Alla scoperta di New York. Gli studenti dei Licei ci raccontano la bellezza del gemellaggio a Saint Peter’s Prep


I nostri studenti dei Licei dal 22 novembre al 06 dicembre hanno fatto l’esperienza di gemellaggio con il, la scuola dei gesuiti in New Jersey. Li abbiamo incontrati e ci siamo fatti raccontare delle emozioni provate durante questo scambio e dei ricordi che questa bellissima esperienza ha lasciato in loro!

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Ciao! Sono Bianca Palermo, una studentessa del quarto liceo scientifico. Di questa esperienza mi rimarranno sicuramente tutte le amicizie che ho fatto, non solo con i ragazzi americani ma anche con i ragazzi spagnoli che erano lì per fare la nostra stessa esperienza e con cui ancora adesso sono in rapporti. Un’altra cosa importante che mi rimarrà è il legame che ho stretto con il mio gemello e con la mia famiglia, con cui mi sono trovata benissimo e faranno sempre parte del mio cuore! Questa per me è stata un’esperienza molto formativa perché siamo arrivati proprio nel periodo del Thanksgiving e abbiamo avuto modo di vivere la vita americana in quel momento e di partecipare ad una delle loro festività più importanti, ma abbiamo avuto anche modo di vivere la loro quotidianità, per esempio andando a scuola e visitando i monumenti principali di NewYork”

Se dovessi descrivere la tua esperienza di gemellaggio, quali aggettivi useresti?

“Ciao! Sono Gabriele Gancichiodo, uno studente del quarto liceo scientifico e anche io ho partecipato a questa bellissima esperienza di gemellaggio con il Saint Peter’s Prep. Se dovessi descrivere questa esperienza con tre aggettivi la descriverei con: entusiasmante, indelebile e travolgente!”

Quale pensi che sia l’aspetto più bello di questa esperienza?

“Ciao! Sono Luca Miraglia, uno studente del quarto liceo classico e anche io ho partecipato al gemellaggio con il Saint Peter’s Prep. Penso che questa sia stata una delle esperienze più belle e uniche della mia vita, proprio perché nonostante questo gemellaggio mi abbia aiutato a potenziare la lingua inglese, mi ha aiutato anche a stringere molte amicizie con i ragazzi americani… penso che questa sia una cosa molto bella e una delle più preziose che una persona può trarre da questa esperienza!”

 

Un sogno che si realizza. Alessandro Pirrotta vince il Campionato Nazionale di Padel under 16


Sulla scia delle vittorie sportive degli atleti nel nostro campus si immette anche Alessandro Pirrotta, studente del III liceo scientifico sportivo: dopo quattro giorni intensi e carichi di adrenalina, Alessandro è stato infatti premiato e nominato campione italiano del Master Nazionale Giovanile di Padel under 16 tenutosi a Legnano dal 7 al 10 dicembre.

Al ritorno, ha condiviso la sua gioia con noi commentando la vittoria così:

È stato un campionato pazzesco; la stessa sfida che poi mi ha portato alla vittoria, del tutto inaspettata, è stata incredibile. Io e il mio compagno siamo partiti in svantaggio ma unendo le nostre energie siamo riusciti a rimontare cambiando l’esito della partita. Al momento della premiazione ero ancora incredulo, ma proprio in quell’istante ho ripercorso nella mente tutti i sacrifici, l’impegno, il lavoro di questi due anni ed è affiorato un ricordo in particolare: spegnendo le candeline, in occasione del mio ultimo compleanno, ho desiderato con tutto me stesso di vincere questo campionato. Che dire… il sogno si è realizzato! Ringrazio il mio compagno, i maestri Francesco Lo Bue e Alberto Piraino, per essere da sempre punti di riferimento in questo percorso insieme al mio idolo, Alejandro Galàn, il numero 1 al mondo; grazie a loro ho avuto modo di coltivare questa passione per il Padel, uno sport che consiglio a tutti. Provengo da una famiglia di pallavolisti, io stesso ho praticato la pallavolo per tanti anni ma nel Padel vedo il mio futuro, anche professionale. Ho in programma le finali per lo scudetto a squadre, sempre under 16, a Siracusa.

Cracovia, Auschwitz Birkenau. Il racconto di un viaggio che lascia un segno nel profondo.

