Educare alle relazioni: dalla conoscenza di sé all’incontro con l’altro. Medie e Middle School iniziano il loro percorso di tutoria


La nostra Scuola, attraverso la tutoria ignaziana – un’azione educativa che aiuta a crescere nell’ambito umano ed esistenziale – si prende personalmente cura dei ragazzi, guidandoli, grazie all’intervento del docente tutor, verso una graduale consapevolezza della propria identità e unicità.

Purtroppo, in questo periodo storico, assistiamo a numerosi casi di femminicidio e al fatto che, subito dopo ogni evento di violenza, tutti parlano, ma, poi, ogni cosa tace. Per questi motivi, nonché coscienti del fatto che lavorare sui propri sentimenti sia il primo passo per costruire relazioni sane e fondate sul rispetto reciproco, l’équipe di tutoria, insieme al professor Mannino, ha deciso di sensibilizzare gli studenti in un modo diverso e concreto, mettendo in campo un’iniziativa volta ad aiutarli a confrontarsi con l’alterità e la differenza dell’altro.

Ai ragazzi della Scuola Media italiana e a quelli della Middle School è stato proposto un percorso in quattro tappe: saranno accompagnati in un graduale processo di riflessione che parte da un interrogarsi a livello personale per allargare, poi, lo sguardo all’altro da sé, soffermandosi sul concetto di essere e avere, in relazione al rapporto con l’altro, in quanto persona da rispettare e non da possedere.

Nel primo incontro, durante la praelectio, i ragazzi hanno riflettuto sulla gestione delle emozioni, sulla percezione che si ha del proprio corpo e sulle specificità che sentono connotare il proprio genere. Inoltre, con l’idea di affermare il primato dell’essere sull’avere, hanno anche riflettuto sui rapporti corpo/mente individuale e corpo/mente altrui.

Durante la lectio, il dottor Mannino e la tutor Sessa hanno ripreso quanto emerso, esplicitando il tema delle differenze/affinità di genere. Si è anche parlato del fatto che l’amore, come ogni sentimento, non può essere imposto e dell’importanza di accettare i no.

Infine, nel corso della repetitio, divisi in piccoli gruppi, i ragazzi hanno scritto e messo in scena una storia d’amore/amicizia tra compagni che degenera, ma che ha un finale positivo.

“Il viaggio” nelle migrazioni. Da Palermo a Genova… quando l’educazione civica si fa strada

Quest’anno le classi seconde sono coinvolte nel progetto di educazione civica “Il viaggio” che si sviluppa intorno ai principi di solidarietà, uguaglianza e rispetto della diversità, tutti pilastri che sorreggono la convivenza civile. 

Tra gli obiettivi che, tenendo conto degli argomenti trattati nelle varie discipline, il percorso si pone c’è lo sviluppo nei ragazzi delle abilità di empatia, analisi e pensiero critico.

Nelle ore di Italiano, tramite la lettura, stanno imparando i valori utili a riflettere su di sé e sui comportamenti sociali e civili positivi per orientarsi nelle proprie scelte di vita. A tal proposito, attualmente, stanno leggendo il libro “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella che racconta la tragica storia di Samia Yusuf Omar, una ragazza di Mogadiscio morta nel mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Italia e realizzare il proprio sogno di partecipare alle Olimpiadi per la liberazione delle donne somale. 

Per favorire l’empatia nei confronti di questi temi è stato svolto un compito di realtà dal titolo “Io migrante”. In un primo momento, sono state fatte delle ricerche sui viaggi della speranza e su ciò che spinge i migranti a intraprenderli. Successivamente, immaginando di essere una di queste persone, ogni studente ha scritto una lettera, o una pagina di diario, in cui raccontava la propria storia di dolore e fiducia in un futuro migliore. 

Attraverso lo studio della geografia e della storia, stanno conoscendo il fenomeno delle migrazioni da e per l’Europa, gli effetti che queste hanno determinato nei luoghi di arrivo e di partenza degli immigrati e le dinamiche della mobilità umana nel tempo.

Infine, grazie allo studio delle scienze, stanno scoprendo l’uomo come animale migratore e l’impatto delle migrazioni sul genoma umano. 

Inoltre, per approfondire la tematica attraverso l’uso di più linguaggi, i ragazzi si sono recati al cinema Gaudium per assistere alla proiezione del film “Manodopera”; quest’ultimo, ripercorrendo la storia dei nonni del regista, che agli inizi del 1900 lasciarono il Piemonte per recarsi in Francia, mette in scena la vita sofferta degli emigrati italiani. 

Non finisce qui. Per arricchire ulteriormente e in modo significativo il progetto, è stato organizzato il viaggio d’istruzione a Genova, città fortemente legata all’emigrazione; da qui sono partiti milioni di italiani diretti verso le Americhe, l’Africa, l’Asia e l’Australia; inoltre, è stata a lungo meta della mobilità interna. L’Acquario, il Galata Museo del Mare, i caratteristici caruggi del centro storico, il Duomo, la Chiesa del Gesù e Portofino sono state le mete più significative di questo viaggio, attraverso cui gli studenti hanno avuto modo di comprendere l’importanza che il mare ha avuto e ha tuttora per questa cittadina. Forte è stata di certo l’esperienza didattica al Galata Museo del Mare, che ha permesso ai ragazzi di immedesimarsi nei migranti italiani che si spostavano in America alla fine dell’800; hanno avuto modo di scoprire Genova com’era passando attraverso i vicoli, le botteghe e la stazione marittima; dopo i controlli doganali, sono saliti a bordo del piroscafo “Città di Torino” verso le Americhe e hanno virtualmente affrontato il viaggio per mare, sbarcando, infine, a Ellis Island. Hanno poi avuto modo di riflettere sull’immigrazione odierna attraverso le testimonianze in prima persona di chi arriva in un paese sconosciuto, raccontate anche con messaggi in bottiglia su una barca da pesca sequestrata a Lampedusa. 

