Eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado – a.s. 21-22

L’eccellenza umana e accademica anima il modo di procedere del Gonzaga Campus, per formare donne e uomini Competenti, Compassionevoli, Coscienti e Coinvolti.

Competente, per noi, è un alunno ben preparato per le sfide della vita, non solo istruito ma insieme eccellente accademicamente e umanamente per vivere le sfide della vita di oggi.

Vi presentiamo con orgoglio, per ogni categoria di riconoscimento, le eccellenze della Scuola Secondaria di Primo Grado per l’anno scolastico 2021-2022.

Media più alta

Carriera Scolastica Triennio

CLasse Media Più Alta

Miglior Sportivo

Classe "COmportamento Migliore"

Classe Più accogliente

media più alta della Scuola media

Creatività

Sorriso

Gentilezza

4c - I Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - II Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

4c - III Media

(4c = competent, compassionate, of conscience, committed)

Alunno Ignaziano

All’umiltà unisce l’eccellenza accademica, la profondità umana e spirituale e una leadership nel servizio agli altri

San Luigi: "Servizio agli altri"

Ci ricorda la testimonianza di vita di San Luigi Gonzaga: amicizia con Dio, integrità di vita, impegno negli studi, servizi agli altri.

Mitezza

Miglior Calciatore

(impegno, grinta, gioco di squadra)

Curiosità

Magnanimità

Tenacia - IMpegno - Forza - Determinazione

Premio "PDG": Passi da gigante

Cultura

Maturità

Educazione

Prof. Sorridente

Premio "io vivo a Scuola...bene!"

Premio Laudato si'

Eccellenza Musicale W.A. Mozart

Sostegno ai compagni

COncorso musicale diamoci un tono

Loquacità

Premio VIcepreside "Zero Ritardi e zero assenze"

Premio Ironia

Premio del preside

Primo posto campionato

Secondo posto campionato

Capocannoniere Campionato

Gli studenti delle terze medie alla scoperta del barocco siciliano

Gli studenti delle terze medie, prima dell’imminente inizio degli esami, ha concluso l’anno scolastico con il viaggio di istruzione.  L’imponente chiesa di S. Giorgio di Modica, con la sua profonda scalinata, ha fatto da cornice iniziale al viaggio che ha attraversato le suggestive tappe della chiesa rupestre di San Nicolò e la veduta panoramica dal belvedere, passando dal corso Umberto I, via principale, che ospita l’Antica pasticceria Bonajuto, celebre per la produzione della tipica cioccolata modicana.

Seconda tappa è stata Scicli per una fugace passeggiata attraverso il centro storico, in cui sono stati girati diversi episodi della celebre fiction di Montalbano. Hanno poi visitato il castello di Donnafugata, un tempo dimora nobiliare dei signori De Spuches, oggi museo che porta alla luce arredi, tendaggi e decori ottocenteschi. Non poteva mancare una sosta Ibla, la parte antica della città di Ragusa, e Noto dove l’arte barocca diventa ancor più sfarzosa e preponderante nell’architettura delle chiese e della basilica di S. Nicola.

Adesso si preparano per iniziare i tanto attesi esami! In bocca al lupo.

 

Gonzaga Estate 11-13 Anni: campo estivo a San Fratello

La proposta del Gonzaga Estate per la fascia 11-13 anni è rivolta ai ragazzi delle Scuole Medie e della Middle School.
Il campo estivo si svolgerà a San Fratello, “Villa De Angelis” sui Monti Nebrodi (ME), dal 27 giugno al 2 luglio 2022

Sarà un’occasione per rivivere anche quest’anno un’esperienza meravigliosa, di fraternità, di passeggiate nei boschi, di scoperta di nuovi itinerari e luoghi d’interesse da vedere, di gioco, di condivisione, della scoperta della fauna locale e di tanto altro.

La partenza è prevista per lunedì 27 giugno prossimo, al mattino, dal campus (da via P. Mattarella 38). L’appuntamento è alle ore 8.00 in punto davanti alla portineria Centrale S. Giuseppe. In questo tempo in cui la pandemia ancora continua a condizionarci, per la sicurezza e la serenità di tutti i partecipanti all’esperienza, ognuno degli aderenti alla proposta farà un tampone rapido certificato eseguito dal personale della Casa di Cura Torina (il costo è incluso nella quota che vi chiediamo). Subito dopo il tes, in bus si partirà alla volta di San Fratello (ME). Il ritorno a Palermo è previsto per sabato 2 luglio c.a., nel tardo pomeriggio, alle ore 17.00 circa. 

