Il jujitsu come stile di vita. Doppia intervista ai campioni italiani Vittoria Graziano ed Edoardo Costa

Hey yo shin kore do, recita un antico detto giapponese: letteralmente, “Il morbido vince sul duro”. Su queste parole si fondano i principi del jujitsu, arte marziale giapponese di difesa personale che continua a riscuotere grande successo in Occidente, soprattutto tra i giovani. Ma cosa significa praticare a livello agonistico un’arte che unisce disciplina, elasticità e responsabilizzazione nell’uso della forza? A questa e molte altre domande hanno risposto i campioni italiani di Jujitsu, Vittoria Graziano ed Edoardo Costa, alunni del nostro liceo scientifico sportivo:

Quando è iniziata questa passione sportiva e da quanto tempo pratichi jujitsu?

VITTORIA: Ho iniziato all’età di sei anni; sono sempre stata un’amante dello sport. Un giorno un mio compagno di classe mi disse di fare una prova di jujitsu, io ci andai ed è stato subito amore.

EDOARDO: Era il 2012, avevo otto anni. Mi sono incuriosito guardando il cartone animato Kung Fu Panda. Da allora non ho più smesso.

Quali sono i benefici che comporta?

VITTORIA: Tutti gli sport insegnano dei valori fondamentali per il nostro percorso di vita; il valore principale del jujitsu è il rispetto. Se viene a mancare il rispetto non ci sono basi per praticare questa attività: in primis bisogna portare rispetto all’avversario e al maestro adottando atteggiamenti corretti, evitando linguaggi scurrili.

EDOARDO: Come ha precisato Vittoria, il rispetto è un valore educativo che il jujitsu trasmette ed è importante per i bambini che iniziano a praticarlo. Con gli anni si sviluppano tante altre competenze anche fisiche in termini di mobilità, forza, flessibilità grazie agli esercizi di stretching, equilibrio e dinamicità. Ho imparato ad avere sempre più consapevolezza del corpo e del movimento.

Cosa significa per te praticare quest’arte marziale? Come influenza la tua quotidianità e in generale il tuo approccio alla vita?

VITTORIA: È uno sport che richiede tanto impegno quotidianamente; infatti, è molto importante saper organizzarsi e dedicare il tempo opportuno anche allo studio e a tutte le altre attività. Come dice mia madre, “sport e scuola devono procedere sempre di pari passo” e ogni giorno seguo il suo consiglio.

EDOARDO: Il jujitsu non è solo uno sport, è uno stile di vita; per praticarlo è necessario dedicarsi interamente a questo e pianificare le giornate in funzione degli allenamenti, degli incontri. Ogni giorno comporta tanti sacrifici; dalla rinuncia ad una serata con i compagni per allenarmi anche nei weekend, alla dieta ferrea per mantenere il fisico sano e in forma. Nel mio caso il jujitsu è diventato di recente anche un lavoro: ho scelto di svolgere il mio PCTO proprio qui, alla Polisportiva del Gonzaga nella palestra dell’ISP, dove insegno quest’arte marziale ai più piccoli. Lo faccio con piacere, mi appassiona molto.

Che emozioni hai provato al momento della vittoria e della premiazione?

VITTORIA: Le emozioni sono tante, difficile riassumerle in poche parole.  Soprattutto quando sono arrivata in finale al Campionato Europeo ho riso e pianto per la commozione. Una soddisfazione unica!

EDOARDO: In quel momento non si riesce a realizzare subito cosa succede; sono trascorsi un paio di giorni prima che mi rendessi conto di tutto. È stato soddisfacente poi scoprire che finalmente tutte le fatiche sono state ripagate. Ne è valsa la pena!

Ci congratuliamo con Edoardo e Vittoria, orgoglio della nostra scuola, per lo splendido risultato ottenuto e auguriamo loro buona fortuna per il futuro!

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