Eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado – a.s. 21-22

L’eccellenza umana e accademica anima il modo di procedere del Gonzaga Campus, per formare donne e uomini Competenti, Compassionevoli, Coscienti e Coinvolti.

Competente, per noi, è un alunno ben preparato per le sfide della vita, non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

Vi presentiamo con orgoglio, per ogni categoria di riconoscimento, le eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado per l’anno scolastico 2021-2022.

Media più alta

Carriera Scolastica Triennio

CLasse Media Più Alta

Miglior Sportivo

Classe "COmportamento Migliore"

Classe Più accogliente

media più alta della Scuola media

Creatività

Sorriso

Gentilezza

4c - I Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - II Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - III Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

Alunno Ignaziano

All’umiltà unisce l’eccellenza accademica, la profondità umana e spirituale e una leadership nel servizio agli altri

San Luigi: "Servizio agli altri"

Ci ricorda la testimonianza di vita di San Luigi Gonzaga: amicizia con Dio, integrità di vita, impegno negli studi, servizi agli altri.

Mitezza

Miglior Calciatore

(impegno, grinta, gioco di squadra)

Curiosità

Magnanimità

Tenacia - IMpegno - Forza - Determinazione

Premio "PDG": Passi da gigante

Cultura

Maturità

Educazione

Prof. Sorridente

Premio "io vivo a Scuola...bene!"

Premio Laudato si'

Eccellenza Musicale W.A. Mozart

Sostegno ai compagni

COncorso musicale diamoci un tono

Loquacità

Premio VIcepreside "Zero Ritardi e zero assenze"

Premio Ironia

Premio del preside

Primo posto campionato

Secondo posto campionato

Capocannoniere Campionato

Gli studenti delle terze medie alla scoperta del barocco siciliano

Gli studenti delle terze medie, prima dell’imminente inizio degli esami, ha concluso l’anno scolastico con il viaggio di istruzione.  L’imponente chiesa di S. Giorgio di Modica, con la sua profonda scalinata, ha fatto da cornice iniziale al viaggio che ha attraversato le suggestive tappe della chiesa rupestre di San Nicolò e la veduta panoramica dal belvedere, passando dal corso Umberto I, via principale, che ospita l’Antica pasticceria Bonajuto, celebre per la produzione della tipica cioccolata modicana.

Seconda tappa è stata Scicli per una fugace passeggiata attraverso il centro storico, in cui sono stati girati diversi episodi della celebre fiction di Montalbano. Hanno poi visitato il castello di Donnafugata, un tempo dimora nobiliare dei signori De Spuches, oggi museo che porta alla luce arredi, tendaggi e decori ottocenteschi. Non poteva mancare una sosta Ibla, la parte antica della città di Ragusa, e Noto dove l’arte barocca diventa ancor più sfarzosa e preponderante nell’architettura delle chiese e della basilica di S. Nicola.

Adesso si preparano per iniziare i tanto attesi esami! In bocca al lupo.

 

Gonzaga Estate 11-13 Anni: campo estivo a San Fratello

La proposta del Gonzaga Estate per la fascia 11-13 anni è rivolta ai ragazzi delle Scuole Medie e della Middle School.
Il campo estivo si svolgerà a San Fratello, “Villa De Angelis” sui Monti Nebrodi (ME), dal 27 giugno al 2 luglio 2022

Sarà un’occasione per rivivere anche quest’anno un’esperienza meravigliosa, di fraternità, di passeggiate nei boschi, di scoperta di nuovi itinerari e luoghi d’interesse da vedere, di gioco, di condivisione, della scoperta della fauna locale e di tanto altro.

La partenza è prevista per lunedì 27 giugno prossimo, al mattino, dal campus (da via P. Mattarella 38). L’appuntamento è alle ore 8.00 in punto davanti alla portineria Centrale S. Giuseppe. In questo tempo in cui la pandemia ancora continua a condizionarci, per la sicurezza e la serenità di tutti i partecipanti all’esperienza, ognuno degli aderenti alla proposta farà un tampone rapido certificato eseguito dal personale della Casa di Cura Torina (il costo è incluso nella quota che vi chiediamo). Subito dopo il tes, in bus si partirà alla volta di San Fratello (ME). Il ritorno a Palermo è previsto per sabato 2 luglio c.a., nel tardo pomeriggio, alle ore 17.00 circa. 

