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Giornata della Memoria 2024

“La violenza porta ad altra violenza, l’odio ad altro odio, la morte ad altra morte. Dobbiamo spezzare questo ciclo che sembra inevitabile. Ciò è possibile solo attraverso il perdono e la riconciliazione”.
(Papa Francesco)

È questo il valore fondamentale della Giornata internazionale della Memoria, la ricorrenza che ogni 27 gennaio commemora le vittime dell’Olocausto. Quest’anno il tema della giornata è “La fragilità della libertà”: un’idea che in questo momento storico, in un mondo oppresso da guerre e conflitti, è più che mai attuale. Per questa ragione, nelle classi della Scuola Italiana e dell’International School, i nostri bambini e ragazzi hanno realizzato dei lavori per ricordare tutti quei milioni di persone vittime dell’odio e della violenza.

Infanzia

Pace: valorizzazione dell’interazione e collaborazione
In occasione della Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto, la Scuola dell’Infanzia ha promosso un’attività collaborativa coinvolgendo tutte le classi. Durante questa iniziativa, ciascuna sezione ha contribuito dipingendo una porzione dello striscione intitolato “Onde di Pace – Waves of Peace”. Adattando il tema all’età dei bambini, si è voluto sottolineare l’importanza dei valori della collaborazione e dell’interazione tra gli studenti di tutte le fasce d’età della Scuola dell’Infanzia. L’obiettivo è quello di creare un’opera d’arte collettiva che promuova i concetti di pace e memoria in un periodo così triste per l’umanità, con la speranza che eventi simili non si ripetano mai più. Il risultato finale di questo lavoro sarà esposto nella hall di accoglienza della nostra  Scuola dell’Infanzia.

Primaria

La scuola primaria ha organizzato diverse attività al fine di promuovere la consapevolezza storica e il rispetto della Memoria.

In biblioteca, sono state proposte letture di testi pertinenti al periodo storico, permettendo agli alunni di approfondire la tematica.

La proiezione del film “La vita è bella”, opera cinematografica che offre uno sguardo unico e commovente sulla tragedia dell’Olocausto, ha permesso agli studenti di partecipare a riflessioni guidate, a cui ha fatto seguito la realizzazione di cartelloni che esprimono le loro impressioni e emozioni suscitate dal film.

Al fine di approfondire l’argomento, sono stati proposti ulteriori video correlati all’Olocausto. Questa serie di attività mira a sensibilizzare gli studenti sulla gravità di questo capitolo oscuro della storia, promuovendo al contempo la comprensione, la compassione e l’impegno per un mondo più giusto e pacifico. Il risultato di queste attività sarà condiviso con la comunità scolastica, contribuendo a diffondere consapevolezza e memoria.

SCUOLA MEDIA E MIDDLE SHCOOL

3A, 3B e M3 – Cinema Gaudium – La voce della Memoria
Le classi terze della Scuola Media e del Gonzaga International School si sono recate al  cinema Gaudium per assistere alla proiezione del documentario “La voce della Memoria”, cui è seguito l’incontro con l’autore, Giuseppe Mazzola. Il dibattito ha consentito agli studenti di riflettere sulle tematiche legate alla Shoah e confrontarsi sulle possibili soluzioni da adottare contro la cultura dell’odio.

Cinema Gaudium – La voce della Memoria
Classi coinvolte: 3A, 3B e M3 (ISP)

1A, 2A e 2B – Riflessione sulla giornata

Gli studenti di 1A, 2A e 2B, insieme alla professoressa Lucia Sessa hanno realizzato delle attività che iniziano con una Praelectio volta a verificare la comprensione sul senso della giornata. Segue la visione di un video e risonanze personali per portare lo sguardo al presente: quali diritti ancora oggi, in questo momento vengono calpestati?

Infine è stata proposta una riflessione sul conflitto nella Striscia di Gaza e in Ucraina, proponendo un video di testimonianze e ascoltando le riflessioni personali.