Il viaggio d’istruzione ha lasciato di certo un segno nei cuori degli studenti, che hanno avuto la possibilità di riflettere maggiormente sulla tematica e su quanto si è fortunati a nascere nel luogo giusto al momento giusto. Inoltre, questi giorni trascorsi insieme ai compagni e ai docenti, hanno permesso di rafforzare lo spirito di collaborazione e di solidarietà all’interno del gruppo, nonché le competenze ignaziane personali e sociali selezionate dai consigli di classe. 

Al termine del viaggio, gli studenti hanno scritto i loro pensieri su un Padlet; si riportano qui di seguito i più significativi.

Questa gita mi è sembrata molto bella. L’acquario è forse stato il mio posto preferito, soprattutto per la quantità e varietà di animali che abbiamo visto. Sono molto felice che questi animali non siano stati presi dalla natura se non in casi speciali e che siano stati trasportati a seconda delle loro esigenze. Mi è anche molto piaciuto il tour per Genova. Non mi sarei mai aspettata una città così ricca e bella, piena di palazzi antichi. Anche la Chiesa del Gesù era molto bella, piena di dettagli che la rendono molto interessante. La guida di questa chiesa era inoltre molto simpatica e gentile e mi ha fatto apprezzare ancora di più la chiesa e i suoi quadri. Di questa chiesa mi è anche rimasto il minuto di silenzio che abbiamo fatto per Giulia, la ragazza che è stata ammazzata dal suo fidanzato solo perché lei lo voleva lasciare. In generale il viaggio, che è stato fatto a Genova perché città natale di Cristoforo Colombo, mi è piaciuto molto e mi sono molto divertita.” (Sofia)

Abbiamo affrontato tante avventure divertenti e allo stesso tempo anche imparato e giocato. I luoghi che abbiamo visitato sono stati: l’acquario, Galata Museo del mare, chiesa del Gesù, Portofino. Un luogo che mi è interessato maggiormente è stato il museo del mare, perché ho scoperto come le persone hanno vissuto un periodo di povertà e miseria, conoscere fonti antiche, confrontare la vita di oggi con quella di prima, ho capito che prima la gente era umile e non pretendeva niente se non cibo e acqua.” (Alessio)

Amo viaggiare, ancora di più mi piace farlo con i miei compagni. Domenica scorsa con la mia classe accompagnati dai miei prof ci siamo imbarcati per andare a Genova. Abbiamo visitato la città, l’acquario, il museo del mare e l’ultimo giorno di viaggio abbiamo fatto una passeggiata a Portofino. Durante la gita ho condiviso tante emozioni di gioia, di felicità e non sono mancati anche momenti difficili, ma grazie all’aiuto dei miei amici e dei Prof sono riuscito a superarli. La città di Genova è molto bella e sono rimasto incantato dalla grande fontana di piazza De Ferrari. Purtroppo, il viaggio è durato soltanto cinque giorni ma mi basta guardare le foto per ricordare tutte le avventure che ho vissuto con i miei amici.” (Gabriele)

L’Acquario, Museo del Mare, Chiesa del Gesu’ e Portofino sono state le mete del nostro viaggio. Portofino è il posto che più mi ha emozionato, una fila di case dipinte con colori vivaci e dove tutto si riflette nelle acque blu del mare. A tante suggestive visioni vanno poi aggiunti tanti scherzi indimenticabili, situazioni curiose ed imbarazzanti e la felicità di scoprire che anche gli insegnati sono essere umani. […] Il mio unico pensiero è stato quello di ripartire insieme. Per questo voglio concludere il mio post con questo slogan ‘C’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi’. Io sicuramente viaggio per il secondo motivo.” (Giuseppe)

La scorsa settimana ho trascorso 5 giorni a Genova con la scuola. Ho apprezzato molto il museo del mare che mi ha fatto rivivere il viaggio dei migranti e le difficoltà da loro affrontate durante il lungo viaggio, come se ci fossimo messi nei loro panni. Anche noi abbiamo viaggiato in nave e le piccole disavventure a noi capitate non sono di certo paragonabili a ciò che hanno vissuto loro, non vorrei essere stata al loro posto. Portofino è stata una delle mie mete preferite per le bellezze naturalistiche di quella parte della costa ligure. Questa gita mi ha lasciato un segno; mi ha insegnato ad essere autonoma, a cavarmela da sola, ha favorito la complicità e la collaborazione tra noi compagni e ci ha reso un gruppo unito.” (Karol)