I docenti accompagnatori saranno i proff. Rosario Calabrese, Elisabetta Gulizzi, Emmanuele Leto, Emio Cinardo, Ciprian Prăjișteanu, Mateusz Odachowski S.I. e Pierluigi De Lucia S.I.

Per info e iscrizioni è possibile rivolgersi all’Amministrazione entro il 16 giugno inviando una email a: amministrazione@gonzagapalermo.it

Compagni nella missione. La formazione dei docenti nelle scuole dei gesuiti

Per Sant’Ignazio l’istruzione ha sempre rappresentato una priorità, fervidamente convinto che non si possano dare risposte alle esigenze del tempo senza studio e senza educazione. Sin dalla Ratio Studiorum, il primo documento che presiede all’attività pedagogica dei Gesuiti, l’educazione della gioventù non doveva limitarsi a un novero di rudimenti di grammatica e retorica, ma era promossa in chiave di formazione cristiana totale, per la formazione della persona nella sua interezza: un’educazione volta a formare un uomo istruito e buono.

Da una visione tanto innovativa scaturisce, dunque, una pedagogia che esorta alla ricerca e alla riflessione, che consente allo studente di esplorare la realtà senza cadere nella trappola dei pregiudizi e dei preconcetti che distolgono dalla verità. Una pedagogia che promuove la capacità di essere critici nei confronti della società e del proprio tempo, in nome di una libertà non facile da conquistare. 

In quest’ottica, il professore è la guida di un percorso i cui veri “attori” sono gli alunni, che si impegnano in un importante lavoro personale e cooperativo. 

Nei secoli la Compagnia di Gesù, sul solco dell’antichissima linea pedagogica tracciata da Sant’Ignazio e dai primi confratelli Gesuiti, ha rinnovato se stessa, mantenendo lo sguardo sull’uomo nella sua interezza, nella sua ricchezza e le sue fragilità, e continuando a scommettere nella sfida educativa.

Oggi, nei nostri collegi i Gesuiti sono sempre più affiancati da laici, a cui è affidato il compito   di custodire e trasmettere l’identità ignaziana, con la consapevolezza di essere “agenti moltiplicatori “(Padre Arrupe s.j).

Così, la Compagnia di Gesù ha investito nella creazione di una “rete” di collegi che, attraverso un organismo centrale, il CeFAEGI, (Centro di formazione per l’attività educativa dei Gesuiti d’Italia) accompagna i propri collaboratori laici nella formazione alla spiritualità e al metodo pedagogico ignaziano. Si tratta di attività seminariali che spesso costituisce per il docente uno spartiacque fra una visione solo contenutistica della propria materia e uno sguardo più profondo e ampio in grado di sperimentarne la portata valoriale.

  • Il Seminario propedeutico, riservato ai docenti di nuova assunzione, consente di entrare nel Contesto dei nostri collegi, attraverso la conoscenza dei fondamenti della pedagogia ignaziana.
  • I Seminari sistematici, un percorso articolato in quattro tappe, permettono, invece, ai docenti un approfondimento della pedagogia ignaziana attraverso una rielaborazione più personale e pratica dei suoi aspetti fondanti: esperienza, riflessione, azione, valutazione. 
  • I Seminari disciplinari e interdisciplinari rappresentano importanti momenti di riflessione sulla valenza formativa delle discipline. 
  • Il Colloquium, ulteriore occasione di riflessione più intima e personale, guida il docente a scorgere nel proprio essere docente una chiamata vocazionale.
  • Gli Esercizi Spirituali sono un’opportunità per accostarsi alla spiritualità di Sant’Ignazio, e al tempo stesso rintracciare in essa i cardini della Pedagogia ignaziana e penetrarne tutta la profondità.

