Docenti e genitori a scuola di intelligenza artificiale dagli studenti del liceo STEAM del Gonzaga


L’incontro è stato il primo di tanti appuntamenti dopo il “1° forum sul futuro della scuola”

I forum partecipativi sul futuro della scuola organizzati in occasione del  lo scorso sabato 20 aprile hanno posto al centro del dibattito tra docenti, adolescenti, adulti-educatori, rappresentanti di istituzioni pubbliche e del terzo settore alcune sfide didattico-antropologiche legate alla trasformazione dell’educazione scolastica e al repentino cambiamento di bisogni ed esigenze dei più giovani.

Il Gonzaga Campus ha colto gli spunti più interessanti da queste riflessioni promuovendo futuri appuntamenti che possano approfondire ulteriormente il confronto: in questo modo, si cerca di dare concretezza alle questioni emerse e soprattutto di dare una risposta a quegli interrogativi, a quelle domande che al giorno d’oggi interpellano tutti i soggetti coinvolti nel campo dell’istruzione e dell’educazione. 

Da queste premesse ha avuto origine lo scorso 3 giugno il primo degli appuntamenti dopo il 1° Forum sulla Scuola del Futuro: “l’Intelligenza Artificiale spiegata da maestri d’eccezione: gli adolescenti di oggi” che ha coinvolto, oltre ai docenti, genitori ed esperti, enti e associazioni prestigiose del territorio siciliano – RI.MED, ISMETT, UNIPA – impegnate nella costruzione del futuro “nel cuore del mediterraneo” e con le quali proprio ieri il Gonzaga Campus ha rinnovato la stipula di un patto a partire dal progetto del liceo STEAM (acronimo di Science Technology Engineering Art Mathematics). 

Il convegno ha racchiuso in sé ben tre risposte a tre delle sfide poste il 20 aprile, offrendo notevoli spunti avanguardistici per opportunità di crescita e di sviluppo sancite dall’accordo tra Scuola, Università e Istituzioni.
Protagonista della prima parte del convegno e brillante studente del liceo III STEAM, Alessio Tragna, ha offerto un contributo interessante alla discussione, recando tutto il trasporto e la passione nei confronti di quegli sviluppi tecnologici all’ordine del giorno, di quel progresso che, come lui stesso ha puntualizzato, rientra nella cosiddetta 4°/5° rivoluzione industriale. Insieme al compagno Nicolò D’amico – assente in questa riunione ma artefice anche lui della relazione presentata alla platea – Alessio ha intravisto nel boom dell’intelligenza artificiale in ogni settore (generazione di testi, musica, video, immagini, lettura di grafici ecc) quello stesso carattere rivoluzionario delle scoperte precedenti, come quella del fuoco, del motore a scoppio, dell’energia: appare ormai chiaro che l’evoluzione repentina e incontrollata dell’Intelligenza Artificiale è destinata a lasciare importanti tracce nel futuro dell’umanità, al di là dei timori di chi – a buon diritto – teme un uso oltre che spropositato anche improprio e malevolo della “macchina”.  C’è inoltre chi si chiede se queste tecnologie all’avanguardia, un giorno forse non troppo lontano, potenziando la capacità di ragionare grazie all’ emulazione delle facoltà umane riusciranno a raggiungere una vera e propria “autocoscienza” e dunque “esistere”, secondo il postulato cartesiano Cogito ergo sum. Che si consideri una visione utopica o distopica, la possibilità che l’Intelligenza Artificiale possa addirittura un giorno “oltrepassare il limite dell’intelligenza collettiva e dell’intera umanità”, ci mette nelle condizioni di riconoscere quanto sbalorditiva sia la sua forza e quanto cruciale sia l’epoca che stiamo vivendo. Se così fosse, nessun ambito, nessun settore, nessuna sfera dell’esistenza umana verrebbe risparmiata, nemmeno la realtà dell’educazione e della formazione della persona. In poche parole, persino la scuola e con essa il campo dell’insegnamento rischierebbero di essere condizionate da questi nuovi strumenti e anzi, in molte realtà scolastiche è già successo. L’intervento di Alessio Tragna, a tal proposito, è stato suggellato da un interrogativo, un po’ provocatorio, che pone al centro proprio quest’ultima questione: “l’intelligenza artificiale sarà capace di eguagliare la nostra? Che ne sarà del ruolo dell’insegnante?”. E rivolgendosi a tutti gli insegnanti presenti ha rilanciato: “il ruolo dell’insegnante sarà come prima o subirà cambiamenti? Potrà mai un docente essere sostituito da una macchina in possesso sempre più persino del dono dell’empatia?”

Com’era prevedibile, il quesito ha suscitato sorpresa, a tratti sgomento tra gli interlocutori; una reazione ricercata, probabilmente, anche perché è dalla presa di coscienza di realtà e verità scomode che si possono ottenere i confronti più fruttiferi. Così è stato; al quesito hanno fatto seguito i commenti di docenti e genitori appartenenti ad una generazione estranea a questo tipo di sviluppo tecnologico ma attenti e curiosi alle esigenze del mondo degli adolescenti, oltre ad essere interessati a farne parte senza assumere posizioni passive. C’è chi, come il prof. Giuseppe Pulvirenti si appella alla necessità di favorire un “post umanesimo senza rinnegare quei presupposti fondamentali che finora ci hanno permesso di sopravvivere”, chi, invece, come la prof.ssa Nicoletta Giganti considera “la macchina nel vero senso della parola: un mero “strumento” che può senza ombra di dubbio comportare notevoli agevolazioni nel campo dell’insegnamento ma che non potrà mai soddisfare in pieno quel bisogno di “avere e prendersi cura”, come direbbe il filosofo Heidegger, caratteristico dell’essere umano e che solo un docente in carne e ossa ha potuto e potrà soddisfare”.

L’intervento di p. Vitangelo Denora, preside dei licei e direttore Generale del Gonzaga Campus segue questa scia: «la professionalità dell’insegnante dovrà cambiare ed essere meno preoccupata ai contenuti, veicolati anche da un eventuale strumento come l’Intelligenza Artificiale, e piuttosto interessarsi sempre di più al rapporto di cura insito nel processo di accompagnamento all’apprendimento». 

Sostenendo questa idea di docente come “facilitatore” nel processo di apprendimento anche dell’uso corretto e produttivo dell’Intelligenza Artificiale, il Gonzaga Campus con questo incontro ha inteso già dare concretezza alla quinta proposta emersa dal primo forum sul futuro della scuola, ossia quella di realizzare laboratori pomeridiani, rivolti a studenti e docenti, incentrati sul Future Thinking, che favoriscano la co-costruzione intergenerazionale del sapere e, portando in aula strumenti, metodologie e contenuti, aiuti ad anticipare futuri possibili. 

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