per una durata di 15 minuti (10 minuti di monologo, 5 minuti di conversazione con il docente). Questa prova rappresenta, infatti, il 30% del voto finale per gli studenti del livello standard e il 20% per i ragazzi del livello più elevato.  

L’internal assessment deve essere un lavoro unico e autentico, interamente prodotto dallo studente, il quale viene costantemente stimolato dall’insegnante a sviluppare autonomia e spirito critico, caratteristiche essenziali per essere pronti ad affrontare un percorso accademico internazionale di alto livello. Il ruolo dell’insegnante diventa, quindi, quello di tutor e di guida all’apprendimento e al potenziamento delle abilità e capacità di analisi di ciascuno studente.  È responsabilità dei docenti che gli studenti abbiano ben chiari: i requisiti dell’internal assessment, gli standard prefissati dall’IB Programme, i criteri di valutazione e, come parte fondamentale del processo di apprendimento, devono consigliare gli studenti su come prepararsi al meglio durante tutto il periodo scolastico. Caratteristica essenziale di questo sistema di valutazione intermedia, infine, è che lo stesso materiale usato per l’internal assessment non può mai essere utilizzato come argomento per l’extended essay, la tesina che fa parte dell’esame finale dell’ultimo anno del Diploma Programme.

Costanza Amato, facilitatore dell’ISP

Awards 2020-2021 – Gonzaga International School Palermo

Vi presentiamo l’eccellenze del Gonzaga International School Palermo ( Middle School M1 /M2 – High School M4/M5 –  Diploma Programme D1) per l’anno scolastico 2020-2021: il riconoscimento di quel “di più” di bene che ogni studente potrà portare nel mondo con la sua vita e la sua attività. Bravi ragazzi!

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We are glad to introduce the excellence of our Gonzaga International School Palermo for the school year 2020/2021: the recognition of that “more” of good things that every student can bring to the world with own life and activity. Well done guys!

 

 

 

 

 

Diploma Program: gli studenti incontrano le principali università italiane e internazionali

Il Diploma Programme dell’International Baccalaurea (IB) è ampiamente riconosciuto da varie università nel mondo come un programma di alto livello che fornisce un eccellente preparazione per gli studi universitari.

Infatti, il 72% degli studenti che conseguono il Diploma IB  frequenta una delle 500 università più importanti del mondo.

In questi mesi, gli studenti del Diploma Program del Gonzaga International School Palermo hanno avuto l’opportunità di partecipare a numerosi incontri on line con le principali università italiane e internazionali, pubbliche e private, al fine di stimolare gli studenti ad effettuare scelte consapevoli per il loro futuro (Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Milano Bicocca, Università LUMSA, Bocconi, Istituto Marangoni, Università degli Studi di Palermo, New York University,  University of London, University of Essex, University of Reading.  Alcuni di loro infatti, al termine del Diploma,  hanno già espresso il desiderio di proseguire i loro studi universitari negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Spagna ed in altri paesi del mondo.

Agli studenti è stata offerta, inoltre, l’opportunità di partecipare ai corsi di preparazione ai test universitari: logica, matematica, fisica, biologia. Per coloro che sono più interessati all’estero, sono stati organizzati eventi in cui esperti del settore hanno spiegato come presentare una buona domanda: è il caso del ciclo degli eventi di TutorYou, una startup inglese che aiuta gli studenti a compilare la domanda per accedere alle università britanniche.

Il Gonzaga International School Palermo è l’unica scuola del Sud Italia, autorizzata dall’International Baccalaureate Organization a rilasciare il diploma IB, che corrisponde all’ultimo biennio di un liceo quadriennale, a cui possono accedere anche gli studenti liceali italiani che hanno terminato il III anno delle scuole superiori.

Grazie alla rete delle scuole dei Gesuiti sparse in tutto il mondo e alla presenza capillare delle scuole dell’International Baccalaureate presenti in tutti i continenti,  gli studenti hanno la possibilità di progettare il loro futuro e di aprire i loro orizzonti in una prospettiva realmente internazionale.

Per saperne di più e chiedere maggiori informazioni sull’anno scolastico 2021/2022, clicca qui

Il servizio agli altri in Kenya, in Romania e a Palermo degli studenti dell’International School

Vicky Tarolla: “Il volontariato e gli scambi interculturali sono al centro del  programma didattico educativo”.

Padre Vitangelo Denora: “Pensare alla vita dei più fragili e alle ferite del nostro tempo ci aiuta a diventare persone migliori”.

PALERMO – Aiutare chi ha bisogno per essere dei buoni cittadini del mondo impegnati per migliorare la società. E’ questo uno dei punti cardine delle attività di volontariato nazionale ed internazionale  che hanno impegnato in Kenya, in Romania e in alcune realtà di Palermo, i giovani della scuola internazionale del Gonzaga Campus, l’unica del Sud d’Italia.

A Palermo i giovani si dedicano ai bisogni dei migranti del Centro Astalli, ai bambini dell’asilo multietnico Il Giardino di Madre Teresa di Ballarò, ai  senza dimora della missione Speranza e Carità di Biagio Conte e alle persone con disabilità dell’Oasi Verde. In Romania, invece, si sono impegnati in alcuni centri per anziani e case famiglia per bambini. In Kenya, inoltre, con il gemellaggio nella “Mazzoldi School” delle Evangelizing Sisters of Mary, hanno visitato gli slums e i villaggi più poveri. Gli studenti della scuola internazionale oltre che italiani sono originari del Bangladesh, Sri Lanka, Filippine e Stati Uniti d’America.