Mi è piaciuto molto il percorso che i professori hanno organizzato per noi a Genova. Il primo lungo che mi è piaciuto tanto è stato l’Acquario, perché ho scoperto nuove informazioni e curiosità sulle creature marine e mi è piaciuto anche vedere alcuni animali marini dal vivo come, ad esempio, le meduse che erano molto eleganti nei loro movimenti oppure i delfini che amavano divertirsi con i loro giochi. Il secondo luogo che mi ha colpito è stato il museo del Galata perché è stato interessante immedesimarsi nel viaggio di un immigrato, faticoso e per niente piacevole, lì mi sono resa conto di tutto quello che passano gli immigrati spendendo tutti i loro averi per un viaggio durante il quale non hanno neanche la garanzia di arrivare vivi a destinazione. Il terzo luogo sono state tutte le chiese e i monumenti che siamo andati a visitare durante il nostro percorso. Quelle che mi hanno colpito di più sono state la chiesa di San Lorenzo che fu bombardata e poi ricostruita in parte e poi la chiesa di Gesù con le sue particolarità sulle forme geometriche poste davanti all’altare e i suoi affreschi. Infine, un altro luogo che mi ha colpito molto quanto l’Acquario è stato Portofino, un piccolo paesino che sorge sul mare molto caratteristico, estremamente pulito ed elegante. Qui ho potuto notare quanto i suoi abitanti tengono alla pulizia dell’ambiente in cui vivono. In questo viaggio mi sono divertita molto, sono rimasta piacevolmente colpita da tutti i luoghi che ho visto, ogni luogo è scolpito nella mia memoria indelebile. Ritengo che questa vacanza abbia contribuito ad una maggiore coesione tra noi compagni. Questo viaggio è stata un’occasione per capire che ogni persona ha le sue particolarità e le sue sfumature che si possono percepire solo se poni particolare attenzione ad essa. Concludo dicendo che questo viaggio lo porterò con me nel cuore per tutta la vita”. (Gaia)

Al cinema il cortometraggio realizzato dagli studenti delle medie

L’anno scorso gli studenti del secondo anno della scuola media, insieme agli studenti del centro Astalli, hanno preso parte ad un laboratorio di video partecipativo per le scuole. Lo scopo del laboratorio era quello di comunicare un messaggio lavorando in un’ottica inclusiva e cooperativa

Ogni alunno, attraverso un percorso di ricerca e di ascolto, ha avuto la possibilità di diventare autore delle storie raccontate, di trasmettere la propria identità e di accogliere quella dei compagni. Le attività laboratoriali hanno portato alla realizzazione di un cortometraggio dal titolo “Piazza del baratto” le cui riprese hanno avuto luogo nello storico mercato di Ballarò.

Qui i ragazzi e le ragazze hanno individuato sei persone che hanno colpito la loro sensibilità e che hanno costituito i modelli di partenza per i sei personaggi che sono stati creati e impersonati dagli studenti stessi. A ciascuno dei personaggi è stato assegnato uno degli oggetti raccolti al mercato che, a coppie, hanno barattato tra loro (come suggerisce il titolo del cortometraggio): una panettiera ha dato via le antiche ricette della sua panetteria in cambio di un paio di occhiali di un giocatore d’azzardo, che lei riteneva fossero magici e capaci di poterle cambiare la vita in meglio. 

Da questa esperienza gli studenti hanno imparato ad ascoltare se stessi e il prossimo, e ad immedesimarsi in ciò che è altro da sé. Ma non solo, attraverso piccoli esercizi di audio e video hanno appreso anche tecniche di ripresa e l’uso della strumentazione tecnica professionale.

Il cortometraggio sarà proiettato giovedì 19 Ottobre alle ore 18:00 presso il cinema Edison di Palermo, l’evento si concluderà con un piccolo rinfresco. Successivamente, in occasione della ventiquattresima edizione del Concorso Nazionale Scuole di Sottodiciotto Film Festival & Campus 2023, il cortometraggio verrà proiettato il 13 Dicembre, al cinema Massimo di Torino. A seguire si terrà un dibattito moderato dal selezionatore del Concorso Scuole.

 

 

Le classi “aperte”

Iniziano i canali per i ragazzi della scuola media

La scuola media del Gonzaga Campus ha dato il via ai canali la scorsa settimana. I canali sono una strategia didattica che ha il principale obiettivo di promuovere la socializzazione e l’integrazione fra i ragazzi.

Ogni canale è costituito da gruppi di studenti dello stesso anno ma appartenenti a sezioni diverse, che svolgono insieme alcune lezioni. In particolare, nei canali i ragazzi seguono lezioni di: musica con il professore Zarcone, francese con la professoressa Adelfio, spagnolo con i docenti Cataldo e Osuna, science and ecology con la professoressa Caruana, educazione fisica con la docente Ponte, religione con i professori Cinardo e Vitale, e infine arte con il professore Stassi.

Svolgere le lezioni con la modalità dei canali, che creano un ambiente dinamico e stimolante, permette ai ragazzi di avere una possibilità di confronto e dialogo ancora più ampia. Proprio per questo motivo i canali continuano per tutto l’anno scolastico e di anno in anno la loro composizione cambia.

La composizione sempre nuova dei canali genera curiosità ed entusiasmo nei ragazzi, che non vedono l’ora di conoscere quelli che saranno i nuovi compagni di canale!

Insegnare letteratura alla scuola media. La sfida lanciata dalla prof.ssa Lucia Sessa

Insegnare letteratura alla scuola media è un po’ una sfida. Sai bene che manca ai ragazzi, data la giovane età, la chiave di lettura per penetrare e gustare tante opere eccelse“.