Fondata secondo un’antica leggenda da “Krakus”, il principe polacco che diede il nome alla città e sconfisse il famelico drago presso la collina di Wavel, Cracovia è stata per tanto tempo capitale della Polonia e tutt’oggi rimane il suo principale centro culturale, artistico e universitario. Nel corso della storia ha potuto vantare notevoli riconoscimenti: primo sito UNESCO in Europa nel 1978; prima città dell’Europa continentale a ricevere il titolo di città della letteratura nel 2013 e nel 2014 viene proclamata perfino città dello sport. Un volto poliedrico quello di Cracovia che quest’anno è stata scelta come meta del viaggio scolastico per le classi del quinto anno insieme a siti limitrofi divenuti iconici per l’importante testimonianza storica offerta ai visitatori: Auschwitz e Birkenau. Alla visita dei campi di concentramento, luoghi avvolti da macerie e silenzio in grado di suscitare i dovuti interrogativi intorno alle dinamiche della shoah e agli orrori della II guerra mondiale, ha fatto seguito la gita guidata a Wieliczka, miniera di sale che si estende oltre i 3,5 km e che è comunemente conosciuta come “la cattedrale di sale sotterranea della Polonia”.  

Ripercorrendo alcune tappe del viaggio, che ha avuto inizio il 27 novembre e si è concluso il 3 dicembre, Silvia Catania, studentessa della classe V Stem, ha condiviso con noi alcuni momenti significativi portandoci con sé nei campi sterminati della Polonia, lì dove tutto obbliga a ricordare, riflettere, commemorare:

Martedì 28 dicembre siamo partiti in pullman per raggiungere i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Noi compagni abbiamo proposto la Polonia come viaggio d’istruzione proprio perché visitare un luogo così toccante deve essere fatto almeno una volta nella vita.

Finalmente oltre a studiare uno degli eventi più importanti della storia, riusciamo a viverla, a toccarla con i nostri occhi e sentirla emotivamente.

L’atmosfera era macabra, fuori si congelava e tutto rendeva ancora più reale l’esperienza, proprio perché non riuscivamo a capacitarci di quanta forza i prigionieri abbiano avuto per lavorare con determinate temperature.

Abbiamo varcato il famoso cancello con la frase “ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi” e la prima domanda che ti poni è: “Questo è l’inferno?”, proprio come lo definisce Primo Levi nel libro “Se questo è un uomo” che racconta come l’essere umano venga privato di tutti i valori prima di morire. Ci muovevamo con lo sguardo basso, quasi come se non volessimo davvero vedere tutto quello che ci circondava, anche perché della guerra mondiale ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento, tramite libri, lezioni o documentari, ma trovarci a faccia a faccia con tutti gli oggetti personali, i capelli, i dormitori e le loro valigie, ti rende debole e incapace di realizzare come un uomo possa diventare un vero e proprio mostro.

Finita la mostra ad Auschwitz, abbiamo varcato la vera e propria porta dell’inferno a Birkenau, che a differenza del precedente, era immenso, un campo distrutto, vuoto ma pieno di orribili ricordi della crudeltà e del dolore dell’uomo.

Ancora oggi mi fermo e non riesco a immaginare una persona che vive con la morte davanti agli occhi che sussurra costantemente “Sarai tu il prossimo” e che non sa se si sveglierà il giorno dopo. 

Da queste parole traspare l’amarezza di un’esperienza tanto brutale quanto essenziale e formativa, affiancata da tanti altri momenti vissuti all’insegna di gioia e condivisione.

Sport: molto più di un hobby! A lezione di Diritto con le classi dell’indirizzo Scientifico Sportivo

Con l’obiettivo di “formare ottimi cittadini e buoni atleti” educati “ai valori fondamentali per la crescita personale anche attraverso la conoscenza e la pratica dello sport”, nel settembre del 2020 veniva dato lo start ad un nuovo indirizzo liceale dell’Istituto Gonzaga: il Liceo Scientifico Sportivo, “un percorso scolastico in cui la solida preparazione accademica e quella sportiva si completano reciprocamente per la “formazione integrale” dell’alunno”. 

A distanza di tre anni, tanti sono stati e continuano ad essere i giovani impegnati nello sport agonistico o semplicemente amatoriale, che hanno scelto di iscriversi all’indirizzo sportivo del nostro istituto per dedicarsi allo studio delle Discipline sportive distinte in individuali (come atletica, scacchi, tennis) e di squadra (come basket, calcio, pallavolo) e la cui pratica è garantita dalla collaborazione con la Polisportiva Gonzaga e da ulteriori convenzioni siglate con federazioni e associazioni. 