I docenti accompagnatori saranno i proff. Rosario Calabrese, Elisabetta Gulizzi, Emmanuele Leto, Emio Cinardo, Ciprian Prăjișteanu, Mateusz Odachowski S.I. e Pierluigi De Lucia S.I.

Per info e iscrizioni è possibile rivolgersi all’Amministrazione entro il 16 giugno inviando una email a: amministrazione@gonzagapalermo.it

Compagni nella missione. La formazione dei docenti nelle scuole dei gesuiti

Per Sant’Ignazio l’istruzione ha sempre rappresentato una priorità, fervidamente convinto che non si possano dare risposte alle esigenze del tempo senza studio e senza educazione. Sin dalla Ratio Studiorum, il primo documento che presiede all’attività pedagogica dei Gesuiti, l’educazione della gioventù non doveva limitarsi a un novero di rudimenti di grammatica e retorica, ma era promossa in chiave di formazione cristiana totale, per la formazione della persona nella sua interezza: un’educazione volta a formare un uomo istruito e buono.

Da una visione tanto innovativa scaturisce, dunque, una pedagogia che esorta alla ricerca e alla riflessione, che consente allo studente di esplorare la realtà senza cadere nella trappola dei pregiudizi e dei preconcetti che distolgono dalla verità. Una pedagogia che promuove la capacità di essere critici nei confronti della società e del proprio tempo, in nome di una libertà non facile da conquistare. 

In quest’ottica, il professore è la guida di un percorso i cui veri “attori” sono gli alunni, che si impegnano in un importante lavoro personale e cooperativo. 

Nei secoli la Compagnia di Gesù, sul solco dell’antichissima linea pedagogica tracciata da Sant’Ignazio e dai primi confratelli Gesuiti, ha rinnovato se stessa, mantenendo lo sguardo sull’uomo nella sua interezza, nella sua ricchezza e le sue fragilità, e continuando a scommettere nella sfida educativa.

Oggi, nei nostri collegi i Gesuiti sono sempre più affiancati da laici, a cui è affidato il compito   di custodire e trasmettere l’identità ignaziana, con la consapevolezza di essere “agenti moltiplicatori “(Padre Arrupe s.j).

Così, la Compagnia di Gesù ha investito nella creazione di una “rete” di collegi che, attraverso un organismo centrale, il CeFAEGI, (Centro di formazione per l’attività educativa dei Gesuiti d’Italia) accompagna i propri collaboratori laici nella formazione alla spiritualità e al metodo pedagogico ignaziano. Si tratta di attività seminariali che spesso costituisce per il docente uno spartiacque fra una visione solo contenutistica della propria materia e uno sguardo più profondo e ampio in grado di sperimentarne la portata valoriale.

  • Il Seminario propedeutico, riservato ai docenti di nuova assunzione, consente di entrare nel Contesto dei nostri collegi, attraverso la conoscenza dei fondamenti della pedagogia ignaziana.
  • I Seminari sistematici, un percorso articolato in quattro tappe, permettono, invece, ai docenti un approfondimento della pedagogia ignaziana attraverso una rielaborazione più personale e pratica dei suoi aspetti fondanti: esperienza, riflessione, azione, valutazione. 
  • I Seminari disciplinari e interdisciplinari rappresentano importanti momenti di riflessione sulla valenza formativa delle discipline. 
  • Il Colloquium, ulteriore occasione di riflessione più intima e personale, guida il docente a scorgere nel proprio essere docente una chiamata vocazionale.
  • Gli Esercizi Spirituali sono un’opportunità per accostarsi alla spiritualità di Sant’Ignazio, e al tempo stesso rintracciare in essa i cardini della Pedagogia ignaziana e penetrarne tutta la profondità.

Il CeFAEGI negli anni ha guidato e continua a guidare i docenti dei propri collegi attraverso una formazione che, per essere tale, deve necessariamente essere “permanente”. Perché, come diceva Padre Arrupe “più che la formazione ha valore la capacità e l’ansia di continuare a formarsi…

Ed è questo il seme che ogni insegnante spera in cuor suo di aver piantato e dei dia buoni frutti.

Il tempo pieno delle Medie, una risorsa pedagogica.