E’ così che la prof. Lucia Sessa ci ha presentato i contributi di alcuni studenti che oggi condividiamo.

Ho sempre amato – continua la prof.- “Davanti San Guido” di Giosuè Carducci, consapevole del fatto che è un testo dell’età matura, carico com’è di nostalgia, di rimpianti, ma anche di  quei sentimenti puri e totalizzanti che solo la fanciullezza ci dona. Così ho accostato i ragazzi a questo testo, guidandoli a coglierne le risonanze, attraverso  un lavoro di immaginazione. Come spesso accade, mi hanno commosso

Il Ricordo – Carola Messina
Cianciana…era il nome del paesino dove io e la mia famiglia trascorrevamo fine settimana e feste, insieme ad amici e familiari. Tornando adesso in questi posti, mi tornano in mente tanti ricordi della mia tenera età, tra le uscite con il mio solito gruppo di amici, le scampagnate, i mesi estivi passati lì, le serate vuote e fredde, ma anche quelle affollate e calde, le giornate in piscina o al mare, le feste di paese, le domeniche passate in famiglia, tutte le stradine che ormai per me sono casa, la gente che mi fermava, perché mi riconosceva come “la figlia di”, e poi mi faceva i complimenti per come ero cresciuta, la casa degli zii dove mi divertivo con tutti i loro strumenti musicali, e infine la tranquillità e felicità che si provava ogni volta che dalla strada intravedevamo le case e le strade di Cianciana.

Adesso mi ritrovo qui, dopo quasi quarant’anni, con una carriera da medico alle spalle e due figli ormai grandi che insieme a me hanno continuato a venire qui, ogni volta che si torna in Sicilia.

Mio caro paesino, più il tempo scorre, più mi affeziono a te e ad ogni mio ricordo di quando ero piccola; so che il mio lavoro e la vita che mi sono fatta in Toscana mi allontanano da casa, ma continuo e continuerò sempre a venire a parlarti e a trascorrere qualche pomeriggio insieme; anche se stare in questo luogo mi dà un gran senso di malinconia al ricordo di quando eravamo tutti più piccoli e senza alcun pensiero.

 Adesso mi basta guardare un’insegna di un bar per avere un’immensa quantità di ricordi belli e brutti. La mia maturità non è stata altrettanto semplice come la mia infanzia, poiché gli studi lontano dalla mia famiglia mi hanno resa più sensibile e debole, anche per affrontare gli studi universitari.

Ma grazie al mio duro lavoro, sono riuscita a realizzare i sogni della piccola Carola che voleva andare a vivere in Toscana, ma soprattutto voleva diventare un medico; ed eccomi qua.


È tutto uguale a prima con te – Bianca Lo Iacono
È tutto uguale a prima…il sentiero che porta in spiaggia , il cancello di ferro battuto, le casette , l’erba che mi striscia tra i piedi perché  come al solito è troppo alta rispetto al vialetto , e poi il mare , le onde che si scontrano contro i sassi a riva e che fanno sempre lo stesso rumore , un rumore così caro e familiare , i gigli che spuntano a metà di Agosto e le canne con cui giocavo a fare le capanne da bambina . E’ tutto uguale a prima, tranne una sola cosa , una sola persona , io Bianca , che ormai non sono più quella bambina che correva sulla spiaggia , che nuotava tutto il giorno e che giocava a palla . Quasi quasi mi sembra ancora di sentire i miei amici che mi chiamano , o mia madre che mi dice di tornare a casa per pranzo ,o mio padre che mi toglie da dietro l’ombrellone anche se volevo stare ancora seduta all’ombra ; oh che bei ricordi e che nostalgia! Quanto darei per poter ritornare come prima un’ultima volta…solo un ultima volta , del resto è tutto uguale a prima…Mi sento travolta da mille emozioni , le emozioni della mia infanzia , dolci, così dolci da farmi piangere ; ed è qui che comincio a sentire suoni, sospiri ,voci che riconosco , quasi senza rendermene conto, immediatamente. Ed ecco che, accoglienti e premurosi, tutti gli elementi che hanno costituito le estati della mia infanzia cominciano a parlare ; il vento sospira , le onde iniziano a bisbigliare , dalle canne di bambù , dai pini e dagli oleandri esce una voce melodiosa , che mi rilassa . Dovrei essere spaventata , lo so bene , o almeno scioccata ;dopotutto non è una cosa che si vede tutti i giorni questa , ma la cosa strana è che sto provando le sensazioni opposte ; mi sento calma, felice , rincuorata , come se me lo aspettassi a dire il vero. Possibile che tutti i miei ricordi così lontani e malinconici , ma allo stesso tempo vividi e gioiosi si trasformino in realtà ? 

“Da quanto tempo!” “Ben tornata” “ Ti ricordi di noi?” – esclamano i pini e gli oleandri – “ Come stai?” “ è da tanto tempo che non vieni a trovarci” “Resta qui con noi”- dicevano le onde del mare con voce calma.