“Ho sempre voluto sentirmi parte del mondo per essere un cittadino globale e questa scuola mi dà la possibilità di farlo – dice Vincenzo Briscuso di 16 anni che frequenta il Diploma Program dell’International School Palermo -. In classe ho tanti compagni di molte nazionalità diverse con cui spesso ci confrontiamo a livello interculturale. Con il volontariato del Cas (Creativity, Action, Service) sto imparando a mettermi a servizio in maniera creativa per le persone in difficoltà. Nel 2019 ho fatto una esperienza arricchente molto bella in Romania dando lezioni di inglese a persone che avevano bisogno e poi mi sono dedicato a persone con disabilità in un centro dedicato. Abbiamo pure condiviso alcuni momenti significativi dentro una casa famiglia per bambini abbandonati. Sempre con un occhio a gli altri, mi piacerebbe in futuro studiare medicina per fare lo psichiatra anche in un altro Paese del mondo”.

“E’ molto interessante potersi confrontare con compagni del Bangladesh o di altri paesi che hanno vissuto situazioni politiche diverse perchè ampliano molto le mie conoscenze. Per il momento, mi sto dedicando a progetti creativi di volontariato soprattutto sulla comunicazione nei profili social – continua Francesco Salomone di 15 anni -. Pandemia permettendo, aspetto di potere fare altre esperienze di aiuto degli altri all’estero, magari pure in Romania. Metterci a servizio degli altri ci fa sorridere di più alla vita e dà un significato maggiore a tutto quello che facciamo. In futuro vorrei continuare a studiare in America in business e management”.

“Ho vissuto in Inghilterra e 8 anni in America dove ho preso la cittadinanza. Sono arrivato solo quest’anno in questa classe – aggiunge pure Riccardo Franco di 15 anni -. La creatività e il metterci a servizio degli altri è una particolarità di questa scuola che mi piace molto. In Italia, rispetto all’America si aiutano anche le persone più bisognose perché per esempio la cura della salute è pubblica e non privata. Poi, è davvero importante per essere cittadini del mondo conoscere tante culture diverse a partire dal racconto delle esperienze di vita dei miei compagni di classe. Lo scambio interculturale ci aiuta a capirci meglio anche nelle difficoltà. Mi piacerebbe ritornare in America per fare l’ingegnere”.

“Il servizio agli altri e gli scambi interculturali sono al centro del nostro programma didattico educativo – spiega la preside della scuola internazionale Vicky Tarolla -. Le attività di volontariato sono, infatti, basilari per il conseguimento del Diploma Program e si possono fare in realtà locali, nazionali ed internazionali. Per esempio,  nel servizio al Centro Astalli, anche in pandemia non potendo farlo in presenza, i ragazzi si sono confrontati online con alcuni migranti che hanno raccontato la loro storia”.

“Il sogno di questa scuola – sottolinea p. Vitangelo Denora direttore del Gonzaga Campus – è quello di fare incontrare proprio in Sicilia, culla del Mediterraneo, differenti culture. Quando i bambini e i ragazzi di tante nazionalità crescono insieme, si gettano già le basi  per aprire  la strada verso un futuro diverso all’insegna di rispetto reciproco, piena accoglienza e inclusività sociale. Il modello di formazione internazionale di stampo solidale che proponiamo si vuole contrapporre a tutti gli episodi di violenza ed intolleranza che purtroppo ci sono. Le esperienze di volontariato mettono in stretta connessione la cultura con la vita. Dobbiamo sempre pensare alla vita delle persone più fragili e alle ferite del nostro tempo che, se affrontate insieme, ci aiutano a diventare persone migliori. Lo scopo è quello di fare crescere un mondo più giusto e più solidale fatto di uomini e donne con gli altri e per gli altri”.

Il Diploma Program IB della scuola internazionale, rivolto a studenti di età tra i 16 e i 18 anni, è nato 1968 con lo scopo di formare un  mondo di pace e solidarietà ed  è oggi universalmente riconosciuto come un programma che consente l’ingresso in tutte le maggiori università italiane e del mondo.

 

Diploma program students celebrated the International Day of Commemoration in Memory of the Victims of the Holocaust

On Wednesday 27th January, IBDP Philosophy students celebrated the International Day of Commemoration in Memory of the Victims of the Holocaust by attempting to answer the question, “What made the Holocaust possible?” from a philosophical point of view. In the activity, they searched for articles and texts that gave a perspective on the very different world in which the Shoah originated. Although we did agree that we are lucky to leave in times when we acknowledge human rights as universal and inalienable, we also concluded that “the cost of freedom is eternal vigilance”.

And yes, vigilant we remain and we shall remain.

 

They first came for the Communists,

and I didn’t speak up because I wasn’t a Communist.

Then they came for the Jews,

and I didn’t speak up because I wasn’t a Jew.

Then they came for the trade unionists,

and I didn’t speak up because I wasn’t a trade unionist.

Then they came for the Catholics,

and I didn’t speak up because I was a Protestant.

Then they came for me

and by that time no one was left to speak up.

(Martin Niemoller)