2C e M2 – Liliana Segre – “Lo stupore per il male altrui”

Gli alunni di 2C e di M2, insieme alle professoresse Barbara Bondì e Francesca Agosta, si sono dedicati alla lettura del brano di Liliana Segre “Lo stupore per il male altrui”. Ciò ha dato vita ad un brain-storming sulla Shoah, e successivamente alla realizzazione di flash cards sul lessico della Shoah: gli studenti ricercano il significato delle parole usate per descrivere la Shoah e lo spiegano in delle flash cards, al fine di acquisire una maggiore consapevolezza di quanto è stato.

3A/3B e M3 –  In vista della giornata della Memoria

Gli studenti, insieme alle professoresse Barbara Bondì e Francesca Agosta hanno approfondito la legge che istituisce “Il Giorno della Memoria” e realizzato un brain-storming sulla Shoah. Hanno letto il fumetto di Zerocalcare “In fondo al pozzo”. Successivamente è stata realizzata la seguente attività: l’Italia è un paese antifascista: divisi in gruppi gli studenti devono studiare una legge antifascista italiana, spiegarla tramite una presentazione e trovare notizie di comportamenti ed eventi che sono andati contro questa legge.

1A e 1B – Irena Sendler – Life in a Jar
Gli studenti di entrambe le classi, con la professoressa Rossella Valentina Vedda sono stati coinvolti in un lavoro dedicato ad Irena Sendler, infermiera polacca che, grazie al suo coraggio, riuscì a salvare oltre 2000 bambini ebrei dalle deportazioni.

Dopo un breve brainstorming sul coraggio e sull’importanza di mettersi sempre al servizio dei più fragili, gli studenti di 1A hanno visto un breve video di animazione (TedTalk della BBC con sottotitoli) dedicato a Irena Sendler. Dopo il confronto su quanto visto e ascoltato, gli studenti hanno effettuato un lavoro di ricerca parole chiavi e informazioni su un testo biografico su Irena Sendler, che hanno dovuto successivamente utilizzato per rispondere ad alcuni quesiti in lingua inglese sulla sua vita e i suoi valori. Domande poste sono state: How did Irena show her courage and leadership? What does it mean to be like Sendler at present?

Al termine di questa attività, gli studenti sono stati coinvolti in una pioggia di idee, guidata dall’insegnante, dal titolo “What would you put in Irena’s jar nowadays?” In cui i ragazzi hanno inserito all’interno di un barattolo virtuale (in fotografia) tutte le persone, diritti e i valori che vorrebbero proteggere a tutti i costi.

2C -The White Rose: Sophie & Hans Scholl

Gli studenti di 2C sono stati guidati dall’insegnante Rossella Valentina Vedda nella visione di un TedTalk animato (TedTalk della BBC con sottotitoli) dedicato a Sophie e Hans Scholl, due fratelli tedeschi che hanno perso la vita per aver portato avanti una campagna propagantistica antinazista attraverso il lancio di volantini.

Dopo aver visionato e analizzato il video, gli studenti hanno dato vita ad un lungo momento di riflessione in cui, attraverso la metodologia inquiry-based, è stata simulata una situazione discriminatoria fittizia (“Da domani, nessuna persona, bambino o insegnante, con i capelli rossi, bassa e con le lentiggini può entrare a scuola” – come reagisci? Cosa fai? Perché proprio le persone con i capelli rossi, basse, e con le lentiggini? Quant’è importante prendere una posizione personale? Quant’è importante essere in grado di formulare una riflessione critica? Che ruolo e che importanza ha l’educazione nella capacità di creare un pensiero personale? Perché la nostra scuola ci insegna tanto a riflettere).

I ragazzi hanno poi voluto approfondire il tema della propaganda analizzando e commentando alcune vignette propagandistiche di epoca nazista, mirate a screditare e deridere gli ebrei, e hanno paragonato tali vignette anche a situazioni ancora attuali (discriminazioni nei confronti dei migranti, degli omosessuali, dei poveri, dei disabili, del “diverso” in generale).

Dopo questa attività, i ragazzi hanno letto e tradotto un approfondimento su Sophie Sholl, e successivamente, hanno risposto ad un breve questionario relativo in lingua inglese relativo a quanto appreso.