Sono commossa ; loro si ricordano di me, non mi hanno dimenticata ; oh ,quanto mi piacerebbe restare a rivivere quel posto magico , era da tanto  che non venivo , ed era tutto uguale a prima , in fondo . No. Che sto dicendo? Non devo farmi sopraffare dalle vecchie emozioni ,io non appartengo più a questo posto , il passato è passato , devo andare via , dire di no ; ma questo contrasto in me cresce sempre di più e tutti i miei ricordi si fanno sempre più vivi . “Devo andare” “non posso restare”- dico alle onde e al vento ,forse per convincere più me che loro – “ ormai sono grande non sono più quella ragazza che leggeva romanzi in spiaggia o quella bambina che faceva i castelli di sabbia” “ Ma tornerò, promesso, verrò presto a rifarvi visita”- affermo convinta . 

Gli alberi, però mi guardano incerti e il vento, che mi soffia tra i capelli , non capisce. Mi pregano di restare , mi chiedono di raccontare loro della mia vita e mi rievocano in mente tanti ricordi felice , ma anche tristi . E io , confusa e commossa, inizio a parlare ; così mentre loro commentano tutte le mie sbucciature e tutte le mie mangiate di gelato , gli racconto della mia vita , delle mie scelte , dei cambiamenti … Gli dico che mi sono laureata in medicina , che adesso sono una dottoressa , e che sono stimata da tutti , che ho scritto un libro , ma solo per passione , e che ho una figlia bellissima e un giorno l’avrei portata lì e le sarebbe piaciuto tantissimo . Gli dico anche le cose più stupide come il fatto che la mattina mi piace prendere il caffè in balcone, prima di andare al lavoro , come il fatto che mi fa ancora piangere Titanic esattamente come quando avevo 13 anni , come il fatto che ho un giardinetto e che mi piace occuparmene nel fine settimana , e come adoro preparare dolci con mia figlia . Ma nonostante questo non c’è un solo momento in un solo giorno in cui non mi manchino la spiaggia , i fiori , l’odore del ferro battuto e del mare di Lascari.

Quante delusioni avevo provato; avevo perso della amicizie, e delle storie d’amore non erano finite come mi aspettavo , non ero mai riuscita ad aprire un ambulatorio tutto mio, e non avevo vinto il concorso per andare in Africa come speravo e ( questo meno importante) non ero mai andata ad un concerto di Ultimo o di Adele .

Ma, anche con queste delusioni la mia vita è molto felice; ho tanti amici ,una splendida famiglia , un lavoro fantastico e una figlia fantastica ; ho realizzato molti degli obiettivi che avevo da giovane , come fare un corso di giornalismo , andare a Parigi , riuscire a diventare medico , aiutare la gente e rendere contenti gli altri intorno a me ; certo non ho mai incontrato Julia Roberts o Robin Williams , ma sono molto soddisfatta della mia vita. 

Ho appena finito di parlare, quando mi accorgo che ormai tutto e tutti mi stanno ascoltando , non più solo il vento , le onde e gli alberi , ma anche i passeri restano fermi , il sole abbassa i raggi ed è come se anche le tegole della casa si protendessero verso di me . Sono tutti felici , tutti sorridenti , guardano tutti la donna che  sono diventata , ma sono anche tristi e ansiosi, lo noto.

Senza neanche capire cosa succede ,mi ritrovo a versare calde lacrime lungo le guance e improvvisamente  capisco; è vero : è tutto uguale a prima , ma io non faccio più parte di tutto questo , è solo un bellissimo , felice , meraviglioso ricordo, e come una coperta si stende su un bambino , lascio che tutti i miei ricordi d’infanzia si stendano su di me ora e per sempre . “ Addio amici”- dico- e poi sorridendo mi volto. Attraverso quel sentiero , cammino verso il cancello , saluto gli alberi ,il sole ed il mare , sfioro le case e cerco di imprimere nella mia mente queste immagini di luoghi e di cose che ho sempre amato e che sempre amerò , perché in cuor mio so che non tornerò mai più in questo posto . E poi rimango sola , sola con i miei ricordi.


Caro diario.. – Edoardo Santomarco
Caro diario,

oggi mentre frugavo nei cassetti di casa, ho trovato un mazzo di chiavi color verde.

Provai a inserirle in tutte le serrature di casa, ma niente, le stavo solo rompendo; tornato al cassetto, continuai a cercare qualunque oggetto potesse ricollegarsi a quelle chiavi, dopo cinque minuti che cercavo vidi un qualcosa incastrato fra due cassetti,  con un po’ di fatica riuscii a prenderlo; era una foto del mio 12º compleanno, sullo sfondo c’era però una casa che non era casa mia né casa dei miei genitori. 

Dopo un po’ che andavo in giro per la casa, camminando velocemente e fissando la foto, decisi di sedermi sul divano; improvvisamente iniziarono a riaprirsi i ricordi di una casa in campagna in un paese della Sicilia… senza pensarci due volte presi chiavi, telefono e portafoglio, e andai in aeroporto per andare giù in Sicilia il prima possibile. Durante il viaggio cercai di ricordarmi un qualcosa, ma niente; solo ricordi confusi e scollegati; scesi dall’aereo, affittai una macchina e imboccai  senza ripensamenti l’autostrada.