Insieme al potenziamento della pratica sportiva, altra cifra caratteristica dell’indirizzo è l’insegnamento della materia ordinamentale “Diritto ed Economia dello sport”, che suscita grande interesse tra gli studenti. 

Le parole di Antonio Crisci, alunno del IV scientifico sportivo, ne sono la prova:

Studiare diritto ed economia significa approfondire le regole e i principi della società civile e del mondo dello sport.

È un percorso di apprendimento che permette di comprendere le dinamiche sociali, economiche e politiche che influenzano le decisioni giuridiche così come l’ordinamento sportivo, sviluppando pensiero critico e capacità di risolvere i problemi.

Inoltre, è un insegnamento che permette di acquisire competenze di analisi, di scrittura e interpretazione delle normative utili in molteplici ambiti professionali, sviluppa negli studenti piena consapevolezza dei diritti e dei doveri che spettano come cittadini e promuove valori come la libertà e la giustizia, fondamentali per favorire un sistema più equo ed inclusivo”. 

La docente di riferimento in questo percorso destinato soltanto alle classi del triennio è la prof.ssa Serena Vacante, giurista specializzata nell’insegnamento delle materie giuridico-economiche. Abbiamo assistito ad una sua lezione che ci ha permesso di entrare nel vivo della recente revisione costituzionale del settembre 2023: una riforma dello sport che tocca da vicino anche il mondo della scuola.

Senato e Camera hanno infatti approvato con doppia deliberazione la modifica dell’art.33 della Costituzione italiana -che tratta dell’istruzione- introducendo un nuovo ed ultimo comma: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Roberto Benigni si riferisce alla Costituzione italiana chiamandola “la più bella del mondo”, ed effettivamente è così, se ci pensiamo – fa notare la prof.ssa Vacante. Si tratta di un testo che risale al 1948, eppure è di una modernità assoluta: conserva un profilo progressista, moderno ed aperto alle esigenze sociali nuove e diverse nate via via nella nostra società.

 La recente modifica costituzionale che coinvolge lo sport ne è la prova. 

Per la prima volta nel testo costituzionale, lo sport viene ufficialmente riconosciuto quale elemento imprescindibile della formazione della persona e viene quindi abbandonato il timore di derivazione fascista che aveva portato i padri costituenti ad escluderne la menzione, ovvero l’idea che vedeva nella pratica sportiva esclusiva “rappresentazione della potenza e dell’identità nazionale”.

Il 20 settembre 2023 segna un riscatto, una vera e propria svolta. 

L’interessante approfondimento contemporaneo condotto dalla professoressa ci presenta una visione inedita dello sport che oltrepassa la classica accezione di “hobby”, “svago”, “intrattenimento”, divenendo principio base di una rivoluzione educativo-didattica che coinvolge tutte le scuole ed in particolare il Liceo Scientifico Sportivo: “la pratica dello sport contribuisce allo sviluppo del carattere ed è fondamentale per acquisire quelle competenze trasversali che serviranno nella vita e nella professione. Lo sport insegna la disciplina, sviluppa la consapevolezza delle proprie capacità e la determinazione nel superare i propri limiti, trasmette la lealtà verso gli altri e l’importanza del rispetto delle regole. Lo sport insegna a “coesistere”, a collaborare, a fare squadra con profondo spirito di appartenenza e metaforicamente si traduce nella capacità di mettersi costantemente in gioco verso la meta più ambita: il proprio personale progetto di vita”.

Al di là del 25 novembre: il tema della violenza e l’importanza del dialogo costante a scuola

Com’è risaputo, la data del 25 novembre segna una ricorrenza: la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Tanti sono gli interrogativi che affiorano da più parti sul riconoscimento ufficiale di questa giornata. “La violenza ha un genere?” “Quanto può essere efficace ridurre riflessioni così importanti e drammatiche ad una sola data da evidenziare sul calendario?” “Che impatto può avere una protesta, specie se ridotta a una manciata di ore durante le quali condividere una trita retorica?” Queste e tante altre sono state le domande che hanno acceso dibattiti in questi giorni anche nei piani dei nostri Licei e tra tanti confronti sono emerse posizioni condivise all’unanimità tra i soggetti coinvolti, docenti, alunni, volontari del servizio civile. Una cosa è certa: le dinamiche di una realtà così estremamente delicata e complessa non possono essere sviscerate in poche ore di lezione, né si può sminuire l’urgenza di un confronto sano tra parti circoscrivendolo a singoli momenti. Per questo motivo la nostra scuola si impegna costantemente affinché non si attenda il giorno di tale ricorrenza per aprire un dialogo, giusto per spuntare l’argomento da una lunga lista che al suo interno ne racchiude tanti altri. Siamo piuttosto consapevoli che un cambiamento vada coltivato giorno per giorno; saranno la cura nel tempo, il dialogo frequente e la progressiva consapevolezza a dare i loro frutti.