2A – Righteous among the nations

Gli studenti della classe 2A, insieme alla professoressa Rossella Valentina Vedda, dopo un breve brainstorming sull’importanza della giornata, hanno visionato insieme all’insegnante dei video (brevi interviste “della BBC, Ted talk, etc etc) relative ai Giusti tra le nazioni”.

Gli studenti sono stati poi divisi in tre gruppi. Il primo gruppo si è dedicato alla figura di Irene Sandler, che nel corso della seconda guerra mondiale salvó tantissimi bambini ebrei dalle persecuzioni naziste. Il secondo gruppo si è occupato di Sir Nicholas Winton, filantropo inglese noto per aver organizzato il salvataggio di 669 bambini, molti dei quali ebrei, in Cecoslovacchia poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, in un’operazione che è in seguito diventata nota come Kindertransport, e il terzo gruppo ha invece approfondito la figura di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che  tentò di salvare quanti più ebrei possibili impiegandoli presso le proprie fabbriche. In ultimo i ragazzi hanno realizzato dei cartelloni in lingua inglese.

Secondo canale B – Il diario segreto (film di animazione)
Insieme al professore Emio Cinardo gli studenti del canale 2B hanno partecipato alla visione e al dibattito riflessivo del film di animazione “Anna Frank – Il Diario Segreto”.

Classi terze – Ana Frank: la chica que nunca perdió la esperanza

Gli studenti di terza media, insieme alla professoressa Cataldo, hanno visto la biografia animata in lingua spagnola “Ana Frank: la chica que nunca perdió la esperanza” e a seguire hanno riflettuto sulle condizioni di vita di una loro coetanea

Licei e high school

È il 27 gennaio 1945: la 60esima armata dell’esercito sovietico abbatte i cancelli di Auschwitz. L’arrivo dell’Armata Rossa presso i campi di concentramento segna ufficialmente la fine della Seconda guerra mondiale e la liberazione dal terrore nazista. Il 20 luglio del 2000 in Italia viene approvata la legge n.211, composta da due semplici articoli, che istituisce ogni 27 gennaio il “Giorno della Memoria”. Cinque anni dopo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi il 1° novembre 2005, ha proclamato ufficialmente, in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, il 27 gennaio Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dello sterminio nazista, riconducendo a questa data simbolo il dovere, per tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, di condurre le nuove generazioni verso la riflessione e di perpetuare le “lezioni dell’Olocausto”.

Come si evince anche dal contenuto della legge italiana, educazione e istruzione ricoprono un ruolo fondamentale per preservare la memoria «affinché simili eventi non possano mai più accadere». Il Gonzaga Campus si impegna ogni anno nel coinvolgere i giovani in una serie di eventi e iniziative che sappiano rispondere a quell’imperativo formulato con tanto fervore da Primo Levi, superstite dell’Olocausto: «Meditate che questo è stato». 

A tal proposito, gli studenti e le studentesse dei Licei dell’Istituto Gonzaga in questi giorni si sono preparati a celebrare la giornata attraverso attività didattiche ricche di stimoli e spunti di riflessione: 

Classi prime dei Licei – Percorso sul muro
La prof.ssa Emanuela Aiello, docente di inglese, ha progettato insieme ad alcune classi del primo anno tutto un percorso costituito da varie tappe in cui si snocciola la questione delle persecuzioni razziali e degli orrori dell’olocausto: dopo aver tappezzato i muri dell’aula De Certau con cartelloni e materiali figurativi che riassumono passo dopo passo gli eventi, studenti e studentesse sono chiamati a presentare i lavori in lingua inglese

Classi terze e quinte
Le classi della prof.ssa Nicoletta Giganti hanno realizzato video e tik tok sull’argomento: dalle distopie alle guerre, alla globalizzazione “imposta” anche attraverso lettere scritte. I terzi anni hanno scritto delle lettere a Marco Polo (argomento di studio attuale per loro) per descrivergli l’Oriente che tanto tempo fa lui ha descritto per noi. Inoltre, i ragazzi hanno mostrato notevole interesse per dei libri scelti di Tiziano Terzano di cui hanno scelto qualche esperienza da raccontare. I quinti anni, invece, si sono concentrati soprattutto sul paradigma del dialogo intersoggettivo, sul mondo della vita di Habermas e sulla teoria del riconoscimento di Taylor come via della pace. I lavori sono stati condotti con senso critico (parlando delle guerre di oggi) e creatività.