Il CeFAEGI negli anni ha guidato e continua a guidare i docenti dei propri collegi attraverso una formazione che, per essere tale, deve necessariamente essere “permanente”. Perché, come diceva Padre Arrupe “più che la formazione ha valore la capacità e l’ansia di continuare a formarsi…

Ed è questo il seme che ogni insegnante spera in cuor suo di aver piantato e dei dia buoni frutti.

Il tempo pieno delle Medie, una risorsa pedagogica.


Il nostro legame con il tempo ha sempre influenzato il rapporto con la nostra vita. L’uso del tempo, a volte moderato, talvolta frenetico, nasce da scelte e domande quasi ideologiche: cos’è il tempo? come si organizza? come lo rappresentiamo? Come lo viviamo o lo percepiamo? Secondo la fisica contemporanea anche una coccinella può deformare lo spazio-tempo; oppure, quando un corpo si muove a una velocità tanto elevata da essere comparabile a quella della luce, lo spazio stesso si “accorcia” e il tempo “rallenta”.

Potremmo anche chiederci, al di là di un significato esistenziale e relativo a specie ed epoche diverse, come la dimensione del tempo influisca nella crescita e nello sviluppo cognitivo degli studenti. Nella scuola, infatti, il tempo è stato sempre al centro dell’attenzione e delle scelte pedagogiche e didattiche. Recenti studi di psicologia cognitiva esprimono una connessione tra l’apprendimento ed il tempo necessario e sufficiente allo studente per raggiungere certe competenze. Lo psicologo americano Howard Gardner si rifiutava di considerare l’intelligenza come un fenomeno unitario; anzi, credeva nell’esistenza di diverse forme di intelligenza. Quest’ultima si identifica quindi con un insieme di abilità, talenti o capacità indipendenti e insiti in tutte le persone. E cosa serve per raggiungere quindi un certo grado di padronanza di tali attitudini? Serve del tempo, più tempo. Con più tempo a disposizione migliorerebbero le esperienze di apprendimento, si favorirebbe una crescita culturale, sociale, e dunque anche economica del paese. Avendo più tempo potremmo andare oltre un insegnamento e una metodologia tradizionali e l’incontro stesso con le conoscenze alle scuole medie muterebbe: l’insegnamento delle geografia si avvantaggerebbe di un tempo per esplorare lo spazio osservando ciò che abbiamo intorno.

La geometria avrebbe il tempo di arricchirsi di confronti e discussioni a partire dal contatto con il mondo esterno; l’esperienza dell’arte avvicinerebbe gli allievi al tempo delle emozioni e della creatività. Anche la letteratura, per esempio, troverebbe il tempo di animarsi con letture ad alta voce o con rappresentazioni teatrali: un tempo meno contratto alimenterebbe un concetto differente di alfabetizzazione, un nuovo e diverso metodo di studio e asseconderebbe aspetti diversi e stimolanti dell’esperienza scolastica. Le scuole medie aperte mattina e pomeriggio permettono infatti di ripensare con flessibilità l’intera offerta formativa. C’è tempo e spazio per varie proposte educative, anche opzionali, riguardanti la conoscenza di sé, del mondo e dell’altro: i saperi di base si completano con attività espressive e diverse forme di linguaggio come le arti, il teatro, lo sport, le lingue, la produzione di video e la musica. Più le proposte variano, più si moltiplicano gli stimoli e meno gli studenti perdono interesse: più coinvolti, curiosi e aperti a nuovi mondi. È necessario sottolineare però che esperienze diverse fondate sul confronto, sull’esplorazione e la ricerca necessitano di tanto tempo. Un tempo pieno a scuola comporta anche un ripensamento degli spazi e un modo differente di abitare i luoghi educativi. La mensa è per esempio un vero momento formativo e ricreativo: stimola a relazionarsi con il cibo, ad approcciarsi alle buone maniere, a condividere momenti di gioia e di socializzazione. Palestre, impianti e campi sportivi sono invece cruciali per valorizzare l’educazione fisica e motoria nel percorso educativo, soprattutto nell’ottica di un’estensione del tempo-scuola. Tale prolungamento limita inoltre il carico di compiti a casa che molto spesso diventano, per gli alunni e le loro famiglie, un obbligo anche molto gravoso che mina talvolta la serenità e i rapporti tra genitori e figli, a scapito del tempo di gioco, di condivisione di interessi e desideri imprigionati in obblighi esterni. E gli insegnanti? Anche loro traggono giovamento da un tempo pieno a scuola, un tempo per ricercare e iniziare sperimentazioni all’altezza delle grandi sfide educative di questa nostra epoca di grandi trasformazioni; la variabile tempo è dunque una ricchezza fondamentale per una buona didattica.