A tal proposito, i docenti dei Licei dell’Istituto Gonzaga, tra cui il prof. Chiaramonte e la prof.ssa Aiello, hanno messo in atto un piano di educazione civica dilatato nel tempo che andrà a favorire riflessioni su queste tematiche in più momenti nel corso dell’anno scolastico. L’obiettivo è quello di riflettere anche intorno al ruolo assunto dalla scuola in società: le mura scolastiche accolgono ogni giorno bambini e bambine, ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine del futuro. La nostra è pertanto la realtà che più si presta a rappresentare quell’orizzonte ideale in cui ribadire l’importanza della costruzione di una nuova cultura rispettosa anche delle differenze di genere e contraria ad ogni tipo di discriminazione. Da dove muovono i primi passi questi momenti di scambio e confronto tra alunni e alunne? Spesso è la nostra stessa cultura a suggerirci le strade da percorrere e questa mattina durante la lezione di letteratura con il prof. Chiaramonte il romanzo “I Malavoglia” ha rappresentato per le classi del quinto anno una ricca fonte in cui rintracciare inneschi per nuove riflessioni intorno a nozioni come “patriarcato”, di cui spesso, a causa dell’abuso si rischia di perdere il significato originario. Ricerche etimologiche dei termini, lettura e analisi dei testi, brainstorming su un determinato focus, scambio di pareri che mettano in moto lo sviluppo di un pensiero critico,  sono alcune delle strategie con cui la scuola può e deve fare la sua parte durante il processo educativo di una persona consapevole e rispettosa del prossimo.

Ci uniamo  alle parole colme di speranza pronunciate dal Direttore Generale del Gonzaga Campus, Padre Vitangelo Denora: 

“Dalla scuola può nascere un nuovo futuro, contro la guerra e contro ogni forma di violenza. A questo noi crediamo fermamente e per questo ci impegniamo ogni giorno”.

Erika Pittaresi
Referente comunicazione Licei

«L’unione fa la forza» … anche negli scacchi! Intervista al campione italiano di scacchi a squadre

«L’unione fa la forza» … anche negli scacchi! Intervista al campione italiano di scacchi a squadre

Con grande orgoglio ed entusiasmo, in questi giorni, abbiamo accolto la notizia della vittoria al campionato italiano di scacchi a squadre 2023 (CIS) di Roberto Alessio Zoncu, studente del 3° STEM. La finale nazionale CIS U18, svoltasi a Lignana Sabbiadoro (UD) dal 29 ottobre al 1° novembre, si è conclusa con la conquista da parte della squadra di Roberto (UNDER 16) del titolo di campioni italiani e con il riconoscimento personale al nostro studente, che in questa occasione ha giocato in terza scacchiera, di “migliore terza scacchiera” con 5.5 punti su 6.

Al momento del suo rientro a scuola lo abbiamo incontrato per un’intervista a caldo: 

Da quanto tempo pratichi il gioco degli scacchi? Com’è nata questa passione?

Dalla terza elementare, avevo circa 8 anni quando iniziai. Tutto è cominciato grazie ad un corso pomeridiano qui al Gonzaga; il mio interesse è cresciuto poi così tanto da iscrivermi ad un circolo dove mi sono appassionato sempre di più. Andando avanti è diventato un impegno serio, anche a livello agonistico. 

Che ricordi hai di quegli anni?

Al di là dell’impegno importante per un bambino di quell’età, ricordo di essere riuscito ad integrami subito in quell’ambiente. Mi sono sentito a mio agio e ho fatto parecchie amicizie; è davvero un bell’ambiente giovanile qui a Palermo. C’è sempre stato un tipo di competizione molto sana tra noi ragazzi e ormai ci conosciamo molto bene; con gli anni si è venuta a creare una vera e propria comunità alimentata da un forte spirito di crescita. 

Come ti sei sentito al momento della vittoria? Com’è stato per te raggiungere questo traguardo? Che tipo di emozioni hai provato?