Le classi 1º, 2º, 3º e 4º dei licei classico e scientifico

Le professoresse Martinez e Cataldo di lingua e letteratura spagnola hanno proposto le seguenti attività: nelle classi 1º, 2º, 3º e 4º classico e scientifico la lettura dei capitoli 12, 13 e 18 del libro “El niño con el pijama de rayas” de J.Boyne.

Attività: lettura a voce alta per tutto il gruppo classe o in piccoli gruppi, spiegazioni per la comprensione del testo.

Inquadramento storico e geografico, analisi dei personaggi: chi sono, la loro personalità e ruolo di ognuno nel campo di concentramento di Auschwitz.  L’amicizia come valore.

Lavori prodotti: Conversazione e riflessione, esposizione orale, elaborazione di un questionario e riassunto. Piccolo Power Point con diverse domande da consegnare e riflessioni. Selezione delle frasi del capitolo che più li avevano colpiti a dimostrazione che l’amicizia possa unire quello che le barriere dividono. Si sono condivise tra tutti le loro riflessioni su quanto letto.

IV Liceo Scientifico – La Giornata della Memoria, le radici dell’ Unione Europea e i suoi valori fondativi

Nell’ambito delle ore di Geopolitica la classe IV Scientifico ha riflettuto sul “perché” della Giornata della Memoria. Ci siamo chiesti, discutendone insieme, perché si ricordi nello specifico questo genocidio, ricollegandolo al ruolo che l’ opposizione alle politiche e alle prassi della Germania di Hitler ha avuto nel cementare quella visione del mondo che sarebbe stata la base unitaria da cui partire per la nascita dell’ Unione Europea. Abbiamo fatto riferimento, in particolare, al Manifesto di Ventotene, scritto da due oppositori politici al regime fascista durante il periodo di confino, e ai valori in esso contenuti.
Abbiamo riflettuto, infine, sul modo in cui il ricordo di questi valori fondativi dell’ Europa dovrebbero guidare oggi le politiche dell’ UE riguardo le violenze, le oppressioni e i genocidi dell’ epoca contemporanea.

Classi quinte – Memorie dell’Olocausto 

Le classi quinte, essendo rientrate di recente dal viaggio scolastico in Polonia, sono state coinvolte dal professore Rosario Calabrese nella realizzazione di video-interviste che racchiudono testimonianze dirette della visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau: le interviste sono modellate sui pareri emersi durante un dibattito suscitato in classe durante le lezioni di filosofia. Pur mantenendo un profondo rispetto per questo evento, pur riconoscendo l’urgenza e l’importanza di perseverare con le riflessioni sull’Olocausto in un mondo contemporaneo in cui l’odio razziale continua a mietere vittime, i ragazzi e le ragazze delle classi quinte hanno espresso le loro sensazioni sulla visita ai campi di concentramento assumendo posizioni anticonformiste e dimostrando spirito critico laddove il meccanismo della memoria, a loro parere, pare essersi inceppato e i canali di comunicazione, in determinati contesti, sembrano non riuscire più a raggiungere il destinatario del messaggio: talvolta si ha la sensazione di confrontarsi con una memoria fittizia svuotata della sua unica concretezza: la vita umana che è stata e non è più. La commemorazione, così come la trasmissione ai posteri, è dunque una grande responsabilità e in quanto tale bisogna aver cura delle modalità con le quali si mette in atto. Uscire dal cortocircuito comunicativo è possibile, così come è possibile rinvigorire la Memoria e renderle nuovamente giustizia; i nostri alunni ci hanno spiegato come.

