“Il viaggio” nelle migrazioni. Da Palermo a Genova… quando l’educazione civica si fa strada

Quest’anno le classi seconde sono coinvolte nel progetto di educazione civica “Il viaggio” che si sviluppa intorno ai principi di solidarietà, uguaglianza e rispetto della diversità, tutti pilastri che sorreggono la convivenza civile. 

Tra gli obiettivi che, tenendo conto degli argomenti trattati nelle varie discipline, il percorso si pone c’è lo sviluppo nei ragazzi delle abilità di empatia, analisi e pensiero critico.

Nelle ore di Italiano, tramite la lettura, stanno imparando i valori utili a riflettere su di sé e sui comportamenti sociali e civili positivi per orientarsi nelle proprie scelte di vita. A tal proposito, attualmente, stanno leggendo il libro “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella che racconta la tragica storia di Samia Yusuf Omar, una ragazza di Mogadiscio morta nel mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Italia e realizzare il proprio sogno di partecipare alle Olimpiadi per la liberazione delle donne somale. 

Per favorire l’empatia nei confronti di questi temi è stato svolto un compito di realtà dal titolo “Io migrante”. In un primo momento, sono state fatte delle ricerche sui viaggi della speranza e su ciò che spinge i migranti a intraprenderli. Successivamente, immaginando di essere una di queste persone, ogni studente ha scritto una lettera, o una pagina di diario, in cui raccontava la propria storia di dolore e fiducia in un futuro migliore. 

Attraverso lo studio della geografia e della storia, stanno conoscendo il fenomeno delle migrazioni da e per l’Europa, gli effetti che queste hanno determinato nei luoghi di arrivo e di partenza degli immigrati e le dinamiche della mobilità umana nel tempo.

Infine, grazie allo studio delle scienze, stanno scoprendo l’uomo come animale migratore e l’impatto delle migrazioni sul genoma umano. 

Inoltre, per approfondire la tematica attraverso l’uso di più linguaggi, i ragazzi si sono recati al cinema Gaudium per assistere alla proiezione del film “Manodopera”; quest’ultimo, ripercorrendo la storia dei nonni del regista, che agli inizi del 1900 lasciarono il Piemonte per recarsi in Francia, mette in scena la vita sofferta degli emigrati italiani. 

Non finisce qui. Per arricchire ulteriormente e in modo significativo il progetto, è stato organizzato il viaggio d’istruzione a Genova, città fortemente legata all’emigrazione; da qui sono partiti milioni di italiani diretti verso le Americhe, l’Africa, l’Asia e l’Australia; inoltre, è stata a lungo meta della mobilità interna. L’Acquario, il Galata Museo del Mare, i caratteristici caruggi del centro storico, il Duomo, la Chiesa del Gesù e Portofino sono state le mete più significative di questo viaggio, attraverso cui gli studenti hanno avuto modo di comprendere l’importanza che il mare ha avuto e ha tuttora per questa cittadina. Forte è stata di certo l’esperienza didattica al Galata Museo del Mare, che ha permesso ai ragazzi di immedesimarsi nei migranti italiani che si spostavano in America alla fine dell’800; hanno avuto modo di scoprire Genova com’era passando attraverso i vicoli, le botteghe e la stazione marittima; dopo i controlli doganali, sono saliti a bordo del piroscafo “Città di Torino” verso le Americhe e hanno virtualmente affrontato il viaggio per mare, sbarcando, infine, a Ellis Island. Hanno poi avuto modo di riflettere sull’immigrazione odierna attraverso le testimonianze in prima persona di chi arriva in un paese sconosciuto, raccontate anche con messaggi in bottiglia su una barca da pesca sequestrata a Lampedusa. 

Il viaggio d’istruzione ha lasciato di certo un segno nei cuori degli studenti, che hanno avuto la possibilità di riflettere maggiormente sulla tematica e su quanto si è fortunati a nascere nel luogo giusto al momento giusto. Inoltre, questi giorni trascorsi insieme ai compagni e ai docenti, hanno permesso di rafforzare lo spirito di collaborazione e di solidarietà all’interno del gruppo, nonché le competenze ignaziane personali e sociali selezionate dai consigli di classe. 

Al termine del viaggio, gli studenti hanno scritto i loro pensieri su un Padlet; si riportano qui di seguito i più significativi.