Più mi avvicinavo, più un sentimento, che tuttora non so descrivere, diventava forte. Arrivato davanti al cancello provai a mettere la chiave nella serratura… effettivamente girava! Sorpassato l’ingresso, fu come se un mondo parallelo fosse comparso davanti a me; era come se le lunghe, vecchie ma soprattutto belle giornate d’estate, passate in quella casa, si stessero  ripetendo davanti ai miei occhi. D’un tratto vidi passare un piccolo me, che gioca con un cane nel patio dove, durante le ore del riposino dopo il pranzo, giocavo con gli attrezzi del nonno. Comunque non ricordavo molto di quel cane, probabilmente perché se n’era andato quando ero piccolo per questo non ci feci molta attenzione e continuai il mio cammino. Ma man mano che passavo mi venivano in mente sempre più ricordi, come l’altalena legata a due tronchi che in confronto una torre fatta con i bicchieri di plastica era più stabile, credo però che fosse anche questo che la rendeva perfetta. O come il prato, dove, dopo essere stato in piscina e aver rischiato la vita con i tuffi, giocava a calcio fino allo sfinimento, così che dopo potevo buttarmi in piscina.Poi entrai in casa e mi ricordai delle serate passate sul divano a mangiare patatine bevendo Coca-Cola. Esplorata tutta la casa, c’era ancora una chiave che non avevo usato…Da bambino passava molto tempo nello studio del nonno, che però dopo che se ne era  andato, non era più stato aperto per rispetto. Provai a inserire la chiave nella serratura ed entrò perfettamente, dopo un momento di riflessione mi dissi:” se non ora quando” quindi  mi presi  di coraggio e aprii la porta… era successo di nuovo, davanti a me era apparsa una scena di me e mio nonno che dipingevamo,  sporcandoci faccia e mani.D’un tratto mio nonno si girò, e fu come se mi avesse sorriso, vedendo e capendo chi ero diventato; io che lo contrario di lui sono un tipo che parla poco rimasi immobile, ma lui mi stava leggendo dentro, era come se involontariamente gli stessi raccontando la mia vita da quando non c’era più. Dopo un po’ tutto tornò alla normalità, e finito il giro tornai in macchina con la testa piena di bei ricordi. Devi sapere caro diario, che da bambino avevo un sogno: da grande avrei dovuto rivivere una giornata come quando ero piccolo, beh… mi sa che ci sono riuscito.

Incontrare: la via tracciata dai Symposia per Medie & Middle

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento dei Symposia per le studentesse e gli studenti della Scuola Media e la Middle School del nostro Campus. Come sappiamo, i Symposia sono l’occasione per concedersi qualche giornata in pieno contatto con la propria interiorità, per sviluppare la propria umanità attraverso momenti di spiritualità e di riflessione su tematiche particolarmente vicine alla sensibilità del Campus. Gli argomenti affrontati quest’anno quali l’ecologia integrale, la multiculturalità e l’affettività, sono diventate spunto a partire dal quale interrogare la propria esistenza e intraprendere un percorso di vita fresco e rinnovato. 

Prima media e M1. L’ecologia integrale per costruire la casa comune.

Le classi prime ed M1, insieme ai docenti Bondì, Cinardo, Mburu, Messina, Adelfio, Caruana, Agosta, Ponte e Zarcone, hanno approfondito il tema dell’ecologia integrale con un progetto dal tema “Pianeta amico mio: Educazione ambientale e sviluppo del pensiero ecologico integrale”. Punti di partenza sono stati l’Agenda 2030 dell’ONU e l’Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco, che hanno offerto ai ragazzi l’opportunità di riflettere sulla questione ambientale partendo dalla relazione con il territorio. Una passeggiata per le vie del centro storico di Palermo ha dato modo di scoprire le ricchezze storico-artistiche possedute ma, al contempo, malridotte e forse dimenticate. Un’esperienza, questa, che ha dato agli studenti la possibilità di analizzare il territorio e di toccare con mano la realtà per costruire un mondo migliore, lontano da sprechi, sporcizia e degrado. 

Tanti sono stati gli incontri: Barbara, co-fondatrice dell’impresa sociale MoltiVolti, ha fatto scoprire come tra i vicoli di Ballarò si può fare ristorazione conciliando i prodotti del territorio, l’uso di materiale ecosostenibile e l’interscambio interculturale tra le diverse popolazioni. Chiara e Giulia, del gruppo “Dio abita la città” della Parrocchia S. Antonino, hanno invitato a “laudare” per il creato partendo dalla cura delle piccole cose. Bartolo e Giulia, dell’Onlus Plastic Free, hanno fatto riflettere come un mondo lontano dalla plastica possa preservare il territorio e gli animali che in esso vivono. 

Vedendo e ascoltando, gli studenti sono riusciti a realizzare grafici e plastici che riproducessero Palermo, quella che tutti vorremmo amare, la casa comune per tutti.

Seconda Media e M2. Il mare ci ha resi Fratelli Tutti!

Le classi seconde medie ed M2, guidate dai docenti Gulizzi, Leto, Conciauro, Crisenza, Stassi, Vedda e Mohammad, hanno affrontato il tema della multiculturalità e del dialogo interreligioso a partire dalla lettera Enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti” e dalle mille sfaccettature del Mare Mediterraneo. Obiettivo di queste tre giornate è stato quello di conoscere, in un’ottica di amorevole apertura, come il nostro mare abbia favorito l’incontro tra popoli e le contaminazioni  artistiche, musicali e culinarie. Per queste ragioni gli alunni e le alunne sono stati chiamati a scoprire il valore e l’importanza della diversità e dell’accoglienza partendo dal locale per ampliare gli orizzonti alla sfera globale.