La giornata scolastica diventa quindi un percorso in cui gli alunni possono concatenare le proprie esperienze e i propri saperi, attraverso linguaggi alternativi diversi da quelli della scuola tradizionale, all’interno di un tempo interamente educativo.

Prof. Rosario Calabrese

Olimpiadi di Matematica 2021/2022


Penna in mano, massima concentrazione e via col tempo!

Un nutrito gruppo di studenti della Scuola Secondaria di I grado ha colto con entusiasmo la sfida di Logica, proposta quest’anno dalle olimpiadi dei Giochi Matematici del Mediterraneo, iniziativa giunta alla XII edizione, promossa dall’A.I.P.M (Accademia Italiana per la Promozione della Matematica “Alfredo Guido”).

Gli studenti, attraverso una serie di gare d’istituto individuali, hanno affrontato dei quiz con prove di ragionamento logico-matematico di livello crescente e, dopo un’attenta selezione, sono stati decretati tre finalisti, uno per anno. I vincitori hanno già disputato la finale d’area regionale, e aspettano di conoscere la loro qualificazione nella classifica nazionale.

Nel frattempo, per le sole classi seconde, sono partite anche le Olimpiadi di Problem Solving, una competizione a squadre, patrocinata dal Ministero dell’Istruzione all’interno di un progetto di informatica, che promuove lo sviluppo delle competenze chiave per la soluzione di problemi attraverso modelli, metodi e strumenti informatici. La competizione si propone, infatti, di favorire lo sviluppo e la diffusione del pensiero computazionale, sottolineandone l’importanza come strategia per affrontare i problemi e come linguaggio universale di comunicazione.

La selezione interna al Campus si è sviluppata in quattro fasi eliminatorie, che sono servite per allenare i ragazzi e configurare la squadra che rappresenterà ufficialmente il Gonzaga Campus alla gara regionale.

Gioco di squadra, ragazzi!






I Symposia delle Medie: esperienze di vita che generano vita

I Symposia nascono dall’intima esigenza di rintracciare, proprio in preparazione alla Quaresima, uno spazio lenitivo dell’anima, in cui dialogare con la propria interiorità come pratica di cura personalis, alla stregua di una vera e propria carezza.

 Si tratta di individuare, nel iter curricolare, un tempo di indagine intensiva da destinare all’acquisizione di una maggiore consapevolezza della propria spiritualità, attraverso l’approfondimento di aree di sapere che consenta, a sua volta, di immergersi nella parte più intima e profonda di sé, per scoprire e scoprirsi. A ogni singola attività segue un Examen di verifica delle conoscenze e competenze acquisite, mai fine a se stesse, in termini di mero profitto, ma fruite come strumento di dialogo con la propria dimensione spirituale. 

Questo percorso formativo e introspettivo ha, come sempre, delle guide e dei compagni di cammino. Padre De Lucia e i docenti Stassi, Rossella Vedda, Elisabetta Gulizzi, Emanuele Leto, Anna Barone, Antonio Zarcone e Francesca Conciauro hanno intrapreso con i nostri studenti tre diverse e complementari esperienze, fondamentali momenti anche di riflessione sull’attuale contesto politico internazionale, che ci interpella tutti come essere umani. 