Il nostro legame con il tempo ha sempre influenzato il rapporto con la nostra vita. L’uso del tempo, a volte moderato, talvolta frenetico, nasce da scelte e domande quasi ideologiche: cos’è il tempo? come si organizza? come lo rappresentiamo? Come lo viviamo o lo percepiamo? Secondo la fisica contemporanea anche una coccinella può deformare lo spazio-tempo; oppure, quando un corpo si muove a una velocità tanto elevata da essere comparabile a quella della luce, lo spazio stesso si “accorcia” e il tempo “rallenta”.

Potremmo anche chiederci, al di là di un significato esistenziale e relativo a specie ed epoche diverse, come la dimensione del tempo influisca nella crescita e nello sviluppo cognitivo degli studenti. Nella scuola, infatti, il tempo è stato sempre al centro dell’attenzione e delle scelte pedagogiche e didattiche. Recenti studi di psicologia cognitiva esprimono una connessione tra l’apprendimento ed il tempo necessario e sufficiente allo studente per raggiungere certe competenze. Lo psicologo americano Howard Gardner si rifiutava di considerare l’intelligenza come un fenomeno unitario; anzi, credeva nell’esistenza di diverse forme di intelligenza. Quest’ultima si identifica quindi con un insieme di abilità, talenti o capacità indipendenti e insiti in tutte le persone. E cosa serve per raggiungere quindi un certo grado di padronanza di tali attitudini? Serve del tempo, più tempo. Con più tempo a disposizione migliorerebbero le esperienze di apprendimento, si favorirebbe una crescita culturale, sociale, e dunque anche economica del paese. Avendo più tempo potremmo andare oltre un insegnamento e una metodologia tradizionali e l’incontro stesso con le conoscenze alle scuole medie muterebbe: l’insegnamento delle geografia si avvantaggerebbe di un tempo per esplorare lo spazio osservando ciò che abbiamo intorno.

La geometria avrebbe il tempo di arricchirsi di confronti e discussioni a partire dal contatto con il mondo esterno; l’esperienza dell’arte avvicinerebbe gli allievi al tempo delle emozioni e della creatività. Anche la letteratura, per esempio, troverebbe il tempo di animarsi con letture ad alta voce o con rappresentazioni teatrali: un tempo meno contratto alimenterebbe un concetto differente di alfabetizzazione, un nuovo e diverso metodo di studio e asseconderebbe aspetti diversi e stimolanti dell’esperienza scolastica. Le scuole medie aperte mattina e pomeriggio permettono infatti di ripensare con flessibilità l’intera offerta formativa. C’è tempo e spazio per varie proposte educative, anche opzionali, riguardanti la conoscenza di sé, del mondo e dell’altro: i saperi di base si completano con attività espressive e diverse forme di linguaggio come le arti, il teatro, lo sport, le lingue, la produzione di video e la musica. Più le proposte variano, più si moltiplicano gli stimoli e meno gli studenti perdono interesse: più coinvolti, curiosi e aperti a nuovi mondi. È necessario sottolineare però che esperienze diverse fondate sul confronto, sull’esplorazione e la ricerca necessitano di tanto tempo. Un tempo pieno a scuola comporta anche un ripensamento degli spazi e un modo differente di abitare i luoghi educativi. La mensa è per esempio un vero momento formativo e ricreativo: stimola a relazionarsi con il cibo, ad approcciarsi alle buone maniere, a condividere momenti di gioia e di socializzazione. Palestre, impianti e campi sportivi sono invece cruciali per valorizzare l’educazione fisica e motoria nel percorso educativo, soprattutto nell’ottica di un’estensione del tempo-scuola. Tale prolungamento limita inoltre il carico di compiti a casa che molto spesso diventano, per gli alunni e le loro famiglie, un obbligo anche molto gravoso che mina talvolta la serenità e i rapporti tra genitori e figli, a scapito del tempo di gioco, di condivisione di interessi e desideri imprigionati in obblighi esterni. E gli insegnanti? Anche loro traggono giovamento da un tempo pieno a scuola, un tempo per ricercare e iniziare sperimentazioni all’altezza delle grandi sfide educative di questa nostra epoca di grandi trasformazioni; la variabile tempo è dunque una ricchezza fondamentale per una buona didattica.

La giornata scolastica diventa quindi un percorso in cui gli alunni possono concatenare le proprie esperienze e i propri saperi, attraverso linguaggi alternativi diversi da quelli della scuola tradizionale, all’interno di un tempo interamente educativo.

Prof. Rosario Calabrese