Diverse le attività come la visita all’Ecomuseo Mare Memoria Viva, dove i ragazzi hanno scoperto l’importanza del mare cittadino e della sua tutela, o un giro tra le vie di Mazara del Vallo, storica città simbolo di accoglienza e integrazione. Qui gli alunni hanno potuto intervistare la gente del luogo: pescatori, ceramisti ed editori al fine di comprendere la convivenza etnica e religiosa in una cittadina in cui si respira un’aria tutta multiculturale. Intervistato speciale: il Vescovo di Mazara Mons. Angelo Giurdanella che ha parlato dell’Enciclica Fratelli tutti. Infine, l’ultimo giorno, gli studenti hanno realizzato dei progetti per favorire l’incontro con le comunità straniere della nostra città. Successivamente, presso MoltiVolti nello storico quartiere di Ballarò, hanno compreso l’importanza dell’accoglienza grazie alla testimonianza di un giovane lavoratore proveniente dal Gambia, andando oltre ciò che le politiche europee per i flussi migratori ci consegnano. A conclusione un buon pranzo a base di cibi provenienti da varie parti del mondo: anche a tavola si può conoscere e sperimentare l’incontro con l’altro, che è il primo passo per essere Fratelli tutti.

Terza Media. Diventare grandi: il primo passo dell’adolescenza.

Intense giornate anche per le classi terze, guidate dai professori Calabrese, Cataldo, Minnone, Sessa, p. Daniele Volpetti SJ e dallo psicologo Giuseppe Mannino. “Adolescenza: istruzioni per l’uso” è il titolo di questo percorso che ha condotto i ragazzi ad una maggiore scoperta di sé, affrontando i temi dell’adolescenza, dei primi amori, delle relazioni amicali, della gestione dei social, dei cambiamenti del proprio corpo.

La visione del film “Succede” ed una giornata di informazione e scambio con due medici sul tema della crescita, sono state lo spunto a partire dal quale gli alunni hanno avviato una serie di riflessioni in piccoli gruppi che hanno portato alla realizzazione di alcuni cortometraggi per focalizzare le tematiche che hanno maggiormente colpito. Quale miglior occasione, se non questa, per far venir fuori dubbi, incertezze, curiosità, per crescere in maniera più consapevole e serena. A trarre le conclusioni è stato p. Francesco Cavallini SJ con una lettura spirituale che restituisse ai ragazzi il vero senso di diventare grandi.

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Eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado – a.s. 21-22

L’eccellenza umana e accademica anima il modo di procedere del Gonzaga Campus, per formare donne e uomini Competenti, Compassionevoli, Coscienti e Coinvolti.

Competente, per noi, è un alunno ben preparato per le sfide della vita, non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

Vi presentiamo con orgoglio, per ogni categoria di riconoscimento, le eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado per l’anno scolastico 2021-2022.

Media più alta

Carriera Scolastica Triennio

CLasse Media Più Alta

Miglior Sportivo

Classe "COmportamento Migliore"

Classe Più accogliente

media più alta della Scuola media

Creatività

Sorriso

Gentilezza

4c - I Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - II Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - III Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

Alunno Ignaziano

All’umiltà unisce l’eccellenza accademica, la profondità umana e spirituale e una leadership nel servizio agli altri

San Luigi: "Servizio agli altri"

Ci ricorda la testimonianza di vita di San Luigi Gonzaga: amicizia con Dio, integrità di vita, impegno negli studi, servizi agli altri.

Mitezza

Miglior Calciatore

(impegno, grinta, gioco di squadra)

Curiosità

Magnanimità

Tenacia - IMpegno - Forza - Determinazione

Premio "PDG": Passi da gigante

Cultura

Maturità

Educazione

Prof. Sorridente

Premio "io vivo a Scuola...bene!"

Premio Laudato si'

Eccellenza Musicale W.A. Mozart

Sostegno ai compagni

COncorso musicale diamoci un tono

Loquacità

Premio VIcepreside "Zero Ritardi e zero assenze"

Premio Ironia

Premio del preside

Primo posto campionato

Secondo posto campionato

Capocannoniere Campionato

Gli studenti delle terze medie alla scoperta del barocco siciliano

Gli studenti delle terze medie, prima dell’imminente inizio degli esami, ha concluso l’anno scolastico con il viaggio di istruzione.  L’imponente chiesa di S. Giorgio di Modica, con la sua profonda scalinata, ha fatto da cornice iniziale al viaggio che ha attraversato le suggestive tappe della chiesa rupestre di San Nicolò e la veduta panoramica dal belvedere, passando dal corso Umberto I, via principale, che ospita l’Antica pasticceria Bonajuto, celebre per la produzione della tipica cioccolata modicana.

Seconda tappa è stata Scicli per una fugace passeggiata attraverso il centro storico, in cui sono stati girati diversi episodi della celebre fiction di Montalbano. Hanno poi visitato il castello di Donnafugata, un tempo dimora nobiliare dei signori De Spuches, oggi museo che porta alla luce arredi, tendaggi e decori ottocenteschi. Non poteva mancare una sosta Ibla, la parte antica della città di Ragusa, e Noto dove l’arte barocca diventa ancor più sfarzosa e preponderante nell’architettura delle chiese e della basilica di S. Nicola.

Adesso si preparano per iniziare i tanto attesi esami! In bocca al lupo.