E’ stata un’emozione a dir poco unica. Vincere un campionato a squadre rispetto ad uno individuale è qualcosa che ti rende più felice perché all’interno di una squadra ricopri un ruolo fondamentale, hai costantemente al tuo fianco persone con cui condividere ogni momento, con cui creare quell’intesa vincente.

Hai un idolo al quale ti ispiri?

Sicuramente l’ex campione del mondo, nonché l’attuale giocatore più forte, Magnus Carlsen. Ho sempre avuto la sensazione che giochi per passione e divertimento, più che per la vittoria; al di là della competizione, questa è la chiave giusta. 

Ci congratuliamo con Roberto per il brillante risultato conseguito, frutto di tanto studio e dedizione!

Una vita IN-DIPENDENTE: «insieme per un uso responsabile dei dispositivi tecnologici»

Già da qualche tempo, l’Istituto Gonzaga ha stretto una partnership con la Fondazione con il Sud e con il Centro Diaconale “La Noce” – Istituto Valdese, che ha come obiettivo «la messa in rete di attività di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole orientate all’uso responsabile e consapevole dei dispositivi informatici e della rete. Nello specifico, studenti e studentesse di scuola primaria e secondaria e i loro insegnanti sono parte attiva di laboratori sviluppati per trasmettere competenze che diverranno patrimonio permanente della scuola». Così, anche quest’anno, a partire da fine ottobre, le classi del biennio di tutti e quattro gli indirizzi dei nostri Licei partecipano agli incontri di In-Dipendenze, «un progetto che per la prima volta nel Sud Italia sperimenta un modello territoriale di prevenzione e presa in carico dedicato a minori che presentano disturbi dovuti all’uso eccessivo dei dispositivi tecnologici». Per ogni classe sono previsti quattro incontri da due ore ciascuno distribuiti nel corso dell’anno scolastico fino al mese di maggio durante i quali si svolgeranno delle indagini finalizzate ad obiettivi come la consapevolezza digitale, la gestione delle emozioni e degli stati d’animo nel web: «il paradigma operativo e di pensiero messo in campo è quello di estendere il trattamento alla prevenzione, non solo alla patologia, non demonizzando gli strumenti tecnologici, ma ampliando la conoscenza dei dispositivi e creando maggiore consapevolezza. Un’azione altrettanto importante riguarda la comprensione dei codici interpretativi che permettono ai professionisti e alle professioniste di entrare nelle stanze dei ragazzi e delle ragazze e di “sintonizzarci” con loro attraverso uno sguardo culturale trasformativo che tenga conto della velocità di evoluzione della tecnologia e del sistema di relazioni». In-Dipendenze «trae la sua forza dalla grande rete di partenariato che mette insieme terzo settore, pubblica amministrazione e sistema sanitario nella ridefinizione di interventi territoriali innovativi. Tutti gli attori del privato sociale e le associazioni coinvolte sono chiamati ad approfondire la conoscenza degli adolescenti e del loro mondo, per sviluppare criteri diagnostici che aiutino a capire quando gli smartphone, e in generale la tecnologia, possono essere uno strumento utile e quando, invece, possono trasformarsi un freno relazionale. È proprio il lavoro di rete che sta permettendo alle realtà promotrici dell’iniziativa di diventare competenti su tecnologie di cui si sa poco, perché anche i videogiochi possono essere grandi palestre sociali e comunicative se usati bene nel creare relazioni».

Segnaliamo inoltre che nell’ambito del progetto sono attivi anche gli ambulatori “Spazio Offline”servizi ambulatoriali di psicoterapia aperti tre volte a settimana e gestiti da esperti psicoterapeuti. Gli ambulatori offrono supporto, contatto precoce, pronta accoglienza e consulenza ad adolescenti di una fascia d’età compresa tra i 13 e i 17 anni che esprimono il proprio disagio sviluppando modalità disfunzionali di utilizzo della rete e dei dispositivi ad esso associati, insieme a percorsi di formazione e sostegno rivolti a genitori di bambine e bambini tra gli 8 e i 10 anni su strategie di utilizzo consapevole e propositivo dei media nel corso della crescita e dello sviluppo dei propri figli. L’attività di presa in carico ambulatoriale ad accesso gratuito avviene attraverso l’azione di sensibilizzazione in aula o la segnalazione di Asp e pediatri. Il servizio vuole promuovere il benessere delle relazioni negli ambienti digitali, prevenire fenomeni quali il cyberbullismo e i discorsi d’odio online, condividere con i più giovani e con i loro genitori nuovi strumenti interpretativi per vivere con maggiore consapevolezza e con autocontrollo il tempo trascorso davanti gli schermi, colmando il divario digitale tra le generazioni.