Tre le opportunità di fruire della bellezza (culturale, artistica, sociale) per indagare il profondo: 

  • “Arte e Spiritualità”, esperienza in collaborazione con “Pietre Vive”. La prima media si è immersa nella bellezza di Casa Professa, una delle Chiese più caratteristiche della città, per vivere appieno il connubio tra arte e Spirito
  • “Uomini e Donne per gli altri”. Il percorso di Animazione Spirituale della  seconda media  ha previsto, invece, l’immersione nella realtà del Centro Astalli.  La testimonianza di uno dei fondatori, l’ing. Alfonso Cinquemani e di tanti che hanno vissuto il dramma di essere stati sradicati dalle loro famiglie, terre di origine alla riceca di un riparo, un porto sicuro per condurre una vita “normale”, ha inciso significativamente sui nostri ragazzi, visibilmente commossi.
  •  “Biblical Storytelling” ha visto la terza media approfondire lo storytelling biblico, avvalendosi del preziosissimo attenzionando alcuni personaggi tratti dalla Parola di Dio (San Paolo, re Davide, la Samaritana e, in particolare, Gesù), avvalendosi della preziosa  collaborazione di Anna Traini, regista, autrice e formatrice d’eccezione.


Queste attività di Animazione Spirituale si sono svolte in un clima fraterno, in uno spazio di riflessione senza barriere preconcette e improntate al diretto coinvolgimento degli studenti per una costruzione condivisa di conoscenze e di valori.

Forse, proprio in un tempo così difficile come l’attuale avevamo bisogno, come comunità educante, di un’esperienza così profondamente umana e spirituale, di incontro, di formazione verso una persona completa, che non è solo nozioni. Esperienze di vita che generano vita.

Clicca qui per visionare la Gallery del sito contenente le foto dei ragazzi ai Symposia

Rugby, il percorso di orientamento sportivo delle Medie


Nella nostra scuola, da qualche settimana,  è iniziato il progetto per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Scuola Attiva Junior” che ha come finalità la promozione di percorsi di orientamento sportivo, in collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali, attraverso il potenziamento dello sviluppo motorio globale, utile alla pratica di tutti gli sport. Le finalità del percorso, inoltre, sono quelle di promuovere la pratica sportiva attraverso un approccio multidisciplinare, incoraggiando le studentesse e gli studenti, in base alle proprie attitudini motorie ad una scelta consapevole dell’attività sportiva e quella di supportare le famiglie attraverso un’offerta sportiva pomeridiana per i propri ragazzi.

Il progetto prevede un percorso sportivo dedicato a tutte le classi dalla 1ª alla 3ª, incentrato su due discipline sportive scelte dall’Istituzione scolastica, il rugby ed il calcio, caratterizzato dai seguenti momenti di attività:

 – “Settimane di sport”   

 Per ogni classe coinvolta, un tecnico federale,  collabora con l’Insegnante di Scienze motorie, affiancandolo nelle ore curriculari per ciascuno sport, condividendo competenze e know-how specifici per la relativa disciplina;

 – “Pomeriggi sportivi” 

Attività dedicate agli alunni aderenti al progetto attraverso un pomeriggio di sport a settimana. 


Il primo sport scelto, che i nostri studenti stanno già imparando, è il rugby ,uno sport che ha a cuore la formazione del “cittadino per gli altri”, uno sport che mette insieme il gioco di squadra, il contatto fisico, la velocità e la forza ed insegna a cadere senza farsi  male. E’ uno sport molto educativo in cui si insegna la fratellanza, tutti possono giocare, ragazzi e ragazze di qualsiasi somatotipo e corporatura,  grazie anche al grande numero di giocatori per squadra e alla diversificazione dei ruoli che prevedono diverse competenze ed abilità; insegna  il profondo rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e degli arbitri; sviluppa e rafforza tutti gli schemi motori di base che posso essere utili anche per gli altri sport; insegna che il gruppo, la squadra, è la cosa più importante e senza la collaborazione non si può fare una buona partita e vincere. E’ uno sport che insegna  ai ragazzi più timidi e timorosi ad avere più confidenza con se stessi e verso gli altri, ai più aggressivi insegna a contenere e a canalizzare nel gioco regolamentato la propria esuberanza, quindi contribuisce a dare consapevolezza di sé e sicurezza. Il tecnico federale Flavia Spinella, sta guidando i nostri ragazzi alla conoscenza di questo sport, attraverso giochi ed esercitazioni individuali e di gruppo, di presa di coscienza degli spazi e degli attrezzi e di “confidenza” con la palla ovale , estromettendo le situazioni di contatto diretto, visto il momento storico che stiamo vivendo.


