Liceo STEAM: il futuro si fa scuola!


Nel 2018 iniziava l’avventura del percorso liceale STEAM (Science Technology Engineering Art Mathematics) del Gonzaga Campus; un indirizzo che si avvale della collaborazione di prestigiosi enti partner appartenenti al mondo accademico, scientifico, della ricerca e dell’innovazione e che si fonda su:

  • Super potenziamento del blocco matematica-fisica-informatica-scienze;
  • Studio di una materia scientifica nativamente e completamente in lingua inglese (CLIL);
  • Studio della statistica, dei linguaggi di programmazione informatica fin dal biennio;
  • L’utilizzo di laboratori scientifici e tecnologici curricolari, come educazione alla metodologia della ricerca scientifica (research days), condotti da professori e ricercatori degli enti partners;
  • Un corso di Cultural Studies, che sostituisce lo studio del latino, valorizzando la dimensione umanistica e la tradizione artistico-letteraria;
  • Lo studio del cinese, come seconda lingua, per un’ulteriore apertura alla parte del mondo dove oggi è rilevante il progresso scientifico.

Cos’è successo in questi anni? Quali sono state le esperienze significative vissute dalle classi che hanno scelto questo indirizzo, pensato per rispondere ai bisogni educativi di oggi e alle richieste del mondo del lavoro? Ma soprattutto, quali sono le impressioni dei nostri alunni e delle nostre alunne? Il racconto di alcuni ragazzi che abbiamo incontrato ci introduce nella vita scolastica dell’Istituto Gonzaga, in quei piani dei licei dove, tra i banchi del II STEAM, gli studenti Tommaso Cannella e Pietro Mazzara trascorrono le giornate di studio. Alla domanda “Perché frequentare proprio questo indirizzo liceale?” Tommaso risponde: «Ho scelto questo indirizzo perché mi piaceva l’idea di studiare informatica e scoprire una nuova lingua, il cinese». Ma in cosa consiste lo studio del cinese e come sono impostate le lezioni condotte nell’aula Kino al quarto piano dal professore di riferimento, il prof. Giuseppe Rizzuto? Pietro ce lo spiega così:

Il prof. Rizzuto struttura le sue lezioni in maniera semplice e immediata per far sì che tutti capiscano. Abbiamo iniziato con le prime parole, con le presentazioni – ad esempio “Ciao io mi chiamo Pietro” – le cose basilari, insomma; pian piano stiamo imparando anche a riferire l’orario, ad elencare i giorni della settimana, alcune nozioni di grammatica. Di grande aiuto per noi è una tecnica particolare che il professore adotta puntualmente nelle sue classi che si chiama “chinese corner”, letteralmente “angolo cinese”. In pratica lui ha una bandierina di carta della Cina che di solito è rivolta verso il muro, noi non la vediamo; quando la gira rivolgendola verso la classe si può parlare solo ed esclusivamente in lingua cinese. Se qualcuno di noi si azzarda a parlare in italiano o in qualsiasi altra lingua riceve un punto negativo e viene ammonito; di recente ha introdotto una nuova regola: chi parla per più di tre volte italiano o qualsiasi altra lingua avrà un carico maggiore di compiti.

Tra le domande compare la seguente: “Vi siete mai chiesti perché studiate proprio questa lingua piuttosto che qualsiasi altra?”

TOMMASO: Penso che sia dovuto alla peculiarità intrinseca a questo liceo: è il liceo in cui per eccellenza si sperimenta; studiando informatica si può diventare ingegnere informatico, per esempio, e decidere se rimanere in Italia oppure scegliere di lavorare all’estero. La conoscenza del cinese può aiutare a realizzare il sogno di un lavoro fuori dall’Italia, in una prospettiva internazionale; offre una marcia in più. Possibilmente qui al Gonzaga si sta sperimentando lo studio di questa materia anche in base alle strade che sono soliti intraprendere gli studenti.

PIETRO: La lingua cinese ci può essere utile per il futuro sia per quanto riguarda la nostra preparazione culturale, in vista di una possibile certificazione, sia per gli scopi lavorativi.

Una peculiarità importante di questo indirizzo è inoltre la partecipazione ai “Research Day”, ovvero pomeriggi di ricerca obbligatori durante i quali studenti e studentesse hanno la possibilità di vestire i panni di ricercatori ed essere guidati da docenti ed esperti alla scoperta della ricerca scientifica accademica: la sfida è quella di applicare e potenziare le conoscenze acquisite in classe, andando oltre il semplice nozionismo. Ma come si articolo i Research?
La prima fase dei percorsi, quella introduttiva, forma gli studenti sul metodo scientifico e della costruzione generale di un progetto di ricerca, ma anche li aiuta a riconoscere l’importanza della ricerca e della figura del ricercatore. Nella fase successiva gli studenti partecipano ad alcuni laboratori applicativi, svolti presso gli enti partner, per ampliare lo sguardo sulle tematiche di ricerca più innovative e acquisire quelle competenze specifiche che caratterizzano il percorso di uno studente del liceo STEAM. L’esito finale dei research day è quello di aiutare gli studenti a diventare autori di una personale ricerca scientifica che viene presentata, alla fine del percorso, e valutata nel percorso formativo.

Quest’anno fulcro dei Research pomeridiani, come ci ha spiegato la professoressa di matematica e fisica Giulia Tomasino, è l’energia con le sue fonti rinnovabili e non rinnovabili: si è parlato di sviluppo sostenibile, economia verde, Life cycle assessment, di Agenda 2030; nei giorni a venire si parlerà di energia solare, idroelettrica e marina, geotermica, eolica e molto altro. Le attività assegnate invitano gli studenti a raccogliere informazioni, formulare ipotesi, previsioni e interpretazioni, proporre strategie originali e concrete come veri e propri ricercatori alle prime armi. Tommaso e Pietro ci raccontano la loro esperienza con queste parole:

PIETRO: I research sono obbligatori per tutti e cinque gli anni. L’anno scorso con la prof.ssa Lucchesi abbiamo fatto un’indagine statistica e il percorso è durato per tutto l’anno a partire da novembre fino a maggio; abbiamo realizzato alla fine un elaborato che valeva come resoconto di tutta l’esperienza del research Day.

TOMMASO: Abbiamo iniziato da poco il secondo anno di research con la prof.ssa Tomasino che sarà con noi da novembre a marzo e con la prof.ssa Rindinella che invece ci accompagnerà da marzo fino a maggio. A fine gennaio con la prof.ssa Tomasino ci recheremo direttamente all’Università di Palermo, presso la facoltà di Ingegneria delle fonti rinnovabili per parlare del sito Smartep e del sito Solare Dish Stirling. Sono molto curioso, non vedo l’ora!

“Un sogno nel cassetto post liceo?”

PIETRO: Mi piacerebbe studiare Economia all’Università Bocconi di Milano e poi si vedrà.

TOMMASO: Vorrei tentare la strada dell’Intelligenza Artificiale, quindi sperimentare una facoltà che mi permetta di prendere sempre più dimestichezza con questo nuovo sistema, possibilmente o a Roma o a Milano.
“Un saluto a tutto il campus del Gonzaga… ovviamente in cinese”:
TOMMASO: 你好 Nǐ hǎo (“Ciao!”)

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