Canali di comunicazione del progetto:

Instagram: clicca qui (in_dipendenzepa)

Blog: clicca qui

Facebook: il canale è dell’ente capofila, Centro Diaconale “La Noce” – Istituto Valdese: clicca qui

Una finestra aperta sul Mondo: la didattica laboratoriale come strumento di inclusione

L’Agenda 2030, programma stilato nel 2015 dai governi di 193 stati membri dell’ONU per uno sviluppo sostenibile con una serie di obiettivi (goals) da raggiungere entro il 2030, riserva ampio spazio ai concetti di inclusione, solidarietà e sostenibilità, concentrandosi sugli ambiti dell’educazione e dell’istruzione in particolare attraverso due di essi: il 4, “fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”, e il 10, “ridurre l’inuguaglianza all’interno di e fra le Nazioni”. 

Prendendo parte attiva al piano d’azione, il Gonzaga Campus risponde a questi obiettivi promuovendo piani educativi e didattici volti all’inclusione e alla valorizzazione delle differenze individuali che tuttavia non sono nuovi nella pedagogia ignaziana, da sempre attenta alla cura dell’unicità della persona

Un esempio concreto è lo straordinario percorso di crescita che Daniele De Sensi, studente del 5° Scientifico Sportivo, ha compiuto finora insieme ai suoi compagni di viaggio e affiancato dalla prof.ssa Rossella Lo Bianco, docente di sostegno specializzata in didattica e integrazione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali (BES).

Punto di partenza di questo cammino educativo è stata l’adozione di strumenti e metodologie didattiche adeguate ai bisogni e soprattutto alle potenzialità dell’alunno: la riduzione al minimo dei modi tradizionali “di fare scuola” (lezione frontale, completamento di schede che richiedono ripetizione di nozioni o applicazioni di regole memorizzate, ecc.). 

La promozione piuttosto di strategie come il cooperative learning (che sviluppa forme di cooperazione e di rispetto reciproco fra gli allievi veicolando conoscenze/abilità/competenze) e la didattica laboratoriale, hanno potenziato l’apprendimento di Daniele facendo sì che scoprisse progressivamente la propria creatività e trovasse una finestra aperta sul mondo e sui rapporti sociali.

Così, il laboratorio, frequentato nelle ore di chimica, fisica o biologia, non ha assunto soltanto le fattezze di un luogo fisico attrezzato dove poter sperimentare la creazione dei saponi o gli esperimenti di termodinamica, ma anche uno spazio di socializzazione e interazione con i compagni; allo stesso modo, la pratica di sport come basket, padel e calcio, la realizzazione delle icone dei monumenti di Palermo, ha rappresentato per i ragazzi da un lato la possibilità di curare il proprio benessere psicofisico attraverso l’attività fisica, di conoscere i luoghi della propria città attraverso il lavoro artistico manuale e dall’altro lato, invece, è stata un’occasione per accrescere intesa e complicità grazie al costante lavoro di squadra.

Presentando al suo interno anche svariati momenti di interesse alle tematiche della cittadinanza globale, dei diritti umani, della solidarietà – in quest’ultimo caso grazie all’indimenticabile esperienza della fiera missionaria con le suore della “Bishop Mazzoldi School”, scuola situata in Kenya – il percorso di Daniele lo scorso anno è stato coronato dalla consegna del diploma delle eccellenze. 

Facciamo un grande in bocca al lupo a Daniele per l’anno scolastico attualmente in corso!

A un mese dall’inizio della scuola di volontariato gli studenti raccontano le prime esperienze

È trascorso poco più di un mese dall’inizio della scuola di volontariato per gli studenti del biennio del Liceo e di M4 e M5 dell’High School: un percorso di crescita personale incentrato su esperienze che consentono un confronto diretto con differenti realtà, fornendo un aiuto concreto a coloro che vivono ai margini della società, al fine di sperimentare la dimensione servizio e della solidarietà.

Suddivisi in gruppi da 7, gli studenti si recano un giorno alla settimana nei i diversi enti per svolgere per due ore le attività di volontariato accompagnati dai docenti e dagli operatori del servizio civile.