Vo(L)ti di fine quadrimestre. La valutazione al Gonzaga Campus

Si è da poco concluso il primo quadrimestre e in questi giorni si stanno svolgendo i consigli di classe: il tempo della consegna delle pagelle si avvicina, carico di trepidazione e speranza da parte degli alunni.

La valutazione e l’autovalutazione si stanno profilando oggi come temi di crescente interesse in ambito scolastico. In quanto tappe fondamentali del processo di apprendimento queste sono state attenzionate allo scopo di valorizzarne gli aspetti più significativi e profondi per la crescita personale dei ragazzi. 

La pedagogia in voga fino a qualche tempo fa – non a torto definita “black pedagogy” –, privilegiante un approccio rigido e disumanizzante, concepiva l’atto valutativo unicamente sulla scorta del profitto e della quantità di studio assimilata. Attualmente questa visione piuttosto costrittiva è stata sostituita da una nuova filosofia che mettendo al centro l’alunno, in qualità di protagonista attivo del percorso di apprendimento – personale, fluido e passibile di modifiche per modalità e tempi – punta all’acquisizione di competenze e abilità concrete (non più di sapere astratto) le q

uali divengono oggetto primario della valutazione. 

Quest’ultimo è il modello che, praticato dalla Compagnia di Gesù sin dalla sua fondazione ad opera di Sant’Ignazio, ispira il Paradigma Pedagogico Ignaziano e sul quale si fonda il lavoro educativo di tutte le scuole del Gonzaga Campus. Nell’ottica gesuita la valutazione si profila – sulla scorta della biografia di Sant’Ignazio – come un atto sereno di consapevolezza del percorso sin ora realizzato, avente come obiettivo primario quello di prendere coscienza e rafforzare i propri punti di forza; e parallelamente di individuare e ri-orientare ciò che, eventualmente, necessita di maggiore attenzione e cura.

E’ così che la valutazione ha assunto la forma di un processo, sia individuale che corale e dialogico, nel quale vengono coinvolti tutti gli attori della comunità educante (alunni, docenti, non docenti, coordinatori, famiglie). Per quanto concerne gli alunni, questi vengono invitati in prima persona a meditare sui loro talenti e loro passioni – in forma int

rospettiva e auto valutativa – e parallelamente a discutere e commentare i risultati raggiunti, gli atteggiamenti maturati ed eventuali criticità con il tutor didattico e gli insegnanti. I docenti, dal canto loro, hanno pure occasione per riflettere sui loro progressi, sia dal punto di vista umano che professionale, e di individuare nuove strategie e metodologie per indirizzare gli alunni verso un apprendimento sempre più personale e innovativo. 

Valutare pertanto abbandona il senso di classificare, riguadagnando il suo significato etimologico di discernere, analizzare, contemplare ciò che è portatore di vita e ciò che non lo è, ciò che assume un valore profondo nel proprio cammino di crescita e ciò che non genera rigoglio nell’anima. 

Il processo valutativo nei percorsi scolastici del Gonzaga Campus, a seconda dell’ordine e 

grado scolastico, assume delle sfumature diverse, di cui adesso accenniamo brevemente. 

Nella Scuola dell’Infanzia, data l’età precoce, l’osservazione rappresenta un momento cardine, sia per accompagnare il bambino nelle diverse dimensioni del suo sviluppo, sia per valutare e attenzionare alcune aree – autonomia, linguaggio, relazione – utili per programmare l’attività didattica futura. 