Di seguito si riportano alcuni interessanti pareri: 

Ho l’impressione che nel corso di questi anni siamo diventati tutti un po’ “anestetizzati” al dolore comportato dalla tragedia dello sterminio nazista. La visita ai campi di concentramento ha deluso le mie aspettative, non sono riuscita a vivere questa esperienza come avevo immaginato. Durante la visita di una delle tante aree ricordo di essermi specchiata per aggiustare il cappello: oltre il vetro, oltre il mio riflesso c’era il mucchio di valigie appartenute alle vittime. Un gesto spontaneo, istintivo che tuttavia mi ha fatto molto riflettere: cosa stavo facendo? In quel momento la mia mente si sarebbe dovuta concentrare su quello che stavo osservando, su quegli oggetti aggrovigliati… eppure ero lì, a fissare la mia figura. Il mio non è stato però un giudizio critico nei confronti del mio gesto quanto un’osservazione del fenomeno, tra l’altro condivisa dai compagni. Abbiamo avuto tutti la sensazione che la distribuzione degli spazi, l’impostazione data alla visita del campo di concentramento sia quella di un museo, non idonea agli scopi che realmente si propone: un’esperienza statica che non lascia tracce evidenti per come dovrebbe. Probabilmente ha attirato più la mia attenzione non tanto quello che ho osservato dentro il campo ma fuori: a Birkenau, nell’area della stazione, sulle rotaie, sono state affisse le fotografie di alcune vittime palestinesi ed è stato impressionante vedere quanta vicinanza ci sia tra questo sterminio e quelli della nostra contemporaneità. Pensare che questa tragedia si stia ripetendo adesso mette paura e rabbia. – Federica

C’erano molte fotografie esposte, ma se avessero proiettato video probabilmente avremmo avuto modo di sentirci maggiormente coinvolti. Ad esempio, prima di partire il prof. Landolfi ci ha mostrato la scena di un film che conteneva un frammento di documentario storico con attimi realmente accaduti e ricordo che tutti abbiamo provato emozioni forti, a tal punto da metterci a piangere. Arrivati ad Auschwitz eravamo convinti di provare le stesse sensazioni ma non è stato così. Mentalmente ognuno di noi era preimpostato a vivere un’esperienza struggente, in doveroso silenzio, ma probabilmente il fatto che dovessimo compiere un percorso con tappe prestabilite, come in una vera e propria mostra, ci ha allontanati dal senso di ciò che stavamo facendo. – Clara

Gran parte delle reazioni nostre alla scoperta di questo capitolo tragico della nostra storia, a mio parere, dipendono molto da come viene condotto il racconto: il ruolo di chi accompagna, le modalità con cui i fatti vengono riportati sono per questo fondamentali. Prima dello scorso novembre in gita scolastica, mi era già capitato di visitare lo stesso campo di concentramento accompagnato però da una guida diversa che ha trovato il modo giusto di coinvolgerci; ho vissuto emozioni fortissime perché abbiamo ascoltato anche le testimonianze di un ebreo scelto come guardia all’ingresso della camera a gas e che ha assistito ad una scena atroce: la fucilazione a sangue freddo di un bambino rimasto vivo dopo l’emissione dei gas. Il racconto dei testimoni, rispetto a quello di coloro che ne hanno soltanto sentito parlare, ha più pregnanza; nella seconda esperienza la guida è rimasta quasi impassibile. È brutto da dire ma bisogna ammetterlo: la storia è condizionata da chi ce la racconta. Talvolta probabilmente manca quella capacità che accenda in noi un senso di umanità; è necessario trovare la giusta chiave comunicativa per argomenti così complessi e delicati, a maggior ragione se ci si ritrova dinanzi a persone già preparate che, come soldati addestrati alla guerra, assistono alla morte, o in questo caso ascoltano racconti, quasi con cinismo. Al di fuori di ogni resoconto meccanico, chi comunica deve avere in primis un trasporto emotivo, deve saper coinvolgere.   – Alberto

 

Diploma Programme 1 e Diploma Programme 2

Le classi D1 e D2, nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, avranno l’opportunità di approfondire la comprensione sul tema della fragilità della libertà (fragility of freedom) esaminando l’attuale contesto politico e i movimenti di estrema destra in Italia e in Germania. Gli studenti hanno guardato dei video volti a promuovere una riflessione approfondita, mirata a favorire consapevolezza riguardo alle tematiche sociali e politiche, contribuendo così alla formazione di cittadini responsabili e informati.