Nella Comunità di Sant’Egidio partecipano al progetto chiamato “Casa dell’amicizia”: gli studenti, insieme ai volontari dell’associazione, portano e sistemano vestiti donati in beneficenza ai più bisognosi insieme e trascorrono del tempo giocando con i più piccoli. A tal proposito Anna Daino, studentessa del secondo anno dello scientifico sportivo, racconta: “Questi momenti regalano a noi volontari moltissime emozioni: i bambini mostrano grande gioia nel vederci arrivare in Comunità perché sanno che dedicheremo loro il nostro tempo per farli divertire. Se l’anno scorso non volevo partecipare alla scuola di volontariato, quest’anno la gratitudine che ricevo dall’attività che svolgo mi ha fatto cambiare idea e mi ha spinta a raccontare questa esperienza a mia madre, mia sorella e alcune amiche che sono rimaste entusiaste, e adesso vorrebbero partecipare a progetti di volontariato”.

Umberto Compagno, del primo liceo STEM, Andrea Tinnirello, del primo liceo scientifico, e Rossella Sanfilippo, del primo liceo classico, hanno partecipato al progetto dell’associazione Oasi Verde

Dopo aver accolto i ragazzi nella struttura e averli presentati, Suora Anna, la referente dell’associazione, ha spiegato a questi ultimi le differenti problematiche, come le disabilità, con cui devono convivere gli assistiti. Per Umberto Compagno significativa è stata la presenza del professore Emio Cinardo che, in qualità di tutor, ha consigliato agli studenti come interagire con i più anziani, soprattutto con quelli che affetti da demenza: “Grazie ai consigli di Emio, ho capito che prima di proporre delle attività devo ascoltare i bisogni e gli interessi degli anziani.  Dato che uno di loro è amante della musica e da giovane andava ai concerti, ho deciso di fargli ascoltare delle canzoni per rallegrarlo e fargli ricordare i momenti più belli della sua vita”.

Andrea Tinnirello mette in evidenza quanto sia importante invogliare gli anziani a raccontare la propria vita in modo da far riemergere i ricordi e le esperienze passate, che possono indubbiamente arricchire i giovani volontari. In questo mondo si crea uno scambio reciproco grazie al quale anche chi dona riceve.

Rossella Sanfilippo racconta: “Durante la mia attività di volontariato ho trascorso molto tempo con un’anziana di nome Silvana che mi ha raccontato la sua storia. Sin da subito mi ha definita un’amica chiamandomi Stella e vuole che vada a trovarla tutti i venerdì per cantare e ballare insieme. Queste persone vivono in solitudine e accolgono con gioia la nostra presenza apprezzando tantissimo il tempo che dedichiamo loro”.

Lucia Jiménez Di Claudio del M5 riporta un’esperienza diversa: il doposcuola realizzato presso il Centro Astalli e la ludoteca Ubuntu. Questo ente accoglie, tra gli assistiti, bambini e ragazzi di quartieri meno agiati a cui sono dedicate attività di supporto scolastico. I volontari aiutano i bambini a svolgere i compiti e gli insegnano la lingua italiana, ma organizzano anche momenti di svago proponendo diversi giochi al fine di far socializzare i ragazzi. Lucia racconta: “Sin dal primo giorno mi sono sentita a mio agio ad interagire con i ragazzi e ho cercato di aiutarli soprattutto nell’apprendimento dell’italiano e dato che sono madrelingua spagnola, su richiesta dei ragazzi più curiosi, ho insegnato loro qualche parola in spagnolo. La gioia e la gratitudine che hanno mostrato nei miei confronti mi hanno scaldato il cuore”.

Licei e High School: iniziano i club pomeridiani

La fine del liceo per gli studenti è un momento ricco di emozioni: vivono un momento di passaggio tra la fine di un percorso e l’incertezza del futuro, tra la voglia di fare nuove esperienze e la paura di non essere pronti. Preparare i ragazzi e le ragazze ad affrontare i momenti importanti della vita, come la scelta del percorso universitario o l’inserimento nel mondo del lavoro, dovrebbe essere uno degli obiettivi della formazione scolastica, ma sappiamo che spesso non è così. 

Per questo, tra le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola negli ultimi mesi, una in particolare si focalizza sull’orientamento degli studenti. Con il DM 328/2022 sono state adottate su scala nazionale le linee guida sull’orientamento, nelle quali si definiscono: finalità, e-portfolio, istituzione del docente-tutor a cui spetta aiutare gli studenti ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità, a compilare l’e-portfolio, a favorire l’incontro tra le competenze degli studenti e l’offerta formativa e lavorativa del proprio territorio. 