Nella Scuola Primaria i criteri di valutazione vertono sull’autonomia dell’alunno, la situazione entro la quale si manifestano le competenze, le risorse che gli alunni sono in grado di utilizzare e la continuità dell’apprendime

nto. Queste vengono verificate attraverso l’osservazione sistematica, i compiti di realtà, artistici e manuali, le conversazioni, le interrogazioni e i questionari.

Nella Scuola Media, la valutazione non è solo il momento finale di un percorso di ricerca e di apprendimento; è soprattutto l’osservazione e la riflessione sul processo di apprendimento. Da questo punto di vista, la valutazione non è solo un giudizio o un voto, ma l’insieme dei ragionamenti che consentono alle classi, alunni e docenti insieme, di valutare le strategie e modificarle in vista della prossima meta. Insomma ogni valutazione è autovalutazione, cioè consapevolezza della propria efficacia a partire dalla riflessione sul proprio stile di apprendimento e sulle scelte operate per imparare. “Imparare a imparare” è un modo diverso di dire “imparare ad autovalutarsi e riflettere”.

Ai Licei viene data grande importanza all’acquisizione delle competenze, concepite sulla base del profilo dello studente in uscita, il quale dovrebbe essere provvisto delle 4 C: Competente, Compassionevole, Curioso e C

onsapevole, e dotato di senso critico, responsabilità e solidarietà. Per gli studenti che si apprestano alla maturità, in particolare, la valutazione assume un significato ancora più forte, motivo per il quale vengono adibiti dei percorsi ad hoc. Per i più giovani si predilige invece l’autobiografia cognitiva, uno strumento che valorizza la dimensione biografica come mezzo dal quale estrapolare gli insegnamenti individualmente più salienti. 

Anche all’International School Palermo, la valutazione riveste un ruolo centrale. I voti sono stati infatti sostituiti da livelli di competenze raggiunte – osservabili anche in ottica diacronica, dalla Primary School sino al Diploma Programme – i quali offrono uno spaccato dettagliato intorno alle diverse sottodimensioni di cui si compongono obiettivi specifici e formativi. Il termine engagement nella sua valenza triplice di coinvolgimento, partecipazione e impegno, è una parola che rappresenta uno dei criteri fondamentali, nonché obiettivi didattico-formativi, attraverso cui la valutazione viene intesa all’interno dell’ISP. 

La finalità del processo di valutazione/autovalutazione, per Ignazio di Loyola, è quella di mettere ordine nella propria vita e prendere decisioni di qualità. Attraverso il percorso educativo proposto, gli alunni arrivano a formulare un “Progetto di Vita” che integra competenze personali, sociali e metodologiche e le aree di responsabilità che caratterizzano lo studente ignaziano in quanto cittadino impegnato nel mondo, ben preparato per le sfide della vita; non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

“Foglia Verde”, il comitato di redazione ecologico ci racconta la Grindadrap.

Nelle isole delle Faroe oltre 1500 delfini sono stati massacrati e uccisi nella tradizionale caccia che da secoli si svolge nel paese.

È un evento che, anno per anno, scatena  l’ira non solo degli ambientalisti ma anche di alcune organizzazioni che vi partecipano. La Grindadrap, così si chiama la pratica barbarica, si è tenuta domenica 12 settembre e consiste nel trascinare i mammiferi, soprattutto balene, e poi massacrarli con dei coltelli.

Ogni anno, vengono sgozzate circa 600 balene e 40 delfini. Questo è stato, però, un massacro di dimensioni senza precedenti: un più triste record risaliva al 1940 quando ne furono uccisi ben 1200. “E’ stato un grande errore”, ha ammesso Olavur Sjurdaberg,  il presidente dell’associazione BALENIERI delle isole, dopo le polemiche. La reazione dei cittadini fu di shock  a causa del numero straordinariamente grande di delfini uccisi.