Questa gita mi è sembrata molto bella. L’acquario è forse stato il mio posto preferito, soprattutto per la quantità e varietà di animali che abbiamo visto. Sono molto felice che questi animali non siano stati presi dalla natura se non in casi speciali e che siano stati trasportati a seconda delle loro esigenze. Mi è anche molto piaciuto il tour per Genova. Non mi sarei mai aspettata una città così ricca e bella, piena di palazzi antichi. Anche la Chiesa del Gesù era molto bella, piena di dettagli che la rendono molto interessante. La guida di questa chiesa era inoltre molto simpatica e gentile e mi ha fatto apprezzare ancora di più la chiesa e i suoi quadri. Di questa chiesa mi è anche rimasto il minuto di silenzio che abbiamo fatto per Giulia, la ragazza che è stata ammazzata dal suo fidanzato solo perché lei lo voleva lasciare. In generale il viaggio, che è stato fatto a Genova perché città natale di Cristoforo Colombo, mi è piaciuto molto e mi sono molto divertita.” (Sofia)

Abbiamo affrontato tante avventure divertenti e allo stesso tempo anche imparato e giocato. I luoghi che abbiamo visitato sono stati: l’acquario, Galata Museo del mare, chiesa del Gesù, Portofino. Un luogo che mi è interessato maggiormente è stato il museo del mare, perché ho scoperto come le persone hanno vissuto un periodo di povertà e miseria, conoscere fonti antiche, confrontare la vita di oggi con quella di prima, ho capito che prima la gente era umile e non pretendeva niente se non cibo e acqua.” (Alessio)

Amo viaggiare, ancora di più mi piace farlo con i miei compagni. Domenica scorsa con la mia classe accompagnati dai miei prof ci siamo imbarcati per andare a Genova. Abbiamo visitato la città, l’acquario, il museo del mare e l’ultimo giorno di viaggio abbiamo fatto una passeggiata a Portofino. Durante la gita ho condiviso tante emozioni di gioia, di felicità e non sono mancati anche momenti difficili, ma grazie all’aiuto dei miei amici e dei Prof sono riuscito a superarli. La città di Genova è molto bella e sono rimasto incantato dalla grande fontana di piazza De Ferrari. Purtroppo, il viaggio è durato soltanto cinque giorni ma mi basta guardare le foto per ricordare tutte le avventure che ho vissuto con i miei amici.” (Gabriele)

L’Acquario, Museo del Mare, Chiesa del Gesu’ e Portofino sono state le mete del nostro viaggio. Portofino è il posto che più mi ha emozionato, una fila di case dipinte con colori vivaci e dove tutto si riflette nelle acque blu del mare. A tante suggestive visioni vanno poi aggiunti tanti scherzi indimenticabili, situazioni curiose ed imbarazzanti e la felicità di scoprire che anche gli insegnati sono essere umani. […] Il mio unico pensiero è stato quello di ripartire insieme. Per questo voglio concludere il mio post con questo slogan ‘C’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi’. Io sicuramente viaggio per il secondo motivo.” (Giuseppe)

La scorsa settimana ho trascorso 5 giorni a Genova con la scuola. Ho apprezzato molto il museo del mare che mi ha fatto rivivere il viaggio dei migranti e le difficoltà da loro affrontate durante il lungo viaggio, come se ci fossimo messi nei loro panni. Anche noi abbiamo viaggiato in nave e le piccole disavventure a noi capitate non sono di certo paragonabili a ciò che hanno vissuto loro, non vorrei essere stata al loro posto. Portofino è stata una delle mie mete preferite per le bellezze naturalistiche di quella parte della costa ligure. Questa gita mi ha lasciato un segno; mi ha insegnato ad essere autonoma, a cavarmela da sola, ha favorito la complicità e la collaborazione tra noi compagni e ci ha reso un gruppo unito.” (Karol)

Mi è piaciuto molto il percorso che i professori hanno organizzato per noi a Genova. Il primo lungo che mi è piaciuto tanto è stato l’Acquario, perché ho scoperto nuove informazioni e curiosità sulle creature marine e mi è piaciuto anche vedere alcuni animali marini dal vivo come, ad esempio, le meduse che erano molto eleganti nei loro movimenti oppure i delfini che amavano divertirsi con i loro giochi. Il secondo luogo che mi ha colpito è stato il museo del Galata perché è stato interessante immedesimarsi nel viaggio di un immigrato, faticoso e per niente piacevole, lì mi sono resa conto di tutto quello che passano gli immigrati spendendo tutti i loro averi per un viaggio durante il quale non hanno neanche la garanzia di arrivare vivi a destinazione. Il terzo luogo sono state tutte le chiese e i monumenti che siamo andati a visitare durante il nostro percorso. Quelle che mi hanno colpito di più sono state la chiesa di San Lorenzo che fu bombardata e poi ricostruita in parte e poi la chiesa di Gesù con le sue particolarità sulle forme geometriche poste davanti all’altare e i suoi affreschi. Infine, un altro luogo che mi ha colpito molto quanto l’Acquario è stato Portofino, un piccolo paesino che sorge sul mare molto caratteristico, estremamente pulito ed elegante. Qui ho potuto notare quanto i suoi abitanti tengono alla pulizia dell’ambiente in cui vivono. In questo viaggio mi sono divertita molto, sono rimasta piacevolmente colpita da tutti i luoghi che ho visto, ogni luogo è scolpito nella mia memoria indelebile. Ritengo che questa vacanza abbia contribuito ad una maggiore coesione tra noi compagni. Questo viaggio è stata un’occasione per capire che ogni persona ha le sue particolarità e le sue sfumature che si possono percepire solo se poni particolare attenzione ad essa. Concludo dicendo che questo viaggio lo porterò con me nel cuore per tutta la vita”. (Gaia)

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