 

Gonzaga Estate 11-13 Anni: campo estivo a San Fratello

La proposta del Gonzaga Estate per la fascia 11-13 anni è rivolta ai ragazzi delle Scuole Medie e della Middle School.
Il campo estivo si svolgerà a San Fratello, “Villa De Angelis” sui Monti Nebrodi (ME), dal 27 giugno al 2 luglio 2022

Sarà un’occasione per rivivere anche quest’anno un’esperienza meravigliosa, di fraternità, di passeggiate nei boschi, di scoperta di nuovi itinerari e luoghi d’interesse da vedere, di gioco, di condivisione, della scoperta della fauna locale e di tanto altro.

La partenza è prevista per lunedì 27 giugno prossimo, al mattino, dal campus (da via P. Mattarella 38). L’appuntamento è alle ore 8.00 in punto davanti alla portineria Centrale S. Giuseppe. In questo tempo in cui la pandemia ancora continua a condizionarci, per la sicurezza e la serenità di tutti i partecipanti all’esperienza, ognuno degli aderenti alla proposta farà un tampone rapido certificato eseguito dal personale della Casa di Cura Torina (il costo è incluso nella quota che vi chiediamo). Subito dopo il tes, in bus si partirà alla volta di San Fratello (ME). Il ritorno a Palermo è previsto per sabato 2 luglio c.a., nel tardo pomeriggio, alle ore 17.00 circa. 

I docenti accompagnatori saranno i proff. Rosario Calabrese, Elisabetta Gulizzi, Emmanuele Leto, Emio Cinardo, Ciprian Prăjișteanu, Mateusz Odachowski S.I. e Pierluigi De Lucia S.I.

Per info e iscrizioni è possibile rivolgersi all’Amministrazione entro il 16 giugno inviando una email a: amministrazione@gonzagapalermo.it

Compagni nella missione. La formazione dei docenti nelle scuole dei gesuiti

Per Sant’Ignazio l’istruzione ha sempre rappresentato una priorità, fervidamente convinto che non si possano dare risposte alle esigenze del tempo senza studio e senza educazione. Sin dalla Ratio Studiorum, il primo documento che presiede all’attività pedagogica dei Gesuiti, l’educazione della gioventù non doveva limitarsi a un novero di rudimenti di grammatica e retorica, ma era promossa in chiave di formazione cristiana totale, per la formazione della persona nella sua interezza: un’educazione volta a formare un uomo istruito e buono.

Da una visione tanto innovativa scaturisce, dunque, una pedagogia che esorta alla ricerca e alla riflessione, che consente allo studente di esplorare la realtà senza cadere nella trappola dei pregiudizi e dei preconcetti che distolgono dalla verità. Una pedagogia che promuove la capacità di essere critici nei confronti della società e del proprio tempo, in nome di una libertà non facile da conquistare. 

In quest’ottica, il professore è la guida di un percorso i cui veri “attori” sono gli alunni, che si impegnano in un importante lavoro personale e cooperativo. 

Nei secoli la Compagnia di Gesù, sul solco dell’antichissima linea pedagogica tracciata da Sant’Ignazio e dai primi confratelli Gesuiti, ha rinnovato se stessa, mantenendo lo sguardo sull’uomo nella sua interezza, nella sua ricchezza e le sue fragilità, e continuando a scommettere nella sfida educativa.

Oggi, nei nostri collegi i Gesuiti sono sempre più affiancati da laici, a cui è affidato il compito   di custodire e trasmettere l’identità ignaziana, con la consapevolezza di essere “agenti moltiplicatori “(Padre Arrupe s.j).

Così, la Compagnia di Gesù ha investito nella creazione di una “rete” di collegi che, attraverso un organismo centrale, il CeFAEGI, (Centro di formazione per l’attività educativa dei Gesuiti d’Italia) accompagna i propri collaboratori laici nella formazione alla spiritualità e al metodo pedagogico ignaziano. Si tratta di attività seminariali che spesso costituisce per il docente uno spartiacque fra una visione solo contenutistica della propria materia e uno sguardo più profondo e ampio in grado di sperimentarne la portata valoriale.

  • Il Seminario propedeutico, riservato ai docenti di nuova assunzione, consente di entrare nel Contesto dei nostri collegi, attraverso la conoscenza dei fondamenti della pedagogia ignaziana.
  • I Seminari sistematici, un percorso articolato in quattro tappe, permettono, invece, ai docenti un approfondimento della pedagogia ignaziana attraverso una rielaborazione più personale e pratica dei suoi aspetti fondanti: esperienza, riflessione, azione, valutazione. 
  • I Seminari disciplinari e interdisciplinari rappresentano importanti momenti di riflessione sulla valenza formativa delle discipline. 
  • Il Colloquium, ulteriore occasione di riflessione più intima e personale, guida il docente a scorgere nel proprio essere docente una chiamata vocazionale.
  • Gli Esercizi Spirituali sono un’opportunità per accostarsi alla spiritualità di Sant’Ignazio, e al tempo stesso rintracciare in essa i cardini della Pedagogia ignaziana e penetrarne tutta la profondità.

Il CeFAEGI negli anni ha guidato e continua a guidare i docenti dei propri collegi attraverso una formazione che, per essere tale, deve necessariamente essere “permanente”. Perché, come diceva Padre Arrupe “più che la formazione ha valore la capacità e l’ansia di continuare a formarsi…

Ed è questo il seme che ogni insegnante spera in cuor suo di aver piantato e dei dia buoni frutti.