Anche l’Istituto Gonzaga, parallelamente allo sviluppo di percorsi didattici sempre all’avanguardia, Gonzaga si pone l’obiettivo di guidare e orientare gli studenti dei Licei verso una scelta consapevole del percorso di studio da intraprendere in futuro. Abbiamo incontrato la prof.ssa Gaetana Minnone, docente di discipline umanistiche e referente delle attività di orientamento, la quale ci ha illustrato nel dettaglio il programma ormai prossimo ad avviarsi:

“La nostra scuola quest’anno avrà, secondo le indicazioni del Ministero, due tutor (Gaetana Minnone e Gianfranco Rubino) e due orientatori (Chiara Lucchesi e Giovanni Inzerillo) che si occuperanno di guidare i ragazzi ad un processo molto importante di consapevolezza dei propri carismi e talenti. Il Ministero ha messo a disposizione di scuole, famiglie e ragazzi una piattaforma “Unica” in cui il dialogo tra queste figure potrà essere flessibile e costante. La piattaforma è dotata di un portfolio in cui i ragazzi potranno avere sempre a disposizione il loro storico scolastico, potranno seguire i loro progressi e la loro crescita. A tal proposito i tutors avranno il compito di guidare gli alunni alla propria autovalutazione attraverso l’acquisizione delle otto competenze chiave, ma soprattutto sarà importante far maturare in loro la consapevolezza dei propri sogni e dei propri desideri. Solo così si arriverà allo scopo di questo processo di orientamento ovvero saper scegliere nella propria vita. Di fondamentale importanza sarà ovviamente il supporto degli orientatori che illustreranno ai ragazzi le offerte universitarie e le offerte nel mondo del lavoro. Attraverso l’accompagnamento dei tutors questo non sarà soltanto un mero elenco di opportunità ma l’attenzione si focalizzerà su ciò che è bene per ciascuno alunno in base ai propri punti di forza e soprattutto per la realizzazione dei propri sogni”.

È opportuno ricordare che, come sottolinea la prof.ssa, “la nostra scuola non è nuova a questo tipo di percorso, ma anzi da sempre attraverso l’attività di tutoria, sia di classe che individuale, ha guidato i ragazzi al raggiungimento del proprio magis e alla scoperta di sé stessi e dei propri sogni per diventare uomini e donne al servizio degli altri. Le competenze ignaziane e la nostra lunga tradizione si intrecceranno in un continuo dialogo con le linee guida del Ministero; verranno pertanto organizzate attività di orientamento/ tutoria per il fine ultimo che consiste nel saper fare discernimento in vista delle scelte importanti della propria vita, inoltre aiuterà i ragazzi a scoprire sé stessi e la bellezza che contraddistingue ciascuno di loro”.

Ma cosa si può fare per facilitare ulteriormente questa scoperta di sé o avere conferma delle proprie inclinazioni? Il Gonzaga campus quest’anno ha avviato i club pomeridiani, ovvero spazi collettivi creati appositamente per iniziare o continuare a coltivare passioni verso determinati settori e aree d’interesse: dall’ecologia, al design, alla scrittura creativa. Questi servizi assumono a tutti gli effetti il ruolo di vere e proprie “bussole di orientamento”. Di seguito riportiamo gli orari e le informazioni riguardanti i club:

  • DESIGN aula Canisio: prof. PULVIRENTI, mercoledì dalle ore 15:30 alle 16:30
  • SCRITTURA CREATIVA aula Canisio: CASTELLI, giovedì dalle 15:15 alle 16:30 
  • POLITICO Biblioteca diffusa 4 piano: prof. ALLEGRA, giovedì ogni due settimane dalle 15:30 alle 16:30
  • BAR DELLO SPORT prof. LANDOLFI, lunedì dalle 15:00 alle 16:00 in sala studenti
  • FOTOGRAFIA: ZIZZO (SCU), giovedì dalle 15:30 alle 16:30in ufficio comunicazione
  • TEATRO in inglese, prof.ssa MBURU
  • ROBOTICA prof. SPINA, a partire da Gennaio 2024
  • MUSICA aula Favre: PASSANTINO (SCU), mercoledì dalle 16:00 alle 17:00

Auguriamo ai nostri studenti e alle nostre studentesse di seguire la stella, dunque di assecondare la propria indole, il proprio talento per raggiungere un futuro prospero, verso la scoperta del proprio posto nel mondo e nella comunità.