Uomini e donne per altri. Al via la scuola di volontariato 23-24

La formazione globale della persona, secondo la pedagogia ignaziana, si realizza solo quando le sue competenze vengono messe a servizio degli altri, e soprattutto dei più fragili.
Sui libri si studiano le situazioni di emergenza, come la povertà o l’abbandono dei minori, ma un contatto esclusivamente teorico non consente la loro piena comprensione. Per questo bisogna viverli e vederli. In questa prospettiva si inserisce la Scuola di Volontariato, un’esperienza di formazione che mette gli studenti del biennio dei licei e di M4 ed M5 Middle Programme in contatto con le realtà più povere del mondo.
Il primo incontro della Scuola di Volontariato 2023 si è svolto lunedì 9 ottobre presso l’Auditorium del Gonzaga. Padre Vitangelo Denora ha ricordato le esperienze di volontariato vissute in Romania e ha raccontato cosa significa mettersi a servizio degli altri:
Le esperienze si vivono con il cuore e si provano emozioni che si devono rielaborare. Il mondo visto dalla parte degli ultimi è diverso rispetto la nostra visione di mondo. Questo ci rende persone complete e ci smaschera facendo venire fuori cose di noi stessi che neanche si conoscevano. Emergono i talenti dei singoli individui e questi si incontrano con quelli delle persone incontrate e questo incontro rende tutto speciale”.
Protagonisti principali dell’incontro sono stati gli studenti che, negli anni precedenti, hanno partecipato alle attività di volontariato. I ragazzi e le ragazze hanno raccontano le proprie esperienze e hanno condiviso con i compagni riflessioni ed emozioni provate. Attraverso i racconti di tutti è emersa l’importanza che il servizio ha esercitato sulla propria crescita personale, modificando soprattutto il modo di osservare e apprezzare la propria vita quotidiana.


Ma come funziona la scuola di volontariato? Dove si svolgono le attività?

La scuola di volontariato, che prepara i ragazzi anche al percorso del PTCO, prevede che ogni giorno i ragazzi e le ragazze, supervisionati dai docenti, svolgono il servizio presso gli enti:

  • Centro Astalli Palermo: aiutare i bambini e ragazzi, figli di immigrati e rifugiati, di scuola elementare e media nello studio.
  • Oasi Verde: animazione con le persone disabili e paraplegiche.
  • Centro Polivalente Crescere a Danisinni: quartiere del centro storico di Palermo che fa capo alla parrocchia di Santa Agnese che si occupa di riqualificazione del quartiere e di supporto educativo e scolastico.
  • Comunità di Sant’Egidio: Casa dell’amicizia: attività di integrazione interculturale e distribuzione di abiti per famiglie bisognose.
  • Il giardino di Madre Teresa: attività ludico-ricreative con i bambini e le famiglie di immigrati.
  • Comunità per senza dimora: dialogare e confrontarsi con gli ospiti della comunità e organizzazione di attività ricreative

Al termine del servizio si creano due momenti di riflessione: il primo riguarda i singoli giorni di volontariato, mentre il secondo invita gli studenti a ripensare all’intero percorso svolto. Questo consente di capire il significato più profondo del lavoro svolto e di ripensare alle proprie esperienze di vita.

Le testimonianze di chi ha già vissuto l’esperienza dei campi missionari all’Estero

Antonino C. ha svolto il campo di volontariato in Romania. Qui è entrato in contatto con una realtà sociale estremamente diversificata. I volontari, divisi in piccoli gruppi, hanno lavorato principalmente con persone disabili, hanno visitato l’ospedale psichiatrico e organizzato momenti ludici e di comunità. Quando padre Denora ha chiesto ad Antonio come questa esperienza lo avesse cambiato, lui ha spiegato che l’anno di volontariato in Romania gli ha dato la possibilità di apprezzare tutto quello che fa parte della quotidianità, come la famiglia.

Fresia G.
racconta il campo missionario fatto in Kenya con i suoi compagni. Durante questo periodo hanno visitato lo slum, dove vivono e studiano i bambini, organizzato feste con musiche e danze insieme alle suore. Anche per lei esplorare un nuovo territorio e conoscere le persone che lo abitano è stata un’occasione di crescita interiore, che le ha permesso di apprezzare tutte le piccole cose che sottovalutava. Fresia si rivolge poi ai compagni più giovani incoraggiandoli ad intraprendere questo percorso emozionante.

Le testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza di volontariato a Palermo. 

Carla B. racconta l’anno di volontariato svolto alla Caritas Diocesana. Nel corso di questa esperienza è entrata in contatto con la realtà dei senzatetto, che hanno raccontato a Carla e ai suoi compagni le proprie storie. Instaurare un rapporto con queste persone, interagire con loro, osservare tutte le loro reazioni, è stata grande fonte di gioia per i ragazzi e ha insegnato loro a cogliere l’attimo perché tutto nella vita può cambiare.

Chiara Z. e Ettore G. hanno svolto l’esperienza di volontariato al Centro Astalli e nel quartiere Danisinni. L’obiettivo dell’esperienza era vivere momenti di animazione con i bambini, farli studiare e organizzare attività ludico-ricreative. A Chiara ha colpito in particolare l’entusiasmo dei bambini che apprezzavano le piccole cose e il legame che si è creato con i bambini grazie ai bei momenti trascorsi insieme. Ettore invece si è occupato delle attività ricreative e sportive per i bambini di Danisinni, e racconta che questa attività gli ha cambiato per sempre la vita e gli ha fatto comprendere che aiutare gli altri è un’occasione per conoscere se stessi.

Recommended Posts